INTERVISTA A STEVE “STING” BORDEN DA PARTE DEL SITO IGNSPORT.COM IN OCCASIONE DELL’USCITA DEL VIDEOGAME “LEGENDS OF WRESTLING 3: SHOWDOWN” CHE TRA LE LEGGENDE DEL WRETLING VEDE PROTAGONISTA
ANCHE STING. TRADUZIONE DI LUCA CELAURO DAL SITO IGN.COM
IGN Sports: Sting, sei protagonista del nuovo gioco per PS2 “Showdown: Legends of Wrestling”. Tu ti consideri una leggenda di questo sport?
Sting: Beh, chi lo può dire, penso di essere una leggenda? [ride]
IGN Sports: Io penso che tu sia una leggenda, senza il punto interrogativo. Veramente non vedi te stesso sotto quella luce?
Sting: Sai cos’è? No, non posso. Posso credere che il mio nome è famoso e fuori ci sono tantissime persone che conoscono la mia faccia. Si, mi conoscono in ogni parte del mondo. Fino al Marzo 2001, quando decisi di abbandonare il wrestling, c’erano approssimativamente 40 milioni di persone che mi guardavano ogni settimana. E’ stupefacente! Dev’essere per forza qualcosa di raro. Poi nel wrestling ci sono grandi nomi, che restano grandi nomi solo per un paio di anni e poi scompaiono. Io ho mantenuto questo livello per ben 15 anni.
IGN Sports: Pensi che sia merito del tuo personaggio o delle tue mosse il fatto di riuscire ad esaltare sempre le folle?
Sting: La risposta la dovrebbero dare i fans. Loro vogliono essere parte integrante del match, vogliono essere parte dell’intervista. Vogliono essere parte del mio lavoro. E per questo nei miei match cerco sempre di tenere questo rapporto con il pubblico, e spesso non è una cosa facile. E questo vale sia se siamo allo United Center a Chicago, di fronte a 30,000 spettatori, sia a Greensville in Sud Carolina di fronte a 5,000 persone. Cerco sempre di lavorare duro per i miei fans, per fare eccitare le folle. Voglio che si divertano. Durante tutti questi anni, sul ring pensavo sempre ai fans e a quanto potessero apprezzare il mio lavoro.
IGN Sports:  Riguardando la tua carriera dai Blade Runners alle tue battaglie contro The Great Muta fino al tuo ultimo match contro Flair, i tuoi match hanno sempre presentato un’incredibile qualità di wrestling sul ring. E’ la stessa qualità che aveva Michael Jordan nell basket, Barry Bonds nel baseball.. Parlaci di una tua tipica performance sul ring.
Sting:  Quando cominciai a fare wrestling, guardavo i match degli altri e prestavo molta attenzione. Avrei voluto mettermi due dita nella gola e vomitare per quello che vedevo. Tutti facevano sempre lo stesso tipo di mossa, o ancora peggio eseguivano sempre le stesse mosse. Sul ring erano sempre gli stessi, nelle interviste erano sempre gli stessi, quando io iniziai a fare sul serio volevo che il mio stile risultasse molto diverso da quello degli altri. Ero sui 260 pounds quando cominciai e durante gli anni mi sono mantenuto sui 250. Con la mia altezza ed il mio peso non è facile fare quelle mosse acrobatiche e quei voli dalla terza corda. Facevo voli dal paletto a fuori ring, sul cemento, o delle Splash dalla terza corda, possibilmente su dei tavoli. Wrestlers della mia stessa stazza non riescono a fare tutto ciò.
IGN Sports: Se potresti fare un match contro una delle leggende che il gioco (Legend of Wrestling 3: Showdown) presenta, contro chi ti piacerebbe lottare?
Sting: Se si tratta di una leggenda che è nel gioco, penso che sia per una questione di nostalgia.. andare contro The Ultimate Warrior sarebbe molto bello. Se dovessi prendere qualcun altro credo potrebbe essere Andrè The Giant. Ho fatto i miei migliori match contro dei Big-man. Ho fatto dei bellissimi match contro Vader e contro Paul Wight (l’attuale Big Show -ndr.), quindi penso che contro Andrè sarebbe stata una gran cosa.
IGN Sports: Quando abbiamo intervistato The Ultimate Warrior, lui ci ha detto che prendevate qualcosa come 20$ al match.
