NWA Scrapbook #4: Il wrestler più pericoloso del mondo’ - World of Wrestling

A partire dalla metà degli anni ’50, Dick The Bruiser sparse sangue e violenza in tutti i ring del mondo: la vita e la carriera di uno dei personaggi più caratteristici della storia del Pro Wrestling..

“Anche se sto indossando una giacca e una cravatta, sono sempre un topo di fogna.
D’altronde, tutti i wrestler professionisti sono dei topi di fogna, e io sono il capo del branco.
Mi chiedevo come la puzza di Università mi sarebbe sembrata, dopo tanto tempo.
E’ merdosa come la ricordavo.”
Discorso di Dick The Bruiser agli studenti dell’Università di Detroit, 11 Novembre 1959

“Non ci facciamo male sul serio, facciamo solo sembrare che sia così.
Se lo dirai a qualcuno, ti spezzerò le braccia, le gambe e la schiena.
Non appena ti sentirai meglio, verrò a spezzartele di nuovo.”
Dick The Bruiser, nel rendere smart un giovane Bobby Heenan

“Wilbur Snyder acconsentì a viaggiare in macchina con Dick The Bruiser, una sera, e, dopo lo show, si fermarono in una bruttissima parte di una qualche città per una birra.
Wilbur era preoccupato, ma Dick si trovò perfettamente a suo agio col resto della clientela.
Quando tornarono nella loro macchina, la portiera era stata forzata, e le borse erano sparite dal sedile posteriore.
Dick cominciò a bestemmiare, aprì il bagagliaio e ne estrasse due pistole calibro .45.
Sparò qualche colpo in aria e disse a Wilbur di fare lo stesso.
A questo punto, Wilbur era terrorizzato, e pensava che sarebbero rimasti sicuramente uccisi.
La gente stava uscendo per vedere cosa succedeva, e Dick urlò:
<<Stiamo per tornare nel bar, per un’ora.
Quando torneremo indietro, sarà meglio che le borse siano di nuovo al loro posto, o qualcuno si farà molto male!>>
Quando tornarono indietro, dopo un’ora, le borse erano intatte al loro posto.
Dopo quella volta, Wilbur non accettò più passaggi da Dick The Bruiser.”
Aneddoto raccontato da Nick Bockwinkel

“La ragione per cui Dick The Bruiser rimase over così a lungo è semplice: faceva paura alle persone”
Larry Matysik

180 centimetri di altezza per 110 chili di peso, muscoloso come HHH al suo meglio, in un’epoca in cui fisici del genere non erano comuni.


Una voce bassa e cavernosa, tanto caratteristica quanto il suo corpo.

Una mimica facciale e una presenza scenica genuinamente spaventose, con anche il pubblico fanatico dell’epoca che si faceva da parte quando passava e i bambini che si stringevano ai genitori.

Sarebbero bastate queste cose per rendere Dick The Bruiser una delle più grandi attrazioni del Pro Wrestling, per circa tre decenni?
Forse sì, ma c’era anche dell’altro.
William Afflis, l’uomo che diventerà noto come Dick The Bruiser, era hardcore prima che il termine venisse coniato, con ogni suo match che terminava in un bagno di sangue.
Nel 1963, a St.Louis, 8.000 spettatori rimasero senza fiato quando cominciò a pestare con violenza i gradini di legno che conducevano al ring.
Tutti i muscoli del suo corpo si tesero nello sforzo, poi, d’un tratto, con un rumore che risuonò nell’arena, il gradino si spezzò.
Bruiser ne raccolse uno dei frammenti e lo sfregò contro il viso del suo rivale, Cowboy Bob Ellis, trasformandolo in una maschera di sangue.
Forse raccogliendo le ultime forze dal sostegno del pubblico, Ellis afferrò il rivale mentre stava salendo sul paletto, per eseguire la sua tipica ginocchiata volante, e lo schiantò a terra.
Il pezzo di legno giaceva sul ring, inutilizzato…fino a quando Bob Ellis non lo raccolse e restituì il favore al suo avversario; ora, il sangue colava copioso dal volto di entrambi i lottatori.
Il match terminò in squalifica, ma Bruiser non era intenzionato a fermarsi.
Afferrò il tavolo dei commentatori (un autentico, e pesante, tavolo di legno), lo sollevò sopra la testa e lo scagliò sul ring, quasi decapitando Ellis e l’arbitro.
Nel suo personaggio, emergeva a tratti una vena grottesca, di umorismo nerissimo.
Come quando, sempre a St.Louis, tenne un promo televisivo in vista di un suo imminente match contro Jack Brisco.
Bruiser iniziò lodando Brisco, definendolo un grande campione e un suo caro amico…per poi concludere:

“Quando porteranno fuori la carcassa pesta e sanguinante di Jack Brisco su quella barella, lo amerò ancora e sarà sempre il mio migliore amico…darò una mano a caricare il suo cadavere sull’ambulanza.”

Il pubblico odiava Bruiser, ma, in fondo, lo ammirava.
Anche perché William Afflis non interpretava il personaggio di Dick The Bruiser: Afflis era Dick The Bruiser, e gli spettatori potevano percepirlo.
Tant’è vero che il suo stile, quando, repentinamente, diventò un face nei primi anni ’60, non cambio di una virgola: ora, semplicemente, a essere tempestati di pugni, calci e oggetti contundenti erano degli heel.

