TITAN TRON #16: LA LEGGENDA DEL DRAGONE DI NAGOYA – 10/10/2013

TITAN TRON #16: LA LEGGENDA DEL DRAGONE DI NAGOYA – 10/10/2013

di “Titan Morgan” Manuele Poli (@TitanMorgan)

Nei mesi recenti la mia vita è profondamente cambiata. In meglio, si intende. Con la nascita di mio figlio, tra le altre cose, mi è anche capitato di chiedermi se sarebbe stato il caso di continuare a continuare il mio impegno con il wrestling sul web che va avanti ormai da quasi tredici anni.
E la risposta che mi sono dato è stata “si”, almeno finchè ce la farò. Ovviamente questo impegno ha dovuto subire un ridimensionamento ed ho pensato che la soluzione migliore per me sarebbe stata quella di concentrarmi su ciò che mi riesce meglio, ovvero raccontare la storia del wrestling con il Titan Tron, lasciando le altre mansioni ai colleghi più giovani che, non avendo ancora messo su famiglia, hanno un po’ più tempo da dedicare al sito.
Il Titan Tron è sempre stato un editoriale molto lungo e impegnativo, sia da leggere che da realizzare, per cui se voglio riuscire a pubblicarlo almeno una o due volte al mese, dovrò cercare di renderlo più snello, massimizzandone i contenuti senza però intaccarne la qualità.
Ed è così che con questa edizione, proverò ad inaugurare una nuova serie di Titan Tron, che saranno più brevi e di facile lettura rispetto ai precedenti, ma che andranno on-line più frequentemente, mi auguro almeno una volta al mese (con l’obiettivo di arrivare a due), se ci riuscirò.

E vorrei cominciare raccontando la storia di un wrestler che ho conosciuto nel 1996 guardando WCW Monday NITRO in TV, ovvero Ultimo Dragon.
Considerato a ragione l’atleta giapponese più innovativo degli ultimi venti anni dopo l’originale Tiger Mask, Yoshihiro Asai, vero nome dell’artista che si cela dietro la maschera di Ultimo Dragon, ha raggiunto traguardi all’apparenza inarrivabili in tutto il mondo. Dopo una fantastica carriera trascorsa sui più celebri palcoscenici internazionali, in seguito ad un infortunio, il Dragone ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio delle giovani leve aprendo una scuola di wrestling nella sua terra nativa. Ma come tutte le leggende di questo sport, neanche lui è riuscito a resistere al richiamo del ring e combatte ancora, all’età di quarantasei anni.

Quando Ultimo Dragon, accompagnato dal manager Sonny Onoo, si presentò per la prima volta a WCW Monday Nitro, programma televisivo di punta della World Championship Wrestling (federazione poi acquisita da Vince McMahon ed inglobata alla WWE nel 2001), gli spettatori, me compreso, restarono a bocca aperta. Ricordo che era un venerdì sera e come tutte le settimane, finito di cenare, mi trovavo sulla poltrona del salotto a casa dei miei genitori, guardando WCW Monday NITRO sull’emittente britannica in chiaro TNT Europe, all’epoca ricevibile via satellite anche da noi in Italia.
Questo misterioso uomo mascherato, che inizialmente fu presentato come The Ultimate Dragon, era seduto a bordo ring accanto al suo manager ed indossava intorno alla sua vita e sulle sue spalle ben otto cinture di campione provenienti da ogni parte del pianeta: il titolo NWA World Junior-Heavyweight, il campionato UWA World Junior Light-Heavyweight, la corona WAR International Junior-Heavyweight, la cintura British Commonwealth Junior-Heavyweight, il titolo WWE/UWA World Light-Heavyweight, l’alloro UWA World Welterweight, il campionato WWA World Junior Light-Heavyweight ed il titolo NWA World Welterweight!
Prima di allora non avevo mai visto niente di simile, rimasi sbalordito e la prima cosa che pensai fu che la divisione Cruiserweight doveva rappresentare davvero un qualcosa di molto serio se un campione di quel calibro si presentava alla WCW con l’ambizione di conquistare quella cintura .
Infatti, in seguito tutti questi campionati detenuti da Ultimo Dragon furono unificati sotto la cintura di campione del mondo Cruiserweight della WCW, la stessa che fino a qualche anno fa veniva difesa anche all’interno della World Wrestling Entertainment (prima di essere conquistata da Hornswoggle e venire ritirata nel 2007…), conferendo a tale corona dei pesi leggeri un prestigio ineguagliabile.

