The Wrestling Boot #47 – Verso Altri 10 Anni (31/12/2011) - World of Wrestling

Un Bilancio Generale dei primi 10 anni di Wrestling italiano e alcuni personali suggerimenti su come vivere i prossimi 10

THE WRESTLING BOOT #47
VERSO ALTRI 10 ANNI    

Ultimo editoriale dell’anno 2011 per il sottoscritto…lo so vi avevo lasciato prima di Natale dicendovi che vi aspettavo nel 2012, ma ho voluto lasciarvi con questo mio editoriale che è una riflessione sui primi 10 anni della nostra “scena”.

Ok il pargolo ha spento le sue prime 10 candeline, vogliamo fare un bilancio?
Facciamolo.

Per me il bilancio è buono e vi spiego il perché:

Allenamento: Considerato che in Italia il Wrestling è partito praticamente dal Backyard più puro, oggi possiamo dire che chi sale sul Ring nel 70% dei casi ha una formazione decisamente migliore maturata anche dal fatto che gli atleti italiani che oggi insegnano la disciplina hanno avuto modo e maniera di svolgere stage in paesi dalla forte tradizione storica nella lotta come il Regno Unito o gli USA, oltre che usufruire nel corso di ogni anno di stage con atleti europei e stranieri che si esibiscono nel nostro paese e di stage all’estero quando vanno ad esibirsi lì (queste due opzioni, soprattutto la seconda, è ancora purtroppo limitata per pochi atleti con potenziale che vengono chiamati o sono considerati con i giusti requisiti per poter accedere a questi stage, Ndr), quindi almeno diciamo che più della metà di chi sale su un Ring sa prendere un Bump, atterrare nella giusta maniera, dare un Big Boot e riuscire a portare a termine un incontro.

E’ un fattore che si può migliorare? Assolutamente Sì, lo dimostra il fatto che vedo sempre più atleti che seguono intense sedute di palestra affiancate a stage tecnici che li tengono impegnati dai 3 ai 5-6 giorni la settimana, vedo sempre più atleti che si presentano con fisici “adatti” a questa disciplina, mentre un tempo diciamo che la presenza fisica, soprattutto agli esordi del wrestling italiano, era una cosa per pochi purtroppo…come migliorare la cosa? La soluzione più ovvia è radicare il pensiero che NON TUTTI POSSONO DIVENTARE WRESTLER, che farlo richiede ESTREMO SACRIFICIO e che se si vuole farlo diventare anche un lavoro, la strada da percorrere è MOLTO LUNGA E NIENTE AFFATTO FACILE, consideriamo che a tuttoggi solo 20-30 atleti in Europa campano facendo ESCLUSIVAMENTE I LOTTATORI.

A questo va a mio giudizio intensificato la presenza di stage di atleti stranieri con provata e lunga esperienza soprattutto nella scena USA, che, volente o nolente a chi piace di più scene come il Puroresu, la Lucha o lo stile Europeo, rimane il punto di arrivo di ogni lottatore che voglia sfondare, per cui conoscere lo stile americano credo sia prioritario, come formazione di base.

Va anche intensificato l’invio degli atleti più promettenti in paesi con maggiore cultura del wrestling per perfezionare i propri stili e migliorarli: credo che tuttoggi l’esempio di ciò che ha fatto la NJPW con Sayama/Tiger Mask sia la prova più lampante di come conta far fare esperienza “fuori dall’ovile” ai nostri pezzi migliori, se vogliamo vedere un giorno un’atleta italiano 100% in una major USA o giapponese o messicana.

Il livello degli Show: anche qui in linea di massima direi che la qualità è notevolmente migliorata nel corso degli anni, in generale puoi vedere dal Nord al Sud un prodotto che ti fa andare via dal palazzetto o dalla piazza di turno con una certa soddisfazione, ma ci sono ancora delle federazioni che svettano onestamente di più sulle altre per come curano le card, i match che la compongono e la componente lottata: credo che al momento nessuno metta in dubbio che ICW, RWA e la defunta 2PW (che ho messo in rigoroso ordine alfabetico per non fare torti a nessuno, Ndr) offrono il mix migliore atleti/match/show dell’intero stivale, standard che hanno ulteriormente stabilizzato in questo 2011 (e avendole viste Live posso dire che non sto scrivendo cavolate); realtà come AWL, TCW. UIW e XIW hanno alcuni ottimi atleti e altri che devono ancora emergere, la qualità degli show è mediamente buona, ma spesso nel corso degli anni hanno dovuto fronteggiare problematiche interne (scissioni, infortuni importanti o chiusure della fed stessa con emorragia di atleti, ad esempio) che ne hanno minato la continuità e anche la qualità del Roster, non permettendo il pieno sviluppo delle potenzialità delle stesse: se la TCW ha raggiunto nel 2011 una certa stabilità come show e Roster, mentre l’XIW sta investendo in strutture nuove, per AWL e UIW il 2012 deve portare continuità e crescita.