Come molti altri wrestler della sua epoca, Dick The Bruiser proveniva dal mondo del football americano.
Per quattro anni (dal 1951 al 1954) giocò con i Green Packers nella NFL, non ancora diventata la gigantesca e ricchissima lega di oggi.
Sul suo passato nel football la leggenda è strettamente intrecciata con la cronaca, al punto che è difficile distinguere l’una dall’altra.
E’ falso che fosse stato sbattuto fuori dalla NFL per eccesso di violenza e per risse con gli allenatori, così come è ovviamente falso che fosse talmente duro da giocare senza caschetto.
Tuttavia, molte testimonianze di suoi ex compagni lo indicano come un uomo dal carattere difficile, e col quale era meglio non scherzare.
Una volta, un giocatore rivale colpì a tradimento un suo compagno con una gomitata: Afflis disse al suo amico “tranquillo, ci penso io”, e poco dopo chi aveva sferrato il colpo veniva portato fuori dal campo in barella.
E numerosi sono i racconti di risse, bevute e bravate.
Tuttavia, c’era forse, anche, un lato diverso di Afflis, dovuto a una profonda influenza da parte della madre.
Margaret Afflis Johnston era una donna dal carattere estremamente forte, impegnata in politica, membro di spicco del Partito Democratico, in un’epoca dove la presenza femminile nella vita pubblica era minima.
Dopo la morte del marito, allevò il figlio da sola, e Afflis ammise, alla sua morte, che era stata la persona che lo aveva più influenzato.
Una volta, un taxista di Baltimora si rifiutò di dare un passaggio al suo compagno di squadra Bob Mann perchè era nero: Afflis posò una mano sulla spalla del taxista e gli intimò, in un tono che non ammetteva repliche, di portarlo dove voleva senza fare storie.
Il taxista si morse la lingua, e acconsentì immediatamente.
Negli anni 50′ pochi atleti si dedicavano alla pesistica, e Afflis era uno di questi: alcune foto dell’epoca lo mostrano con un fisico incredibilmente sviluppato, quasi tanto largo quanto alto.
In particolare, curava particolarmente il suo collo, sviluppato come quello di un toro.
Durante l’off season, arrotondava facendo il buttafuori all’Harold’s Club, famigerato locale di Reno.
Sbarcato nel mondo del Pro Wrestling, agli esercizi si aggiunsero anche sostanze dopanti, che fu uno dei primi wrestler ad utilizzare.

Leggende a parte, Afflis diventò un wrestler per un motivo molto semplice: le possibilità di guadagno erano più alte che nel Football.
Anche se gli spettatori non lo avrebbero mai sospettato, Afflis ebbe degli istruttori di tutto rispetto: Leo Nomellini, Verne Gagne e il leggendario shooter Joe Pazandak, oltre al meno noto Mike Blazer, wrestler attivo nel Minnesota, ebbero tutti un ruolo nell’introdurlo al mondo del wrestling professionistico.
L’ascesa di Afflis fu molto rapida, in parte per la notorietà ottenuta con il Football, in parte perché era diverso dagli altri lottatori.
Il personaggio di Dick The Bruiser era ancora al di là dal venire, ma lui, in un momento in cui tanti cercavano di imitare Gorgeous George, presentandosi sul ring con vestiti sgargianti, era semplicemente se stesso, e lottava con un paio di pantaloni neri, senza altri elementi caratteristici che non fossero il suo fisico massiccio.
Paradossalmente, “l’assenza di gimmick era la sua gimmick”, come rifletterà anni più tardi.
Ai tempi, il territorio del Minnesota era diretto da Dennis Stecher (figlio dell’ex promoter Tony Stecher, fratello del grande Joe Stecher e tra i membri fondatori della NWA, morto nel 1954) e da Wally Karbo, uomo che ebbe, alcuni anni più tardi, un ruolo decisivo nella nascita della AWA.
Oltre a organizzare spettacoli in tante città, grandi e piccole, del Minnesota, Stecher e Karbo promuovevano show di wrestling anche a Winnipeg, in Canada.
E fu proprio a Winnipeg che Afflis fece il suo esordio, l’8 Gennaio del 1955, sconfiggendo Stan Mayslack.
Nella card lottava anche un altro ex giocatore di football diventato un grande campione di wrestling: Bronko Nagurski.
Dopo un periodo di pochi mesi nella promotion del Minnesota, Afflis attirò l’interesse di Fred Kohler, che lo portò a lottare a Chicago e nel Midwest.
Kohler era un promoter leggendario, e da Chicago, dal 1949 al Marzo del 1955, venne trasmesso un programma, “Wrestling From The Marigold”, visto, sul defunto DuMont Network, in tutta la nazione (quando Bruiser esordì, tuttavia, il programma veniva trasmesso su un altro canale, e visto solo nelle vicinanze di Chicago).
Fece il suo debutto al Marigold Gardens il 4 Giugno del 1955, venendo sconfitto da Pat O’Connor.
Sei giorni dopo, un colpo di fortuna lo portò a lottare nell’International Amphiteatre (l’arena più prestigiosa di Chicago, dove venivano tenute le card più importanti, mentre al Marigold Gardens si tenevano gli show settimanali e le registrazioni televisive): Yukon Erich non poté apparire a causa di problemi con la commissione atletica, e Afflis fu scelto per sostituirlo, sconfiggendo l’heel Ivan Rasputin.
Nell’inverno del 1955, a meno di un anno dal suo esordio, Afflis si trovò diverse volte nel Main Event, contro uomini, Verne Gagne, The Sheik Of Araby e Reggie Lisowski, che giocarono un ruolo importante nel resto della sua carriera.
Nell’Ottobre del 1955, un articolo di quattro pagine apparve su “Wrestling Life”, dove si narrava una versione romanzata delle vicende di Dick The Bruiser nel mondo del Football.
L’articolo si apriva con la frase “i Romani avevano i grandi gladiatori, nel Medioevo c’erano i torturatori, noi abbiamo The Bruiser”.
Il 14 Gennaio 1956 Dick The Bruiser perse per squalifica il suo primo match valevole per il titolo mondiale NWA, contro Lou Thesz, all’Auditorium di Milwaukee.
Il 27 Gennaio dello stesso anno, affrontò un altro maestro del quadrato, Verne Gagne, in un incontro per il titolo US, al meglio delle tre cadute.
Nella terza e decisiva ripresa, Gagne sferrò tre Dropkick contro Bruiser, che, al terzo, perse l’equilibrio e crollò contro l’arbitro, facendolo svenire.
Gagne, con l’arbitro privo di sensi, tenne con le spalle a terra, per circa dieci secondi, Bruiser, che poi ribaltò la situazione proprio mentre l’arbitro rinveniva, vedendosi così assegnare il match.
Ma un ufficiale della Commissione Atletica salì sul ring, e, dopo aver parlato con l’arbitro, ribaltò il verdetto, assegnando la vittoria a Gagne.
Il 20 Marzo, a Indianapolis, Bruiser fu ancora una volta nel Main Event, contro Wilbur Snyder, un altro ex giocatore di football, che veniva presentato come “miglior wrestler tecnico del mondo”.
Con maestri come Thesz, Gagne e Snyder, il giovane Bruiser ebbe l’opportunità di fare molta esperienza, e di imparare il mestiere di heel.


