The Wrestling Boot #30 – Speciale Staffer Trios (07/04/2011) - World of Wrestling

Intervista speciale a tre “storici” opinionisti della scena italiana che fanno il punto sui 10 anni del movimento del wrestling tricolore.

THE WRESTLING BOOT #30

SPECIALE STAFFER TRIOS

Trenta Numeri.
Quando ho iniziato non avrei creduto davvero di arrivare al trentesimo numero qui su WOW di questo editoriale interamente dedicato alla scena italiana.
Mi fa sempre strano sentirmi definire nell’ambiente “esperto della scena italiana”, mi ritengo semplicemente un appassionato che ha l’opportunità, tramite questo prestigioso sito, di far conoscere quest’ambiente dove ci sono tanti appassionati veri che con molti sacrifici hanno tirato su questa disciplina.
Fra questi ho il piacere finalmente di intervistare due di questi “storici” personaggi che con il loro lavoro di opinionisti e commentatori hanno molto contribuito alla scena italiana e una delle nuove leve che abbiamo il piacere di ospitare qui su WOW:

Si tratta di Manuele “Titan Morgan” Poli, Francesco “Maestro Zamo” Zamori e di Tiziano “Taitanus” Girletti, qui intervistati dal sottoscritto per fare un punto sui primi dieci anni del Wrestling italiano.

1) Enrico: Quest’anno il Wrestling Italiano compie il suo decimo anno di vita: un traguardo niente male, 10 anni in cui abbiamo visto varie fasi alterne di popolarità …. che bilancio possiamo fare secondo voi di questo primo decennio?

Titan Morgan: Un bilancio tutto sommato positivo, anche se ci sono stati degli alti e bassi. Positivo perchè se andiamo a rivedere come eravamo messi dieci anni fa e poi guardiamo i traguardi che sono stati raggiunti ed i progressi che sono stati fatti, ci rendiamo conto che abbiamo fatto davvero dei passi da gigante. Ricordo ancora di aver acquistato il DVD dell’evento promosso dalla Italian Championship Wrestling “La Legge del più Forte” nel 2001. Si trattava molto probabilmente del primo show di wrestling italiano commercializzato su DVD e l’unica cosa che non mancava era la buona volontà dei ragazzi che si erano adoperati per realizzarlo. Per il resto, vedere quello show era quasi imbarazzante… sugli spalti ad assistere all’evento (se così possiamo definirlo) ci saranno state dieci persone, che ovviamente non erano neanche inquadrate dalla telecamera, forse per evitare di mostrare sugli schermi un contesto così triste e spoglio.
Da allora, dicevo, sono stati compiuti veramente dei passi da gigante. La ICW si è consolidata come una realtà rispettata in tutto il territorio europeo ed anche se i fasti ai quali eravamo arrivati tra il 2004 ed il 2006 (complice soprattutto la diffusione dei programmi della WWE sulla TV nazionale in chiaro…) sembrano ormai lontani, il movimento del wrestling italiano non solo è sopravvissuto, ma è stato anche capace di crearsi una sua fetta di pubblico, se pur non esagerata dal punto di vista prettamente quantitativo.

Maestro Zamo: Beh, io ho vissuto la prima “tranche” (diciamo fino al 2006-2007) in prima persona, e la seconda come spettatore. Devo dire che il bilancio non puo’ che essere positivo, se pensiamo che prima della ICW e della XIW non esisteva niente che potesse esser chiamato “wrestling italiano”. Nel periodo del boom 2003-2006, poi, è stato davvero magico: show dovunque, wrestling ogni dove in televisione, gadget, libri, riviste a iosa… una manna! E poi ci sono stati gli show incrociati con le altre federazioni europee… si, direi che il bilancio è sicuramente positivo!

Taitanus: Credo sostanzialmente positivo. Siamo passati da vederlo fare a farlo, da essere spettatori a essere spettacolo. All’inizio poteva essere una moda passeggera, ma, vedendo tutto quello che il wrestling italiano ha subito, il fatto che ne stiamo ancora parlando significa che sta diventando solida realtà. Al livello europeo, che è poi il campo in cui sto muovendo i miei passi, siamo saliti molto, diventando la terza realtà dopo i maestri inglesi e i tedeschi, gente che queste cose l’hanno nel sangue. I prossimi passi sono due: far accettare il wrestling oltre al pubblico fedele , cioè portare anche gli spettatori occasionali a vederlo con continuità, e far capire che esiste una realtà italiana a chi già segue questo sport, ma è convinto che non si possa fare una cosa del genere anche nel nostro paese. Siamo sopra al curling come numero di appassionati, ma c’è ancora strada da fare.
Normalmente quando ci sono queste interviste, si parla di stile italiano. Secondo me non se ne può ancora parlare, perché non c’è un pubblico oltre i fan sfegatati. Non essendo quindi un ritorno in termini di soddisfazione da parte della gente attendibile, non può esserci neanche una direzione da seguire. Tutto parte dal confronto col pubblico che, in questo sport, è più fondamentale che in tanti altri.

2) Enrico: Partiamo dalla ICW, che ha una doppia occasione per festeggiare: il 16 Aprile realizzerà il suo 200° Show e quest’anno festeggerà i 10 anni di vita… nel mio precedente editoriale ho messo a mio giudizio i 10 momenti storici della federazione, a voi chiedo di dirmi i due momenti migliori che avete “vissuto”.

