TITAN TRON #18: THE REAL WORLD CHAMPION – 03/12/2013

TITAN TRON #18: THE REAL WORLD CHAMPION – 03/12/2013

Tutti gli incredibili retroscena che nel 1991 portarono il campione del mondo dei pesi massimi NWA/WCW Ric Flair a passare alla WWF portando con se la sua cintura!

TITAN TRON #18: THE REAL WORLD CHAMPION

di “Titan Morgan” Manuele Poli
(@TitanMorgan)

Da quasi tredici anni, il Titan Tron rappresenta lo schermo che cerca di far rivivere agli appassionati italiani le emozioni del passato. In questa edizione, nel tentativo di far respirare ai lettori l’atmosfera che si viveva all’epoca, sono state inserite alcune pagine di articoli tratti da una rivista italiana del 1991. Cliccandoci sopra, queste pagine verranno ingrandite, in modo tale da poterne leggere agevolmente i contenuti.

Da un po’ di tempo a questa parte, nel wrestling americano in generale, il cosiddetto “titolo mondiale” sembra aver riacquisito un certo prestigio, tornando ad essere a tutti gli effetti il fulcro centrale degli show televisivi.
Mentre alla WWE ci stiamo avviando ad un match per l’unificazione del WWE Title e del World Heavyweight Title tra i due rispettivi detentori, ovvero Randy Orton e John Cena, alla TNA abbiamo AJ Styles che, dopo aver strappato il titolo di campione del mondo dei pesi massimi a Bully Ray nel main-event di Bound for Glory, ha deciso di non firmare il rinnovo del contratto che lo legava alla compagnia e nonostante la presidentessa della TNA Dixie Carter abbia cercato di convincerlo con ogni mezzo regalandogli anche un’auto di lusso, AJ se n’è andato ed ha cominciato a girovagare per il mondo difendendo la cintura appena conquistata, senza autorizzazione alcuna, in una serie di match in Messico, Giappone e Gran Bretagna, rendendo di fatto il suo titolo come l’unico vero “World Title” del wrestling americano.

(nella foto: AJ Styles: the only real world champion?)

Tuttavia Dixie Carter non ha ovviamente gradito l’affronto subito ed ha immediatamente indetto un torneo per decretare il nuovo TNA World Heavyweight Champion.
Qualcuno aveva provato a far notare che questa storyline ricordava quanto accadde nell’estate del 2011 alla WWE con CM Punk, ma l’autoproclamatosi “Best in the World”, nonostante le minacce, non difese mai al di fuori della WWE il titolo strappato a John Cena.
A qualcun altro questa storyline è sembrata invece ispirata a quello che è successo nella prima metà del 2013 alla Ring of Honor, quando il campione in carica Jay Briscoe era stato privato del titolo (successivamente riassegnato ad Adam Cole in un torneo) in quanto alla ROH davano ormai per certi che sarebbe approdato alla WWE, ma poiché questo non è accaduto, Briscoe è poi rientrato nel giro titolato proclamandosi come il vero campione.

(nella foto: Adam Cole e Jay Brisco si stringono la mano)

A dire il vero, una storyline del tutto simile era stata predisposta anche alla WCW in occasione di Bash at the Beach 2000, quando il campione del mondo dei pesi massimi Jeff Jarrett si lasciò schienare da Hollywood Hulk Hogan cedendogli la cintura nel famigerato “screwjob” di Daytona Beach. Nei piani originali, il titolo mondiale WCW sarebbe stato riassegnato in un torneo e Hogan avrebbe dovuto ripresentarsi pochi mesi dopo ad Halloween Havoc, ancora in possesso della vecchia cintura, proclamandosi il vero campione. Ma sappiamo tutti come andò a finire, Vince Russo volle fare di testa sua e Hulk Hogan lasciò la WCW intentando anche una causa contro la compagnia per il mancato rispetto di una serie di obblighi contrattuali.