Sting: Quando iniziai a lavorare, non volevo tornare a casa con la coda tra le gambe. Quando lasciai la California per cominciare la mia carriera da Wrestler, i miei amici e i miei familiari dicevano: “Ma che pensa di fare? Ma cosa ha intenzione di fare questo ragazzo?”. Non avevo molto da parte per me in quel periodo. Ero co-proprietario di una palestra nel sud della California, potevo vivere di quello ma avrei voluto fare qualcos’altro. Ma non era per i soldi. Nel periodo in cui mi allenavo per diventare wrestler sono andato alla Sports Arena per andare ad osservere gente come Hogan, Andrè The Giant e i British Bulldogs. Ho osservato le folla, un’arena gremita in ogni ordine di posto, avevano fatto il Sold Out. Il modo in cui la folla reagiva mi faceva capire quanto fosse che grande cosa fosse il wrestling e non desiderai altro che entrare anche io a far parte di quel mondo. Come sai, si deve cominciare sempre da un punto e il mio punto d’inizio erano i 20 dollari…ed era per una registrazione per la TV. Una paga normale era di 50 dollari, ma prendevi di meno per la TV perché eri in totale esposizione. [ride] E’ una tipica cosa da promoters.
IGN Sports: Il personaggio di Sting ha visto numerosi cambiamenti nel corso degli anni: dallo Sting ossigenato multicolorato al bianco e nero dell’ultimo Sting. Qual è la tua versione preferita dello Stinger?
Sting:  E’ dura cercare di non essere sentimentali, quindi non vado per il  “Surfer Sting” (la versione originale di Sting ndr), perché la mia versione preferita è la versione “Corvo”. Mi sono divertito un sacco ad impersonarlo, perché ero in un punto della mia carriera in cui avevo il controllo creativo del mio personaggio su ogni cosa. Così avevo la possibilità, non solo di essere creativo nel mio personaggio, ma anche di sviluppare storyline per l’intera compagnia. E’ stato molto divertente.
IGN Sports: Le mazze da baseball che utilizzi sono fatte di legno, di alluminio o sono completamente false?
Sting:  Ne ho usate alcune di legno, ma la maggior parte erano in alluminio.
IGN Sports: C’è mai stato nella tua carriera  un momento in cui ti sei resto conto di aver fatto una cosa troppo pericolosa? Hai mai pensato di essere stato stupido ad aver corso quel rischio? Sting: Sicuramente ci sono state mosse in cui ho pensato “ma che avevo per la testa?!”, ma fa parte comunque del lavoro del wrestler prendere delle botte pazzesche. La cosa veramente pericolosa non è stata una mossa di wrestling, ma è stato quando io scendevo dal tetto delle arene con un cavo fino al ring, specialmente poi a Panama City quando addirittura scesi da un elicottero. Non m’importava di quello che pensano gli altri, era pauroso. La prima volta che lo feci fu allo United Center di Chicago ed è stato veramente spaventoso per me. Non l’avevo mai fatto, ne provato qualcosa di simile prima di allora.  Ma a Panama, sai, stavamo sorvolando l’acqua quella sera, dietro i gratttaceli degli Hotels c’era la gente che per la distanza non riusciva a vederci, nel buio. Eravamo molto più in alto di quegli Hotel e c’era gente che ha notato la mia faccia bianca da quella distanza in quell’elicottero, così se ne resero conto e cominciarono a gridare. E’ stato troppo. Allora quando è arrivato il momento di saltare da sopra l’acqua fino al ring, uscii fuori ma il rumore delle pale dell’elicottero mi fecero cadere letteralmente all’indietro! Avevo il frastuono delle pale sopra la testa ed il vento, era così forte. Quando mi sono buttato giù, il mio peso ha fatto l’elicottero vibrare eccessivamente avanti e indietro perché potete immaginare, la forza di 250 libbre che cade fissata da una corda dall’elicottero. E’ stato spaventoso. E naturalmente, è sempre piacevole quando il pilota dell’elicottero è un pilota del ex-Vietnam e vi dice:  “la informo che se la corda rimane attaccata alle pale o all’elicottero, sarò costretto a tagliarla.”
IGN Sports: Hai citato lo United Center di Chicago. Qual è la tua arena preferita?
Sting: Ne ho tante di preferite ma se penso di doverne scegliere una, mi viene in mente la Baltimore Arena, e adoro qualsiasi arena di Chicago. Ai fans di Chicago e Baltimore, non importa in quale arena si trovino, fanno sempre un gran tifo.
IGN Sports:  Tra tutti i match che hai combattuto, quali sono i tuoi preferiti?
