TITAN TRON #15 – IL MOMENTO DI CAMBIARE STRADA? – 12/08/2013

TITAN TRON #15 – IL MOMENTO DI CAMBIARE STRADA? – 12/08/2013

di “TITAN MORGAN” Manuele Poli (@TitanMorgan)

Ieri, 11 agosto 2013, Hulk Hogan ha compiuto sessanta anni, quindi mi sembrava giusto dedicare questa nuova edizione del Titan Tron a lui, inaugurando così anche il nuovo banner realizzato dal nostro bravissimo grafico Luca Celauro.
Tra l’altro, questo è anche il primo Titan Tron che scrivo “da padre”, visto che lo scorso 2 agosto 2013, al nuovo ospedale di Pistoia, mia moglie ha dato alla luce il nostro primo figlio, Leone, per cui si tratta di un momento di grandissime emozioni per me e per la mia famiglia.
Ed a proposito di emozioni (in questo caso, decisamente più frivole e leggere), ricordo che nell’ottobre di circa quattro anni fa, mi esaltai come non mai nell’apprendere la notizia che Hulk Hogan aveva firmato un contratto con la Total Nonstop Action Wrestling.
Avevamo da pochi giorni aperto il sito che state visitando, WorldOfWrestling.it, e fummo i primi a divulgare questa sconvolgente news in Italia. Quel pomeriggio avevo pubblicato sulla newsboard un’anticipazione secondo la quale Hulk Hogan avrebbe indetto una conferenza stampa all’auditorium del Madison Square Garden di New York, probabilmente per pubblicizzare l’uscita della sua nuova autobiografia, “My Life Outside The Ring”.
Invece, dopo che avevo staccato dall’ufficio e stavo guidando per rientrare a casa, mi arrivò un messaggio sul cellulare. Era di Tommaso (T.C. the Punisher) e diceva: “Manu!!! Collegati subito a Internet… Hulk Hogan ha firmato con la TNA!!!“.
Non riuscivo a crederci! Appena arrivato a casa accesi subito il personal computer per capire cosa stesse succedendo. Ed ovviamente ero al settimo cielo, finalmente avrei potuto vedere Hulk Hogan in un vero show di wrestling, non in un reality sulla sua famiglia o a condurre programmi quali American Gladiators o Hulk Hogan’s Celebrity Championship Wrestling!

Adesso, a distanza di quasi quattro anni da quella incredibile serata, credo che per Hulk Hogan sia arrivato il momento di tornare indietro. No, non tornare sui suoi passi, per me ha fatto benissimo a passare questo periodo alla TNA, perchè nonostante in giro ci sia qualcuno che si ostina ad affermare il contrario, lui ed Eric Bischoff hanno davvero aiutato la compagnia a crescere.
Per tornare indietro intendo piuttosto tornare ad essere l’attrazione speciale della WWE che era fino a qualche anno fa. Quello che fa vendere i suoi DVD, le sue action-figures, i videogiochi, tutti targati WWE… perchè pensiamoci bene, cosa può ancora dare Hulk Hogan alla TNA? E la TNA, cosa può ancora dare ad Hulk Hogan? Ad un Hulk Hogan che, a sessanta anni suonati, con una decina di interventi chirurgici alla schiena ed altrettanti alle anche ed alle ginocchia, non può certo pensare di salire nuovamente sul ring per competere con regolarità e non resta altro che la propria storia. E la sua storia, volente o nolente, appartiene alla WWE.
Sul piano creativo, nonostante sul web (soprattutto su quello italiano) molta gente continui ad imputare a lui e ad Eric Bischoff ogni problema che riguardi da vicino la TNA, l’era Hogan-Bischoff si è conclusa da ormai quasi due anni. Infatti, leggendo tanti discorsi che si possono trovare sui Forum di discussione, sembra che siano in pochi a sapere che Hulk Hogan ed Eric Bischoff, alla TNA, hanno avuto due tipi di mansioni in questi quasi quattro anni. Quando firmarono il loro primo contratto nell’ottobre del 2009, furono impegnati anche nel team creativo, insieme a Vince Russo. Infatti, in scena, si potevano chiaramente vedere due diversi tipi di booking, ovvero quello di Russo e quello di Hogan. Il risultato, come tutti abbiamo visto, fu piuttosto scoraggiante, anche perchè i due differenti approcci risultavano difficilmente compatibili e troppo differenti fra loro.
Ma questo primo contratto che Hulk Hogan ed Eric Bischoff hanno firmato con la TNA è scaduto nell’ottobre del 2011 e quando è stato siglato il rinnovo, entrambi sono stati assegnati a compiti molto differenti: Eric Bischoff, da allora, è stato promosso a produttore esecutivo della TNA e si occupa della produzione televisiva e dei vari accordi che la compagnia intrattiene con le emittenti TV nazionali ed internazionali, mentre Hulk Hogan è divenuto a tutti gli effetti una personalità “on-screen”, con un ruolo di “ambasciatore” per Impact Wrestling. La cosiddetta era “Hogan-Bischoff” è finita nell’ottobre del 2011, mentre da allora, per quel che riguarda il booking, siamo entrati nell’era Bruce Pritchard-Dave Lagana-Matt Conway, i nuovi creativi della TNA.

