TITAN TRON #21: WORLD OF SPORT WRESTLING -12/02/2014

TITAN TRON #21: WORLD OF SPORT WRESTLING -12/02/2014

Prima che in America la WWE diventasse un fenomeno globale seguito in tutto il mondo, in Gran Bretagna il wrestling faceva già impazzire le platee con ascolti da capogiro…

di “Titan Morgan” Manuele Poli
(@TitanMorgan)

Nell’estate del 1987 non avevo ancora compiuto dieci anni e mi trovavo in vacanza al mare con i miei genitori. Era la fine di agosto e mentre io giocavo sulla spiaggia a costruire i castelli di sabbia, mio padre leggeva un quotidiano seduto sulla sdraia, quando ad un certo punto mi disse: – Oh, guarda un po’ qua, c’è scritto che è morto un lottatore durante un incontro! -.
Io avevo cominciato da pochissimo a seguire qualche spettacolo di wrestling in TV, ancora ne sapevo veramente poco. Quando mio padre mi comunicò questa notizia, la mia mente di bambino fu subito portata ad immaginare i “lottatori malvagi” inviati da Tana delle Tigri per uccidere L’Uomo Tigre, protagonista dell’omonima serie animata che seguivo abitualmente in TV e che mi appassionava tanto. Pensai che quello della lotta dovesse essere uno sport davvero brutale, se i lottatori arrivavano addirittura ad uccidersi sul ring.
Chiesi quindi a mio padre come si chiamasse quel lottatore che era morto e lui mi rispose: – Qui c’è scritto King Kong Bundy… -.

Già, nell’estate del 1987, nel nostro paese si diffuse la notizia che King Kong Bundy era morto durante un incontro ed io, complice anche il fatto che nei primi mesi del 1988 aveva lasciato la WWF per tornarvi soltanto nel 1994, per anni ho creduto davvero che il famoso rivale di Hulk Hogan a WrestleMania II non fosse più tra noi, fino a quando, nel 1992 (ben cinque anni più tardi!), sulla rivista italiana specializzata Wrestling All Stars, lessi che in realtà il lottatore deceduto il 24 agosto 1987 non era la superstar della WWF King Kong Bundy, bensì il britannico Malcolm “King Kong” Kirk, morto in seguito ad una tragica fatalità avvenuta nel corso di un Tag-Team match al Hippodrome Circus di Great Yarmouth nel Norfolk, in Inghilterra.

(Malcolm “King Kong” Kirk è apparso anche nel film con Bud Spencer e Terence Hill “Io sto con gli ippopotami” nel 1979)

In quella circostanza, Malcolm “King Kong” Kirk combatteva in coppia con il misterioso wrestler mascherato King Kendo, contro l’icona del wrestling britannico Shirley “Big Daddy” Crabtree ed il suo nipote Greg Valentine (vero nome Steve Crabtree, da non confondere con l’americano Greg “The Hammer” Valentine). E fu proprio la mossa finale di “Big Daddy”, il Big Splash, a causare un attacco di cuore al malcapitato “King Kong” Kirk che, portato via d’urgenza, morì durante il viaggio in ambulanza prima ancora di arrivare al James Paget Hospital di Gorleston, nel Norfolk.
L’autopsia rivelò che Malcolm “King Kong” Kirk soffriva di seri problemi al cuore e “Big Daddy” Shirley Crabtree fu sollevato da ogni responsabilità sull’accaduto, ma questo tragico evento contribuì, molto probabilmente, a piantare un altro chiodo per chiudere la bara che di lì a poco avrebbe sepolto il movimento del wrestling britannico.
Già, perchè forse in pochi sanno che dagli anni sessanta fino ai primi anni ottanta, il wrestling era uno degli eventi sportivi più seguiti e popolari in Gran Bretagna.

(“Big Daddy” Shirley Crabtree)

(La copertina della biografia di “Big Daddy” realizzata da Ryan Danes)

Alcune stelle di World of Sport, quali il già citato “Big Daddy” Shirley Crabtree (che può essere considerato a tutti gli effetti l’Hulk Hogan del wrestling britannico), che aveva tra i suoi più grandi fan il Primo Ministro Margaret Thatcher e, si dice, addirittura la Regina Elisabetta II, l’immenso Giant Haystacks, Mick McManus, Jackie “Mr. TV” Pallo, Kendo Nagasaki, Les Kellett, “Exotic” Adrian Street, “Rollerball” Mark Rocco (conosciuto in tutto il mondo nei panni di Black Tiger, la nemesi dell’originale Tiger Mask) e “Bomber” Pat Roach, in quegli anni divennero delle vere e proprie attrazioni in grado di riempire tutte le arene del Regno Unito.