(nella foto: Hollywood Hogan e Jeff Jarrett, protagonisti dello screwjob di Daytona Beach)

Ma c’è un’altra vicenda che la storyline di AJ Styles mi ha fatto tornare alla mente ed è quella di cui mi occuperò in questa edizione del Titan Tron.
Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, un certo Jim Herd era stato promosso Vice-Presidente Esecutivo della WCW (World Championship Wrestling) da Ted Turner.
Quello era molto probabilmente il periodo più difficile per la WCW, almeno dal punto di vista economico, con show presentati in arene semivuote e perdite annuali di oltre sei milioni di dollari nei bilanci della compagnia.
Secondo Herd, per arrivare al successo la WCW avrebbe dovuto copiare l’azienda leader nel settore, ovvero la World Wrestling Federation di Vince McMahon.
Per questo Herd cercò di introdurre una serie di gimmick che, secondo lui, avrebbero avuto lo stesso appeal con i fans di quelle proposte da Vince McMahon, ma l’unico risultato che riuscì ad ottenere fu quello di allontanare il tradizionale seguito dei fans della NWA (National Wrestling Alliance) dalla WCW (in quel periodo la WCW faceva ancora parte del “consorzio” NWA, ormai morente), anche perché i personaggi da lui proposti sono ancora oggi ricordati come i più imbarazzanti mai visti su un ring di wrestling (e tutti candidati alla Hall of Shame di Luca Poison).

(nella foto: Big Josh, una delle strabilianti idee partorite dalla mente di Jim Herd)

Si pensi che una delle sue prime proposte fu quella di mettere in piedi un Tag-Team di lottatori chiamati The Hunchbacks, che sarebbero stati quasi imbattibili poiché le gobbe che dovevano avere sulla schiena avrebbero impedito agli avversari di metterli al tappeto per il conto di tre. Il team creativo della WCW riuscì però a dissuaderlo dal proporre una simile assurdità, per cui Jim Herd se ne uscì fuori con la gimmick dei Ding Dongs, un Tag-Team di wrestlers mascherati che, per una non precisata ragione, si portavano appresso due campane. E furono veramente presentati negli show televisivi. Così come Big Josh, un taglialegna che ballava con degli orsi, interpretato da Matt Borne (la superstar che qualche anno più tardi diventerà famosa come Doink the Clown), altra “geniale” idea di Jim Herd.
Si pensi che durante la sua gestione, Stan Hansen decise di lasciare la WCW per tornarsene in Giappone alla All Japan Pro Wrestling, in quanto Herd aveva intenzione di inserirlo in una stable di cowboy in chiave comica chiamati “The Desperados”.

(nella foto: i Ding Dong, un’altro “avvincente” tentativo di inventare una gimmick messo in atto da Jim Herd)

Ma nonostante queste “grandiose” idee, la WCW continuava a perdere sempre più consensi e per questo Jim Herd, non avendo alcuna esperienza nel business del wrestling, cercava un capro espiatorio e lo trovò nel campione del mondo dei pesi massimi, Ric Flair, che era anche un membro del team creativo.

Secondo Jim Herd, la ragione principale degli insuccessi della WCW era l’incompetenza di Ric Flair come writer ed il fatto che la sua immagine aveva ormai stancato tutti e doveva essere rinnovata. Herd propose quindi un radicale cambio di personaggio per Flair, che ormai aveva fatto il suo tempo come main-eventer ed avrebbe dovuto lasciare il posto a giovani in rampa di lancio quali Lex Luger e Sting, divenendo così un personaggio di secondo piano e rinnovando la propria immagine. Flair avrebbe dovuto tagliare completamente i suoi capelli, indossare una vistosa campanella all’orecchio, imbracciare un grosso scudo metallico e cambiare il proprio nome in Spartacus. Non sto scherzando, secondo Jim Herd, per mettersi al passo con i tempi, Ric Flair avrebbe dovuto interpretare la gimmick del gladiatore romano. In seguito a questa proposta, Kevin Sullivan, altro membro di spicco del team creativo, disse: – Già che ci siamo, perché non andiamo allo Yankee Stadium e cambiamo il numero di Babe Ruth? -.

