WOW.it intervista in esclusiva Giovanni Cortinovis, l’ideatore della serie in DVD “Le Leggende del Wrestling” dalla Gazzetta - World of Wrestling

WOW.it intervista in esclusiva Giovanni Cortinovis, l’ideatore della serie in DVD “Le Leggende del Wrestling” pubblicata dalla Gazzetta dello Sport: una chiacchierata a 360° sul suo lavoro, sui grandi wrestlers del passato, sull’attuale panorama italiano e ovviamente… sul mitico “Coach” Dan Peterson!

Allora Giovanni, per prima cosa benvenuto sulle pagine di WorldOfWrestling.it, per noi è un onore e un piacere intervistare la “mente” dietro il progetto della collana di dvd “Le leggende del wrestling” pubblicata dalla Gazzetta dello Sport!

Ciao a tutti! Anzitutto vi ringrazio per aver parlato della collana Wrestling Legends in uscita con la Gazzetta dello Sport. Fa sempre piacere quando un Sito ben strutturato e ricco di approfondimenti come il vostro presenta un progetto di cui sono promotore. E la mia non è certo piaggeria perché conoscevo e consultavo le vostre pagine web da anni.

Prima di cominciare l’intervista vera e propria ci piacerebbe farti una domanda un po’ sopra le righe ovvero…ti rendi conto di quanti “vecchi” appassionati hai reso felici con questa tua idea!?!

Beh, sì, mi rendo conto di quanti vecchi appassionati ho reso felici perché io rientro a pieno titolo in questa categoria. Tutto è nato qualche anno fa quando acquistai una decina di dvd in inglese di quella che all’epoca era la World Wrestling Federation: c’erano le prime edizioni di WrestleMania, le prime Royal Rumble, ma anche le biografie di Ultimate Warrior (in assoluto il mio preferito. È un peccato che la monografia non gli abbia reso giustizia) e di André the Giant. Ma quando li ricevetti a casa e li inserii nel lettore, restai con l’amaro in bocca. Mancava qualcosa e non riuscivo a capire cosa potesse essere. Pensavo che forse era finita un’epoca e crescendo i miei gusti erano cambiati. In effetti ora, complice anche la mancata trasmissione sulle tv in chiaro, la passione è scemata. Eppure c’era qualcos’altro. Ma certo, mancava il commento di Dan Peterson!

Avrei potuto ingaggiare il Coach  e chiedergli di venire a casa mia a doppiare gli incontri degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta ma mi sarebbe costato troppo (almeno per le mie tasche), così ho pensato di rendere il prodotto fruibile al pubblico: in questo modo ne avrebbero goduto in tanti…e io avrei risparmiato un sacco di soldi! E così, mentre nella primavera scorsa stavo lavorando con gli uomini del marketing Gazzetta come supervisore di una collana di 10 dvd sul “Tourist Trophy e le grandi corse stradali” presentai loro l’idea di questa collana. Specificando che il commento da Dan Peterson era indispensabile. Ed ora eccoci qui. Sono ben contento di aver fatto “tornare bambini/ragazzi” un po’ di fan dell’epoca.

Ok, adesso torniamo seri e raccontaci un po’ qualcosa di te: di cosa ti occupi esattamente? E quali altre collaborazioni porti avanti oltre a quella con la Gazzetta dello Sport?

Sono un giornalista free-lance e collaboro regolarmente con Gazzetta, Sportweek, Euromoto, Focus, L’Eco di Bergamo e il sito internet Lettera 43. Scrivo soprattutto di motori ma anche di calcio e altri sport: racconto storie, curiosità, aneddoti e realizzo interviste. Insomma, un po’ di tutto. Ho scritto anche articoli di wrestling, ma molto pochi rispetto ai miei desideri. E per lo più in occasioni di eventi luttuosi.

Quando hai iniziato a seguire il wrestling e a quali episodi o periodi della sua storia ti senti maggiormente legato?

Essendo nato ad inizio degli anni Settanta ho iniziato a vederlo quando è approdato su Italia 1 anche se prima guardavo il catch con i commenti del mitico Tony Fusaro. Fu una folgorazione. Le acrobazie di Tiger Mask erano incredibili, poi mi appassionai a Ricky “The Dragon” Steamboat e infine ad Ultimate Warrior. Ma all’epoca tutti i wrestler mi apparivano degni di apparire sul ring. Ok, non proprio tutti, Dusty Rhodes e Adrian Adonis li trovavo fuori contesto. Cioè, George The Animal Steele e i Bushwackers almeno suscitavano simpatia, ma i primi due non li capivo proprio. E, non a caso, anche ora compro libri, card e action figure della WWF.

Ingaggiare il mitico Dan Peterson è stato veramente un colpo da maestri specie se si tiene conto che non commentava più il wrestling da molti anni: come siete riusciti a convincerlo e quali erano le tue aspettative sul suo commento e sulla “presa” che poteva ancora avere sul pubblico?

A compiere  l’ingaggio sono stati gli uomini del marketing e pertanto il merito è tutto loro, in particolare di Gianluca Varano e Alessandro Paletti. Se infatti io ho dato l’idea, poi è toccato a loro svilupparla e valutarne la realizzabilità dal punto di vista economico. Credo che Dan sia tornato a commentare il wresting perché è una disciplina che ama. Mi ha detto più di una volta che quando la gente lo ferma gli chiede ancora, sebbene siano passati 20 anni, che fine hanno fatto Hulk Hogan e Ultimate Warrior. Immagino che anche Dan non avesse più rivisto quelle sfide perché quando è arrivato in sala di registrazione per doppiare il dvd su Ultimate Warrior e sono partite le immagini del Guerriero, beh, ho visto una luce nei suoi occhi.