Titan: Il primo è senza ombra di dubbio il Wrestling Superstars Festival organizzato dalla ICW il 28 maggio 2005 al 105 Stadium di Rimini, che ho presentato e commentato dal vivo insieme al mio collega, il “Maestro Zamo” Francesco Zamori, di fronte a più di 3500 spettatori presenti!!! Credo che in quella serata la ICW abbia raggiunto l’apice della propria popolarità. E’ vero che oltre agli atleti italiani c’erano anche nomi di richiamo quali Billy Gunn, Jamie Noble, Mideon e Test, però ti assicuro che ritrovarmi al centro del ring a presentare uno spettacolo davanti a 3500 spettatori paganti è stata un’esperienza unica, mi sembrava quasi di trovarmi nel Colosseo ai tempi dei gladiatori… e pensare che fino a pochi anni prima qualcuno pensava che io fossi addirittura timido…
Quella sera avevo la febbre a 38, ma ce la misi tutta per dare il meglio di me al commento, sapevo che non mi sarebbe mai più ricapitata un’occasione incredibile come quella (ed infatti così è stato).
L’altro momento più bello che ho vissuto è stato il tour che abbiamo fatto con la Italian Championship Wrestling nei centri commerciali italiani tra il 2003 ed il 2004… un’altra fantastica esperienza che ovviamente ho condiviso con uno dei miei più grandi amici, il “Maestro Zamo” Francesco Zamori. In quei due anni la ICW ha organizzato una serie di show di wrestling all’interno di alcuni tra i più grandi centri commerciali d’Italia, tra i quali “I Gigli” a Campi Bisenzio (Firenze), che è stato il primo show che abbiamo commentato dal vivo, il Centro Commerciale “Collestrada” di Perugia ed il “Carosello” di Carugate (Milano). A parole non posso dirti quanto mi sono divertito a presentare e commentare quegli show… e la risposta del pubblico è stata davvero clamorosa! Era un periodo in cui molto era lasciato all’improvvisazione, per cui era tutto molto spontaneo… ed anche io ed il Maestro Zamo siamo riusciti a mettere in scena dei siparietti indimenticabili, sia tra di noi che con i lottatori… tra i quali devo per forza di cose ricordare il mastodontico Raiss ed il “nostro” Tsunami (Thierry Gerbore)! Che risate…
Però se posso permettermi, anche se non è stato uno show della ICW, devo anche ricordare quando ho presentato il Wrestling Gala organizzato dalla Nu Wrestling Evolution il 14 luglio 2003 al Saint George Premiere di Monza, insieme a Dan Peterson, Luca Franchini e “Bulldozer” Mauro Repetto… un’altra giornata che non dimenticherò mai, anche perchè l’ospite speciale era nientemeno che il leggendario Bret “Hitman” Hart. E sul ring, tra gli altri, si esibì pure uno dei più rispettati wrestlers non solo della ICW, ma dell’intero panorama italico: il veterano Manuel Maioli, per me un altro grande amico di lunga data con il quale ho condiviso un sacco di esperienze dentro e fuori del ring.

Zamo: Personalmente il miglior momento in assoluto è stato lo show ICW fatto a Bergamo nel 2004 (mi pare si chiamasse “Cold War”, ma la mente ormai debole e anziana – sebbene sempre astuta – del Sempre (poco) Umile Maestro Zamo ogni tanto vacilla…). Per me è stata un’atmosfera magica… ed avevo persino la febbre!!! Tutto lo show è stato eccezionalmente costruito bene, in particolare il match tra Red Devil e Johnny Storm.. unico, specialmente da chi – come me e Titan – l’ha potuto vedere dalla posizione di ring announcer, con mosse aeree spettacolari e  momenti da brivido. E poi il mitico segmento fatto con Darkness, che per poco non mi spezza il collo!!! Anche il dopo show è stato eccezionale, un momento veramente unico nel wrestling italiano.
Il secondo momento indelebile è lo show di Rimini del 2005. Commentare personaggi come Test, Mideon, Billy Gunn e Jamie Noble era veramente un onore, per non parlare del palazzetto pieno di gente!!!

Tiziano: Solo due momenti credo sia poco. Nel bene e nel male, chiunque si è interessato a questo mondo in Italia con la ICW ha dovuto fare i conti. Se partiamo dai momenti più importanti in generale, credo che una decina non siano abbastanza. Al livello totalmente personale, sicuramente al primo posto metto Vendetta ‘09 con McGuinness. Atmosfera da grande indies europea, molta partecipazione e posti in prima fila. E’ una delle prime volte che la mia mente è andata oltre al mero giudizio su quello che vedevo, oltre l’analisi dello show, ma si è appassionata per uno show italiano. Il secondo momento non l’ho vissuto direttamente, ma l’emozione è stata uguale. In questi anni sono diventato amico di “Doblone” Davy White attraverso vie impreviste . Non posso negare che quando ho letto della sua vittoria contro Red Devil per il titolo ICW dei pesi leggeri ero molto felice. Gli mandai subito un sms per fargli i complimenti. E mi ricordo anche il sapore di rhum che tutte le volte mi offre quando sono ad uno show in cui c’è lui…BRUCIA….è benzina quella!!!

3) Enrico: Nei primi anni 2000 l’Uomo di punta é stato Red Devil, poi nella seconda metà del 2000 Kaio, fra le nuove leve chi potrebbe raccogliere la loro eredità?