In quel periodo, e stiamo parlando del 1996, tutti i più grandi “pesi leggeri” del mondo si presentarono alla WCW nella speranza di poter avere almeno una possibilità di conquistare la cintura di campione Cruiserweight, grazie soprattutto alla fama globale che tale titolo aveva guadagnato per merito di Ultimo Dragon.
Dean Malenko, Rey Mysterio Jr., Juventud Guerrera, Psychosis, Jushin “Thunder” Liger, Billy Kidman, Chris Jericho, Eddie Guerrero, Chris Benoit ed una moltitudine di altri supercampioni di categoria si guadagnarono la possibilità di competere per questa corona per la gioia degli appassionati, che si trovarono ad assistere ad incontri a dir poco eccezionali e che nella maggior parte dei casi avevano come protagonista Ultimo Dragon ed il suo stile accattivante basato su un’abile miscela di arti marziali e di spettacolari tecniche tipiche della “lucha libre”, la versione messicana della lotta professionistica.

La divisione Cruiserweight della WCW fu un’idea dell’allora vice-presidente esecutivo della compagnia Eric Bischoff, che avendo visto competere in Giappone e Messico una serie di superstars di stazza più minuta rispetto ai classici colossi americani, ma dotati di un’agilità fuori del comune, decise di provare a proporre al pubblico americano, all’interno dei propri programmi, questo stile per certi versi inedito nel panorama a stelle e strisce. Ed il successo fu immediato.
Grazie anche alla divisione Cruiserweight (e ad altre idee innovative ed accattivanti quali il New World Order, il turn-heel di Hulk Hogan, l’ascesa di Goldberg e la trasformazione di Sting), la World Championship Wrestling raggiunse vette di popolarità mai viste prima, arrivando a superare di gran lunga anche la World Wrestling Federation di Vince McMahon, che era stata per quasi quindici anni la compagnia leader nel settore.
Ultimo Dragon, Rey Mysterio, Jr. e Dean Malenko erano gli assoluti protagonisti della divisione Cruiserweight che dava alla WCW quell’aurea di realtà internazionale di tutto rispetto.
Questo periodo è noto come “The Cruiserweight Revolution”, è cominciato nel 1996 ed è andato avanti fino al 1998, anno in cui la carriera di Ultimo Dragon sembrò essersi drammaticamente conclusa in seguito ad un brutto infortunio le cui condizioni furono addirittura aggravate dal cattivo esito di un’operazione chirurgica.
In realtà, se pur in tono minore, la divisione Cruiserweight ha continuato ad andare forte anche nella prima metà del 1999 pur senza Ultimo Dragon, almeno fino a quando due nuovi creativi, rispondenti ai nomi di Vince Russo e Ed Ferrara, furono assunti dalla WCW nel tentativo di riconquistare il terreno che nel corso dell’ultimo anno la compagnia aveva perso in favore della WWE.

Ma purtroppo, la prima vittima della pessima gestione Russo-Ferrara fu proprio la fantastica divisione Cruiserweight, che fino ad allora era stata il fiore all’occhiello della WCW. Poco prima di Halloween Havoc 1999 (primo evento in pay-per-view sotto la nuova gestione), Disco Inferno, che non era mai stato considerato un “peso leggero”, sconfisse Psychosis strappandogli il titolo di campione Cruiserweight e iniziando di fatto la vera crisi (se non la morte…) della categoria.
Infatti, nei mesi successivi, Vince Russo ebbe anche le brillanti idee di far vincere il titolo Cruiserweight a due donne (Madusa ed in seguito Daffney), ad una coppia (Crowbar & Daffney) ed al suo collega writer obeso (Ed Ferrara nei panni di Oklahoma, una parodia per prendere in giro il commentatore della WWE Jim Ross che era stato recentemente colpito da una malattia chiamata “Bell’s Palsy” paralizzava parte del suo volto…).
E c’è ancora chi ha il coraggio di dire che Vince Russo non ha rovinato la WCW…

