Dal 1988 al 1997, la WCW ha periodicamente trasmesso in chiaro sulla rete TBS un evento chiamato Clash of the Champions e che presentava sfide degne di un pay-per-view. Alcuni dei più grandi incontri nella storia, sono andati in scena in questo show!

TITAN TRON #24: THE CLASH OF THE CHAMPIONS

di “Titan Morgan” Manuele Poli
(@TitanMorgan)

Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, quando, una volta al mese, mi recavo alla mia edicola di fiducia per acquistare la rivista italiana Wrestling All Stars, i primi articoli che andavo a leggere erano quelli che parlavano della National Wrestling Alliance ed in seguito quelli sulla World Championship Wrestling.
Il mio ragionamento da ragazzino di tredici anni era semplice: – Sulla World Wrestling Federation sono già ben informato grazie alle telecronache di Dan Peterson che posso vedere ogni giorno in TV, per cui se voglio davvero diventare un grande esperto di wrestling a trecentosessanta gradi, devo approfondire le mie conoscenze sulla NWA/WCW e sulle altre organizzazioni! -.
In più, ero sempre tremendamente curioso di sapere cosa stavano combinando Sting, Ric Flair, Lex Luger e gli Steiner Brothers, atleti che non avevo mai visto combattere in TV, ma per i quali nutrivo una grandissima ammirazione pur seguendo le loro gesta esclusivamente attraverso la carta stampata.
Era davvero un’altra epoca, non per niente sono passati quasi venticinque anni ed al contrario di allora, oggi, grazie a internet ed a YouTube, chi vuole ha la possibilità di vedere davvero tutto quel che desidera.

Per cui la sera nel letto prima di addormentarmi o magari in estate, sulla spiaggia, mentre mio padre si informava sulle ultime notizie del “calciomercato” sulla Gazzetta dello Sport, io sfogliavo la mia copia mensile di Wrestling All Stars e ricordo che in quegli articoli che leggevo, non di rado mi capitava di scoprire che alcuni degli incontri più importanti della NWA/WCW erano andati in scena al “Clash of the Champions”. Perciò ero portato a pensare che il Clash of the Champions fosse un grande evento annuale o stagionale tipo la Royal Rumble, WrestleMania o SummerSlam.

Soltanto nel tardo 1995, dopo che la mia famiglia si era dotata di un impianto di ricezione satellitare che mi permetteva di seguire tutto il wrestling possibile ed immaginabile (e soprattutto la WCW!) sui canali tedeschi e britannici (ed anche polacchi, francesi, spagnoli e arabi, a dire il vero…), ho scoperto che invece il Clash of the Champions era uno show televisivo trasmesso in chiaro dalla rete americana TBS (Turner Broadcasting System), un po’ come la WWF faceva con il Saturday Night’s Main Event sulla NBC.
E qualcuno di questi bellissimi spettacoli sono anche riuscito a seguirlo sulla rete tedesca DSF, in particolare ricordo il primo che ho visto, andato in scena il 23 gennaio 1996 e nel cui main-event, l’inedita coppia formata da Ric Flair & The Giant (oggi noto come The Big Show) riuscì ad avere la meglio sui Mega Powers, Hulk Hogan & “Macho Man” Randy Savage, lasciandomi con l’amaro in bocca.

Ma quello che all’epoca non potevo sapere era che il Clash of the Champions è stato il programma televisivo che, già negli anni ottanta, ha gettato le basi per la futura “Monday Night War”, che nel decennio successivo ha portato il wrestling a dei livelli di popolarità che non aveva mai raggiunto in tutta la sua storia pluricentenaria.
Tutto accadde nel 1987, la sera del Giorno del Ringraziamento, quando Vincent Kennedy McMahon, proprietario della World Wrestling Federation, decise di irradiare in pay-per-view un nuovo evento chiamato Survivor Series, in diretta contrapposizione con Starrcade organizzato dalla Jim Crockett Promotion per la National Wrestling Alliance.
Il problema era che all’epoca, visto che la tecnologia del pay-per-view era ancora agli inizi, le varie aziende che si occupavano di distribuire i programmi televisivi via cavo avevano la possibilità di trasmettere un solo evento alla volta e Vince McMahon lanciò una sorta di monito che aveva tutta l’aria di essere una minaccia, avvertendo che le compagnie che avessero scelto di irradiare Starrcade al posto di Survivor Series, non avrebbero mai più avuto la possibilità di vendere un pay-per-view della WWF in futuro. Il risultato fu che la stragrande maggioranza di queste aziende, intimorite dall’ultimatum di McMahon, decisero di trasmettere Survivor Series al posto di Starrcade.
In seguito a tale accadimento, i responsabili per la distribuzione dei pay-per-view chiesero gentilmente a Vince McMahon di non trasmettere mai più un evento a pagamento in contemporanea ad uno della NWA.