Titan: Se devo essere sincero, come ti avevo già premesso, da quando mi sono ritirato dalle scene nel 2007 non ho più avuto modo di seguire il panomrama italiano.
Con Red Devil siamo amici da più di dieci anni e sono molto felice per lui e per i traguardi che ha raggiunto. L’ho visto maturare, l’ho visto crescere… l’ho visto passare dall’essere un atletico giovanotto dalle grandi ambizioni fino a diventare un grande campione! Anche Kaio lo conosco piuttosto bene, ho assistito alla sua ascesa ai vertici, anzi, ricordo che c’ero io al microfono quando ha conquistato il suo primo titolo di campione italiano dei pesi massimi sconfiggendo Are$ a Rimini. Ho avuto l’onore di dare voce alla sua prima vittoria di un titolo che poi ha conquistato per altre cinque volte. Non dimenticherò mai quel momento.
Purtroppo non ho molta confidenza con le facce nuove della scena italiana, ho notato che alcuni ragazzi che ho praticamente visto esordire hanno fatto molta strada, quali ad esempio Kobra, Lothar ed Andres Diamond. Anche Caronte, Nick Wave e Tempesta della 2PW ho saputo che si sono dati da fare. Ma non avendo più modo di seguire la scena italiana, non mi ritengo in grado di poter fare dei nomi su quali potrebbero essere i portabandiera del wrestling tricolore nei prossimi anni… io sono rimasto ai tempi di “Mr. Excellent”, Queen Maya, El Diablo Amarillo, Psycho Mike, Corvo Bianco, l’agente Massimo Panico, Tsunami & Puck, Pain, Darkness, Il Drago…

Zamo: Ultimamente seguo in modo un po’ distratto il panorama del wrestling, ma penso che Charlie Kid possa davvero essere l’MVP del futuro… anche se come Red Devil non ci sarà mai nessuno secondo me.

Tiziano: Capisco perfettamente la domanda e su questo voglio anche ricordare l’Iron Man Match tra i due che fu pubblicizzato anche sulla RAI, se non mi sbaglio. La costruzione dell’evento fu fatta molto bene, come scontro tra due superstar. E’ difficile dire dei nomi, queste cose non mi piacciono molto…se penso al recente viene da dire Andres Diamond, anche per i suoi passaggi sulla rete nazionale, ma mi sembra che il suo periodo migliore sia già passato. Ci sono due nomi altrettanto semplici da dire: Charlie Kid e Kobra. Se il primo deve però dimostrare ancora alcune cose, almeno per me, sicuramente sul secondo la ICW punta molto, visto che è lui a detenere il titolo massimo nello show Numero 200. Infine punterei un decino su Mariel. Secondo me potrebbe riuscire a farsi strada.

4) Enrico: Parliamo di quella che a lungo é stata considerata la “rivale” dell’ICW, L’XIW. Fra il 2003 e il 2004 si dividevano le piazze e i fans fra Nord e Sud, poi nel 2006 la “scomparsa” dell’XIW e il suo ritorno nel 2008 con il primo Web-Show italiano con in prima linea i fondatori Fire Angel, Thunderstorm, affiancati a volti nuovi come Raider, Drake e Orion……la “guerra” fra le due fed sembra finita, ma considerate sempre l’XIW la “seconda forza” della scena italiana?

Titan: L’impressione che mi sono fatto, per quel poco che sono riuscito a vedere negli ultimi anni, è che la Italian Championship Wrestling ha veramente spiccato il volo consolidandosi come prima e stabile realtà sul territorio nazionale. Le altre compagnie, come la Xtreme Italian Wrestling, mi danno l’impressione di essere molto più piccole ed approssimative ed assai meno organizzate. Non so esattamente cosa abbia portato alla “scomparsa” della XIW nel 2006, ricordo che in quegli anni avevano raggiunto una certa popolarità e seguito, specialmente nel sud-Italia, credo anche grazie ad una sorta di alleanza che avevano stretto con la Nu Wrestling Evolution. Però potrei anche sbagliarmi, ma non mi pare che dell’attuale XIW si possa dire che abbia le stesse risorse di quella della prima metà degli anni duemila… obiettivamente mi sembra una realtà molto più limitata. E’ un po’ come paragonare la versione indies della American Wrestling Association (recentemente rinominata Wrestling Superstars Live) che abbiamo oggi, con la gloriosa AWA del leggendario Verne Gagne che ha chiuso i battenti nel 1991. L’impressione che si ha dall’esterno, oserei dire da profano o comunque da semplice appassionato, è che i protagonisti della XIW si siano costruiti una propria piccola nicchia nella quale regnare sovrani, ma è una nicchia che putroppo non ha una particolare rilevanza nello scenario del wrestling italiano, figuriamoci quello europeo… il detto recita “pesci grossi in un piccolo lago”… in questo contesto l’impressione che si ha è che il lago sia piccolo, ma i pesci che ci nuotano dentro non si capisce bene se siano piccoli o di medie dimensioni, perchè per saperlo bisognerebbe prima metterli a confronto con quelli di altri laghi, ma loro sembrano non sentire la necessità di farlo perchè sembrano accontentarsi di essere fans di se stessi… non so se ho reso bene l’idea. Ma ripeto, questa è l’impressione che mi sono fatto da profano, per cui potrei benissimo sbagliarmi.