(Un incontro valevole per il titolo Cruiserweight WCW secondo le “geniali” idee di Vince Russo…)

Ma il dragone continua a volare ancora oggi sui ring di tutto il mondo, dal Giappone al Messico, dagli Stati Uniti fino all’Europa, come avrete potuto leggere sull’ultima edizione dell’editoriale periodico di Manuel “Lordkobe” Bergugnat, The 11th Hour #134 – The Octobeard Edition.
La verità è che Yoshihiro Asai non è certo un tipo che si arrende di fronte alle avversità. Per anni ha affrontato ogni sfida che gli si è parata davanti senza lasciarsi intimorire da niente e da nessuno, figuriamoci se poteva permettere al destino avverso di porre fine alla sua sfavillante carriera.

L’unico titolo veramente importante che ancora manca al suo eccezionale “palmares” è la cintura della X-Division, prestigioso alloro messo in palio dalla Total Nonstop Action Wrestling (TNA) che di fatto, tra alti e bassi, negli ultimi dieci anni ha raggiunto una discreta fama a livello internazionale, anche se non è certo paragonabile come prestigio al campionato Cruiserweight del periodo 1996-1999.
Inizialmente la categoria della X-Division non prevedeva un limite di peso, ma vi competevano gli atleti più innovativi, tecnici ed acrobatici della disciplina e sicuramente Ultimo Dragon è sempre stato uno dei migliori tra questi. Purtroppo, nonostante qualche anno fa circolassero insistenti voci di un presunto interesse da parte di Ultimo Dragon a partecipare alla X-Cup (la competizione internazionale a squadre organizzata dalla TNA nella quale si sfidavano compagini di atleti provenienti da ogni parte del pianeta e rappresentanti gli Stati Uniti, il Messico, il Giappone e l’Inghilterra), questa occasione non si è mai concretizzata.

Ricordo che addirittura si vociferava che Ultimo Dragon avrebbe fatto parte della rappresentativa messicana anziché di quella giapponese, anche perchè il dragone, in passato ritenuto di stazza troppo piccola per competere sui ring nipponici, ha ottenuto i suoi maggiori successi proprio nei circuiti dell’America centrale.
Non ci sono dubbi sul fatto che un passaggio di Yoshihiro Asai alla TNA, soprattutto in quel periodo, avrebbe rappresentato una gioia per gli occhi di tutti i più grandi appassionati dello stile tecnico ed acrobatico, dato che avrebbe potuto dar vita ad emozionanti incontri con atleti del calibro di “The Fallen Angel” Cristopher Daniels ed AJ Styles, trovandosi anche perfettamente a suo agio sul ring a sei lati tipico della TNA dell’epoca, visto che la stessa struttura è stata adottata originariamente dalla Toryumon, la federazione-scuola fondata proprio dal drago volante in Giappone.

Ma nonostante tutte le sue innumerevoli conquiste, Asai sostiene di aver coronato il suo sogno quando ha partecipato a WWE WrestleMania XX nel 2004, al Madison Square Garden di New York, l’arena più famosa al mondo. In quell’occasione il dragone prese parte ad una battaglia reale che vedeva coinvolti i migliori pesi leggeri sotto contratto con la World Wrestling Entertainment. Alla fine uscì vincitore Chavo Guerrero Jr. (wrestler attualmente in forze alla TNA), ma per The Dragon si trattò comunque di un’esperienza memorabile, nonostante lo scivolone sulla rampa di ingresso causato forse dalla tensione di esibirsi in un contesto così importante.
Probabilmente Ultimo Dragon ha già dato al wrestling tutto quello che aveva da dare, ma i veri appassionati di questo sport sono convinti che il dragone possa regalarci ancora qualche emozione sul ring.
Alla prossima… brothers!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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