NWA Scrapbook #5: Montreal War - World of Wrestling

Nei primi anni ’70, Montreal divenne teatro di una guerra promozionale tra la All Star Wrestling e la Grand Prix..

“La Grand Prix è stata solo una meteora, è scomparsa dopo due anni.”
Raymond Rougeau, della All Star Wrestling

“La All Star Wrestling non era un vero rivale: noi eravamo nettamente più forti di loro.”
Paul Vachon, promoter della Grand Prix Wrestling

Oggi, i fan di wrestling collegano Montreal soprattutto al celeberrimo Screwjob ai danni di Bret Hart.
Ma la città canadese ha una lunga e significativa tradizione in fatto di Pro Wrestling: è il luogo dove cominciarono a lottare i midget, dove sono nate due delle più grandi famiglie di lottatori (i Vachon e i Rougeau) e dove hanno combattuto molti dei nomi più significativi della storia della disciplina.
Negli anni ’50, Montreal era una delle città più importanti nel panorama del wrestling mondiali, e a volte superava New York come numero di spettatori.
E, nei primi anni ’70, è stata anche teatro di una feroce guerra promozionale, tra la All Star Wrestling e la Grand Prix.
La All Star Wrestling, sotto il controllo di Les Entreprises Sportives de l’Est, aveva promosso show in città fin dal 1965.
Sulla carta, la promotion era controllata da Bob Langevin, ma, in realtà, era il wrestler Johnny Rougeau a tirare le fila (all’epoca, era una regola comune in molti stai che i promoter non potessero lottare; da qui l’utilizzo frequente di prestanome).
I fan della All Star si sintonizzavano regolarmente su “Sur le Matelas”, dove potevano assistere alle imprese di Abdullah The Butcher, dei fratelli Leduc, di Raymond Rougeau e Gino Brito.
Nel 1971, un gruppo composto da Edouard Carpentier, Maurice Vachon, il promoter Gerry Legault e l’ex wrestler Yvon Robert Sr. Lanciarono una nuova promotion, inizialmente chiamata Les Entreprises Sportives Transcanada, che poi diventerà Les Entreprises Sportives Grand Prix.
E’ necessario fare un piccolo passo indietro per capire la genesi della nuova promotion.
Tradizionalmente, il wrestling, a Montreal, veniva trasmesso su Radio-Canada, e, quando questa decise di abbandonarlo, Eddie Quinn (allora promoter delle città) contattò il canale 10: nel Settembre di quell’anno, il wrestling tornò ad apparire in televisione.
Tuttavia, non venivano trasmessi dei nuovi match: Quinn aveva consegnato alla stazione televisiva qualcosa come 20/25 ore di registrazione di vecchi incontri.
Il programma di Quinn durò esattamente un anno, venendo cancellato il Settembre del 1962.
Nel Luglio dello stesso anno, Robert lanciò una sua promotion, di breve durata, nella quale comparve regolarmente Johnny Rougeau.
Quando Rougeau creò la All Star, si impadronì dei tape di Quinn, che Robert aveva ereditato alla morte del promoter, e li utilizzò per il suo programma televisivo.
Tutto questo senza chiedere il permesso a Robert, e senza chiedergli di entrare a fare parte della nuova impresa.
I rapporti tra i due divennero irrimediabilmente compromessi, ed ecco spiegato il motivo per cui Robert, la leggenda del wrestling di Montreal, passò alla concorrenza.
La cosa aveva un certo peso, perché Robert, anche se ormai ritirato, aveva in città una popolarità incredibile: lo si potrebbe definire il Rikidozan o l’El Santo di Montreal.
Probabilmente ebbe un peso anche il desiderio di lanciare la carriera di suo figlio.
Yvon Robert Jr. aveva iniziato la sua carriera a St.Louis, lottando con i nomi di Bob Brunnel e Beau Brunelle, nell’evidente tentativo di scrollarsi di dosso la gigantesca ombra di suo padre.
Tornato infine a Montreal, il monopolio dei Rougeau sembrava destinato a tarpare le ali alla sua avventura nel mondo del wrestling.
Il 5 Giugno del 1971 esordirono al Verdun Auditorium, in quello che diventerà rapidamente un evento settimanale.
Yvon Robert Sr. Morì nel Luglio del 1971, e suo figlio, Yvon Robert Jr., rilevò le sue azioni.
Nello stesso periodo, Legault decise di lasciare la promotion, e la sua quota fu acquistata da Paul Vachon, uomo che si rileverà decisivo nel successo dell’impresa.
Paul Vachon fu posto a capo della Grand Prix su suggerimento di Verne Gagne: se, nella sua carriera di wrestler, fu oscurato dal fratello Maurice “Mad Dog” Vachon, come promoter dimostrò invece una grande lungimiranza, risollevando la Grand Prix da un inizio difficile.


