NWA Scrapbook #6: The Hard Way, l’incredibile vita di Don Fargo - World of Wrestling

Un wrestler, diciotto gimmick diverse, uno stile di vita folle: la vicenda professionale e umana di Don Fargo..

“Don e John Fargo erano malati.
Facevano cose che disgustavano anche i veterani”
Stan Hansen

“L’ho incontrato in Californa con Billy Graham.
Aveva piercing vicino agli occhi e un’enorme cicatrice nera sul braccio., come se fosse stato bruciato.
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Ivan Koloff

Don Kalt, l’uomo che, anni più tardi, divenne noto nel mondo del Pro Wrestling come Don Fargo, non ha mai saputo in che giorno e in che luogo è nato.
Alcuni documenti indicano il 3 Ottobre del 1927, altri il 3 Ottobre del 1926, un anno prima, ed è impossibile scoprire la verità.
William Kalt, suo padre, non sapeva né leggere né scrivere prima di conoscere sua moglie, che glielo insegnò: grazie a questo poté abbandonare gli umili lavori manuali e diventare un agente assicurativo, attività che gli permise di avere, in un’epoca dove molte famiglie non sapevano cosa avrebbero mangiato il pasto successivo, un reddito dignitoso.
Suo figlio, invece, non imparò mai a leggere e scrivere, rimanendo analfabeta tutta la vita.
Abbandonata la scuola, ebbe il suo primo lavoro a 13 anni, nelle miniere di carbone.
Non particolarmente retribuita, l’occupazione prevedeva però una possibilità di arrotondare: i minatori giravano con un fucile a tracolla, e ricevevano qualche centesimo in più per ogni ratto che uccidevano.
Nel 1950 si sposò con Joanne Schwarzmuller, una ragazza conosciuta nei suoi infruttuosi anni scolastici.
Nello stesso periodo, Kalt cominciò a sviluppare un forte interesse per il Bodybuilding, piazzandosi secondo al concorso di Mr.Pittsburgh nel 1951.
Nella stessa palestra cominciò anche a ricevere qualche lezione di Amateur Wrestling.
Alex Bentley, il promoter di Pittsburgh, vide sui giornali le foto di Kalt alla gara di Bodybuilding: rimasto impressionato gli offrì 50 dollari alla settimana per lottare.
Prima, però, si sarebbe dovuto recare a Columbus, Ohio, dal promoter Al Haft per imparare il mestiere.
Il primo giorno, Haft, senza cerimonie, lo fece salire sul ring con Speedy LaRance, un vecchio lottatore di sessant’anni, un po’ flaccido e con due vistose orecchie a cavolfiore.
Senza dire una parola, LaRance lo atterrò e cominciò a piegargli il braccio dietro la schiena, facendolo urlare per il dolore, e procedendo poi a torturarlo per alcuni minuti. Mentre gli altri wrestler ridevano.
Il secondo giorno, dovette salire sul ring con Ruffy Silverstein, con il quale si ripeté lo stesso copione.
Il terzo giorno fu il turno di un atleta canadese, Stu Hart, e lui era diverso dagli altri.
LaRance e Silverstein si erano limitati a fargli del male, Hart sembrava provare piacere nel farlo.
Bisogna ricordare che, all’epoca, shooter come Hart e Silvertein non vedevano di buon occhio gli aspiranti lottatori con il fisico da bodybuilder e questo può avere contribuito, oltre alla normale pratica di testare gli ultimi arrivati, all’estrema durezza di queste sessioni iniziali.
Kalt, pensò di smettere in quei giorni, ma non aveva i soldi per tornare a Pittsburgh, e non aveva ancora visto i cinquanta dollari che gli erano stati promessi.
Qualche tempo dopo, quando aveva iniziato ad apparire, nelle posizioni più basse della card, un collega gli disse che una donna di nome Kay Fabit lo voleva conoscere, e che sarebbe dovuto andare a casa sua dopo gli incontri.
La notte successiva, Fargo arrivò a casa di Kay Fabit, che scoprì essere una donna piacente; tuttavia, mentre era sopra di lei, con i pantaloni abbassati, entrò di furia nell’appartamento un uomo mascherato, con uno shotgun in pugno, urlando:

“Che diavolo sta succedendo qui?
Stai approfittando di mia moglie, eh?”