A conferma di ciò, Hulk Hogan si è spesso lamentato di come sono state gestite le cose a livello creativo da allora, ma interpellata sull’argomento, la stessa presidentessa Dixie Carter ha risposto ai microfoni del programma britannico WrestleTalk TV, che le faccende creative non sono affari che riguardano The Hulkster, in quanto il contratto che lo lega alla compagnia prevede che si occupi di altre mansioni. E chi conosce Hulk Hogan, sa bene che è assai improbabile che si metta ad impegnare il proprio tempo in qualcosa per la quale non è pagato.
A prescindere da quello che si legge spesso in giro per il web, dove il revisionismo storico sembra ormai divenuto una consuetudine, è innegabile che la TNA, come azienda, sia cresciuta di più negli ultimi tre anni che in tutta la sua storia. Per otto lunghi anni la TNA è rimasta quella piccola compagnia dalle grandi ambizioni che registrava i propri show una volta al mese (quattro episodi alla volta) in uno studio televisivo di Orlando, davanti a meno di un migliaio di spettatori che entravano nell'”arena” (se così possiamo chiamarla) gratis.
Negli ultimi anni, la TNA ha cominciato a portare i propri spettacoli televisivi in giro per gli Stati Uniti, ad espandersi in mercati importanti come quello britannico, tedesco, francese, australiano ed asiatico (in molti dei quali, Impact Wrestling detiene il primato quale show di wrestling più seguito in assoluto), a proporre spettacoli in diretta, a riempire arene di medie dimensioni, ad organizzare regolarmente degli house-show (eventi non trasmessi in TV) sia in America che in giro per il mondo, insomma, dal 2010 ad oggi la TNA ha finalmente cominciato ad investire per crescere.
E stando a quanto ha dichiarato la presidentessa Dixie Carter un po’ di tempo fa, tra il 2011 ed il 2012 l’azienda ha finalmente raggiunto il pareggio di bilancio ed è da lì che la TNA ha cominciato a operare in attivo per la prima volta nella sua storia.
Adesso, in queste ultime settimane, stanno cercando di tagliare le spese superflue (come i contratti garantiti dei wrestlers che vengono pagati per stare a casa a non far niente) per ammortizzare gli investimenti che sono stati fatti nei mesi scorsi, ma anche questo significa “crescere” per un’azienda.
Hulk Hogan, insieme ad Eric Bischoff, ha giocato un ruolo chiave in questa espansione internazionale della compagnia.
Avere un’icona della cultura popolare americana a fare da ambasciatore per i propri programmi, di certo aiuta.

Ma la mia impressione, è che Hulk Hogan alla TNA abbia ormai raggiunto lo stallo, ovvero più di così non può fare. Non perchè non si impegni abbastanza o perchè non sia animato da buona volontà, ma semplicemente perchè ormai il pubblico si è abituato a lui e la sua presenza non rappresenta più ne una novità, ne un qualcosa di eccezionale.
Qualcuno si aspettava che l’arrivo di Hulk Hogan avrebbe fatto aumentare gli ascolti di Impact Wrestling negli Stati Uniti, dimenticando però che la gente non guarda uno spettacolo di wrestling per vedere il general manager che sancisce i match. Hulk Hogan funge da ambasciatore per la compagnia grazie al fatto che tutti lo conoscono ed è un’icona della cultura popolare americana, invita il pubblico a seguire Impact Wrestling quando viene ospitato nei vari show televisivi e radiofonici, offre la propria immagine per manifesti e merchandise, ma poi sul ring a combattere ci salgono altri e se la TNA vuole convincere nuovi spettatori a seguire i propri show, deve cercare di offrire un prodotto e dei personaggi che facciano venire voglia alla gente di tornare a seguirli ogni settimana e per questo Hulk Hogan può farci ben poco.
Quando Hulk fece il proprio debutto alla TNA, il 4 gennaio 2010, Impact registrò il più alto dato di ascolto nella sua storia, con una media di quasi due milioni di telespettatori sintonizzati ed 1.5 nei ratings delle TV via cavo, nonostante la spietata concorrenza di WWE Monday Night RAW che quella stessa sera presentava il ritorno di Bret “Hitman” Hart ed il suo faccia a faccia con l’eterno rivale Shawn Michaels, atteso da quasi tredici anni da TUTTI gli appassionati di wrestling.
Ma poi, come detto, il pubblico si è abituato alla sua presenza e per certi versi l’immagine di Hulk Hogan è stata “svalutata”.