Sting: Qualsiasi match contro Flair. Ho fatto uno dei più grandi match di sempre contro Hulk Hogan, ma è stato quasi alla fine della mia carriera. Tra i match contro Flair, se dovessi sceglierne uno in tutta la mia carriera sceglierei quello svoltosi all’ultimo Nitro. Mi sono divertito molto a lottatare con lui, e devo a lui il fatto di essere diventato il wrestler che sono. Lui aveva una scelta al primo Clash of the Champions. Abbiamo fatto 45 minuti di match in diretta e aveva la scelta dopo di giudicarmi un buon wrestler o come un wrestler mediocre. Decise di giudicarmi un buon wrestler. Fu lui che innalzò il mio nome. Penso che a lui sia piaciuto lavorare con me, penso che abbiamo costruito un’ottimo rapporto.
IGN Sports: Non riesco a dimenticare di come lo hai sollevato sopra la tua testa e schiacciato a terra.  (si riferisce alla classica scenetta in cui Ric Flair sale sul paletto per poi venire scaraventato a terra dall’avversario)
Sting: Penso e continuo pensare, che i fans se non vedono questa mossa, non andranno via dal palazzetto. E tante volte sono andato a dire a Ric che era meglio che cambiassimo questa cosa. Avevamo bisogno di  nuove cose. Ma Ric ha sempre risposto alla stessa maniera. Diceva che quando era giovane, guardava Buddy Rogers e diceva che una volta andò a vedere un suo match e non lo vide cadere dal paletto e pensò di avere buttato via i soldi del biglietto. Così mi diceva “se loro non mi vedono cadere dal paletto, se loro non ti vedono batterti il petto, se loro non ci vedono fare le nostre mosse tipiche, loro andranno via pensando che sono stati imbrogliati”.
IGN Sports: Non so se segui assiduamente la WWE, ma Shalton Benjamin è un wrestler sulla cresta dell’onda che in una nostra recente intervista ha detto che molte delle mosse che fa sono un tributo verso te, perché tu eri il suo eroe da bambino. Come ci si sente quando dei ragazzi più giovani crescono facendo le mosse che resero famoso in onore tuo? 
Sting: Sono spiazzato. (flattered). Devo incontrare questo ragazzo. E’ davvero una cosa fantastica. Non c’è altro modo per spiegarlo. Mi sento davvero onorato che lui faccia questo. Per tanti anni ho visto ragazzi fare delle mosse diverse e mi dicevano “L’ho fatto perché tu lo facevi”. E’ una cosa davvero fantastica. Ho lasciato la mia impronta nel pro-wrestling, questo è sicuro, e non molti altri possono dire lo stesso.
IGN Sports:  C’è una chance di vederti in WWE, magari facendo coppia con Shalton o andando contro lui, che usa le tue stesse mosse per combatterti? Non suona come una grande storyline? Oppure hai in mente di ritornare alla NWA-TNA?
Sting: Non sono un wrestler NWA. La cosa s’è conclusa quando ho iniziato la mia carriera nel wrestling. Sai,  Jerry Jarrett era l’unico promoter che ci ha chiamato dopo aver spedito vari filmati.  E’ stato l’ unico che ci ha chiamati. (Steve Borden e Jim Hellwig, aka The Ultimate Warrior ndr.)  Gli sono molto riconoscente per quello che ha fatto. E così l’estate scorsa quando è arrivata  una telefonata dai Jarrett, in un primo momento  desiderai di non andare a combattere da loro.  Poi ho valutato la cosa e ho cominciato meditarci su. Nel frattempo Jerry m’ha lasciato pensare comodamente, e alla fine decisi di andare la fuori ad aiutarlo. Ho fatto quattro show per loro l’anno scorso, ma è finito tutto lì.
IGN Sports:  E allora protresti considerare l’opportunità di andare in WWE?
Sting: Si, potrei anche farlo, sempre se lo voglia. Potrei farlo. Quest’ultima Wrestlemania è stata molto buona, Wrestlemania XX, e io non ne ho mai preso parte ad una edizione. Avrei ho avuto più volte l’opportunità di parteciparci. Sai, Vince (McMahon ndr.) e io abbiamo parlato tante volte nel corso di questi anni. Per la scorsa Wrestlemania aveva intenzione di organizzare qualcosa tra me e Stone Cold Steve Austin, eravamo sul punto di metterci d’accordo ma alla fine non se ne fece niente. Avrei solo da dirgli cosa voglio fare e lui lo metterebbe in atto, ma ogni volta che si organizza qualcosa c’è sempre qualcosa che va storto. Quando si parla con Vince è tutto molto semplice. E’ sempre piacevole parlare con lui, credo che questa non la sapevate! In ogni caso resto interessato. Fino ad allora…vi resta sempre il videogame!

Luca “PoiSoN” Celauro

 

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