In ventotto anni che segue il wrestling, Manuele Poli ne ha vissute tante di emozioni guardando WrestleMania. Ma per qualche ragione, quelle provate nel 1991 in occasione di WrestleMania VII, non le dimenticherà mai!

TITAN TRON #22: LE EMOZIONI DI WRESTLEMANIA VII

di “Titan Morgan” Manuele Poli
(@TitanMorgan)

Mancano ormai meno di tre settimane a WrestleMania XXX e se vado indietro con la memoria cercando di stabilire quale sia stata l’edizione di questo grande appuntamento annuale che mi porto dentro con maggiore nostalgia, la prima che mi viene in mente è la numero sette.
Perchè proprio WrestleMania VII? Eppure si è trattato di una delle rare edizioni che ha avuto luogo in un semplice palazzetto da sedicimila posti come la Los Angeles Sports Arena anzichè in un grande stadio. O meglio, originariamente, visto il grande successo riscosso l’anno prima allo Skydome di Toronto, la WWE aveva deciso di provare a riempire tutti i centomila posti del Los Angeles Memorial Coliseum e si sarebbe trattato di un record assoluto, ma un po’ per questioni di sicurezza (considerato il clima di tensione che si respirava in quel periodo e del quale parleremo più avanti), un po’ per le vendite dei biglietti che procedevano a rilento, Vince McMahon decise di optare per un’arena cittadina di medie dimensioni.
Ma personalmente, io che all’epoca dovevo ancora compiere quattordici anni, non ho mai dimenticato l’atmosfera che si respirava in quella Los Angeles Sports Arena tutta dipinta di rosso, bianco e blu (i colori della bandiera americana).

(La copertina di Pro Wrestling Illustrated uscita dopo WrestleMania VII)

C’è da dire che la settima è stata per certi versi la prima edizione di WrestleMania che ho veramente vissuto con cognizione di causa, seguendo minuziosamente ogni faida nei mesi precedenti all’evento. Infatti, pur avendo cominciato ad interessarmi al wrestling intorno al 1986, fino al 1990 non posso dire che ne capissi poi molto (secondo qualcuno ne capisco poco pure adesso, ma va beh…).
Il fatto è che nella mia zona, l’emittente TV Koper-Capodistria, che in seguito fu rinominata Tele+2, non si vedeva, per cui l’unica possibilità che avevo per seguire i programmi della World Wrestling Federation era il sabato sera in seconda serata su Italia 1. E non avendo ancora in casa un videoregistratore, erano più le puntate settimanali che mi perdevo rispetto a quelle che riuscivo a vedere, quindi si, mi emozionai come un matto quando in TV vidi Hulk Hogan contro Andrè the Giant nel 1987 o quando The Hulkster sfidò The Ultimate Warrior nel 1990, ma non sapevo che quei match erano il main-event di WrestleMania, ne che quello era il più grande evento della stagione e che si teneva una sola volta all’anno. A dirlo oggi, con Internet e tutto il resto, questo può far sorridere, ma all’epoca avevo poco più di dieci anni e l’unico mezzo che avevo per seguire il wrestling era la TV, una sola volta alla settimana, il sabato notte su Italia 1.

(La copertina della rivista italiana Wrestling All Stars pubblicata in previsione di WrestleMania VII… in realtà uscì in ritardo nelle edicole, ad evento già avvenuto)

Tutto cambiò nell’estate del 1990, quando la mia famiglia si dotò finalmente di un videoregistratore per registrare tutte le partite giocate dalla nazionale italiana ai campionati del mondo di calcio di Italia ’90.
Da allora cominciai a registrare ogni singola puntata di WWF Superstars of Wrestling trasmessa da Italia 1 e ad annotare su una sorta di diario tutti gli incontri che andavano in onda, scrivendo anche una specie di report con tanto di disegni fatti da me o foto ritagliate da qualche rivista ed incollate su quelle pagine di quaderno (cliccate QUI per vedere qualche altra pagina di quel diario).