(La “action figure” di “Big Daddy”)

Alcuni di questi wrestlers erano dei veri e propri maestri della tecnica, mentre altri, come ad esempio lo stesso “Big Daddy” e Giant Haystacks (che ha combattuto anche per la WCW nel 1996 con il nome di Lock Ness), quando andavano in scena non mostravano di avere nessuna base di wrestling ed erano per lo più dei “personaggi” e della attrazioni, anche se la loro popolarità sovrastava quella di chiunque altro. Tra l’altro, ad inizio carriera, tra la fine degli anni cinquanta ed i primi anni sessanta, Shirley Crabtree sfoggiava un fisico davvero impressionante, con muscoli ben definiti ed una potenza fuori dal comune, tanto che era soprannominato “The Blond Adonis”.
Quandò tornò nel 1972, dopo alcuni anni di assenza, aveva messo sù almeno una cinquantina di chili di grasso, tanto che era irriconoscibile.

(“Big Daddy” Shirley Crabtree & Giant Haystacks, le più grandi attrazioni di World of Sport)

E gli incontri che venivano mostrati nell’ambito del programma World of Sport si differenziavano da quelli disputati nelle altre nazioni perchè venivano combattuti utilizzando uno stile tecnico rispettato in tutto il Regno Unito, in quanto era stato codificato nel 1946 dall’Ammiraglio Lord Edward Mountevans, un ufficiale della marina ed esploratore dell’Antartico, nella sede della Commissione delle Camere nella Casa del Parlamento della Gran Bretagna, insieme ad alcuni illustri parlamentari quali Maurice Webb, il Comandante AB Campbell ed il quattro volte campione di lotta libera olimpica Norman Morrell.
Lo scopo principale delle “Mountevans Rules” (le regole di Mountevans) era quello di definire le tecniche e le prese che potevano essere utilizzate dai lottatori.
Gli incontri consistevano, solitamente, di tre round di dieci, cinque o tre minuti ciascuno e per vincere l’incontro, un wrestler doveva schienare (pinfall) l’avversario per due volte su tre, oppure farlo cedere con una presa di sottomissione (submission) o per Knock-Out (quando un wrestler rimaneva al tappeto mentre l’arbitro contava fino a dieci).

Altri modi per aggiudicarsi un match, erano il Knock-Out Tecnico (quando un wrestler veniva giudicato dall’arbitro non in grado di continuare il match) o per squalifica (disqualification, che scattava automaticamente dopo che un wrestler subiva tre richiami).
In caso di Knock-Out o di squalifica, l’incontro veniva immediatamente giudicato concluso anche al primo round.
Quando furono poi introdotti gli incontri Tag Team in Gran Bretagna, le regole di Mountevans stabilirono che quando un wrestler veniva squalificato o rimaneva al tappeto per Knock-Out, questi veniva eliminato dalla competizione e nell’eventuale round successivo, il suo compagno era costretto a combattere da solo secondo le regole di un “Handicap match”.

Le “Mountevans Rules”, inoltre, avevano suddiviso i lottatori in categorie di peso, per ognuna delle quali veniva coronato un campione. Le divisioni erano: Lightweight (fino a 70 Kg), Welterweight (fino a 75 Kg), Heavy-Middleweight (fino a 85 Kg), Light-Heavyweight (fino a 90 Kg), Mid-Heavyweight (fino a 95 Kg) ed Heavyweight (oltre i 95 Kg).
Una volta che tali regole furono codificate nel 1946, queste vennero adottate dal novantacinque per cento delle promotion presenti all’epoca nel Regno Unito.
Ma fu nel 1952 che alcuni promoters inglesi unirono le proprie forze per rivoluzionare il wrestling britannico, fondando la Joint Promotions Limited, una compagnia privata ed indipendente che poteva vantare un contratto con la rete commerciale ITV per trasmettere su base nazionale i propri incontri all’interno del programma World of Sport.
Ed il primo show di wrestling della serie World of Sport andò però in onda tredici anni più tardi, nel 1965.

E dopo soli tre anni, nel 1968, World of Sport Wrestling fece subito registrare un record, quando sei milioni e quattrocento mila telespettatori si sintonizzarono su ITV per vedere Mick McManus affrontare Gil Cesca e Jackie Pallo combattere contro Tommy Lorne al Royal Albert Hall. Quello show si rivelò il programma serale più visto in assoluto nell’anno 1968.
Due anni dopo, nel 1970, il pubblico che seguiva in media World of Sport Wrestling era già arrivato ad otto milioni e mezzo di telespettatori ad evento.

