Intervista a “Doblone” Davy White, l’atleta ICW che ci ha rappresentati ad Oslo nel torneo UEWA dei pesi leggeri

(Data originale di pubblicazione: 17/06/2011)

Nuova fermata del nostro viaggio per l’Europa del Wrestling. Eccezionalmente, rubo sia il posto che l’argomento a The Wrestling Boot (che tornerà al suo posto settimana prossima, non vi stracciate i capelli). Sono particolarmente contento del pezzo che state leggendo, perché presenta un successo di un amico. E dei successi degli amici bisogna andarne orgogliosi come per i propri. Questo numero sarà una lunga intervista ad uno dei più talentuosi atleti del panorama italico, Doblone Davy White. Dopo un maggio da incorniciare, ci concentreremo sull’evento per me principale del mese, il suo viaggio ad Oslo per partecipare al torneo per incoronare il primo campione dei pesi leggeri UEWA. Come avete intuito dal titolo, sarà un viaggio insieme al pirata italiano. Sedetevi e godete il panorama.

“Doblone” Davy White e Tiziano

 

-Caro Doblone….sono veramente felicissimo di farti quest’intervista. Ci siamo conosciuti anni fà su internet e oggi entrambi abbiamo un nome in questo mondo (seppur con peso diverso). Maggio è finito, e credo che questo mese te lo ricorderai per molti anni…

Credo che difficilmente potrò ripetere un mese così intenso e ricco di soddisfazioni; sicuramente al momento è definibile come il momento migliore della mia carriera: Numero Uno 2011, torneo UEWA ad Olso e Titoli di Coppia con il mio amico Charlie: praticamente impossibile dimenticarselo!

-Questa intervista sarà un po’ strana, perché, appena hai vinto il torneo di qualificazione, ti ho subito tempestato di domande. Andiamo a vedere cosa mi hai detto pochi giorni prima della tua partenza

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-Quale è il tuo primo pensiero prima di un evento del genere?

Credo vada a quando ho deciso di fra wrestling. Ero determinato a fare buone cose, ma non avrei mai pensato di poter partecipare ad un evento del genere, questo mi rende molto soddisfatto di quel che ho fatto e sto facendo. Persone hanno avuto fiducia in me, proponendomi per il torneo(dalla qualificazione in Italia, fino alla fase europea) e vorrei cercare ripagarli il meglio possibile.

-Dei tuoi avversari, chi pensi sia il più agguerrito?

Ho guardato match di quasi tutti gli avversari, credo ce ne siano molti in grado di portare a casa la vittoria. Se devo dire un nome, Sean South mi pare fra i favoriti, data la sua stazza. Personalmente temo molto Wild Boar, un lottatore che mi ha impressionato.

-Sicuramente tutti pensano alla vittoria, ma per te quale sarebbe la sconfitta peggiore? Fermarti subito o perdere in finale?

Sicuramente la peggiore sarebbe essere eliminato subito, vorrebbe dire non sfruttare al meglio l’occasione. Più incontri farò, più potrò dire di esser soddisfatto. E’ un’occasione unica per mettersi in mostra nel panorama europeo e ovviamente, la finale sarebbe un traguardo di assoluto prestigio.

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-Col senno di poi vorresti correggere qualcosa?

Parlando di match, molto probabilmente eviterei volentieri di lanciarmi in quel Sunset Flip che è stato poi reversato in driver da South. A parte questo, credo non ci sia molto da correggere, è stata una trasferta fantastica, in tutti i sensi.

-Andiamo quindi al giorno della partenza. Partenza il giorno stesso del torneo in aereo. Come era l’ambiente e cosa hai trovato ad attenderti?

Non è stato forse comodissimo, alzarsi alle 5 di mattina per prendere un aereo e farsi altre 2 ore di automobile, ma è stata una fatica necessaria e che rifarei. Parlando del backstage invece, il clima era quello delle grandi occasioni, tanta tensione unita all’emozione di essere finalmente arrivati. Tutti erano disponibilissimi e gentilissimi. Nessuno si conosceva più di tanto, salvo gli scozzesi, quindi mi ha anche un po sorpreso il fatto di avere tutta quella intesa in così poco tempo passato assieme; in parte, è come se sapevamo di star per far “una festa”. Ovviamente, una volta pronti a combattere, la concentrazione veniva a prender il suo posto ed ognuno era per sè.

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-Nuova parentesi. A poche ore dal torneo hai risposto così. Ci siamo, non si torna indietro. Il tuo primo pensiero?

Sicuramente il voler far bene e non deludere tutti quelli che han creduto in me. Sono ad Olso, sono il primo italiano nella storia a partecipare ad un torneo per i pesi leggeri europei. Di fatto, stiamo scrivendo la storia…

-Quale è la tua più grande paura?

Potrebbe essere fallire e distruggere tutto quanto fatto fin ora. Uno o due errori, possono costarti caro sia in un incontro che in eventuali incontri futuri. Un palcoscenico così importante va sfruttato a dovere…

-Affronterai B.Cool nei quarti, che ne pensi?

E’ giovanissimo e bravo. A 18 anni, io neppure mi allenavo, lui è già arrivato al livello europeo. Non è forse fra i nomi più pesanti nel torneo, ma se è già qui, un motivo deve esserci…

-Strategia?

Lotterò con lo stile che uso in Italia, bevendo rum e andando all’arrembaggio Apparte gli scherzi, affronterò gli avversari nello stesso modo a cui sono abituato, ha sempre fuzionato nel nostro paese e spero possa funzionare anche qui…

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“Doblone” ad Oslo

-Torniamo all’oggi. Come è stato il match con B. Cool?