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Jim Herd attuò una vera e propria strategia di “mobbing” nei confronti di Ric Flair, atta a farlo sentire inutile e privarlo di ogni sicurezza in se stesso. Ed il bello è che riuscì nel suo intento!
Flair, in quel periodo, cadde in una profonda depressione. Alcuni colleghi raccontano che era ridotto così male che talvolta non riusciva neanche ad alzarsi dal letto con le proprie forze, restava sdraiato tremando e chiedendo aiuto. Lo stesso Kevin Sullivan una volta fu costretto ad aiutarlo ad arrivare all’aeroporto portandolo a braccetto in quanto non era in grado di camminare. E nella sua autobiografia, “The Nature Boy” racconta che non riusciva neanche più a dormire, ma passava intere notti a bere ed a darsi pizzicotti nelle braccia e sulla faccia, per rendersi conto se fosse ancora vivo o meno.
Per questo Flair fu costretto a rivolgersi ad un psicologo dello sport.

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Al momento del rinnovo del contratto di Ric Flair, Jim Herd decise di rinegoziarlo, proponendo un sostanziale taglio del salario. Flair, che era il campione del mondo dei pesi massimi e percepiva circa 750,000 dollari annuali, avrebbe dovuto accontentarsi di un terzo dell’ingaggio, ovvero 250,000 dollari.
Inoltre Ric Flair, poco tempo prima aveva dato la propria parola a Sting che gli avrebbe ceduto il titolo mondiale in un match di alto livello consacrandolo definitivamente ed anche lo stesso Herd aveva accettato tale proposta. Ma siccome Sting si era infortunato (e Flair aveva intenzione di aspettare che potesse tornare sul ring), Herd pretendeva che Ric Flair lasciasse immediatamente il titolo a Lex Luger.

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Un taglio del 66% sul salario e perdere il titolo contro qualcuno che non gli andava a genio, per Flair era davvero troppo e per questo decise di non rinnovare il contratto che lo legava alla WCW. Tuttavia “The Nature Boy” era il campione del mondo e prima di andarsene avrebbe dovuto perdere la cintura a favore di qualcun altro, per questo Flair cercò un compromesso con Jim Herd, chiedendo se avrebbe potuto lasciare il titolo a Barry Windham, un wrestler che aveva sempre rispettato e che secondo lui si era meritato sul campo di diventare il campione. Flair assicurò Herd che avrebbe ceduto il titolo a Barry Windham il 1 luglio 1991 a The Great American Bash, ma due settimane prima dell’evento, Herd chiamò Flair mandandolo letteralmente a quel paese e comunicandogli che era licenziato, per cui avrebbe inviato a casa sua il capo della sicurezza della WCW Doug Dillinger a ritirare la cintura di campione del mondo dei pesi massimi che era ancora in possesso di Flair.

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Ric Flair gli disse che per lui non c’erano problemi, ma che Doug Dillinger, per riavere la cintura, avrebbe dovuto portare con se anche un assegno di 25,000 dollari più interessi, ovvero l’ammontare del suo deposito cauzionale. Infatti, all’epoca, quando un wrestler conquistava il titolo mondiale NWA depositava nelle casse dell’organizzazione una somma di 25,000 dollari che gli sarebbe stata restituita alla fine del suo regno. Questo stratagemma serviva per impedire che un campione del mondo NWA potesse presentarsi in un’altra organizzazione portando con se la cintura. Siccome Flair aveva vinto e perso il titolo mondiale in numerose occasioni, non aveva mai avuto l’occasione di ritirare il suo deposito cauzionale, che con gli interessi ammontava a circa 38,000 dollari. Ma adesso, visto che il suo rapporto con la compagnia era definitivamente concluso, giustamente rivoleva indietro i suoi soldi.
Alla richiesta di Flair, Jim Herd andò su tutte le furie e chiuse ogni trattativa. Ma la cintura rimase nelle mani del “Nature Boy”!