Zamo: Chiariamo subito il mio punto di vista sulla questione: non sono mai stato uno di quelli che ha parteggiato per una federazione o l’altra.. ho avuto la concezione che le varie realtà potessere solo portare beneficio alla causa del wrestling italiano. L’hype nel match tra Manuel Majoli e Xtreme Mark al primo wrestling gala della NWE era palpabile, fantastico!
Certo, la competizione porta solo beneficio, ma parlare della “guerra fra poveri” – come l’ho sempre denominata – era veramente una cosa ridicola. In quel periodo c’erano personaggi da ambo le parti che sentivano la cosa come una faida tra WWE e WCW… ma vi rendete conto? E questo prima ancora di far pagare un biglietto agli show!!! Ecco perchè quando la 2PW mi chiamò all’inizio del progetto accettai molto volentieri, perchè la loro filosofia è sempre stata quella dell’apertura verso tutte le federazioni, filosofia che mi rispecchiava in pieno.

Tiziano: Della guerra con la ICW ne parlerò meglio nelle prossime domande. Rimanendo sull’argomento XIW, invece, secondo me si può sempre considerare la seconda forza. Non la prima, sicuramente, per la poca costanza che ha avuto nella sua storia e per il minore peso internazionale. Ma sicuramente, al livello di roster, qualità, innovazioni introdotte e potenzialità è ancora avanti alle rimanenti realtà italiane. E’ stata sempre anticipatrice, specie nel mondo del video, attraverso i web-show (i primi con continuità), i primi DVD degli show maggiori e l’attenzione che ha avuto per questi aspetti, considerando anche che la loro prossima fatica sarà un film a quanto ne so. La XIW è comunque una parte importante del nostro bagaglio di wrestling, è una realtà e spero che il futuro ci dia delle sorprese in questo senso. Ho letto che ha fatto recentemente uno show e questo mi da l’idea che siano pronti a ricominciare.
Purtroppo la distanza della sua sede centrale la rende poco appetibile alle collaborazioni continuative, ma, da quanto ho visto, resta sempre disponibile a diffondere il wrestling insieme alle altre federazioni. Per singoli eventi credo che sia una realtà da prendere in considerazione.

5) Enrico: Parliamo invece di una realtà che vi ha coinvolto anche professionalmente, la toscana 2PW. Dopo un 2010 che ha visto lasciare il suo fondatore DiStefano le redini ai lottatori della fed pisana Tempesta, Nicholas Wave e Flash, il 2011 ha visto rilanciare il nuovo Web-Show Lavori in Corso che sta ottenendo buoni riscontri di pubblico, in attesa delle prime date Live…..Quale sviluppo può avere ancora la 2PW e su quale nome (o nomi) puntereste per rappresentarla e rappresentare anche la scena italiana?

Titan: Mi sembra che Tempesta, Nicholas Wave e Alex Flash si stiano dando molto da fare per promuovere l’attività della loro piccola promotion. Certo, anche la 2PW è una realtà regionale e quindi di nicchia, sulla quale tra l’altro ho sempre riposto grandi speranze, proprio perchè ha sede nella mia Toscana. Infatti sono stato io ad aprire il loro primo gruppo Facebook (che al momento conta quasi un migliaio di iscritti), proprio perchè volevo dare il mio piccolo contributo a far conoscere questa piccola organizzazione.
Tra l’altro l’ultimo show che ho commentato prima del mio ritiro dalle scene è stato proprio un evento organizzato dalla Pure Pro Wrestling, il 14 gennaio 2007 a Pisa.
Da parte mia, non posso far altro che augurare alla 2PW di crescere. E se posso permettermi di dare un consiglio, vorrei dire loro di evitare sempre di chiudersi nel proprio “orticello”, di non accontentarsi mai di essere divenuti dei pesci grandi o piccoli in un lago piccolo, ma di mettersi sempre in gioco ed in discussione nei laghi più grandi e con i pesci più grandi, di collaborare con altre organizzazioni, di restare sempre aperti a nuove idee ed iniziative. E’ solo così che si può crescere. Bisogna volere ed esigere sempre di più, perchè quando ci si chiude nel proprio guscio pensando di essere delle superstars in un piccolo mondo fasullo che ci si è creati da soli, non si arriva da nessuna parte, si rimane fermi ed ancorati in un universo di fantasia. Questo è l’errore che ho visto fare negli anni a molti protagonisti della scena italiana, sia lottatori che promoter ed organizzatori.

Zamo: La 2PW – come dicevo precedentemente – è veramente un marchio nel mio cuore, insieme ovviamente ai ragazzi della ICW (Emilio, Mike, Fabio, etc.) perchè comunque lì sono nato e lì ho fatto nascere il Maestro Zamo. Credo molto in questi ragazzi, hanno un sacco di voglia di fare, di lavorare… certo, hanno bisogno di una grossa mano mediatica (come del resto tutte le federazioni in Italia), ma la buona volontà non manca. Punterei il dito su Tempesta, se proprio devo fare un nome, ma in generale tutti i ragazzi hanno la stoffa per farcela.