Il rapporto con i Media: se negli anni del Boom della WWE su Italia1 bastava una qualsiasi comparsata per far parlare del Wrestling italiano in TV, ora invece si necessità di migliorare il rapporto con i Media e sfruttare bene i suoi canali evitando errori madornali e “comparsate” negative.

Nel Web gli esempi migliori li ho visti dalla 2PW con la serie “Lavori in Corso”, a mio giudizio uno dei prodotti migliori prodotti dalla defunta fed toscana: storyline sviluppate bene e begli incontri, la 2PW ha seguito e migliorato la strada percorsa prima dall’XIW con la serie Sprint e dall’ICW con Turbo.
Mentre finalmente ho visto un prodotto veramente degno di essere chiamato TC Show con “King of Faida” della Rome Wrestling Academy: il lavoro fatto dall’RWA con il network Flop TV è stato eccellente, ogni puntata sono rimasto stupito dalla qualità totale del prodotto (fotografia/riprese/segmenti/incontri) e spero che l’Academy romana replichi anche nel 2012.

Per quanto riguarda i siti per me il migliore rimane sempre quello dell’ICW, seguito da quello della 2PW (ancora esistente) e della TCW: sempre aggiornati, con buoni contenuti media (foto e video) e schede degli atleti esaurienti; gli altri rimangono invece a volte in stand by, ma si dimenano bene fra social Network (FB su tutti) e canali Youtube dedicati dove troviamo match riassuntivi e promo degli atleti.

Il rapporto con la stampa è abbastanza migliorato, le cronache locali dedicano spazio ai lottatori locali e quotidiani nazionali iniziano a trattare l’argomento in maniera seria e senza ridicolizzarlo (come l’ottimo articolo sull’RWA uscito su “L’Espresso ad esempio, Ndr), ma anche qui si può migliorare: a mio giudizio a molte realtà manca un vero e proprio ufficio stampa che curi i rapporti con siti di wrestling, sportivi, giornali e riviste, ci si affida spesso a contatti esterni che non sempre sono continuativi nel loro rapporto; personalmente noto avvolte la totale mancanza di una pubblicità “locale” : sarò all’antica, ma vedo sempre in giro pochi manifesti dove la fed pubblicizza lo show nel paese o nella città che l’ospita, si investe poco (tranne pochi casi visti) sul “marchio” della fed e i suoi atleti e si fa manifesti generici sul “wrestling” o, come vedevo ai tempi del Boom su “Il Wrestling dei tuoi Campioni come in TV”, come ricordo una volta di averlo su un volantino….se vogliamo dire che il nostro è il Wrestling “100% italiano” osiamo e mostriamolo con orgoglio sui manifesti, nei volantini, sui siti, negli articoli di giornale: storco onestamente il naso quando vedo parlare di wrestling italiano e vedo le foto di Cena, Misterio o Undertaker a fianco che non me lo rappresentano ( e non lo dico da fotografo eh).

Strutture: anche qui abbiamo fatto molti progressi: se agli inizi ad esempio l’ICW ha utilizzato il Ring della IWS per i suoi primi spettacoli, ora ogni realtà ha il suo Ring omologato e una struttura dove i propri atleti possono allenarsi in maniera continuativa sul Ring.

Anche qui ci sono coloro che hanno situazioni migliori e peggiori: realtà come RWA (a Ostia), XIW (Messina) e TCW (Varese) hanno addirittura proprie strutture dove oltre agli allenamenti possono permettersi di realizzare spettacoli continuativi all’interno del Polo stesso, come ha fatto ad esempio a lungo l’ICW con i suoi Academy Attack nella storica sede di Pavia, per esempio; l’ICW ha dati alla mano il maggior numero di Ring dove i suoi atleti possono allenarsi, quasi ogni Polo ha la possibilità di avere un proprio Ring o di poterne ospitare uno per stage e allenamenti continuati, realtà invece come le altre usufruiscono ad esempio di un solo ring per gli allenamenti e per gli show.