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Di conseguenza, a Great American Bash 1991, Lex Luger affrontò Barry Windham per il vacante titolo mondiale WCW, ma la folla di Baltimore, per tutta la durata dell’evento in pay-per-view continuò a gridare a squarciagola – We want Flair! We want Flair! We want Flair! – e questo, unito a numerosi altri errori, qualche tempo più tardi portò alla rimozione di Jim Herd dal proprio incarico ed al suo successivo licenziamento.
Tutta la stampa internazionale si occupò di questa vicenda che stava avendo luogo dietro le quinte tra “The Nature Boy” Ric Flair e la dirigenza della WCW. Anche le riviste italiane dell’epoca, nonostante i programmi della World Championship Wrestling non venissero trasmessi nel nostro paese, diedero ampio risalto a questa incredibile situazione (come si può vedere dalle immagini a corredo di questo articolo).
Tra l’altro, poiché alla WCW non avevano fatto in tempo a realizzare una nuova cintura di campione del mondo, presero uno dei vecchi titoli regionali di Dusty Rhodes e ci fecero scrivere sopra “World Champion”. E questo titolo fu vinto da Lex Luger, anche se la National Wrestling Alliance continuava a riconoscere Ric Flair come il vero campione del mondo dei pesi massimi!

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Ma il bello doveva ancora venire!
Infatti, Ric Flair fece un utilizzo della cintura che in pochi si sarebbero aspettati… la spedì a Vince McMahon!!!
Flair e McMahon si incontrarono e si accordarono con una stretta di mano per un passaggio del “Nature Boy” nelle file della World Wrestling Federation, ma Jim Herd ed i dirigenti della WCW, disperati per quanto stava capitando, provarono a fare un’altra offerta a Flair per convincerlo a rimanere. Nonostante fosse più alta rispetto a quella di McMahon, Ric Flair non accettò ed a quel punto stava per accadere qualcosa che tutti i fans stavano attendendo da un intero decennio!
Per tutti gli anni ottanta il campione del mondo NWA Ric Flair ed il campione del mondo WWF Hulk Hogan si erano punzecchiati a distanza. I due talvolta si erano incontrati anche in albergo ed in quelle occasioni i fans erano disposti a tutto pur di scattare una foto dei due campioni del mondo insieme.
Hogan e Flair, nonostante la rivalità, si rispettavano. Hulk considerava Ric come il miglior performer di tutti i tempi. Flair ammirava l’impegno ed il tempo che Hogan dedicava ai bambini malati, ed anche sulla sua autobiografia, il “Nature Boy” ha ricordato che Hulk era sempre pronto a interrompere qualsiasi cosa stesse facendo, pur di regalare un sorriso ad un bambino.

(nelle foto: Ric Flair ed Hulk Hogan ritratti in due figurine dei primi anni ottanta)

Ebbene, per la prima volta, i due più grandi nomi di tutti i tempi si sarebbero trovati insieme nella stessa compagnia.
Da parte mia erano anni che seguivo Ric Flair attraverso le riviste specializzate che si trovavano all’epoca nelle edicole italiane. Leggevo che “The Nature Boy” era il più grande wrestler di tutti i tempi, che nessuno era al suo pari. Ed anche Dan Peterson lo confermava di tanto in tanto nel corso delle sue telecronache dei programmi sulla WWF.
Un pomeriggio d’autunno nel 1991, come ogni giorno stavo seguendo insieme a mio cugino WWF Superstars of Wrestling trasmesso in TV su Tele+2 (oggi divenuta Sky Sports 2) e nel corso della puntata, Dan Peterson annunciò che Ric Flair, il più grande wrestler di tutti i tempi, era passato alla WWF e che lo avremmo presto visto combattere! Io e mio cugino ci guardammo sbalorditi rimanendo letteralmente a bocca aperta! Finalmente avremmo visto “The Nature Boy” in TV! Infatti, fino ad allora lo avevamo potuto ammirare soltanto nelle foto pubblicate da Wrestling All Stars, da Wrestling Ringside, dal Wrestling Magazine, da Superstar Wrestler e dalle altre riviste che venivano pubblicate in Italia.