All’epoca Bruiser mostrava una notevole agilità, vendeva ancora i colpi degli avversari (cosa che smetterà quasi completamente di fare negli anni successivi) e si prendeva bump spettacolari.
Anche se poco più di un debuttante, fu protagonista di uno dei due Main Event della card tenutasi il 4 Agosto del 1956 a Milwaukee, uno degli show più importanti del decennio.
Mentre Verne Gagne affrontava Wilbur Snyder, Dick The Bruiser, in coppia con Hans Schmidt, affrontava Reggie e Stan Lisowski.
Il match aveva una stipulazione particolare, secondo la quale l’arbitro doveva dirigere il match stando fuori dal ring, per proteggerlo dall’aggressività dei lottatori.
Il violento scontro terminò in pareggio davanti a 16.069 fan.
Un programma con il popolarissimo Antonino Rocca lo portò a lottare per la prima volta al Madison Square Garden, il 26 Novembre 1956.
Anche se venne sconfitto, essere nel Main Event, in una delle più importanti arene degli Stati Uniti, già al secondo anno di carriera era un risultato del quale pochi wrestler potevano vantarsi.
Tuttavia, lo stint di Bruiser nel Nord Est non ebbe solo aspetti positivi: il 19 Novembre del 1956 passò alla storia per uno degli incidenti più pericolosi della storia del wrestling.

Notte di sangue al Madison Square Garden

La furibonda rivolta che scoppiò al Madison Square Garden, il 19 Novembre del 1956, dopo un Main Event che vide Dick The Bruiser e Dr.Jerry Graham affrontare Edouard Carpentier e Antonino Rocca, divenne una notizia da prima pagina su tutti i giornali nazionali.
Per la verità, la tensione stava crescendo da tempo, intorno ai match di Rocca.
Il 15 Ottobre, una bottiglia di vetro fu scagliata sul ring, e solo per un colpo di fortuna non ferì nessuno.
Il 2 Novembre, un’assicella di una sedia centrò in pieno l’arbitro.
E così, il fatidico incontro del 19 Novembre si svolse in un’atmosfera di tensione.
Rocca e Carpentier si aggiudicarono la prima caduta in diciotto minuti, Bruiser e Graham vennero squalificati nella seconda.
Tuttavia…le cose non stavano andando nel modo giusto.
Ken Smith, giornalista del “Daily Mirror” si girò verso un collega e gli disse:

“Ti sei accorto che non stanno giocando?
C’è qualcosa di sbagliato…”

I sospetti dei reporter si dimostrarono esatti quando l’azione continuò a svolgersi al termine del match.
Graham spaccò la faccia a Rocca con un pugno e l’italo americano, visibilmente alterato, lo afferrò e gli sbatté il volto contro il paletto.
Graham cominciò a sanguinare in modo copioso, e in breve tutto il ring fu colorato di rosso.
Il pubblico, già nervoso impazzì alla vista del sangue.
Tutti gli spettatori nelle prime file si mossero verso il ring, intenzionati a fare a pezzi Graham e Bruiser.
Bottiglie volavano dappertutto, e molti fan imbracciarono le pesanti sedie di quercia per utilizzarle come armi.
Rocca e Graham proseguirono la loro rissa, mentre Bruiser e Carpentier, in teoria nemici, si unirono nel prendere a pugni gli spettatori che provavano a salire sul ring.
Alla fine, l’intervento di una trentina di poliziotti fece tornare l’ordine, e gli heel furono scortati nel backstage, mentre Rocca arringava il pubblico.
Tutti gli atleti coinvolti furono multati dalla Commissione Atletica dello Stato di New York, e l’ingresso al Garden fu proibito ai minori di 14 anni.
Inoltre, fu stabilito che non si potessero tenere due Tag Team Match nello stesso show.

L’11 Luglio del 1958, all’International Amphiteatre di Chicago, Bruiser affrontò per la prima volta una leggenda del business: Gorgeous George.
Nello stesso periodo, si svolgeva in città una riunione del Lyon’s Club, col la sua parata: in risposta, Gorgeous George, organizzò una sua parata personale, trovata pubblicitaria che attirò l’attenzione dei quotidiani.
Nonostante il clamore mediatico, però, l’affluenza di pubblico per l’incontro (vinto da Bruiser) e per i pochi rematch che seguirono, non fu entusiasmante: George, afflitto da gravi problemi di alcolismo, aveva già intrapreso la fase discendente della sua carriera e non bastò il programma con Bruiser per risalire la china.