Tiziano: La 2PW ha un pregio unico, secondo me, ed è quello che vogliono fare un prodotto che a loro piace molto, ma che può incontrare tranquillamente un pubblico molto vasto. Ognuno, sia chiaro, è libero di scegliere il proprio stile, non ho la competenza o alcun diritto di parlare delle scelte altrui. Però sono convinto che la scelta della nuova 2PW di tematiche e personaggi facilmente comprensibili ai più sia molto buona. Da interno al progetto posso solo dire che ci sono molte idee sul piatto e molta voglia di stupire. E voglio ringraziare anche i ragazzi per l’offerta che mi hanno dato e chi mi ha concesso tutto questo. Ovviamente ci sono anche dei difetti. La giovane età della maggior parte degli atleti (io con i miei 24 anni da compiere sono tra i più vecchi) e alcune decisioni del periodo precedente consegnano una 2PW che nel 2011 festeggerà 5 anni, ma che ha i problemi di una realtà appena nata. Pochi contatti, poca conoscenza da parte del pubblico e poca esperienza in molti aspetti. Ma credo che i conti si potranno fare solo alla fine dell’anno, perché questa giovinezza è anche una ventata nuova. La voglia di fare c’è, la voglia di stupire anche e tutta la 2PW è in continua evoluzione verso un prodotto sempre migliore.
Anche qui nomi….sicuramente Tempesta, un atleta secondo me poco considerato sul piano italiano, ma che ha qualità e capacità incredibili. Sicuramente per il futuro invito a tenere d’occhio Enrico Fernandez, ancora grezzo sul ring, ma capace di coinvolgere tutto il pubblico…che siano spesso fischi verso di lui è un’altra storia. Ma tutto il roster è molto capace. Vi invito a scoprirlo proprio nei web-show,  in onda su youtube e anche qui su WoW. Un ultima parola per salutare Veleno, ritiratosi nella VI puntata. Speriamo tutti che la sua decisione non sia definitiva, ma solo lui può deciderlo.

6) Enrico: Veniamo ora a quella che é stata la “sorpresa” dello scorso anno. l’RWA: una Promotion nata come Academy che ha iniziato a produrre una lunga sequenza di House Show e un TV Show che sta piano piano portando sempre più alla ribalta questa realtà, che vede vecchie conoscenze del wrestling italiano come Axel Fury a nuove leve come D3, Karim Brigante, King Danza…..Pensate che questà realtà possa contribuire a rafforzare la scena italiana e conquistare “definitivamente” anche il Centro Italia, dove non ci sono mai state realtà consolidate?

Titan: Non conosco personalmente la Rome Wrestling Academy come organizzazione, ma conosco bene un paio di personaggi che ci “lavorano”, ovvero Axel Fury ed il mio carissimo amico “The Black Ice” Fabian Storm. Ho grande stima e rispetto per entrambi, ci conosciamo ormai da un decennio ed auguro loro tutto il meglio. Sono riusciti a realizzare il loro sogno di salire sul ring e costruire una “promotion” tutta italiana a pochi passi da casa propria… sono stati davvero grandi, massimo rispetto per entrambi! Spero vivamente che riescano nell’impresa di consolidare la RWA come punto di riferimento per tutti i fans del centro italia, sarebbe davvero una grande soddisfazione. Il consiglio per loro è lo stesso che ho dato ai ragazzi della 2PW, ovvero quello di volere sempre di più e non accontentarsi mai di essere diventati delle stars in un piccolo mondo di fantasia.

Zamo: Si, potrebbe essere, ma il problema grosso rappresenta la pubblicità, il “farsi vedere”: ricordiamoci che le “vecchie leve” hanno riportato il wrestling in Italia, la CZW live, la WWE e tutto il grosso fenomeno a cascata che c’è stato fino alla disgrazia di Benoit… queste nuove federazioni hanno bisogno di qualcuno che le sostenga, soprattutto per location, pubblicità, luci, effetti sonori e via dicendo. Mi dispiace che non ci sia nessuno in grado di aiutare a dovere questi ragazzi!

Tiziano: L’idea di partenza mi colpì molto. Una scuola aperta a tutti, un modo per far sviluppare una base di atleti liberi di andare poi senza alcun vincolo. Il concetto è giustissimo, può fare la differenza per una nazione. Quello che stiamo vedendo, per ora, non è però in questo senso. Liberissimi di smentirmi, ma gli atleti legati alla RWA, sia come insegnanti sia come studenti, per ora non hanno avuto molti booking esterni. Quella che all’inizio sembrava un’alleanza con la ICW ha lasciato strascichi non felici, ad esempio. Sicuramente quella che abbiamo ora è una federazione (non più una promotion) che sta facendo bene. Da quello che vediamo, si muove molto bene , sembra essersi creato anche un gruppo di tifosi e sta definendo un suo stile personale, diverso da molte altre federazioni. Sicuramente è una realtà da tenere in considerazione per il futuro e, se riesce a ingigantirsi, la sua posizione centrale potrebbe aiutare a creare un nuovo periodo d’oro per il wrestling italiano.

7) Enrico: si sono riviste recentemente anche due realtà che sembravano prossime alla chiusura come la UIW di Italian Warrior e la TCW di Break Bones, fra nuovi volti come Nacho e Josh Steel in UIW e vecchie conoscenze in entrambe come il Marchese e Martini in TCW…..nel passato hanno portato un loro contributo, oggi possono ancora farlo?

Titan: Tutti possono dare un contributo alla causa del wrestling in Italia, nessuno escluso. Tra quelli che hai citato conosco Il Marchese, che se non sbaglio ha anche avuto qualche esperienza a livello internazionale. L’ho conosciuto qualche anno fa quando entrambi eravamo alla ICW. Ebbi modo di parlarci durante un viaggio di ritorno da uno show che avevamo fatto a Perugia se non ricordo male, è un tipo simpatico, anche se talvolta mi è sembrato un po’ troppo fan di se stesso… ma alla fine si tratta comunque di persone animate da grande passione, forza di volontà e voglia di emergere. Ma come ho sempre sostenuto, il miglior modo per contribuire alla diffusione del wrestling in Italia sarebbe quello di essere uniti, non di dividersi. Può essere positivo il fatto che ci siano diverse compagnie, ognuna delle quali capace di “coprire” una certa fetta di territorio. Ma bisognerebbe che queste compagnie collaborassero tra di loro, scambiandosi gli atleti ed organizzando spettacoli congiunti, il tutto per offrire il miglior spettacolo possibile al pubblico. Nessuna delle “promotion” italiane ha le possibilità e le potenzialità della WWE o della TNA, per questo è ridicolo farsi la guerra… perchè alla fine rimarrà sempre una guerra tra poveri.