Federazioni e Titoli: Ok qui tocchiamo un argomento che so farà polemiche.
Attualmente di federazioni (anche se credo sia più corretto parlare di Associazioni Sportive Dilettantistiche, ossia ASD spesso legate a realtà esistenti nel territorio, Ndr) presenti in Italia abbiamo, in rigoroso ordine alfabetico: AWL (Adriatic Wrestling League), ICW (Italian Championship Wrestling), RWA ( Rome Wrestling Academy,che è un’academy vera e propria e non una federazione, anche se organizza spettacoli autonomamente), TCW (Total Combat Wrestling), UIW (United Italian Wrestlers) e XIW (Xtreme Italian Wrestling;come ho detto in altri editoriali, per quanto riguarda realtà come l’IWS e l’NWE, parlerò in un secondo momento).

In passato abbiamo avuto altre realtà che nel frattempo sono o sparite lentamente (come l’FCW, Frontier Championship Wrestling o l’IWS, Italian Wrestling Superstars ), hanno spostato il loro raggio d’azione all’estero (l’NWE, Nu Wrestling Evolution), assorbite da altre realtà (2PW, Pure Pro Wrestling) o hanno semplicemente chiuso i battenti per problemi interni, cattive gestioni o vicende poco chiare (IWD, Italian Wrestling Division o l’IWZ, International Wrestling Zone o la WWP, World Wrestling Promotion), quindi diciamo che la scena è alquanto frammentata e copre quasi tutto lo stivale, con la maggior parte delle realtà concentrate soprattutto al Nord (ICW, TCW,UIW), alcune realtà nel Centro (RWA e parte dell’AWL) e al Sud (l’XIW e parte dell’AWL).

E’ un bene tutta questa frammentazione? Diciamo di Nì.

Da un lato permette a ogni realtà di gestirsi il suo territorio ma da un lato ogni realtà guarda solo al suo “orto” e non punta ad esempio a collaborazioni continuative fra realtà per far ruotare i migliori fra le varie realtà, portando spesso a situazioni interne che hanno dato vita a molte “scissioni”  e relative “nascite” di nuove federazioni.

Spesso in passato si è parlato di creare una sorta di NWA Italia…funzionerebbe? Forse.
Funzionerebbe se una o più realtà riconoscessero che i Titoli della suddetta NWA sono superpartes e non gestiti dalle singole fed, per spiegarvi meglio faccio l’esempio: l’AJPW di Baba vede i suoi titoli gestiti da un ente terzo chiamato PWF che decide le difese dei titoli e la loro detenzione; in Messico i titoli e i lottatori così come le promotion rispondono direttamente alla Commissione Boxe i Lucha di ogni singolo stato e ciò che dice la Commissione è Legge.

Una Commissione Italiana Wrestling funzionerebbe in Italia? Se organizzata bene sì, basterebbe che già due-tre realtà decidessero di avere un unico Campione Italiano Pesi Massimi e già la cosa sarebbe diversa: pensate ad esempio a uno Josh Steel Campione che difende il suo titolo in UIW, TCW e AWL e dove i campioni di categoria delle suddette possono ambire a conquistare quel titolo.

In passato realtà come UIW, TCW e 2PW hanno fatto esperimenti di collaborazioni con interscambio di atleti con alterne fortune, così come anche l’RWA aveva avviato una collaborazione con l’ICW, ma questi tentativi sono stati abbandonati per problematiche interne sorte che hanno poi chiuso le porte a queste collaborazioni.

A mio giudizio basterebbero 2-3 realtà grosse e ben consolidate sul territorio e una serie di poli aperti con interscambio di atleti fra le stesse per alzare la qualità della scena italiana e far crescere in maniera uniforme il movimento, creando anche così nuovi scenari (cambio di atleti, feud sempre nuovi, scenari e realtà nuove continue per gli atleti coinvolti).