La rinascita del wrestling a Detroit

Detroit, un tempo, sotto la guida del promoter Harry Light, era stata un’importante città per il wrestling.
Tuttavia, era dal 24 Maggio del 1956 che non si tenevano show.
Ma le cose stavano per cambiare: due veterani del business, Johnny Doyle e James Barnett, fondarono una nuova promotion e promisero ai fan una nuova era del wrestling in città.
Barnett aveva lavorato con Fred Kohler, e conosciuto Dick The Bruiser: nelle sue intenzioni, doveva essere uno dei protagonisti della rinascita.
I due feud di punta, avviati nelle puntate televisive e che culminarono nella prima card all’Olympia Stadium, furono Angelo Poffo Vs Wilbur Snyder e Dick The Bruiser Vs Yukon Erich.
Di origine svedesi, Yukon Erich raggiunse una fama nazionale quando perse un orecchio in un celebre match del 1954 contro Killer Kowalski.
Il suo personaggio, quello di un uomo dell’Alaska che cacciava e pescava per la sua famiglia vicino al fiume Yukon, gli permise di diventare una sorta di Andre The Giant dell’epoca, attrazione itinerante che si spostava costantemente di promotion in promotion.
Di limitate capacità sul ring, la sua gimmick e il suo fisico muscoloso erano però più che sufficienti a attirare il pubblico.
In una puntata televisiva, Dick The Bruiser esitò a firmare il contratto per il match, fino a quando gli spettatori non cominciarono a cantargli che non sapeva scrivere.
Poi, nei giorni successivi, uscirono sulla stampa delle sue dichiarazioni offensive verso l’avversario:

“Non deve essere molto intelligente.
Anche se non c’è neve, sale sul ring con gli stivali e poi combatte a piedi nudi.”

L’11 Aprile 1959, lo show si rivelò un grande successo, con 16.266 fan.
Anche se l’incontro tra Snyder e Poffo era nel Main Event, fu Dick The Bruiser a rubare la scena.
Intrappolò Yukon Erich tra le corde e iniziò a strangolarlo, e i fan scagliarono ogni genere di oggetti sul ring.
La polizia ebbe il suo daffare, nel cercare di impedire agli spettatori di salire sul ring.
Nei due anni successivi, Bruiser sarà il protagonista principale del wrestling di Detroit, comparendo in 39 delle 41 card tenutesi all’Olympia, e affrontando molti dei nomi più significativi dell’epoca.
Per la maggior parte del tempo, sarà anche il detentore del titolo US, difeso nella promotion.

A tanti anni di distanza, Cowboy Bob Ellis, forse il più popolare e importante di tutti i numerosi cowboy della storia del wrestling, ricorda ancora con piacere i suoi match con Bruiser.
Dopo un incontro televisivo, in cui Ellis vinse, i fan gli regalarono un nuovo capello da cowboy, che Bruiser, però, arrivò a distruggere.
Il rematch arrivò in un incontro dove il ring era circondato da una gabbia, e vide Bruiser trionfare.
Ellis era noto per essere un “bleeder” (wrestler che usava spesso i blade job durante i match) e questo, unito all’imprevedibile violenza del rivale, diede un sapore particolarmente drammatico al match.
Altrettanto sanguinoso fu l’incontro con Leaping Larry Chene, interrotto dall’arbitro, perché entrambi i contendenti stavano sanguinando troppo copiosamente, nella terza caduta, dopo che ciascuno dei due ne aveva vinta una.
Anche questo match fu uno straordinario successo, con 15.468 fan.
Chene era considerato il miglior seller di tutto il Pro Wrestling, e durante l’incontro, durato quasi un’ora, fece sembrare realmente invincibile il suo avversario.
Bruiser tuttavia non lottò più contro Chene, che morirà in un incidente stradale il 1 Ottobre del 1964.
Forse l’avversario più significativo di Bruiser fu però il gigantesco Bobo Brazil, il suo primo avversario di colore.
I primi due match con Brazil, il 25 Gennaio e il 27 Febbraio del 1961, attirarono entrambi oltre i 16.000 spettatori.
Nel Maggio del 1961, apparve, sul “Detroit Times”, un articolo in cui si calcolava che, a partire dal 1959, circa 435.000 spettatori avevano assistito a show di wrestling, per un incasso complessivo di oltre un milione di dollari.
L’articolo attribuiva il merito del boom a Dick The Bruiser e Bobo Brazil.
Barnett e Doyle cercarono di cavalcare l’onda del succeso con un terzo match, in un’arena più grande, il Tiger Stadium: l’obiettivo era di attirare 30.000 spettatori e di battere il record di incasso, detenuto, allora, dal match tra Lou Thesz e Michele Leone in California.
Purtroppo, i piani furono rovinati dalla pioggia, e il giorno dell’incontro solo 11.000 persone assistettero alla vittoria di Bruiser.
Anche quando, tre settimane dopo, si tornò all’Olympia, la risposta del pubblico continuò a essere deludente, con solo 5371 spettatori che assistettero a un Lumberjack Match tra Bruiser e Yukon Erich.
Il 21 Luglio, Verne Gagne sconfiggerà Dick The Bruiser, strappandogli il titolo US.
Il fiasco del Tiger Stadium era stato un campanello d’allarme, e Barnett e Doyle ritenevano di dover utilizzare qualche volto nuovo; Gagne fu scelto come nuovo campione, anche se, avendo appena lanciato la AWA, non poteva essere sempre disponibile.
Nei due anni successivi, 1962 e 1963, gli show si trasferirono alla Cobo Hall.
Bruiser riconquisterà il titolo, battendo Verne Gagne, per poi perderlo nuovamente contro Fritz Von Erich, uno degli heel più odiati degli Stati Uniti che però, per l’occasione, venne sostenuto dagli spettatori.