Kalt si rivestì precipitosamente e fuggì in giardino…senza vedere una corda da bucato stesa, sulla quale finì a tutta velocità con la mascella, volando per terra.
Mentre si riprendeva, sentì delle risate venire dalla casa, e riconobbe le voci di diversi wrestler mentre dicevano: “Ecco, questa è stata davvero una clothesline perfetta!”.
Un po’ di tempo dopo, Al Haft lo convocò nel suo ufficio, gli spiegò come funzionava realmente il business del wrestling, e, da, quel giorno, Kalt cominciò a lottare regolarmente.
Ma era sempre stato un giovane indisciplinato, e saltò un paio di date
Al Haft lo convocò nel suo ufficio, dicendogli che era il momento di tornare a Pittsburgh, per pensare bene a quanto desiderasse essere un wrestler professionista.
Il Bodybuilding aveva fatto iniziare la carriera di Kalt, e sempre il Bodybuilding la salvò.
Tornato a Pittsburgh, tornò ad allenarsi duramente, e questa volta vinse il titolo di Mr.Pittsburgh.
Ancora una volta, Bentley lo contattò, dicendogli che Al Haft voleva concedergli una seconda opportunità: questa volta si sarebbe allenato e basta, e, se si fossero notati dei miglioramenti nel suo atteggiamento, avrebbe avuto dei booking.
I wrestler cominciarono a salire sul ring con lui non solo per fargli male, ma anche per insegnarli.
Inoltre, quando Buddy Rogers appariva nella promotion di Haft, Kalt cercava di imparare il più possibile guardando i suoi match.
Rogers non parlava mai durante i suoi match, cosa che Kalt cercò di replicare durante la sua carriera.
Tuttavia, cinquanta dollari alla settimana erano troppo pochi: tolte le spese, gli rimaneva appena il sufficiente per vivere.
Raccolto il coraggio, chiese un aumento ad Al Haft, che, per la seconda volta, lo rimandò a Pittsburgh.
Questa volta, tutttavia, Bentley era disposto ad utilizzarlo, e Kalt rimase nel mondo del wrestling.

L’amicizia con Buddy Rogers fu la cosa che fece davvero decollare la carriera di Kalt.
In un’epoca dove molti atleti erano ancora degli shooter, e la loro gimmick era il wrestling, Rogers era un personaggio e aveva qualcosa in più degli altri: il carisma.
Come lo stesso Rogers insegnò a Kalt, non bastava interpretare un personaggio: bisognava diventare quel personaggio, ventiquattr’ore al giorno.
Rogers usava la sua tipica camminata, imitata, tanti anni più tardi da Ric Flair, nella vita di tutti i giorni, in tutte le circostanze.
Rogers era sempre elegante e impeccabile.
Rogers, mentre gli altri wrestler erano attenti a ogni centesimo che spendevano, utilizzava il suo denaro come se non avesse valore.
Più di ogni altra cosa, Rogers aveva potere, essendo in grado di attirare pubblico in ogni luogo, e ne era consapevole.
Quando entrava nell’ufficio di un promoter, era lui ad avere l’ultima parola sull’avversario con cui avrebbe lottato.
Essere preso sotto la sua ala protettrice significava avere porte aperte, e imparare tante cose.
Un giorno, dopo avere osservato con occhio critico un suo match, disse a Kalt:

“Don, il tuo problema è che non hai espressioni.”

Kalt lo guardò con aria perplessa, al che Rogers gli sferrò un pugno, facendolo piegare e strappandogli una smorfia di dolore.