Per quanto riguarda il discorso titoli sento spesso dire che è ridicolo italianizzare i nomi dei titoli. Io dico dipende:
in realtà come ICW e 2PW credo abbia un senso avere una Campionessa Femminile piuttosto che un Jr. Heavyweight Champion che uno spettatore occasionale manco sa cosa cazzo sia (e mi scuso per la durezza della frase), in realtà come la TCW invece suona molto meglio avere un Revolution Title o un Extreme Title, mentre suonerebbe ridicolo dire Campione Rivoluzionario o Estremo.

Chiaramente credo che Campione Italiano Pesi Massimi da più senso di appartenenza al proprio paese, se qualcuno vuole inglesizzare i nomi dei titoli lasciamolo fare ai siti stranieri, ma quando scriviamo e parliamo di titoli italiani su siti italiani, non vergogniamoci della nostra “italianità”; discorso diverso magari si puole fare sui nomi di alcuni match, ma quello credo sia più una questione di stile personale che ogni utente/autore ha nel suo modo di parlare di wrestling, credo.

In Conclusione: Il Bimbo sta crescendo piano piano, i prossimi 10 anni sono i più difficili perché sono quelli dell’ “adolescenza”, dove il bimbo si farà le ossa e inizierà la strada per essere adulto.

Dobbiamo puntare a creare uno stile “italiano”? credo che sia ancora prematuro parlare di questo, al momento vedo molto di “europeo” in generale come stile con molta influenza “americana” e qualche divago qua e là di Lucha, Puro e Hardcore.

Dobbiamo amalgamare il tutto per creare uno stile “nostro”? Io credo al momento sia più importante alzare la qualità del lottato, della preparazione fisica degli atleti e di puntare nei prossimi 10 anni a questo traguardo: portare quei 2-3 atleti realmente validi a varcare l’Oceano in modo continuativo.

Se da un lato abbiamo già una piccola discreta pattuglia che gira il Continente, dobbiamo aumentarla e nei prossimi 10 anni tirare fuori quei 2.3 nomi che devono farsi vedere negli USA: è un obbiettivo fattibile, qualche nome penso tutti noi che seguiamo la scena ce l’abbiamo, vediamo se alzando ancora la qualità riusciamo a fare questo piccolo ma significativo successo: Kaio alla Young Lions Cup non dev’essere l’arrivo finale, dev’essere l’inizio di qualche cosa di più grosso.

Dobbiamo far conoscere agli italiani il “nostro” wrestling: i prossimi 10 anni voglio almeno un programma continuativo come il King Of Faida, averne due sarebbe l’apoteosi, magari far vedere due modi di intendere il wrestling (l’ICW ormai dovrebbe avere da anni il proprio TV Show e non capisco come la cosa non sia mai decollata, anche a livello di reti locali per dire, anche se esperimenti in passato sono stati fatti a onor del vero).

Dobbiamo aumentare la presenza femminile: al momento in Italia fra atlete “attive” e atlete che si allenano sono 6-7, poche davvero.

L’Idea che propongo è la seguente: un maggiore coinvolgimento delle atlete europee (l’ICW fa parte della UEWA, rendere il titolo Europeo? È una proposta, da lì farlo girare nella varie realtà non sarebbe un problema credo) e magari tentare quel primo passo di collaborazione “concreta” rendendo il Titolo Femminile ICW “aperto” anche alle altre atlete presente in giro per l’Italia: l’ICW offra l’esperienza delle sue atlete per formare e migliorare le altre, noi avremmo il piacere di vedere il Titolo Femminile difeso in tutta Italia e su tutti i Ring, stimolando così altre ragazze a iniziare questo cammino di allenamento e dedizione che possa formare una nuova e spero numerosa prole di amazzoni italiane.

Ah e poi una mia ultima personale preghiera:
Lacrima Christi un’ultima volta sul Ring per il Titolo Italiano.

Sarebbe il regalo più bello dei prossimi 10 anni (è una richiesta da fan lo so, ma la speranza è sempre ultima a morire si sa).

E con questo ho finalmente concluso questo lunghissimo pezzo, vi aspetto nel 2012 con il primo numero di Wrestling Boot del nuovo anno e per me inizierà anche una nuova avventura in un progetto che, posso solo anticipare questo, vedrà veramente farvi conoscere a fondo questo “Stivale”…

BUON 2012 e ….. CARRAIIIIIIIIBIIIII !!!!!!!!

Se volete mandarmi auguri, la vostra opinione o altro, scrivetemi!

Enrico Bertelli “Taigermen” (loscalzo1979@libero.it)

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