(Una pagina del mio diario nella quale annunciavo alcuni match di WrestleMania VII… scusate gli errori, ma avevo appena tredici anni!)

E’ da lì che la mia, da semplice passione, divenne quasi un’ossessione, nel senso buono del termine (almeno spero…). Nel frattempo avevo anche cominciato ad acquistare le poche riviste italiane sul wrestling che uscivano all’epoca, ovvero Wrestling All Stars e Wrestling Ringside, mentre in sala giochi le mie monetine da duecento lire finivano tutte dentro il cabinato di WWF Superstars, con l’intento di portare Hulk Hogan & The Ultimate Warrior a sconfiggere Andrè the Giant & “Million Dollar Man” Ted DiBiase nella finale del videogame per far loro conquistare i titoli Tag-Team della WWF.

(Il videogioco WWF Superstars che animava le sale giochi italiane a partire dal 1989)

Intanto il segnale dell’emittente Tele+2, che trasmetteva il wrestling della WWF tutti i pomeriggi alle 16:30, era arrivato anche nel mio paese e mentre i negozi di giocattoli si stavano riempiendo delle coloratissime action-figures della Hasbro raffiguranti le superstars della WWF, io stavo diventando sempre più informato su tutto quello che avveniva nel mondo del wrestling e dopo aver assistito a SummerSlam ed a Survivor Series, mi apprestavo a vivere la Royal Rumble, che avevo finalmente capito che si trattava di un evento annuale che aveva luogo in gennaio.

(Una pagina della rivista Wrestling All Stars nella quale si facevano i pronostici per WrestleMania VII)

Da qualche mese, alla WWF era tornato un wrestler che non avevo mai visto in azione, ma che Dan Peterson affermava si trattasse di un veterano che in passato era stato molto amato dal pubblico. Il suo nome era Sgt. Slaughter e l’unico posto dove io lo avevo visto, era stato in una foto, sulle pagine della rivista Wrestling Ringside in un servizio dedicato alla American Wrestling Association. Sgt. Slaughter, che era sempre stato un patriota americano tanto da guadagnarsi un posto tra i protagonisti del cartone animato dei G.I. Joe (ecco un altro luogo dove lo avevo già visto, ma mi venne in mente soltanto più tardi rivedendo alcune repliche della serie animata…), aveva tradito il suo paese per schierarsi con l’Iraq durante la Guerra del Golfo e adesso rispondeva agli ordini del Generale Adnan, un ex wrestler realmente nato in Iraq e che somigliava incredibilmente al dittatore Saddam Hussein. Devo ammettere che mi risultava difficile credere che quel Sgt. Slaughter un tempo fosse stato uno dei favoriti dai fans, perchè non avevo mai visto un wrestler così disprezzato e schifato dal pubblico americano. In quel periodo, e sto parlando del 1990-1991, Sgt. Slaughter era talmente odiato che si cominciò a temere per la sua incolumità. In alcuni palazzetti nei quali si esibiva fu dato l’allarme bomba in seguito ad alcune telefonate anonime. La sua famiglia riceveva continuamente minacce da parte di non meglio precisati individui che lo volevano uccidere! Capitava spesso che, al ristorante, il personale si rifiutasse di servirlo al tavolo poiché lo consideravano un traditore ed un nemico degli Stati Uniti. Insomma, in quel periodo il povero Slaughter non deve aver avuto vita facile. Ma da parte sua, occorre dire che interpretava quel personaggio in modo davvero magistrale, tanto da risultare uno dei “cattivi” in assoluto più credibili nella storia di questo sport-spettacolo.