Dick The Bruiser a St.Louis

Anche se, tra il 1959 e il 1963, Bruiser fece la storia del wrestling di Detroit, le sue imprese non furono limitate a quella città, collezionando apparizioni anche a Indianapolis, Louisville, Los Angeles e, soprattutto, St.Louis.
Gestita dal promoter e presidente della NWA Sam Muchnick, St.Louis era, a tutti gli effetti, una promotion costituita da una sola città.
Molti non ritenevano possibile che Dick The Bruiser diventasse un successo a St.Louis: il suo stile era l’esatto opposto di quello tipico della città.
Tuttavia, forse proprio perché si distingueva dagli altri performer, Afflis si rivelò un successo istantaneo e rimase sempre popolarissimo anche negli ultimi anni della sua carriera, quando ormai era un’ombra del performer che era stato, e la sua capacità di attrarre pubblico era svanita nel resto degli Stati Uniti.
Muchnick non perse tempo nel concedere a Bruiser un push: il 1 Febbraio del 1963, al suo esordio al Kiel Auditorium, distrusse Ray Gordon.
Il 1 Marzo, Bronko Nagurski fece da arbitro per un match contro John Paul Henning, che vide trionfare Bruiser davanti a un pubblico di 12.000 spettatori.
Poi arrivò il momento di due falliti assalti al titolo NWA, detenuto da Lou Thesz.
Nel 1964, arrivò poi un importante feud con Fritz Von Erich, che culminò in un Texas Death Match il 17 Aprile, e fece registrare il tutto esaurito.
Von Erich vinse applicando la sua Iron Claw durante la sesta caduta, e Bruiser dovette essere portato fuori dal ring in barella.
A questo punto, Dick The Bruiser e Sam Muchnick avevano imparato a fidarsi l’uno dell’altro, e tra i due era sorta una profonda amicizia.
Muchnick era un maniaco della puntualità, ma Bruiser era l’unico wrestler a cui veniva permesso di giungere nell’arena appena in tempo per il match.
Quando la figlia di Bruiser si sposò col wrestler “Spike” Huber, a metà degli anni ’70, Muchnick fu invitato alla cerimonia.
Accortosi che Bruiser stava piangendo, lo abbracciò dicendogli che aveva sempre saputo che era, in fondo, un grosso orsacchiotto.
Bruiser si scostò, visibilmente alterato, dicendogli:

“Sto piangendo solo per tutti i soldi che ho speso in questo cazzo di matrimonio!”

Alla fine, anche i fan di St.Louis arrivarono a scorgere un altro lato di Dick The Bruiser.
Verso il 1970, cominciarono a tifare per lui, con la sua immagine di heel violento che si trasformava, lentamente, in quella di un ribelle chiassoso.
Il 9 Gennaio del 1970, fu squalificato per aver colpito Dory Funk Jr. con una sedia, e squalificato dalla Commissione Atletica.
Ormai era un beniamino del pubblico qualunque avversario affrontasse, ma fu solo a Novembre che Muchnick ufficializzò in qualche modo il suo turn face, cominciando a metterlo contro degli heel.

L’incidente con Alex Karras

Alex Karras era un ottimo giocatore dei Detroit Lions, la squadra locale di football.
Di tanto in tanto si dilettava, nella Off Season, in incontri di Pro Wrestling, e possedeva un popolare bar, il Lindell Athletic Club: insomma, a Detroit era una celebrità.
Doyle e Barnett avevano programmato un suo match con Dick The Bruiser per il 27 Aprile 1963, ma, poco dopo, successe qualcosa che sconvolse il mondo dello sport di Detroit: Karras fu multato e sospeso per un anno dalla NFL, per aver scommesso sulle partite.
Quattro giorni prima del match, all’una di notte, Bruiser si diresse nel locale: l’intenzione probabilmente era quella di inscenare una rissa con Karras (all’epoca, una comune strategia promozionale per i match), in modo da ottenere un po’ di attenzione da parte della stampa.
Il piano riuscì…anche troppo bene, per la verità.
Il bar fu quasi distrutto dalla furibonda scazzottata scatenatasi, Bruiser ebbe la testa aperta da una manganellata, e due poliziotti furono feriti.
Nonostante sia Bruiser che Karras finirono in tribunale, il match tra i due non venne annullato, e poté godere di un forte, ancorché negativo, richiamo mediatico.
Il 26 Aprile, Dick The Bruiser sfidò nuovamente Lou Thesz a St.Louis, per il titolo NWA: Thesz apparve in netta difficoltà, ma, nella terza caduta, ricorse ai pugni e riaprì le ferite che Bruiser si era procurato durante la rissa: il match venne sospeso per la sua eccessiva perdita di sangue.
La card del 27 Aprile all’Olympia, era impressionante: Lou Thesz difendeva il titolo NWA contro Big Bill Miller (un incontro che, in qualsiasi altra circostanza, sarebbe stato nel Main Event), ed erano presenti Ray Stevens, Hans Schmidt, Antonino Rocca e Fritz Von Erich.
Il risultato fu però deludente, con l’incontro tra Karras e Bruiser che si rivelò assai mediocre e l’affluenza di pubblico che non fece registrare il tutto esaurito.
Probabilmente i fan non credettero che Karras potesse essere una seria minaccia per Bruiser, e il polverone suscitato dalla vicenda non bastò a convicerli ad acquistare i biglietti.
Alla fine, Karras rifiutò una lucrosa offerta di Doyle e tornò a militare nella NFL, e Bruiser dovette sostenere un notevole esborso per rifondere i due poliziotti feriti durante la rissa.
Tuttavia, negli anni successivi, risse tra Dick The Bruiser e dei poliziotti presenti nell’arena vennero costantemente inscenate durante i match.