(Nella foto: un gadget storico di NWA Starrcade 1987)

Ma Vince era ancora intenzionato a mettere i bastoni tra le ruote alla compagine rivale; infatti gli era stato chiesto di evitare di trasmettere un evento a pagamento in contemporanea ad un pay-per-view, ma nessuno gli aveva vietato di irradiare uno show gratuito!
Per questo, il 24 gennaio 1988, quando la National Wrestling Alliance presentò in pay-per-view l’evento Bunkhouse Stampede, la WWF decise di trasmettere in diretta su USA Network la prima edizione di un nuovo show chiamato Royal Rumble!
La cosa più ironica è che sette anni più tardi, quando Eric Bischoff e Ted Turner cominceranno a trasmettere lo show WCW Monday NITRO in contemporanea a WWF Monday Night RAW, lo stesso McMahon e varie personalità della World Wrestling Federation li accuseranno di voler esplicitamente danneggiare la World Wrestling Federation e di giocare con la vita delle persone e delle loro famiglie… quando in realtà erano stati loro a cominciare questa “guerra” molti anni prima e Bischoff li stava semplicemente ripagando con la loro stessa moneta.
Ma anche ai tempi, Jim Crockett, proprietario della Jim Crockett Promotion (la principale compagine tra quelle affiliate alla NWA e che in seguito, dopo essere stata acquisita da Ted Turner, diventerà la WCW) non rimase certo a guardare.

Ed è così che il 27 marzo1988, la sera in cui la WWF trasmetteva in pay-per-view WrestleMania IV, sulla rete televisiva TBS andò in onda per la prima volta il Clash of the Champions!
Quella notte, mentre a WrestleMania “Macho Man” Randy Savage si aggiudicava il torneo indetto per stabilire il nuovo campione dei pesi massimi della WWF rimasto vacante, sulla TBS andarono in scena una serie di incontri degni di un pay-per-view!
I Road Warriors, in team con Dusty Rhodes, sconfissero in un “barbed wire match” (incontro con il filo spinato!) i Powers of Pain che si erano alleati con Ivan Koloff; Lex Luger & Barry Windham conquistarono i titoli di campioni Tag-Team della NWA sconfiggendo Arn Anderson & Tully Blanchard; ma soprattutto, in quella serata, fu consacrata una nuova, grande superstars, che nel giro di pochi anni sarebbe divenuto il portabandiera della NWA/WCW: si trattava del giovane Sting, che nel main-event del primo Clash of the Champions riuscì a pareggiare in un fantastico incontro della durata di quarantacinque minuti pieni di azione contro il campione del mondo dei pesi massimi Ric Flair!

Uno spettacolo entrato nella storia, tanto che l’anno successivo, la World Championship Wrestling (così come Ted Turner aveva rinominato la Jim Crockett Promotion dopo averla acquistata nel 1988) decise di ripetere l’esperimento, trasmettendo una nuova edizione del Clash of the Champions sulla rete TBS in contemporanea a WrestleMania V.
Il 2 aprile 1989, mentre al Trump Plaza di Atlantic City, New Jersey, Hulk Hogan strappava il titolo WWF dalla vita del suo ex compagno “Macho Man” Randy Savage, al Louisiana Superdome di New Orleans, Louisiana, Ricky “The Dragon” Steamboat riusciva a difendere il suo titolo di campione del mondo dei pesi massimi NWA battendo Ric Flair in un incontro al meglio delle tre cadute durato ben sessanta minuti e considerato dai puristi come il più grande match andato in scena negli anni ottanta.
Tuttavia, al contrario dell’anno precedente, sia gli ascolti che la vendita dei biglietti per il Clash of the Champions VI si rivelarono relativamente al di sotto delle aspettative (forse anche perchè, fatta eccezione per il match valevole per il titolo mondiale, il resto della card non era così appetibile e serviva esclusivamente per promuovere il pay-per-view WrestleWar del 7 maggio…), con 5.300 spettatori paganti ed un dato di 4,3 nei ratings delle TV via cavo, per cui questa è stata l’ultima volta che la WCW e la WWF hanno trasmesso uno show in contemporanea, fino all’11 settembre 1995, giorno in cui WCW Monday NITRO e WWF Monday Night RAW si sono trovati a competere per la prima volta testa a testa.