(La copertina della rivista Wrestling All Stars pubblicata dopo WrestleMania VII)

Se devo essere sincero, fino alla Royal Rumble del 1991, da parte mia non davo tutta questa importanza a Slaughter. Non mi sembrava un granché come wrestler e gli unici avversari che aveva battuto, a parte una serie di jobber, erano atleti di secondo piano, quali Nicolai Volkoff, Koko B. Ware e Tito Santana.
Per cui rimasi semplicemente sbalordito quando, grazie alla complicità di “Macho King” Randy Savage, riuscì a schienare il campione dei pesi massimi WWF The Ultimate Warrior (all’epoca il mio preferito insieme ad Hulk Hogan…) strappandogli la cintura! Rimasi a bocca aperta, dopo il match presi subito il telefono e chiamai mio cugino per chiedergli se aveva visto quello che era capitato e lui, grande fan di Warrior di tre anni più giovane di me, era quasi in lacrime! L’odio che sviluppammo nei confronti di Savage superava anche quello verso Slaughter… ma come era potuta accadere una cosa del genere? Sgt. Slaughter campione della WWF??? Per noi era inconcepibile.

(Il report di WrestleMania VII pubblicato su Wrestling All Stars)

Nelle settimane successive però la WWF riuscì a trasformare la nostra (quella mia e di mio cugino) delusione in entusiasmo, grazie a due annunci che ci fecero letteralmente sobbalzare sul divano! A WrestleMania VII, The Ultimate Warrior avrebbe avuto la sua vendetta contro “Macho King” Randy Savage in un “retirement match”, ovvero un incontro nel quale il perdente avrebbe dovuto ritirarsi dalle competizioni! Certo, nonostante il rancore che avevamo accumulato nei confronti di Savage, ci dispiaceva se sarebbe stato costretto a lasciare il wrestling, ma ovviamente il nostro tifo era tutto per The Warrior.
Ed intanto, in un promo di un’intensità unica che non ho mai dimenticato, Hulk Hogan giurò davanti a tutti i suoi Hulkamaniacs e di fronte a Dio, che avrebbe riportato la cintura di campione WWF negli Stati Uniti… a WrestleMania!!!

(La pagina del mio diario nella quale annunciavo WrestleMania VII e l’intervista ad Hulk Hogan)

Con queste premesse, non vedevamo l’ora che Tele+2 trasmettesse WrestleMania VII. Infatti, con Survivor Series 1990, Italia 1 aveva smesso di irradiare i programmi della WWF, che erano quindi passati tutti su Tele+2, emittente che, un anno più tardi, sarebbe divenuta la prima pay-TV italiana.

(Seconda pagina del report di WrestleMania VII su Wrestling All Stars)

WrestleMania VII fu trasmessa su Tele+2 “spezzata” in due serate, alle 20:30, il 31 marzo ed il 1 aprile, mentre un paio di incontri furono inseriti in una edizione di WWF Wrestling Spotlight una settimana più tardi, il 7 aprile. Niente male avere WrestleMania su un’emittente in chiaro in prima serata, eh? Ed infatti, tutti i ragazzi dell’epoca assistettero a questo evento, tanto che era divenuto l’argomento di discussione più “caldo” pure a scuola.

(Pagina del mio diario con la cronaca dei primi incontri trasmessi a WrestleMania VII)

Il primo incontro che mostrarono nella prima serata di trasmissioni, fu il Tag-Team match fra The Rockers (Shawn Michaels & Marty Jannetty) e la squadra formata da The Barbarian & Haku, entrambi clienti di Bobby “The Brain” Heenan. Vinsero The Rockers, ma di quel match non è che me ne importasse poi molto, io non vedevo l’ora di assistere a Warrior contro Savage e Hogan contro Slaughter.

Ricordo che rimasi impresso dall’atmosfera che si respirava alla Los Angeles Sports Arena, con tutte quelle bandiere americane a fare da tema, Willie Nelson che cantò l’inno degli Stati Uniti, mentre Chuck Norris, Lou Ferrigno, Macaulay Culkin (il ragazzino protagonista di “Mamma ho perso l’aereo”), Henry Winkler (il celebre Fonzie di Happy Days) e Donald Trump erano seduti nelle prime file, tra il pubblico.