Nei primi nove anni della sua carriera, Dick The Bruiser aveva costruito un personaggio unico nel mondo del wrestling, ed era diventato un successo in tutti gli angoli degli Stati Uniti.
Tuttavia, era consapevole che il suo tempo come performer era limitato, e che era possibile guadagnare molto di più come promoter.
Agli inizi del 1964, a Indianapolis cominciarono ad apparire dei manifesti che annunciavano degli show di Pro Wrestling, e il promoter locale, Balk Estes, realizzò che era apparso un rivale.
Prima però di lanciarsi a tempo pieno nella carriera di promoter, insieme a Wilbur Snyder, Dick The Bruiser apparve a Los Angeles, dove vinse il titolo WWA contro Freddie Blassie. Il 22 Aprile 1964.
Pochi giorni dopo la vittoria, una foto di Dick The Bruiser, mentre masticava il suo fedele sigaro e con la cintura WWA, apparve sull’Indianapolis Times, con un tempismo perfetto per promuovere il primo show dei due soci.
E’ difficile immaginare due uomini così diversi, sul ring e nella vita, come Dick The Bruiser e Wilbur Snyder: discreto, un po snob, con un’aria da ragazzo di buona famiglia il secondo, vociante, volgare e rumoroso il primo.
L’impressione di tutte le persone che li conobbero era che il dominante tra i due, e quello che aveva l’ultima parola sulle decisioni riguardanti il business, fosse Bruiser.
Al Victory Field, davanti a 5.000 persone, Bruiser mantenne il titolo in un rematch contro Freddie Blassie.
Bruiser tornò a Los Angeles altre otto volte, perdendo poi il titolo in un match dal finale controverso contro The Destroyer.
A Indianapolis, Bruiser continuò a essere annunciato come campione WWA, e iniziarono qui due versioni diverse del titolo, con quella di Indianapolis completamente distinta da quella di Los Angeles.
Barnett ed Estes non potevano competere con Bruiser e Snyder e presto abbandonarono la città: Barnett lanciò una nuova promotion in Australia, che diventerà, in breve tempo, una delle più prestigiose tra quelle affiliate alla NWA, mentre Estes andò a lavorare ad Amarillo, sotto Dory Funk Sr.
Bruiser mantenne il titolo WWA fino al 21 Agosto del 1965, quando venne sconfitto da Gene Kiniski.
Con il titolo nella mani dell’atleta canadese, il business ebbe una forte crescita.
In un’ulteriore sfida tra i due, il 30 Ottobre dello stesso anno, Kiniski colpì Bruiser con la cintura, ferendolo così profondamente da causare la sospensione del match.
Nel Novembre del 1965, Dick The Bruiser fece un tour del Giappone, per affrontare l’eroe locale Baba.
Dopo la morte del padre del wrestling giapponese Rikidozan, l’International Title era rimasto vacante, e sarebbe andato al vincitore del match tra Bruiser e Baba.
La vittoria di Baba contro il violento e scorretto gaijin, squalificato in entrambe le cadute lo rese istantaneamente un eroe agli occhi del pubblico giapponese.
Fu in questo periodo che Bruiser introdusse nel mondo del wrestling Bobby Heenan, come manager degli Assassins e, negli otto anni che seguirono, dei vari heel della promotion.
Heenan, che era diventato un appassionato di wrestling a Chicago, si era poi trasferito a Indianapolis con la famiglia: di giorno lavorava in un concessionario della Ford, la sera svolgeva qualche semplice lavoro per la WWA, come dare una mano a montare il ring o vendere le bibite.
La decisione di utilizzarlo come manager degli heel si rivelò particolarmente azzeccata: Heennan aveva l’innata capacità di farsi odiare dal pubblico, e gli spettatori amavano vederlo malmenare da Bruiser.

Dal 1960 al 6 Marzo del 1964, Dick The Bruiser non fece nessuna apparizione a Chicago, la città dov’era iniziata la sua carriera nel mondo del Pro Wrestling.
Fred Kohler, un tempo uno dei promoter più potenti degli Stati Uniti, stava vivendo un drammatico declino.
Particolarmente dannosa fu, per lui, l’uscita della WWWF dalla NWA, perché i wrestler di McMahon, che prima apparivano regolarmente nella sua città, cessarono improvvisamente di essere disponibili.
Nel 1963, Kohler uscì dalla NWA e formò una sua associazione, la International Wrestling Alliance, con un proprio campione.
Poi utilizzò il promoter veterano Jack Pfefer come matchmaker, ma la scelta si rivelò disastrosa, (è opinione pressoché unanime che le card gestite da Pfefer furono il punto più basso mai raggiunto dal wrestling in città) sia come qualità degli eventi, sia come risposta del pubblico.
Su sette show tenutisi al Chicago Amphiteatre sotto la direzione di Pfefer solo due, i primi, generarono un qualche utile.
Pfefer era famoso per il suo discutibile metodo di assegnare a dei lottatori sconosciuti dei nomi che ricordavano wrestler famosi, nella speranza di attirare i fan più sprovveduti, ed ecco che apparvero, sotto la sua direzione, Bruno Nasartino e Slugger Kowalski.
Nel 1964, Kohler si liberò di Pfefer e si procurò un nuovo socio in affari: Dick The Bruiser.
Nel 1964 e per quasi tutto il 1965, Bruiser apparve negli show di Chicago e contribuì grandemente a risollevare le sorti del wrestling nella città.
Nel Novembre del 1964, Kohler vendette tutte le sue rimanenti azioni a Bruiser e Snyder, e, nel Dicembre dello stesso anno, fu annunciata la nascita del “Chicago Wrestling Club”, gestito, tramite prestanome, da Dick The Bruiser, Wilbur Snyder e Verne Gagne.
Il Chicago Wrestling Club presentò la sua prima card l’8 Gennaio del 1966.
Il piatto forte della serata fu un Congo Death Match tra Dick The Bruiser e Gene Kiniski, che, appena un giorno prima, aveva vinto il titolo NWA contro Lou Thesz.
Nella pubblicità, si avvisava il pubblico di mantenere la calma durante l’incontro, che avrebbe potuto provocare arresti cardiaci alle persone più sensibili.
Comunque, Kiniski vinse, e non si registrarono decessi tra gli spettatori.
Altri due match importanti erano Wilbur Snyder Vs Johnny Valentine e Verne Gagne Vs Chris Markoff.
Il pubblico accolse calorosamente Verne Gagne, che da molti anni non appariva a Chicago, e lo show fu un buon successo.
Al momento della nascita del Chicago Wrestling Club il campione AWA era Mad Dog Vachon: lottatore autentico e con la reputazione, presso i colleghi, di street fighter micidiale, Vachon aveva uno stile selvaggio e violento, analogo, per certi aspetti a quello di Bruiser.
Il campione WWA era invece, come al solito, Dick The Bruiser, che lo aveva riconquistato dopo il breve intermezzo di Gene Kiniski.
Era quindi naturale un confronto tra campioni: e questo avvenne il 26 Febbraio del 1966, risultando in una vittoria della Vachon, e, indirettamente, della AWA.
Da quel momento, solo il titolo AWA vennero riconosciuti a Chicago, e tutto quello che succedeva a Indianapolis rimaneva a Indianapolis.
Nei taping televisivi della WWA per il mercato di Chicago non venivano mai mostrate le cinture della promotion; a volte poteva capitare che i lottatori le indossassero negli show, ma solo prima dell’inizio delle riprese televisive.
Il 21 Marzo, fu proposto un rematch tra Bruiser e Mad Dog Vachon, senza titolo in palio.
A questo punto della sua carriera, Bruiser era un face, anche se il suo stile sul ring non era cambiato di un grammo: risultò vincitore, anche se, al termine della sfida, entrambi i lottatori sanguinavano copiosamente.
Impegnato con la sua promotion, Bruiser trovò il tempo, nel 1969, di compiere un nuovo tour del Giappone.
L’11 Agosto a Sapporo, lui e The Crusher sconfissero le icone giapponesi Antonio Inoki e Baba per il NWA International Tag Team Titles.