(la copertina di Superstar Wrestlers, cliccaci sopra per ingrandirla)

Se al giorno d’oggi venisse annunciato che il campione del mondo dei pesi massimi TNA AJ Styles ha firmato un contratto con la WWE, i fans lo avranno comunque potuto vedere all’opera grazie a YouTube e ad internet in generale. Ma nel 1991, tutto quello che avevamo era la TV e la carta stampata, nient’altro. Per questo la nostra emozione di poter finalmente vedere Ric Flair all’opera era ancora più grande!

Qualche giorno più tardi, il manager Bobby “The Brain” Heenan si presentò a WWF Wrestling Challenge con in mano una cintura che conoscevo molto bene: era il titolo di campione del mondo dei pesi massimi NWA/WCW!
Pazzesco, il titolo mondiale NWA mostrato in uno show della WWF! Il compianto telecronista americano Gorilla Monsoon chiese a Bobby Heenan che cintura fosse quella che aveva in mano, notando che non si trattava della cintura del campione WWF Hulk Hogan. Heenan rispose che paragonare la cintura che aveva in mano a quella di Hulk Hogan, era come mettere a confronto il gelato con lo sterco di cavallo! Quella era la cintura del vero campione del mondo, aggiunse Heenan, e questo campione lo avremmo visto molto presto alla WWF. “The Brain” concluse il suo annuncio affermando che avevamo senz’altro sentito parlare del possessore di quella cintura: Ric Flair!

(nella foto: il debutto di Ric Flair alla WWF, cliccaci sopra per vedere il fimato)

Un momento epico al quale non avremmo mai pensato di poter assistere. In quei giorni del 1991 si stava scrivendo la storia del wrestling!
Ric Flair fece il suo debutto alla WWF, presentato dal suo nuovo agente Bobby “The Brain” Heenan, il 9 settembre 1991 a Prima Time Wrestling, proclamandosi “The Real World Champion” e dichiarando guerra ai vari Hulk Hogan, “Rowdy” Roddy Piper e “Macho Man” Randy Savage.
“The Nature Boy”, che pochi mesi prima aveva tagliato i suoi caratteristici lunghi capelli biondi per accontentare le richieste di Jim Herd, mantenne ovviamente tutti i tratti che avevano reso noto al grande pubblico il suo personaggio, dalle sgargianti vestaglie, alla musica d’entrata ed addirittura la sua cintura di campione del mondo dei pesi massimi NWA, che poco più tardi, in seguito ad una causa legale intentata dalla World Championship Wrestling nei confronti della WWF, fu sostituita da uno dei titoli Tag-Team e “oscurata” in televisione.

(nella foto: il WWF Magazine dedica per la prima volta la copertina a Ric Flair)

Ric, che in passato aveva più volte fatto uso di steroidi anabolizzanti per migliorare il suo aspetto fisico, all’età di quarantadue anni si sentiva un po’ a disagio per come appariva in TV, visto che la maggior parte dei main-eventer della WWF mostravano muscoli scolpiti ed una corporatura da superuomini. Per cui Flair chiese a Vince McMahon se secondo lui si presentava bene e la risposta di Vince fu: – Certo che ti presenti bene, tu sei Ric Flair! -.
Questo fu sufficiente a “The Nature Boy” per recuperare tutta la fiducia in se stesso che gli aveva fatto perdere Jim Herd nei mesi precedenti.

(clicca sulla foto per ingrandirla e leggere i contenuti)

Per noi fans italiani la promessa di Dan Peterson si concretizzò nel pomeriggio dell’11 ottobre 1991, un giovedì in cui non vedevo l’ora di tornare a casa da scuola per accendere la TV e sintonizzarla su Tele+2 per assistere all’incontro tra Ric Flair e Jim Powers. Osservai con religiosa attenzione ogni sua mossa rimanendo con gli occhi incollati al televisore, ricordo ancora oggi di come, all’età di quattordici anni, ammirai la pulizia del suo knee-drop e l’efficacia della sua figure-four leg lock.
Non so perché, ma alla fine di quel breve e semplicissimo match, dissi tra me e me: – Hanno ragione, Ric Flair è davvero il più grande di tutti! -. Probabilmente fu a causa della suggestione di un’attesa durata anni, anche perché in quell’incontro non è che Flair fece vedere chissà cosa. Ma per me fu più che sufficiente. E nei giorni successivi continuavo a guardare e riguardare quel match tra Ric Flair e Jim Powers che avevo registrato su VHS!