(Pagina del mio diario con la cronaca di alcuni match di WrestleMania VII)

Pure “Texas Tornado” Kerry Von Erich contro Dino Bravo era un match che mi interessava davvero poco, anche perchè negli show settimanali trasmessi in Italia, di questa presunta rivalità non si era visto niente. Fortunatamente si trattò di una sorta di squash, con Texas Tornado che si aggiudicò la contesa in poco più di un paio di minuti.

“The British Bulldog” Davey Boy Smith contro Warlord era una sfida decisamente più interessante ed era stata interamente basata sulla mossa finale del colosso britannico, la “Running Front Powerslam”, che Warlord sosteneva di saper eseguire in modo più efficace. Ma si sbagliava, in quanto fu l’inglese a metterlo al tappeto finendolo con la sua tecnica risolutiva.

Il match valevole per le cinture di campioni Tag-Team invece, ebbe su di me (ed anche su mio cugino, che vide lo show in mia compagnia) un effetto molto simile a quello tra Sgt. Slaughter e The Ultimate Warrior di qualche mese prima.
Nel senso che non avrei dato una lira (all’epoca l’Euro era ben lungi dall’essere stato introdotto come moneta unica…) ai Nasty Boys e pensavo che per i campioni in carica della Hart Foudation sarebbe stata una passeggiata. E come mi sbagliavo! Brian Knobbs & Jerry Saggs riuscirono a sconfiggere Bret “Hitman” Hart & Jim “The Anvil” Neidhart, conquistando i titoli di coppia e lasciandomi alquanto sbalordito. Seriamente, non lo avrei mai pensato.

Avevo una certa attesa anche per il “Blindfold match” (incontro in cui i due wrestler lottavano con un cappuccio in testa in modo tale da non vedere niente…) tra Jake “The Snake” Roberts e Rick “The Model” Martel, giacchè avevo seguito tutta la loro rivalità e pensavo che Martel avesse seriamente accecato Jake spruzzandogli negli occhi il suo profumo Arrogance. Ma il match si rivelò di una noia mortale, con i due wrestlers che, come era prevedibile, non riuscivano neanche a trovarsi sul ring e passarono otto lunghi minuti a “cercarsi” l’un l’altro protendendo le mani in avanti e arreggendosi alle corde del ring per avere un riferimento. Un esperimento da non ripetere!

Grande curiosità invece per il debutto di The Undertaker a WrestleMania, contro un “Superfly” Jimmy Snuka che ormai aveva intrapreso il viale del tramonto. E fu così che “The Superfly” si trasformò nell’inconsapevole prima vittima della più famosa striscia vincente che la storia del wrestling abbia mai conosciuto, ovvero quella di The Undertaker a WrestleMania!

Finalmente nella seconda serata di trasmissioni (che vidi da solo, telefonando a mio cugino dopo i momenti più importanti…), era la volta di uno dei due match che attendevo di più, ovvero quello tra The Ultimate Warrior e “Macho King” Randy Savage. Ricordo che stavo tremando per l’emozione, all’epoca non sapevo che il wrestling era uno spettacolo predeterminato, credevo che fosse tutto vero ed avevo seriamente paura che The Warrior potesse perdere la contesa e che sarebbe stato costretto a ritirarsi. In The Ultimate Warrior riponevo tutte le mie speranze per il futuro, temevo che Hulk Hogan, ormai trentottenne, presto avrebbe appeso gli stivali al chiodo, per cui davo per scontato che The Warrior avrebbe dominato gli anni novanta come Hogan aveva fatto nel decennio precedente. Se Ultimate Warrior avesse perso quella sfida, sarebbe stato un dramma per me.

(Pagina del mio diario con la cronaca del match tra Ultimate Warrior e Randy Savage)

Ricordo che rimasi subito sbigottito dall’ingresso sul ring di The Warrior. Non in piena corsa, come sempre, ma camminando ed indossando una bellissima giacca variopinta. Mi dava l’idea di aver preso molto sul serio quella sfida e mi sentivo un po’ più sicuro… fino a quando, ad un certo punto nel corso del match, The Warrior uscì dal ring in quanto “gli spiriti” gli stavano dicendo di lasciar perdere, non si sa per quale ragione.