Probabilmente è anche per questo che, negli anni novanta, è in parte cambiato il format di Clash of the Champions. Se originariamente era considerato una Supercard, ovvero una sorta di pay-per-view ma trasmesso gratuitamente, in seguito divenne un qualcosa di molto più simile al Saturday Night’s Main Event della WWF, vale a dire uno show periodico per portare avanti e promuovere le rivalità in vista dei grandi eventi. Questo però non significa che al Clash of the Champions non siano andati comunque in scena degli scontri entrati nella storia.
Già verso la fine del 1989, al Houston Field House di Troy, New York, nonostante la nona edizione del Clash of the Champions fosse stata concepita per promuovere Starrcade, si potette assistere ad un main-event che molti considerano uno dei match più intensi e combattuti di quel decennio, ovvero il famigerato “I quit match” tra Terry Funk ed il campione del mondo dei pesi massimi Ric Flair, che ricevette (per quanto possa valere…) anche le tanto ambite cinque stelle dal discusso giornalista americano Dave Meltzer.

Ma anche l’anno successivo, il 5 settembre 1990, al Clash of the Champions XII da Asheville, North Carolina, Lex Luger e Ric Flair diedero spettacolo in un incontro valevole per il titolo di campione degli Stati Uniti, mentre nel main-event il campione del mondo Sting difendeva la sua cintura contro il misterioso The Black Scorpion.
Nel 1991 Scott Steiner, che all’epoca combatteva in tag-team con suo fratello Rick, ebbe la sua prima occasione di conquistare il titolo mondiale affrontando il campione Ric Flair al Clash of the Champions XIV, ottenendo un comunque prestigioso pareggio per fine limite di tempo.
Nel 1992 il leggendario Andrè the Giant ha fatto la sua ultima apparizione televisiva in uno show di wrestling in America proprio al Clash of the Champions, in particolare alla ventesima edizione organizzata ad Atlanta, Georgia. In quell’occasione, Andrè si limitò a rilasciare un’intervista.

(Nella foto: l’ultima apparizione televisiva di Andrè the Giant negli USA)

Tra la fine del 1991 ed il 1992 impazzava la terribile faida tra Sting e “Ravishing” Rick Rude, che io all’epoca seguivo con grande passione sempre attraverso le pagine di Wrestling All Stars. Sting e Rude si contendevano il titolo di campione degli Stati Uniti e i due ebbero modo di affrontarsi in varie edizioni del Clash of the Champions, sia in tag-team che in incontri singoli, uno contro uno.
Lo scontro più spettacolare tra Rude e Sting per il titolo USA fu probabilmente quello del 19 novembre 1991 al Clash of the Champions XVII, in occasione del quale “The Ravishing One” aveva strappato a The Stinger la cintura. Ad ogni modo, la loro faida era molto più seguita degli incontri valevoli per il titolo mondiale dei pesi massimi quando questo era nelle mani di Ron Simmons (ovvero nella seconda metà del 1992).

Nel 1993, con il ritorno di Ric Flair alla WCW e la sua successiva conquista del titolo mondiale dei pesi massimi, “The Nature Boy” tornò ad essere protagonista al Clash of the Champions ed in un paio di occasioni si trovò addirittura a fare coppia con il suo acerrimo rivale Sting, mentre l’anno successivo, il 23 giugno del 1994 al Clash of the Champions XXVII, Sting e Ric Flair si affrontarono in un match per certi versi storico in quanto furono unificati il titolo mondiale (detenuto da Flair) e quello Internazionale (detenuto da Sting) per stabilire il campione del mondo indiscusso dei pesi massimi della WCW. Al termine di questo match abbiamo avuto anche una delle prime apparizioni di Hulk Hogan in uno show della WCW ed un mese più tardi fu proprio The Hulkster a portare via quella cintura a Flair in occasione di Bash at the Beach nel suo match di debutto.

Mentre in agosto, sempre a Clash of the Champions (XXVIII), Ric Flair ottenne una delle sue rare vittorie contro Hulk Hogan, ma soltanto per count-out, nella stessa serata in cui Ricky “The Dragon” Steamboat strappò a “Stunning” Steve Austin il titolo di campione degli Stati Uniti in quello che, a causa di un brutto infortunio alla schiena, resterà il suo ultimo incontro per ben quindici anni.