Paul e Maurice Vachon

Vachon ci mise infatti pochissimo a far ottenere alla Grand Prix i primi contratti televisivi, con la stazione radio CKVL che diventò il principale sponsor, cosa che fece decollare il numero di spettatori della promotion.
Il programma della Grand Prix veniva trasmesso il sabato sera, una novità per una città come Montreal, che era abituata a vedere il wrestling il mercoledì sera o il sabato pomeriggio: il nuovo orario diventerà quello seguito da tutte le altre promotion, inclusa la WWF negli anni ’80.
Inoltre, Vachon pagava i costi di produzione del suo show televisivo, cosa che lo rendeva proprietario delle registrazioni e gli permetteva di non dipendere da nessun canale televisivo.
Distribuiva gratuitamente delle copie, chiedendo in cambio qualche minuto di pubblicità quando necessario.
La Grand Prix divenne in breve famosa in tutto il Canada, come conseguenza di questa politica.
Inoltre, l’arrivo di Jean Ferré, noto negli Stati Uniti come Andre The Giant, diede alla Grand Prix un decisivo vantaggio: la battaglia di Ferré contro Don Leo Jonathan venne proposta come il “match del secolo”.


Foto promozionale di Jean Ferré

Fu Carpentier a convincere Ferré a lavorare per la Grand Prix: è opportuno sottolineare come, a questo punto della sua carriera, il gigante era un lottatore completamente diverso dal lento colosso visto, nel crepuscolo della sua carriera, in WWF.
Capace di eseguire Dropkick e di lottare al tappero, Ferré intendeva dimostrare, nei primi momenti della sua carriera a Montreal, di essere un autentico lottatore, ma i promoter lo convinsero rapidamente che avrebbe attirato più pubblico con il personaggio del gigante imbattibile.
Il suo avversario, Don Leo Jonathan, era un lottatore attivo fin dagli anni ’50: alto, muscoloso, notevolmente agile, per la sua corporatura e dotato di una forza ai limiti dell’umano.