“Ecco, questo significa avere espressioni.”

Altri wrestler erano capaci di vendere le mosse dell’avversario, anche se queste non avrebbero rotto un uovo, Kalt capì quel giorno che aveva invece bisogno di sentire davvero dolore e cominciò ad insistere con i suoi avversari perché lo colpissero davvero.
Se non fosse stato per Rogers, è possibile che Kalt non sarebbe mai uscito da Pittsburgh: grazie al suo aiuto, invece, cominciò a lottare in Florida, per Cowboy Luttrall, e a Charlotte, per Jim Crockett Sr.
In Florida, Kalt conobbe Dick Steinborn, un giovane lottatore con qualche anno di esperienza in più di lui: tra di loro nacque un’intesa perfetta sia sul ring (Steinborn e Kalt si intendevano perfettamente, senza mai bisogno di parlare) sia fuori, dove condividevano l’amore per gli scherzi e uno stile di vita spericolato.
Uno dei loro passatempi preferiti era far esplodere le cassette delle lettere con dei petardi.
Steinborn possedeva una bella automobile, con due corna sul cofano e un clacson che assomigliava tantissimo al muggito di una mucca.
Un giorno, mentre i due si dirigevano verso uno show, Kalt chiese a Steinborn di fermarsi un attimo lungo la strada, e quest’ultimo, nell’accostare, fini per farla finire su un terreno fangoso.
Le ruote giravano a vuoto, e il mezzo non ne voleva sapere di ripartire.
A questo punto, i due si accorsero di diverse mucche che pascolavano lì vicino: Steinborn cominciò a suonare il clacson, e gli animali si allontanarono spaventati.
Steinborn e Kalt, però, non si erano accorti di un grosso toro che li osservava dalla sommità della collina, e che non sembrava particolarmente contento che qualcuno stesse molestando il suo gregge.
I due si accorsero del toro solo quando fu molto vicino alla macchina e si apprestava a caricarli.
Cercarono freneticamente di mettere in moto il veicolo, ma il terreno fangoso lo impediva.
Il toro caricò e colpì violentemente il retro del veicolo, mettendolo in moto, e spedendo i lottatori verso la salvezza.

Nel 1955, Kalt cominciò a apparire nel Main Event, in Ohio.
Nello stesso periodo comnciò a lottare in tag team con Ray Stevens, un wrestler che aveva già conosciuto, agli inizi della sua carriera, a Columbus.
Stevens e Kalt, in coppia, erano due lottatori innovativi, che eseguivano manovre sconosciute per l’epoca, come atterrare sui piedi dopo un Backdrop o volare fuori dalla terza corda per poi atterrare sulla schiena.
Come molti altri wrestler dell’epoca, Kalt si tinse i capelli di biondo, su imitazione di Buddy Rogers, caratteristica che lo accompagnò per tutto il resto della sua carriera.
Stevens e Kalt divennero Tri-State Tag Team Champions, il primo titolo della loro carriera.
Verso la metà del 1955, il business a New York stava languendo, dato che il promoter Toots Mondt sembrava più interessato alle corse dei cavalli che al wrestling: Al Haft e Ray Fabiani unirono le forze per cercare di far rinascere il territorio, utilizzando Buddy Rogers come loro attrazione principale.
Don Kalt venne ribattezzato Don Stevens, e presentato come il fratello di Ray.
I due Stevens lottarono in tutte le città del territorio, e fecero diverse apparizione sul DuMont Network.
Il 12 Gennaio del 1956, in un taping televisivo, Ray e Don Stevens lottarono e vinsero contro Buddy Rogers e Billy Darnell (avrebbero dovuto avere altri due avversari, che però si rifiutarono di mandarli over): il successo contro i due grandi nomi diede loro un grande credito.
Poi, nell’Ottobre del 1956, Stevens tornò a lottare in Florida, e Kalt si prese una pausa dal business gestendo una palestra a Columbus.
Ma era pronto a un trionfale ritorno a New York.