Due giorni dopo, Inoki costrinse Crusher a cedere con la sua Octopus Hold, e i titoli tornarono nelle mani dei giapponesi.
Tornato negli Stati Uniti, una nuova impresa lo attendeva: il suo compagno di affari Verne Gagne era intenzionato a espandere ulteriormente il territorio dell’AWA, prendendo di mira Los Angeles, controllata, all’epoca, dal promoter NWA Mike LeBell.
Come consuetudine in questi casi, gli altri promoter della National Wrestling Alliance accorsero in soccorso di LeBell, fornendogli tutti i loro più prestigiosi campioni.
Il 5 Settembre, la notte prima dello show della AWA, LeBell organizzò una card stellare, con Dory Funk Jr., Mil Mascaras e The Sheik.
La legge proibiva di organizzare due show di wrestling nella stessa notte, e così, il 6 Settembre, la NWA organizzò uno show di beneficenza, intitolato “Save Our Sport”, con dimostrazioni di sollevamento pesi e gare di braccio di ferro, dove hot dog e birra venivano distribuiti gratuitamente.
Con questa concorrenza, non ci si deve stupire del fatto che lo spettacolo della AWA, dove Verne Gagne difese il titolo contro Dick The Bruiser, fu un fallimento, attirando solo.1500 spettatori.
D’altra parte, se Bruiser aveva avuto un significativo stint a Los Angeles, Gagne era sostanzialmente uno sconosciuto per il pubblico locale.
Contando i forti costi, è facile supporre che il tentativo d’invasione di Los Angeles si risolse in una forte perdita economica per Gagne.
Risoltasi in un fallimento l’avventura, Bruiser telefonò a LeBell per scusarsi, dicendo che l’idea era stata di Gagne.

Bruiser e The Crusher furono due grandi campioni di coppia nell’AWA fin dalla metà degli anni ’60, e il loro ultimo stint come campioni (il quinto) terminò il 16 Agosto 1975.


Crusher era un wrestler simile a Dick The Bruiser: basso, muscoloso, tozzo e violento.
I fan vicini potevano sentire che il loro alito puzzava di birra e di sigari.
Ebbero epici scontri con i Kalmikoffs, Mitsu Arakawa & Dr.Moto, i Valiants, Nick Bockwinkel & Ray Stevens.
Il loro feud con i giovani emergenti Larry Hennig e Harley Race fu fondamentale per lanciare le carriere di entrambi.
Il loro programma più importante avvenne nel 1969, contro i fratelli Vachon, Paul e Maurice.
Il 30 Agosto 1969, in un risultato a sorpresa, che lasciò i fan stupefatti e disgustati, i Vachon
strapparono il titolo a Bruiser e The Crusher, titolo che poi mantennero per un anno e otto mesi.
I fan di Chicago rumoreggiavano per vedere un rematch, che fu fatto saggiamente attendere a lungo, mentre, nel frattempo, venivano proposte due sfide tra i tag team, a Milwaukee (11 Luglio 1970) e Denver (13 Luglio 1970).
Alla fine, il tanto sospirato incontro, un Cage Match, fu annunciato per il 14 Agosto, a Comiskey Park, stadio di Chicago che aveva visto, nel 1961, lo storico match tra Buddy Rogers e Pat O’Connor per il titolo NWA segnare un nuovo record di pubblico e di incassi.
In un promo trasmesso in Tv prima dello show, Mad Dog Vachon si rifiutò di prendere parte all’incontro (“noi siamo dei rispettabili wrestler, non degli animali come Bruiser e Crusher, e non combattiamo in una gabbia”), a meno che i promoter non avessero garantito a entrambi 20.000 dollari.
La settimana dopo, fu annunciato che la richiesta era stata accolta; nonostante qualche ulteriore tentativo di evitare il match, alla fine i Vachon furono costretti a entrare nella gabbia coi rivali.
Tutti si aspettavano una sanguinosa rivincita di Bruiser e The Crusher, che però vennero inaspettatamente sconfitti.

Dick The Bruiser aveva già affrontato The Sheik sul ring, ma lo scontro più duro avvenne per il controllo di Detroit.
L’invasione della WWA in città, nella quale Bruiser sperava di capitalizzare il grande successo ottenuto a partire dal 1959, iniziò il 23 Ottobre 1971, quando difese il titolo contro Baron Von Raschke.
The Sheik non prese bene l’invasione del suo territorio, e rispose con una card dove il campione NWA Dory Funk Jr. lottava contro Ernie Ladd.
Alla fine, The Sheik emerse come vincitore; gli show di Bruiser si tenevano all’Olympia Stadium, fuori mano e in una delle zone meno sicure della città.
Il programma televisivo della WWA, inoltre, veniva trasmesso quasi a notte fonda.
Per tutto il tempo in cui durò la guerra, Dick The Bruiser non ebbe più booking a St.Louis.
Alla fine, resosi conto di non poter competere col rivale, Bruiser si riappacificò con The Sheik, e i due lottarono dal Luglio al Dicembre del 1974, a Detroit e Indianapolis.
Nei match tenutisi a Indianapolis, The Sheik recitava la parte dell’heel codardo, con Bruiser che cercava di costringerlo a combattere; i ruoli si invertivano a Detroit.