Ultimate Warrior cominciò a dirigersi verso gli spogliatoi, sempre guardando verso il cielo per restare in contatto con “gli spiriti”, mentre io cominciai ad urlare “Ma che cazzo stai facendo?!? Nooo, porco mondo, ma ti sei completamente rimbecillito!!!” (scusate la volgarità, ma vi assicuro che i miei improperi furono ben più “da censura” rispetto a quelli che ho riportato…).

Ma per fortuna, “gli spiriti” cambiarono poi idea e The Warrior tornò sul ring per combattere… ed io stavo sudando freddo quando Randy Savage lo stese e lo colpì con una serie infinita di “Diving Elbow Drop” (la sua mossa finale) dal paletto, per poi schienarlo!
Temevo che per Warrior fosse finita ma invece si rialzò! E dopo la sua danza di guerra, riuscì a mettere al tappeto Savage costringendolo al ritiro!

Bello fu anche quello che capitò dopo il match, con la manager di “Macho King”, Sensational Sherry, che si arrabbiò per la sconfitta subita dal suo pupillo e lo prese letteralmente a calci, costringendo Miss Elizabeth, che si trovava seduta tra il pubblico, a saltare le transenne e ad intervenire per salvare il suo primo ed indimenticato amore. Una scena da cinema!
Ma dopo aver assistito a quel match, ricordo che dissi ad alta voce “Questo è stato il più grande incontro che io abbia mai visto!”. Pensai seriamente che avevo assistito al match più emozionante della storia, forse ancora di più di quello tra Hulk Hogan e The Ultimate Warrior andato in scena l’anno prima.

(Terza pagina del report di WrestleMania VII su Wrestling All Stars)

Nella stessa “puntata”, il 1 aprile, fu mostrato il match tra i Demolition ed il duo di giapponesi Genichiro Tenryu & Koji Kitao. Un altro risultato che mi lasciò alquanto sorpreso, in quanto non avevo la minima idea che Tenryo & Kitao fossero due autentiche leggende del sol levante, credevo piuttosto che si trattasse di due giapponesi generici tipo Sato & Tanaka degli Orient Express. Ed invece i due nipponici riuscirono ad avere la meglio in pochi minuti su Smash & Crush (Ax si era ormai ritirato da qualche mese a causa di un infortunio)!

Del match valevole per il titolo Intercontinentale tra The Big Bossman ed il campione “Mr. Perfect” Curt Hennig (che fu trasmesso sette giorni più tardi a WWF Wrestling Spotlight), ricordo soprattutto l’intervento di Andrè the Giant che camminava con l’uso delle stampelle. Ovviamente non potevo saperlo, ma quella sarebbe stata l’ultima apparizione del gigante a WrestleMania.

(Pagina del mio diario dedicata al match valevole per il titolo Intercontinentale WWF)

Bossman vinse, ma solo per squalifica, così che il titolo rimase nelle mani di Mr. Perfect.
Anche Earthquake contro Greg “The Hammer” Valentine mi è rimasto in mente esclusivamente per un intervento esterno, in questo caso di un uomo mascherato, che mesi più tardi ho scoperto leggendo la rivista Wrestling All Stars che si trattava di Brutus “The Barber” Beefcake.

Mentre The Legion of Doom (Hawk & Animal) sconfissero Power & Glory in una manciata di secondi… infatti ci furono un sacco di match in questa edizione di WrestleMania, ma almeno sei di questi furono dei veri e propri “squash”.
Ne ho già citati cinque, il sesto fu invece l’incontro di The Mountie, che ebbe la meglio su Tito Santana in poco più di un minuto.
Per quanto possa essere difficile crederlo, un altro incontro per il quale avevo un certo “hype” (come si dice al giorno d’oggi), era quello tra “Million Dollar Man” Ted DiBiase e la sua ormai ex guardia del corpo Virgil. Questo perchè la storyline era stata costruita davvero bene e tutti noi fans volevamo vedere Virgil vendicarsi dei soprusi e delle umiliazioni che era stato costretto a subire per tutti questi anni.