Zamo: Penso che le varie federazioni dovrebbero più rappresentare dei poli locali, un po’ come se ci fosse una sorte di NWA Italia e i vari territori divisi per regione. Non posso certo pretendere che questo possa concretizzarsi in quattro e quattr’otto, ma non penso nemmeno che sia impossibile!

Tiziano: Entrambe grandi promesse non mantenute. La UIW doveva essere la promotion che doveva raccogliere il meglio non ICW, ma ha perso pezzi per strada. Col tempo si sono rotte molte relazioni con atleti e federazioni e la mancanza di una gestione a lungo termine a fatto il resto. La cosa mi dispiace, sia chiaro, non ho alcuna motivo di gioire di cose del genere, visto che anche la 2PW è stata più volte coinvolta nel progetto, però non tutto è perduto. Credo che si possa ancora ritornare allo spirito iniziale, ma la gestione di tutto il progetto dovrebbe cambiare. La TCW è stata vittima delle stesse forze che l’avevano alimentata. La voglia di ribellione, che in un primo momento aveva dato una scossa all’intera scena italiana, si è tramutata in un’assenza di regole e gestione unanime, secondo lo stesso Break Bones. In questo caso non so bene cosa dire, visto che la situazione è ancora lungi dall’essere chiara. Hanno uno stile che, parere personale, non mi piace, ma sono loro scelte. L’hardcore, se fatto bene, è fonte di sicuro spettacolo, ma è anche indicato ad uno specifico tipo di gente. Spero anche per loro che la situazione si stabilizzi e si possa parlare ancora di loro in futuro.

8) Enrico: in questi 10 anni abbiamo visto molte cose positive ma anche tante altrettanto negative: l’assurda “guerra” su internet fra ICW e XIW, le diverse scissioni che hanno portato al proliferare di tante realtà come FCW, TCW o 2PW, la brevissima esistenza dei faraonici progetti “internazionali” come l’EWF, l’IWZ o finché ha fruttato denaro e pubblico. l’NWE, ma lo scorso anno abbiamo assistito forse a quelli più gravi: il “Caso Facchini” della defunta WWP e lo “show” di debutto dell’IWD a Potenza…..il vostro parere su queste vicende?

Titan: L’ormai tristemente noto “Caso Facchini” è stato forse uno degli avvenimenti più vergognosi ed imbarazzanti nella storia del wrestling italiano, ma credo che se ne sia dibattuto abbastanza. Si tratta di un caso finito addirittura sui giornali, visto che pure importanti quotidiani nazionali quali Il resto del Carlino ne hanno parlato in più di un’occasione. Il “Caso Facchini” è uno di quei casi in cui non è lecito dire “che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli”, perchè di sicuro non ha fatto bene ne al movimento del wrestling italiano in generale, ne ai responsabili di quella messa in scena, che dopo essere stati smascherati e sbugiardati dalla pubblica opinione, mi auguro che si siano pentiti di aver inscenato la morte di una persona inesistente al solo scopo di rimandare uno show ad un’altra data promuovendo di conseguenza una raccolta di fondi per una famiglia che non è mai esistita… si è trattato di un’espediente davvero indecoroso che ha portato alla ribalta alcuni aspetti del wrestling italiano che forse in pochi conoscevano.
Di questo debutto della IWD a Potenza invece non so cosa dirti, non ho idea di cosa sia questa IWD e sinceramente ignoro cosa sia accaduto in quella circostanza, mi dispiace non poterti dare la mia opinione in merito, Enrico.

Zamo: Preferirei non espormi su queste faccende… il wrestling è una cosa tanto bella, voglio parlare solo di cose positive.

Tiziano: Partiamo col dire che certe cose sono proprio state delle sciocchezze, mi riferisco alla guerra ICW-XIW. Oppure qualcuno di voi mi spiega che senso aveva una sfida tra una realtà del nord e una del sud e delle masse di pubblico che una poteva rubare all’altra. Capisco che ci siano stati spiacevoli incidenti, ma poi farsi volontariamente la guerra è stata una vera cavolata. Se il wrestling italiano ha una pecca è proprio questo campanilismo, che a volte sembra più una dichiarazione di possesso degli atleti da parte delle federazioni. Pensate che la WXW e la GWS non siano in sfida tra loro per il pubblico tedesco? Oppure che la IPW:UK e la ASW vedano sempre di buon occhio gli show degli avversari? Eppure gli atleti sono liberi di avere booking esterni in federazioni dello stesso stato. Ovvio che non mi riferisco solo alla ICW e alla XIW, ma anche alle realtà che proseguono questa sciocchezza di chiudersi in maniera preventiva alle altre realtà.
Proseguendo, credo in un primo luogo che le scissioni non siano in generale un male. Se esiste un motivo serio, non vedo perché uno deve rimanere in un posto che non gli piace. Nei casi che hai citato, uno solo però corrisponde a questi casi, cioè la TCW. Nel primo caso, FCW, e nell’ultimo, 2PW, possiamo parlare quasi di una cacciata da parte della casa madre. Vedi, io non dico che certe cose non dovrebbero accadere. La concorrenza è sempre ben accetta se porta ad un aumento della qualità. Però in Italia questo non sempre è successo. Spesso è stata una guerra tra poveri che ha portato ben poco alle parti coinvolte (tipo il caso ICW-XIW di cui ho parlato sopra).  Non sempre si può lavorare tutti insieme, ma decidere delle regole base, cosa che è stata fatta in tanti sport e in tanti casi, non può che fare bene all’intera scena.
Dei progetti faraonici sopra detti per ora posso solo dirne bene come tifoso. Magari sono stati dei flop dal punto di vista commerciale, ma ci sono stati dei momenti comunque da incorniciare, come Aj Styles vs Petey Williams per il titolo NWA o il ritorno di Ultimate Warrior (magari in realtà non è stato uno spettacolo, ma comunque ha fatto storia).
Sui due casi citati, oltre a dire che sono stati momenti veramente tristi e dei quali ancora non capisco i motivi, voglio dire poche cose a chi legge, ai tifosi che stanno leggendo questo articolo. Il wrestling italiano non è quello. E’ stato, è e può essere molto di più. E’ Kaio che esce dalla Tower of London di McGuinness al conto di 2 e 99, è un volo di Firestorm nella gabbia a Xtrememania, è una piazza toscana ammutolita a vedere Rafael contro Nicholas Edward Wave per il titolo in una sera di estate. E’ tutto questo e molto altro, dovete solo avere fiducia nel wrestling italiano, capire ciò che è buono e salvarlo da ciò che è becero. Non considerate solo le pagine tristi, che devono però esserci sempre davanti e non dobbiamo dimenticarli, ma anche quelle che faranno la storia, la nostra storia.