Nel 1995, quando la WWF lanciò gli spettacoli in pay-per-view chiamati In Your House (che venivano trasmessi nei mesi in cui non c’erano la Royal Rumble, WrestleMania, King of the Ring o Survivor Series), personalmente credevo che si trattasse di una risposta di Vince McMahon ai Clash of the Champions, proprio perchè ero ancora convinto che la WCW trasmettesse questo show in pay-per-view come Starrcade, Halloween Havoc o Bash at the Beach.
A rafforzare questa mia convinzione, vi era anche il fatto che gli “In Your House”, a partire dalla seconda edizione, avevano un sottotitolo che poi sarebbe divenuto il nominativo completo del pay-per-view. Ad esempio, In Your House XXV era chiamato In Your House: Judgment Day ed in seguito questo evento è divenuto un appuntamento fisso nel calendario dei pay-per-view della WWF, con la semplice denominazione di Judgment Day.
Stesso discorso per i Clash of the Champions, che dalla seconda edizione andata in scena l’8 giugno 1988, hanno cominciato ad avere un nome (il numero due si chiamava infatti Clash of the Champions II: Miami Mayhem) ed in modo particolare, alcuni di questi, come il terzo chiamato Fall Brawl, negli anni novanta sono divenuti un appuntamento annuale in pay-per-view. Ma non era proprio così, in realtà In Your House e Clash of the Champions erano due concetti differenti, i primi erano eventi in pay-per-view, i secondi show televisivi trasmessi gratuitamente sulla TV via cavo.

Ovviamente, tra il 1994 ed il 1995, Hulk Hogan fu protagonista dei pochi Clash of the Champions che furono organizzati sempre più di rado. I Clash of the Champions persero infatti di importanza con l’avvento della famigerata “Monday Night War”, nel settembre del 1995.
E’ chiaro che con uno show televisivo di due ore (che più tardi sarebbero divenute addirittura tre) come WCW Monday NITRO in diretta ogni lunedì sera su TNT (una rete ancora più importante della TBS), degli eventi periodici trasmessi in free-tv non rappresentavano più un qualcosa di eccezionale, considerando anche che ormai la WCW irradiava un pay-per-view al mese.
Uno degli ultimi Clash of the Champions che ricordo di aver visto è stato il numero XXXIII, trasmesso in America il 15 agosto 1996 dal Denver Coliseum di Denver, Colorado, pochi giorni dopo il pay-per-view Hog Wild, nel quale Hollywood Hogan, che da circa un mese aveva fondato il New World Order, aveva strappato il titolo mondiale WCW a The Giant.
Al Clash of the Champions XXXIII, Hollywood Hogan era impegnato a difendere la cintura contro il primo sfidante Ric Flair in uno scenario surreale. Fino ad allora infatti, i due si erano scontrati innumerevoli volte, ma Hogan era sempre stato il buono, mentre Ric Flair il cattivo. In quell’occasione, il “cattivo” era invece Hogan, che aveva completamente modificato il proprio look, presentandosi in nero e con una barba scura a fare da cornice ai suoi celebri baffi biondi. Ma in quel match, Hogan regalò per l’ultima volta, ai suoi fans, l’Hulk-Up (il suo gasamento), che poi non rivedremo più per tre anni, fino al 1999.

Dopo quello, andarono in scena soltanto altre due edizioni di Clash of the Champions, ovvero il 21 gennaio 1997 a Milwakee, Winsconsin (nel cui main-event, Lex Luger ebbe la meglio su Scott Hall) ed il 21 agosto 1997 a Nashville, Tennessee (con la vittoria di Scott Hall & Randy Savage su Diamond Dallas Page & Lex Luger nel main-event).
Poi di Clash of the Champions, così come di WCW Saturday Night (altro show storico della WCW), non si sentì più parlare, fino a quando, nel 2012, la WWE ha messo in vendita il bellissimo cofanetto DVD e Blu-Ray, The Best of WCW Clash of the Champions (cliccate QUI per acquistarlo), che contiene i migliori incontri che siano mai andati in scena in questo evento.

Un cofanetto che consiglio a tutti di vedere, perchè contiene una serie di match che hanno davvero fatto la storia non solo di questo evento, ma del wrestling americano degli anni ottanta e novanta.
Alla prossima… brothers!

“Titan Morgan” Manuele Poli
titanmorgan@hotmail.com


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