(“Exotic” Adrian Street, il personaggio che ha ispirato Goldust)

Ma il record dei record fu battuto nel 1981, quando il 18 giugno, ben diciotto milioni di televisori furono accesi in tutta la Gran Bretagna per assistere al match tra i due pachidermici Big Daddy e Giant Haystacks, il suo mastodontico rivale, alla Wembley Arena di Londra, un primato assoluto per il wrestling in Europa. Memorabile, in quell’occasione, l’entrata in scena di Big Daddy, scortato da un gruppo di bambini che lo accompagnavano al ring sulle note della sua canzone d’entrata (all’epoca era ancora piuttosto raro che i wrestlers entrassero in scena con la musica), ovvero una versione personalizzata appositamente per lui di “We shall not be moved” registrata dai Titanic Survivors (che potete ascoltare anche su YouTube).
E l’entrata di Big Daddy fu in pratica l’unica cosa decente di quell’incontro, che per il resto fu un disastro sotto ogni punto di vista, anche se i due colossi riuscirono comunque a mandare a casa felici gli spettatori, attirati più dalla presenza scenica dei protagonisti del match piuttosto che dalle loro abilità tecnico-atletiche, praticamente inesistenti.

(“Big Daddy” Shirley Crabtree)

La Joint Promotions (che da una decina di anni era rimasta in mano al promoter Max Crabtree, fratello di “Big Daddy” Shirley Crabtree) continuò ad organizzare show di wrestling in Gran Bretagna, riuscendo anche a trovare spazio su altre reti televisive meno popolari di ITV, ma l’orario di trasmissione variava di settimana in settimana e velocemente il pubblico inglese cominciò a disaffezionarsi al prodotto. In più questo nuovo contratto costringeva la Joint Promotions a dividere i diritti televisivi con un’altra compagnia britannica, la All Star Wrestling di Brian Dixon e soprattutto con l’americana World Wrestling Federation, che in piena era “Hulkamania”, con il suo stile accattivante e sopra le righe, risultava decisamente più appetibile al grande pubblico.

Infatti, la comparsa del wrestling americano, in particolare di quello promosso dalla World Wrestling Federation, nella TV del Regno Unito, rappresentò un durissimo colpo per la Joint Promotions, che nel 1991 fu ribattezzata RWS (Ring Wrestling Stars) e continuò a organizzare spettacoli nei vecchi palazzetti inserendo un ormai ultrasessantenne “Big Daddy” (che nel frattempo era stato rinominato “Big Belly” dai suoi detrattori, visto che la sua pancia era ulteriormente cresciuta a dismisura…) nei main event di tutte le serate, fino al suo ritiro avvenuto nel dicembre del 1993 a causa di un infarto. Dopo l’uscita di scena di “Big Daddy”, suo fratello Max Crabtree continuò per un altro anno l’attività introducendo come nome di punta l’ex superstars della WWF “British Buldog” Davey Boy Smith, fino a quando questi fu richiamato da Vince McMahon nell’estate del 1994.
La Ring Wrestling Stars non fu più in grado di riprendersi e cessò le operazioni un anno più tardi.

(“Big Daddy” Shirley Crabtree)

(“Mr. TV” Jackie Pallo in azione)

Tra l’altro, anche diverse superstars della WWE e della WCW si sono fatte le ossa nella Joint Promotions nel programma World of Sport Wrestling; Dave “Fit” Finlay, ad esempio, nei primi anni ottanta si esibiva abitualmente in questo storico show, nel quale ha anche conquistato svariate cinture. Stesso discorso per “Gentleman” Chris Adams, ex wrestler della WCW, ma soprattutto di “British Bulldog” Davey Boy Smith, campione Intercontinentale, Europeo, Hardcore e Tag-Team della WWE. Ed anche il suo storico compagno di Tag-Team Dynamite Kid ha combattuto per la Joint Promotions per un breve periodo, quando era ancora giovanissimo.
Dopo The Wrestling Channel, pure la rete europea ESPN Classic ha replicato tutte le edizioni di World of Sport Wrestling dal 2006 al 2013, a dimostrazione di come il pubblico inglese sia rimasto affezionato a questo show che ha di fatto segnato gli anni d’oro del wrestling nel Regno Unito.

Nel 2010 è stata fondata la WOS Wrestling Ltd, che ha siglato un contratto in esclusiva con ITV Broadcasting Limited e ITV Studios Limited per tutto quello che riguarda il brand di World of Sport.
E dal 2013, la rete ITV4 ha cominciato a trasmettere World of Sport: King of the Canvas, uno show che ripropone il meglio dei gloriosi anni del wrestling britannico.

(La copertina del libro “The Wrestling” di Simon Garfield)

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com

Segui Titan Morgan anche su Twitter: @TitanMorgan

 

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