La WWA fu, per tanti anni, una promotion di rilievo, e che scrisse pagine importanti nella storia del Pro Wrestling.
Ernie Ladd, Bruno Sammartino, The Texas Outlaws (Dick Murdoch & Dusty Rhodes), Blackjack Lanza e Blackjack Mulligan sono solo alcuni dei grandi nomi che apparvero a Indianapolis.


Poi iniziò il declino, prima lento e graduale, poi precipitoso.
Dick The Bruiser, come molti wrestler divenuti promoter, sembrava non voler ammettere che il tempo passava anche per lui, e insistette per mettersi nel Main Event anche quando la sua credibilità come performer e il suo appeal presso il pubblico non erano più quelli di una volta.
Lou Thesz ricorda di aver avuto uno straordinario match televisivo, a Indianapolis, con Big Bill Miller…non ebbena Bruiser lo vide, lo cancellò: non poteva tollerare che qualcuno apparisse migliore di lui.
Concedeva poco ai suoi talenti, sia in termini economici (sia Bobby Heenan che Blackjack Lanza abbandonarono la WWA in seguito a dispute sulle paghe, l’addio del primo, in particolare, è considerato da alcuni l’inizio della parabola discendente della promotion), sia sul ring, visto che non vendeva praticamente nessuna offensiva dei suoi avversari.
All’inizio degli anni ’80, i top face della WWA erano Dick The Bruiser (50 anni), Wilbur Snyder (50 anni), Bobo Brazil (55 anni) e Moose Cholak (49 anni).
Nessun’altra promotion aveva un roster così in avanti con gli anni e questo, inevitabilmente, si rifletteva sugli affari.
Sia Bruiser che Wilbur Snyder avevano investito saggiamente i loro soldi, e il declino della WWA non li danneggiò economicamente…lo stesso non si può dire per i talenti che lavoravano per loro.
La WWA era il posto dove le carriere potevano iniziare e finire, ma non quello dove i lottatori emergenti o nel pieno degli anni desideravano essere.
Nel 1980 Bruiser ebbe una piccola soddisfazione: fu ospite del nuovo show di David Letterman, all’epoca trasmesso la mattina, per la NBC.
Letterman e Bruiser non erano estranei: il giornalista aveva lavorato a Indianapolis negli anni ’60, e, pare, annunciato alcuni match per la WWA (anni dopo, Letterman dichiarerà che Dick The Bruiser era il suo wrestler preferito).
Il 1 Gennaio del 1982, si tenne, a St.Louis, l’ultimo show organizzato da Sam Muchnick: Dick The Bruiser vinse qui, per la terza volta, il Missouri State Title, sconfiggendo Ken Patera davanti a 19.819 spettatori.
Il pubblico di St.Louis rimase sempre fedele a Bruiser che, nello stesso anno, ebbe in città il feud più memorabile della parte finale della sua carriera, contro il campione NWA Ric Flair.
Il 12 Giugno del 1982, Ric Flair sconfisse Dick The Bruiser in un match al meglio delle tre cadute, ancora una volta davanti a oltre 19.000 spettatori.
Bruiser fu protagonista di alcune scene divertenti, in Tv, che fecero da pubblicità al match, come quando rubò la veste e la cintura a Flair e scimmiottò la sua camminata.
Sul ring, ovviamente, Bruiser era ormai molto lontano dai migliori anni della sua carriera, ma Flair, con un selling molto generoso, riuscì a farlo apparire ancora come un avversario temibile.
A partire dal 1983, cessò completamente la collaborazione tra la AWA e la WWA a Chicago: tutti gli show tenutisi in città diventeranno composti esclusivamente da talenti della promotion di Verne Gagne.
Nel Maggio dello stesso anno, Wilbur Snyder si ritirò, sia come wrestler che come promoter.
A partire dal 1975, “Spike” Huber, cognato di Bruiser, era stato uno dei wrestler fisse del roster WWA, diventando il face numero due e detenendo anche, per un breve periodo, la cintura.
Huber era anche stato introdotto da Bruiser all’uso degli steroidi, aumentando a dismisura la sua massa muscolare, per compensare la sua bassa statura.
Quando, nel 1984, Huber divorziò da Michelle, la figlia di Bruiser, i booking per lui cessarono immediatamente.
Il 28 Settembre del 1985, Bruiser e Crusher presero parte, nella loro ultima apparizione come tag team, a Superclash I, al Comiskey Park.
Dopo la chiusura della WWA, nel 1985, Bruiser tentò una nuova avventura con una piccola promotion indipendente, chiamata “Bruiser Bedlam”, dalla breve vita e di scarso successo.
A Starrcade 1990, la sua ultima apparizione nel mondo del wrestling, Bruiser farà da arbitro speciale nel match tra Sting e Black Scorpion.
Il 10 Novembre del 1991, all’età di 62 anni, morì nella sua abitazione mentre si allenava.

 

Dick The Bruiser non è particolarmente famoso tra i fan di oggi.
Gli anni migliori e più importanti della sua carriera furono negli anni ’60, e in zone piuttosto lontane da New York.
All’inizio degli anni ’80, quando era comunque ridotto a una parodia di se stesso, non ebbe mai un’apparizione nella WWF.
Tuttavia, negli anni ’60, Dick The Bruiser era costantemente presente nelle classifiche dei lottatori più importanti, stilate dalle riviste specializzate dell’epoca, come “Wrestling Revue” e “Wrestling World”, nelle prime dieci posizioni.
E, considerando il numero di show con il tutto esaurito nei quali è stato presente, è lecito considerarlo come una delle più grandi attrazioni di tutti i tempi.

 

Nicola

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