Quando Don Stevens riapparve a New York, aveva con se un manager, Bobby Davis.
All’epoca, i manager non facevano altro che accompagnare i wrestler sul ring, ma Davis era diverso: interferiva nei match in alcuni momenti decisivi, e contribuiva ad attirare l’heat del pubblico.
Davis fu fondamentale nel mandare over Kalt nel suo secondo stint a New York, e fu un modello seguito da quasi tutti i manager che lo seguirono.
Nello stesso periodo, a New York lottava Jackie Fargo, con il nome di Wildman Fargo, e in breve Toots Mondt fece lottare Kalt in coppia con lui, con il nome di Wildman Fargo.
Dopo qualche tensione iniziale, i due cominciarono a trovarsi bene insieme, e il tag team incontrò un grande successo.
Jackie Fargo si occupava di trattare con il booking office e dell’aspetto economico, dopotutto Kalt era un analfabeta, e a malapena in grado di parlare un inglese corretto.
Wildman Fargo e Wildman Stevens divennero campioni di coppia, per poi perdere il titolo, in un Madison Square Garden tutto esaurito, contro Antonio Rocca e Al Perez.
La notte, per festeggiare la vittoria, Kalt gettò ubriaco mille dollari in contanti dalla finestra del suo albergo, quasi provocando un tumulto.
Non si trattò di un gesto isolato: lo stile di vita di Kalt era “ricco la sera, in bancarotta la mattina”: dopo ogni show, pagato in contanti, era solito spendere l’intera somma in poche ore.
Il fine settimana, se non c’erano show in programma, rimasto letteralmente senza un centesimo, doveva sempre chiedere prestiti.
A New York, Kalt si trovò, una sera, un una situazione particolarmente imbarazzante.
Aveva detto ai colleghi di aspettarlo nella sua camera, e si presentò con una ragazza ubriaca.
Dopo averla spogliata, spinse l’indice nella sua vagina e disse “uno”, poi le spinse dentro due dita e disse “due”.
Rivolgendosi agli altri wrestler chiese se doveva tentare con tre dita, poi le ficcò dentro la vagina.
Gli altri wrestler applaudirono e partirono cori di “Quattro!Quattro!”
Kalt conficcò quattro dita nella vagina della donna, poi Ray Sevens lo sfidò:

“Scommetto che non riesci a infilare la mano intera!”

Per spingere Kalt a fare una cosa, non esisteva modo migliore di questo.
Kalt cosparse la sua mano di olio per bambini, poi, senza esitare, la infilò nella vagina: incontrò un po’ di resistenza all’inizio, poi scivolò dentro.
D’un tratto, però, Kalt sentì come una stretta intorno al suo polso, provò delicatamente a estrarre la sua mano, ma nulla da fare, era come serrata in una morsa.
Una spinta più energica non produsse ugualmente nessun risultato…e i colleghi, capito il problema, quasi morirono dalle risate.
Alla fine, fu necessario chiamare un’ambulanza.
In ospedale, un dottore iniettò alla donna una dose di rilassante, che permise a Kalt di avere nuovamente la mano libera.

Dopo avere perso il titolo al Madison Square Garden, Mondt non sembrava più interessato a Stevens e Fargo, che scivolarono lentamente nelle posizioni più basse della card.
I due, scontenti, abbandonarono il territorio senza avvisare nessuno (all’epoca era pratica comune dare due settimane di preavviso ai promoter prima di lasciare un territorio, tuttavia Kalt non seguì praticamente mai questa prassi, cosa che gli procurò molti fastidi).