Riguardo invece alle aspettative, non avevo dubbi che il Coach si sarebbe riconfermato in gran forma. Risentirlo è stato come salire sulla macchina del tempo e a chi non ha visto i dvd dico solo: “non sapete cosa vi siete persi”. Peraltro, si possono ancora trovare e acquistare sul sito della Gazzetta, fino ad esaurimento.

Puntare sulle leggende del ring degli anni ’80 e su una fascia di pubblico in gran parte over 30 è stata una scommessa piuttosto azzardata, soprattutto tenendo conto del trend a cui abbiamo assistito in Italia qualche anno fa e a cui stiamo assistendo adesso nella WWE: insomma optare su John Cena o Rey Misterio, ovvero su un prodotto per giovanissimi fans e famiglie non era forse una mossa più sicura? Quale tipo di indagine di mercato hai fatto per capire che un certo materiale d’annata aveva un potenziale tale da giustificare un investimento così importante?

Non saprei che dire perché della questione economica non mi sono occupato. Immagino che chi lavora al marketing della Gazzetta abbia fatto delle ricerche, altrimenti non avrebbero deciso di avviare l’iniziativa. Per quanto ne so, i trenta/quarantenni sono una delle fasce d’età che più spendono per i “collaterali”. Puntare sui wrestler attuali poteva forse essere più redditizio ma non rientrava nelle finalità di questa serie. Questo non esclude che in futuro la Gazzetta non decida di fare una serie sugli eroi attuali.

Quale criterio è stato seguito per la scelta dei titoli che compongono la collana?

Essendo il tema della collana il wrestling degli anni Ottanta e degli inizi degli anni Novanta si è voluto riproporre tutto ciò che pensavamo fosse significativo della WWF. Sconfinando in alcuni casi in epoca più recente. Però, e questo è un chiarimento che mi sento di dare anche per rispondere ai dubbi di molti acquirenti, sempre nei limiti dei dvd già esistenti. Insomma, non si può pensare di realizzare un dvd ex novo solo per l’Italia perché i costi sarebbero esorbitanti: per dire, adoravo i Demolition, ma non esiste alcun dvd a loro dedicato. Così, con il catalogo WWE in mano abbiamo scelto, discutendo tra di noi, quali titoli inserire e quali no. E per alcuni grandissimi, come Hulk e Macho Man, abbiamo deciso di realizzare più di un dvd.

Se questa collana dovesse avere un buon riscontro di pubblico ci sono possibilità che la Gazzetta voglia ripetere l’esperimento, magari con una nuova serie di uscite dedicata agli anni ‘90 e specialmente alla Monday Night War, a The Rock, a Steve Austin, alla WCW e perché no qualcosa anche sulla ECW?

È un’ipotesi che è stata presa in considerazione ma è prematuro parlarne adesso. Fra l’altro adoro Stone Cold.

Pensi che in Italia ci saranno mai i presupposti per un nuovo “boom” del wrestling in chiaro magari con un approccio più serio e professionale di quello di qualche anno fa e di conseguenza più in linea con l’impostazione data ai dvd proposti dalla Gazzetta?

Non saprei: l’universo delle tv italiane non risponde sempre a logiche di ascolto, cioè commerciali. Come è noto, una  tv è arrivata a cancellare il wrestling dai palinsesti sostenendo che non fosse educativo ma poi ci sono molti politici che mettono in atto comportamenti infinitamente più riprovevoli. Altrove si griderebbe allo scandalo, qui da noi tutto passa sotto silenzio. E alla fine a pagare è stato il wrestling. A parer mio, se proposto ai giusti orari (altro che le ore 11 della domenica mattina), con un commento meno clownesco (il che non vuol dire non ironico) e una maggiore selezione dei match/eventi da trasmettere  il wrestling potrebbe tornare a fare grandi ascolti.

Ti capita mai di leggere qualcosa sul wrestling attraverso i siti italiani? Hai anche altre fonti su cui ti vai a documentare?

Sì, anche se non assiduamente perché passo le mie giornate, oltre che a scrivere articoli, a leggere giornali/libri/siti per lavoro e quindi il tempo che mi resta cerco di passarlo lontano dal pc. Spesso in compagnia del bulldog inglese della mia ragazza, che ricorda molto Matilda dei British Bulldogs.

Ok Giovanni, siamo in chiusura ma prima di salutarti abbiamo un’ultima domanda per te: dopo aver studiato, pianificato e perfezionato questa serie di DVD dedicato alle leggende del passato hai in mente qualche altro imminente progetto editoriale dedicato al wrestling o forse è prematuro parlarne?

No, sul wrestling non ho in mente, al momento, nulla. Intendo, di economicamente sostenibile. Non scopro certo l’acqua calda quando dico che un’idea poi deve anche vendere, altrimenti non sbarca sul mercato. Aspetto fiducioso la conclusione di questa serie, sperando di poter trattare ancora in futuro il tema wrestling.

 

Redazione WOW

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