E’ stato un ottimo match, fra i migliori che abbia disputato. Mi son trovato benissimo a lottar contro di lui, forse per il suo stile che richiamava molto quello degli italiani Mr.Excellent e Dinamite Jo, uno stile che conosco bene e son riuscito a sfruttare a mio vantaggio. Nulla da lamentarsi, anzi…

-Il passaggio in semifinale ti ha messo un gradino sopra Kaio, che nel precedente torneo UEWA si era fermato hai quarti. Ne sei orgoglioso?

Sono orgoglioso di aver raggiunto le semifinali, ma non credo assolutamente di esser un gradino sopra Kaio, anzi, è assolutamente il contrario(son anche forse 2 scalini sotto). Mettendola sui numeri e statistiche, di fatto Kaio è stato eliminato dal finalista del torneo, cosa che è successa pure a me, quindi praticamente è come se abbiamo avuto lo stesso risultato, se vogliamo, son stato fortunato ad non incontrare South nel primo match, ma ovviamente, son tutte ipotesi.

-In semifinale ti scontri e perdi contro Sean South, poi vincitore del torneo. Come è andato il match e cosa pensi di lui?

Sean è davvero bravo, sicuramente meritava il torneo. A idea, non è propriamente un peso leggero, lotta molto da peso mediomassimo, ma apparte questo, è un lottatore che sicuramente va tenuto d’occhio per il futuro. Sul match è andato bene, ma come detto, mi è spiaciuto perdere, seppur accetti la sconfitta.

-Hai visto qualcuno degli altri match?

Si, ho potuto vedere gli altri match dalle riprese “grezze” che ci han mostrato post show. In generale è stato davvero un evento unico, tutti i match erano apprezzabili. Se volete il mio “miglior match”, credo sia stato quello fra Kid Fite e Lian Thomson.

-Il pubblico? Hai offerto a qualcuno la benzina che spacci per rhum?

Purtroppo in Norvegia hanno regole severe sugli alcolici, quindi mi son dovuto tenere la benzina tutta per me. Il pubblico era tanto e caldissimo. Molto simile a quello italiano come gusti e reazioni, forse meglio “acculturato” dal punto di vista tecnico. Un pubblico comunque molto disponibile, regalavano davvero un gran supporto, nonostante non fossi mai stato prima in Norvegia.

-Hai qualche aneddoto curioso del backstage? Qualche atleta ti ha colpito in maniera particolare?

Un atleta si, un lottatore norvegese che aveva la gimmick da supereroe.Cosa di fatto già vista, ma l’ho apprezzata perchè di questi tempi, sempre meno lottatori scelgono una gimmick, rifugiandosi invece in personaggi “anonimi”, che al nostro livello rischiano di annullarsi fra loro. Apparte questo, il clima come ho detto era ottimale, ci son stati scambi di opinioni, consigli e collaborazione, un clima fantastico.

-Bilancio finale della tua esperienza, anche in confronto con la precedente in Inghilterra e la prima in Svizzera.

Son esperienze diverse, avvenute in momenti diversi e clima diversi. Ognuno di per se è stato unico, ma se dovessi scegliere, sicuramente al primo posto c’è la notte di Olso, dove son stato realmente protagonista.

-Arriviamo ora a quello che invece ti è successo in Italia. Prima hai fatto tuo il Numero Uno, il torneo di wrestling più “vecchio” del nostro paese. Cosa ci puoi dire di questo successo?

Devo esser sincero? Un po son stupito pure io di esser riuscito a vincerlo! Se non altro, era la prima volta che partecipavo al torneo, quindi ero come un “rookie” della competizione. Ho fatto quel che potevo e riuscivo, con la solita determinazione…ed ho vinto. Credo sia il trofeo più importante al momento che tengo in bacheca, visto che gente come Kaio, Devil, Charlie, Kobra ed altri che poi son diventati campioni italiani, son riusciti a far loro il trofeo. La storia di questo torneo è ricca di anedoti e leggende, a me basta avere il mio nome come vincitore di una edizione: è già un ottimo risultato, non tutti ci riescono.

Doblone vince il torneo Numero 1

-Recentemente sei diventato campione di coppia ICW con Charlie Kid, con cui formi il team de “I Ricercati”. Come ti trovi con l’ex campione italiano? E quanto sfogo ti fa aver battuto la P3?

Charlie è il mio allenatore, nonchè un mio buon amico, quindi posso dire di trovarmi alla perfezione. L’idea di fare un tag team, non è recentissima, ma abbiamo dovuto aspettare il momento opportuno per farlo. Ognuno di noi era preso dalla propria carriera da singolo, ma ora è diverso. Battere la P3 è stata una soddisfazione enorme, condita dal fatto di aver scippato delle cinture due grandi come Lothar e Kaio, una coppia che sembrava imbattibile già da quando li avevano vinti. Ora però non possiamo rilassarci, sappiamo che ogni stoccafisso è pronto a sfidarci per i nostri titoli, ma da qui in avanti,non posso sapere come andrà.

Doblone e Chalie Kid

Si conclude così questa chiaccherata, spero che vi sia piaciuta. Noi ci rivediamo tra un mese on-line su World of Wrestling o agli show in giro per la Toscana. Vi aspetto al prossimo viaggio.

The Euro Trip Will Continue….

Tiziano “Taitanus” Girletti

Crediti foto: Carl Celius, Silvia Mazzei

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