Se Hulk Hogan dovesse mai tornare alla WWE, dimenticatevi che venga impiegato come General Manager o come personalità “on-air” che appare regolarmente negli show settimanali. Questo non accadrà mai, almeno non fin quando Vince McMahon sarà in vita ed avrà il controllo su quello che accade nella sua azienda.
Se Vince McMahon ha avuto modo di vedere qualche edizione settimanale di TNA Impact Wrestling, immagino che abbia scosso la testa in segno di disapprovazione vedendo Hulk Hogan entrare in scena ogni settimana in veste di General Manager. Senza poi contare il fatto che per ben tre anni, Hulk è apparso ogni giovedì sera davanti ad una folla di un migliaio di persone che non avevano sborsato neanche un dollaro per vederlo, considerato che il pubblico degli Universal Studios di Orlando, Florida poteva assistere alle registrazioni di Impact Wrestling gratuitamente!
Vince McMahon, che è con ogni probabilità il più grande promoter che la storia del wrestling abbia mai conosciuto, ha sempre fatto il possibile per far apparire Hulk Hogan come una delle più grandi attrazioni di tutti i tempi. Lo ha sempre presentato in grande stile, le sue apparizioni venivano centellinate e gestite magistralmente in modo da creare una grande attesa nel pubblico (pensate ai suoi match con Shawn Michaels e Randy Orton a SummerSlam 2005 e 2006), per ogni sua partecipazione Hogan veniva retribuito con cifre da capogiro… insomma, Vince McMahon, per quanto i loro rapporti siano stati controversi nel corso degli anni recenti, ha sempre fatto del suo meglio per far mantenere ad Hulk Hogan lo status di “più grande superstar di tutti i tempi”. Questo fino a quando lo ha avuto sotto contratto, ovviamente.

E’ per questo che ritengo che, anche per lui, a questo stadio della sua vita e della sua carriera, sarebbe molto più conveniente un passaggio alla WWE.
Il bello è che, a differenza di Hulk Hogan, a Sting non rimane soltanto la sua storia. Anche per lui è auspicabile un contratto da leggenda, votato alla produzione di DVD sulla sua carriera, action-figures targate Mattel e presenze nei videogiochi, ma Sting ha ancora qualche dream-match nelle proprie corde (primo fra tutti l’attesissimo confronto con The Undertaker a WrestleMania). In più, The Stinger nel territorio WWE rappresenterebbe un qualcosa di assolutamente inedito!
Chi, come me, ha vissuto quasi tutta la carriera di Sting “in diretta”, sa bene che The Stinger non ha bisogno di combattere tutte le settimane in TV per mantenere vivo l’interesse su di lui. Il suo personaggio, quando gestito bene (cosa che la TNA purtroppo non ha fatto, almeno ultimamente), risulta vincente qualsiasi cosa faccia.
Provate a immaginare un lunedì sera, una qualsiasi edizione di WWE Monday Night RAW dalla quale nessuno si aspetta niente di nuovo o di inedito, nonostante nell’aria si respiri una strana atmosfera, come se stesse per accadere qualcosa da un momento all’altro. The Undertaker è sul ring per un annuncio importante: far sapere ai suoi fans che, avendo battuto tutti gli avversari che lo hanno sfidato a WrestleMania, non gli resta più niente da dimostrare, per cui ha deciso di ritirarsi in pace. Improvvisamente le luci nell’arena si spengono. Un faro si accende ed inquadra la piccionaia del palazzetto, dove si erge una figura oscura, con la faccia bianca, un lungo cappotto di pelle nero ed un vero avvoltoio vicino alla sua spalla.
Questo “fantasma”, con una mazza da baseball in mano, indica The Undertaker, che rimane ad osservarlo incredulo e sbigottito. Si tratta di lui… Sting!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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