(Pagina del mio diario che dimostra la particolare attenzione che dedicai al match tra Ted DiBiase e Virgil)

E ci riuscì, grazie anche all’aiuto di “Rowdy” Roddy Piper, che lo aveva preso sotto la sua protezione.

Ovviamente, il match che attendevo con più apprensione era quello per il titolo mondiale WWF tra Sgt. Slaughter ed Hulk Hogan. Non ho utilizzato a caso il termine apprensione, in quanto in più di un’intervista, Sgt. Slaughter aveva dichiarato che a lui non interessava vincere, bensì conservare il titolo. Quindi avrebbe potuto tranquillamente commettere tutte le scorrettezze che voleva e lasciarsi squalificare, in modo tale che la cintura sarebbe rimasta in suo possesso. Per cui, da un lato non avevo dubbi che Hulk Hogan fosse superiore a lui e lo avrebbe potuto battere senza troppe difficoltà, ma dall’altro temevo che l’arbitro sarebbe stato costretto a squalificare Sgt. Slaughter e che in questo modo sarebbe rimasto il campione.
The Hulkster si presentò con la bandiera americana ed un’inedita bandana patriottica azzurra con le stelle bianche. Sgt. Slaughter indossava gli stivali che gli erano stati regalati dal dittatore Saddam Hussein appositamente per prendere a calci il simbolo dell’America, Hulk Hogan! Si, io credevo che fosse tutto vero!

Come aveva promesso, nel corso del match, Slaughter le provò tutte per farsi squalificare, facendosi aiutare anche dal Generale Adnan. Ricordo che cominciai a sudare freddo quando il Sergente afferrò un cavo di una telecamera e con quello cercò di strangolare Hulk Hogan! Pensai “Ecco, ci siamo, adesso l’arbitro sarà costretto a squalificarlo!”. Ma niente, per fortuna Dave Hebner, considerata anche l’importanza dell’evento, fu piuttosto permissivo.

Poi quando Hulk Hogan fu ferito alla testa e cominciò a sanguinare in modo impressionante, temetti per il peggio! All’epoca non era molto frequente vedere dei wrestler sanguinare in quel modo negli spettacoli della WWF ed Hulk Hogan stava sanguinando davvero di brutto. Ed apparentemente rimasto privo di forze, fu messo al tappeto da Sgt. Slaughter e coperto dalla bandiera irachena!

Dio mio… ero a bocca aperta, credevo che fosse davvero finita… ma al conto di due, The Hulkster si rialzò, si mise in ginocchio, cominciò a scuotere la testa facendo volare il sangue da tutte le parti, prese quella bandiera irachena insanguinata e la strappò in due come faceva con la sua maglietta ogni volta che entrava in scena! Questo fece andare su tutte le furie Slaughter, che lo attaccò con una serie di calci, che però non scalfirono neanche Hulk Hogan, ormai pronto a riportare a casa la cintura di campione della WWF!

(La pagina del mio diario dedicata al main-event di WrestleMania VII)

Una scena fantastica, per quanto l’avessi vista già tante altre volte, in quell’occasione acquisì un valore del tutto particolare… una serie di pugni da parte di Hulk, Big Boot, Slaughter al tappeto e Leg Drop!
Al conto di tre, il titolo di campione della WWF era finalmente tornato in America e giustizia era stata fatta!
Hulk si mise la sua cintura in vita, prese la bandiera americana e cominciò a festeggiare con il suo pubblico sulle note di “Real American”.

(Ultima pagina del report di WrestleMania VII su Wrestling All Stars)

Che serata indimenticabile quella vissuta il 1 aprile 1991 davanti alla TV guardando Tele+2!!!
Se quest’anno, WrestleMania XXX, mi regalerà anche solo la metà delle emozioni che ho provato ventitré anni fa guardando WrestleMania VII, potrò davvero ritenermi soddisfatto.

Alla prossima… brothers!!!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com


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