(clicca sulla foto per ingrandirla e leggere i contenuti)

E non so dirvi l’emozione che provai quando, un mese più tardi, Ric Flair si trovò per la prima volta faccia a faccia con Hulk Hogan in occasione del Funeral Parlour condotto da Paul Bearer e da The Undertaker.
Nei giorni a venire, a scuola non parlavamo d’altro!
Ric Flair ed Hulk Hogan si incontrarono sul ring in svariate occasioni, in un tag-team match al Saturday Night’s Main Event (Hulk Hogan & Sid Justice vs Ric Flair & The Undertaker), alla leggendaria Royal Rumble del 1992, ma tutti noi aspettavamo un match uno contro uno tra i due più grandi di tutti i tempi. Match che sembrò concretizzarsi in occasione di WrestleMania VIII, quando il presidente della WWF Jack Tunney annunciò in una conferenza stampa che a WrestleMania, il nuovo campione WWF Ric Flair avrebbe dovuto affrontare il primo sfidante Hulk Hogan.
Tuttavia, non si sa per quale ragione, i piani per WrestleMania VIII furono cambiati in corsa e fu deciso che Hulk Hogan avrebbe affrontato Sid Justice, mentre Ric Flair avrebbe difeso il titolo contro “Macho Man” Randy Savage.
Una decisione che lasciò l’amaro in bocca non soltanto a noi fans, ma anche allo stesso Hulk Hogan, che sulla sua autobiografia pubblicata nel 2002 ammette che una sfida tra lui e Ric Flair nel main-event, una prima assoluta per la TV, avrebbe reso WrestleMania VIII la più grande edizione di tutti i tempi.

(clicca sulla foto per ingrandirla e leggere i contenuti)

In realtà Hulk e Flair avevano combattuto in più di un’occasione dopo il passaggio del “Nature Boy” alla World Wrestling Federation, ma sempre in house-show non trasmessi in televisione.
Quei match li ho potuti vedere soltanto una decina di anni più tardi grazie ai DVD prodotti dalla WWE, mentre all’epoca dovetti accontentarmi di guardare alcune foto relative ad un match tra Hogan e Flair disputato al Madison Square Garden di New York (cliccate QUI per vedere questo match) pubblicate dalla rivista Superstar Wrestlers (che potete vedere in questo articolo).
Sull’altra rivista, Wrestling All Stars, la redazione italiana si lamentava del fatto che quel match tra Hogan e Flair avrebbero dovuto organizzarlo qualche anno prima, intorno al 1987 e magari in campo neutro (in Giappone, ad esempio), quando entrambi i wrestlers si trovavano all’apice delle proprie carriere sportive.
A me sarebbe stato sufficiente poterlo vedere a WrestleMania VIII. Anche perché, per vedere questi due grandissimi campioni confrontarsi uno contro l’altro sul ring, ho dovuto attendere il 1994, quando Hulk Hogan e Ric Flair, nel frattempo entrambi passati alla WCW, si sono dati battaglia per il titolo di campione del mondo a Bash at the Beach.

(nella foto: Hulk Hogan vs Ric Flair alla WCW nel 1994)

Anzi, a dire il vero, quel bellissimo match l’ho potuto vedere soltanto un anno più tardi nel 1995, grazie ad una videocassetta ricevuta dal mio amico Andrea Martinelli (che oggi è direttore e webmaster di questo sito) che mi convinse ad installare un’antenna parabolica per poter continuare a vedere il wrestling sui canali inglesi e tedeschi.
Quelli che hanno segnato il passaggio di Ric Flair dalla WCW alla WWF nel 1991 sono stati probabilmente i mesi più eccitanti che ho vissuto con il wrestling prima della “Monday Night War”, ma ancora oggi mi chiedo come sarebbe stato se Hulk Hogan e Ric Flair si fossero affrontati per il titolo di campione WWF nel main-event di WrestleMania VIII?

Alla prossima… brothers!!!

 

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

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