Don Leo Jonathan

I suoi colleghi raccontano degli incredibili aneddoti su di lui, come l’aver sollevato, contro la sua volontà, Abdullah The Butcher per eseguire su di lui una Body Slam.
La sfida tra i due grandi wrestler iniziò il 12 Gennaio del 1972, quando Don Leo Jonathan affrontò Edouard Carpentier; verso la fine dell’incontro, Ferré intervenne per salvare il suo mentore e compatriota.
Carpentier fu dichiarato sconfitto per squalifica, ma mantenne comunque il titolo.
Quattro mesi dopo, il 31 Maggio 1972, Ferré e Jonathan si affrontarono per la prima volta, con Jonathan che vinse per squalifica.
!6.164 spettatori assistettero al match, un record nella breve storia della Grand Prix.
Record che fu però rapidamente battuto dal secondo match tra i due, tenutosi il 2 Agosto, che attirò 20.347 fan.
Ancora una volta vinse Jonathan, a cui però Ferré assestò tre Piledriver al termine del match.
L’ultimo scontro tra i due, e l’unica vittoria per Ferré, avvenne il 7 Settembre.
Il feud stava cominciando a perdere un po’ del suo interesse, ma il match attirò comunque un rispettabile pubblico di 12.000 spettatori.
Tuttavia, anche la All Star aveva degli assi nella manica: innanzitutto il favore della disonesta Commissione Atletica, che la favoriva esplicitamente, a causa dei rapporti con Johnny Rougeau.
Per molto tempo, si cercò di impedire con ogni mezzo alla Grand Prix di ottenere delle date al Forum, l’arena più importante di Montreal.
Paul Vachon riuscì a tenere i suoi primi show al forum solo nel 1972, anno che segnò il vero inizio della guerra.
Inoltre, quando, nel Luglio del 1972, scoppiò una furiosa rivolta a uno show della All Star, la Commissione accusò dei wrestler della Grand Prix di avere deliberatamente aizzato il pubblico.
Poi Rougeau aveva ottimi rapporti con i giornalisti del “Le Journal de Montreal”, che dedicava sempre, ai suoi show, uno spazio maggiore che a quelli della Grand Prix, anche quando quest’ultima attirava più pubblico.
Si può forse dire che la Grand Prix, nel complesso, offriva un prodotto migliore e attirava più pubblico, ma i contatti e le amicizie politiche dei Rougeau aiutarono a contenere le perdite.
Nel 1973, in particolare, sembravano esserci pochi dubbi sul fatto che la Grand Prix fosse la promotion più forte: il 14 Luglio di quell’anno, al Jerry Park Stadium, Maurice Vachon sconfisse Killer Kowalski davanti a 29.127 persone.
Vale la pena notare che, a 43 anni di distanza, nessuno è ancora riuscito a superare quel record, neppure la WWE, con tutti i suoi mezzi promozionali.
Per promuovere il match, Maurice Vachon dichiarò pubblicamente che si sarebbe suicidato se non fosse riuscito a sconfiggere il rivale, cosa che oggi farebbe sorridere, ma che all’epoca attirò una grande attenzione da parte del pubblico e dei media.
I wrestler, come sempre succede in questi casi, approfittarono della rivalità per ottenere più denaro e una carriera migliore.
E’ il caso di Dino Bravo, destinato, con tutta probabilità, a una carriera nei preliminari nella All Star, e che divenne uno degli uomini di punta della Grand Prix.
O dei fratelli Leduc, anche loro passati dalla All Star alla Grand Prix, che ebbero con Maurice e Paul Vachon il feud più importante di quegli anni.
Tuttavia, se la guerra promozionale aiutò molti lottatori e fece esplodere, nel breve periodo, l’interesse verso il wrestling nella provincia, si può avere qualche dubbio sui suoi risultati a lungo termine.
Con sette ore di wrestling alla settimana sui canali televisivi, il prodotto finì probabilmente per essere inflazionato, e finì lentamente per declinare.
Verso la fine del 1973, i Vachon vendettero le loro azioni a Tony Mule, e, con la loro dipartita, le cose cominciarono ad andare male per la Grand Prix.
Contemporaneamente, l’interesse verso il wrestling scemò.
Nella speranza di generare interesse verso il sempre calante nunero di fan, tra il Gennaio e l’Aprile del 1974 la All Star e la Grand Prix promossero diversi show congiunti.
I cinque show attirarono, in media, circa 12.000 spettatori e furono un buon successo, ma segnarono la fine della Grand Prix, che chiuse i battenti poco dopo.
I Rougeau sembravano essere tornati i padroni del wrestling di Montreal, ma, dalle ceneri della Grand Prix, nacquero in breve tempo altre due promotion, la Celebrity Wrestling e la Grand Circuit Wrestling, destinate a contrastarli.

Nicola

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