9) Enrico: Dopo gli anni del Boom fra il 2004 e il 2006, la sospensione del Wrestling in TV ha portato a un crollo dell’interesse del pubblico italiano per la scena che ora però sembra riiniziare a seguire, seppur lentamente, le sue vicende…..che strategie o metodi suggerireste per riavvicinare il pubblico ai Ring italiani?

Titan: Non mi stancherò mai di ripeterlo… c’è bisogno di collaborazione! Meglio fare un grande show, con personaggi di richiamo ed una buona organizzazione sia dal punto di vista tecnico che promozionale, ma anche della presenza di personale, piuttosto che farne dieci presentando situazioni amatoriali spesso imbarazzanti e mostrando tutti i propri limiti organizzativi. Unendo le forze ci sono più possibilità, sia dal punto di vista economico, che organizzativo. Un esempio? La ICW vuole organizzare uno show in Toscana? Si mette d’accordo con la 2PW e lo fanno insieme, dandosi una mano per la promozione dell’evento, l’eventuale ingaggio di qualche nome importante, i vari noleggi ed affitti… lo so che è un’utopia, visto che viviamo in un paese dove si vorrebbero tirare su delle mura anche tra una provincia e l’altra, ma se si vuole far emergere il wrestling italiano rendendolo qualcosa di più che un piccolo fenomeno di nicchia poco più che amatoriale, questa sarebbe la strada giusta. Insieme ovviamente ad una seria e solida copertura televisiva degli show. Questo forse è ancora più difficile da realizzare, giacchè per la TV italiana esiste solo la WWE… pure la TNA trova difficoltà ad apparire sui nostri teleschermi purtroppo, figuriamoci le realtà italiane…

Zamo: Innanzi tutto approcciarsi insieme nella ricerca di agenti che possano trovare piazze e mercati interessanti sul suolo italiano, senza essere troppo “schizzinosi”. Centri commerciali, feste di paese e via dicendo devono essere ben accette, perchè da lì inizia tutto. Poi, chi da sempre ha qualche contatto con le alte sfere, chi lavora in televisione o alla radio o in altre realtà che possono influenzare il rilancio di questo stupendo fenomeno, dovrebbe ricordarsi da dove viene e spingere per la rinascita del wrestling italiano in grande stile. Come diceva il dr.Frankenstein “si… può… FARE!”.

Tiziano: Chiariamo che il boom di quegli anni era dovuto alla moda del wrestling, mentre chi segue ora è sicuramente un pubblico più interessato. Bisogna ripulire il wrestling dei preconcetti della gente, che lo vede solo come una sciocchezza tra omoni corpacciuti. Ora, vedere gli atleti italiani che, nella maggior aprte dei casi, sono pesi mosca come omoni è un po’ difficile. Credo che l’unico modo siano far show dal vivo ovunque per confutare queste cavolate. Uscire e incontrare la gente, non penso ci possa essere niente di più facile e allo stesso tempo più utile per dimostrare cosa è il wrestling. Uno show fatto bene può rimanere in mente al pubblico e dare molte possibilità a chi lo organizza. Cosa che con dei mega-iper-show, con i quali ci si aspetta che ci sia anche la copertura nazionale di tv e giornali, ma che invece danno poco e sono complicati da organizzare, credo sia difficile ottenere. Un passo alla volta, si può fare tutto.

10) Enrico: Da anni sul Web si dibatte se non sia il caso di “riunire” il meglio del wrestling italiano in una sola grande “federazione” o quantomeno di realizzare un Titolo di “Campione Italiano” riconosciuto da tutte le fed italiane come tale e che possa difenderlo in ogni fed…..arriveremo mai a un percorso simile o sono solo fantasie da Fan?

Titan: Penso di averti già risposto nella domanda precedente. Sono certo che quella sarebbe la strada giusta da intraprendere, anche perchè l’Italia è un paese piuttosto piccolo dal punto di vista dell’estensione territoriale ed è assurdo, per non dire ridicolo, che ci siano così tante associazioni così piccole e spesso disorganizzate. L’idea che hai proposto (sul modello della National Wrestling Alliance americana nel secolo scorso) rappresenterebbe senz’altro un ottimo modo per rendere la scena italica un po’ più credibile ed interessante, ma per adesso, per le ragioni che ti ho già esposto alla risposta precedente, rimane un’utopia.

Zamo: Già detto, e penso che non sia solo un sogno di fan. Certo, bisognerebbe prima mettere a tacere le teste calde e mettere in moto quelle pensanti, ma mi sembra un obiettivo non così impossibile! Ovviamente io ne approfitto per candidarmi presidente della NWA Italia…

Tiziano: In linea di principio non credo siano idee impossibili. Credo che non sia possibile ottenere una credibilità del wrestling nel nostro paese senza che ci sia una qualche forma di unione o accordo delle federazioni. Non sarà mai possibile un’unica federazione, non succede da nessuna parte nel mondo e non ha senso che accada. Se non si lavora insieme per far accettare il wrestling, le realtà locali resteranno locali. La ICW, che ha fatto show in molte regioni, spesso lavora col freno a mano tirato fuori dai confini del nord Italia, per ovvie ragioni organizzative. Non può avere tutto il roster dietro. In questo modo puoi organizzare buoni show, ma non eventi o comunque dare una continuità al progetto. Se vai in Umbria e fai uno show all’anno, chi ti vede casualmente la volta dopo lo hai già perso. Si ritorna al concetto di guerra tra poveri che si diceva prima. Si potesse creare almeno una associazione comune a cui tutti gli atleti di wrestling si possono tesserare per assicurazioni e quant’altro, sarebbe già un passo in avanti.
Sull’idea di un titolo di campione italiano comune sono però scettico, specie se l’idea nasce dalle singole realtà. Già i campioni di una federazione non portano le cinture quando combattono in uno show di un’altra.  Credo sia più facile partire dal web, in accordo con le federazioni, per creare qualcosa di positivo. Mi viene in mente l’Italian Wrestling Awards, che una buona idea, ma già il fatto che qualche federazione ne rimanga fuori toglie peso all’evento.
Se però guardo fuori dai nostri confini, questa commistione tra federazioni è difficile che avvenga.
Al massimo qualche titolo, minore, in comune. Ma, come ho già detto, è la libera circolazione degli atleti il primo passo per qualcosa di buono. Un altro passo buono sarebbe la nascita di scuole comuni ed esterne. Ancora meglio sarebbe definire una strategia comune per capire chi può gestire una scuola di wrestling e chi no. Questo punto non è ancora chiaro e ho paura che ci siano persone che insegnano senza essere capaci. Sono tutti punti che servono per avere una crescita di tutto questo mondo, altrimenti non faremo mai il passo che ci porterà in cima all’Europa.

11) Enrico: Negli ultimi anni sono diversi gli atleti italiani che non solo si sono fatti notare in Europa ma hanno anche conquistato titoli e vittorie fuori dall’Italia….secondo voi é vicino il momento di un atleta italiano vincente anche oltre oceano? E se sì, quale nome (o nomi) vi sentite di fare?

Titan: Non sono in grado di fare un nome preciso, ma sarebbe sicuramente una bella soddisfazione vedere un lottatore cresciuto nelle organizzazioni italiche farsi un nome in qualche grande compagnia nord-americana… se non la WWE o la TNA, almeno la Ring of Honor.
Fino a qualche anno fa ai lottatori italiani mancava il cosiddetto “fisique du rol”, erano tutti troppo magri e con una muscolatura poco sviluppata ed avrebbero sicuramente sfigurato al cospetto dei “giganti americani” per i quali l’aspetto estetico viene prima di tutto.

Zamo: Si, direi che ci siamo per KAIO in TNA. Forza Nuri!

Tiziano: ANCORA NOMI!!!!
Odio dare nomi. Ok…partiamo col fatto che abbiamo fatto passi avanti, ma di campioni italiani di peso non ce ne sono ancora stati. Non voglio sminuire nessuno, ma le cinture vinte non sono tali da poter impreziosire un palmares di un atleta internazionale. Capisco che ci sia gente che non vincerà mai un titolo in Svizzera, mentre altri se ne possono vantare, ma rendiamoci conto che neanche l’odierno campione Intercontinentale WWE Wade Barrett ne ha mai vinto uno, pur essendo europeo. Potremo vedere cosa non abbiamo vinto per capire meglio tanti aspetti.
Il titolo ROH, il titolo mondiale NWA dei pesi Junior Heavyweight, la CHIKARA Young Cup, il torneo per la cintura UEWA. Questi sono per ora i grandi traguardi raggiunti di cui può vantare il nostro wrestling e, nello specifico, molti sono legati al nome di Kaio, forse l’unico che in questo momento potrebbe fare un salto, specialmente per la ribalta europea che ha avuto negli ultimi anni. Ma ci sono voluti 10 anni.
Forse ce ne vorranno altri 10 per vincere negli USA, forse no. Ma penso che ci possiamo credere che un giorno un italiano possa passare alla storia del wrestling internazionale. In fondo è già successo…Bruno Sammartino lo è stato. Chi prenderà la sua eredità per ora non è dato saperlo.
Grazie di avermi coinvolto nel progetto!!!

Enrico: Grazie ancora a tutti voi per la disponibilità e per aver risposto alle mie domande.

Spero che questo editoriale speciale vi sia piaciuto e appuntamento al prossimo numero.

Enrico Bertelli “Taigermen”

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