In Tennessee, tuttavia, i due cominciarono presto a pentirsi della loro scelta.
Confinati in città di provincia, dove nelle arena non c’erano le docce e dove ogni uomo o donna del pubblico masticava o sputava tabacco e portava con se un coltello, finirono presto per rimpiangere New York.
Don Kalt cominciò a farsi chiamare Don Fargo, e il tag team a lottare come Fargo Brothers.
Il 24 Luglio del 1957, Nick Gulas, promoter del Tennessee, spedì i Fargo Brothers a lottare nel territorio di Mobile.
Nel loro primo match, al Ladd Memorial Stadium, il ring announcer li chiamò per sbaglio Fabulous Fargos, e il nome rimase loro addosso.
Dopo circa un mese dal loro debutto a Mobile, Sonny Fargo (fratello di Jackie) si unì al tag team in qualità di manager.
Proprio a Mobile, Kalt cominciò a fare uso di Speed, che si unì al suo precedente vizio dell’alcool.
Un giorno, impegnato a trangugiare pillole con della birra, si dimenticò di presentarsi all’arena e rischiò il licenziamento.
Nelle promotion dove Fargo aveva lottato in precedenza, come New York e Columbus, nessuno sanguinava sul ring, mentre a Mobile era una pratica comune.
Tuttavia, Fargo non amava l’idea di utilizzare dei rasoi per tagliarsi.
Alcuni incidenti lo avevano convinto della pericolosità della pratica: ad esempio, una sera Lee Fiels era salito sul ring nascondendo un rasoio in bocca, finendo poi per ingurgitarlo.
Altre volte capitava che un wrestler calciasse in faccia l’avversario mentre questi eseguiva il Blade Job, aprendogli uno squarcio spaventoso sulla fronte.
Fargo arrivò a preferire un altro metodo, in uso, seppur assai più raramente, all’epoca, per sanguinare, il cosiddetto Hard Way, consistente nel farsi sferrare un pugno, con tutta la forza, sugli zigomi, stando attenti a impattare con le nocche, che andavano poi ruotate al momento del contatto: la pelle si lacerava e il sangue scorreva a fiumi.
Entro breve, Fargo sviluppò una specie di dipendenza dal dolore, e insistette per farsi eseguire degli Hard Way tutte le sere.
Va anche detto che gli Hard Way lasciavano cicatrici molto più profonde rispetto a un Blade Job, e quindi risultavano migliori per mantenere la Kayfabe, visto che gli spettatori potevano vedere il viso pesto e segnato del lottatore anche il giorno dopo gli incontri.
E una serie di pugni visibilmente reali assestati al viso convincevano anche il più scettico che quello che stava avvenendo sul ring era, almeno in parte, reale.
Inoltre, i promoter erano disposti a pagare qualche dollaro in più i wrestler che subivano gli Hard Way: col tempo, Kalt imparò a coprirsi con del trucco il segno del colpo portato la sera precedente.
In questo modo, bastava colpirlo lievemente per riaprire la ferita e tornare a farlo sanguinare: i promoter, però, non lo sapevano e lo pagavano regolarmente.
Nel Maggio del 1958 si presentò a Nashville Jack Pfefer, con l’intenzione di diventare il manager dei due Fargo: nei due anni successivi gestì il tag team, occupandosi dei loro booking e badando ai loro risparmi.
Pfefer godeva di una pessima reputazione nel business, di un promoter capace di raccattare barboni e sbandati dalla strada e presentarli come wrestler.
Le sue disgustose abitudini igieniche non contribuivano alla sua popolarità, visto che era famoso per lavarsi raramente e non cambiarsi mai gli abiti.
Tuttavia, nei due anni, dal 1958 al 1960, che si occupò dei Fabulous Fargo, Jackie e Don non ebbero da lamentarsi: i guadagni erano buoni, e la loro agenda sempre piena.
I Fabulous Fargos divennere uno dei tag team più richiesti e importanti nel panorama del wrestling, in tutti gli Stati Uniti.
L’unico punto d’attrito erano le donne, visto che Pfefer non sopportava i “ratti delle arene” ( termine che i wrestler utilizzavano per indicare le ragazze che si muovevano intorno agli show per andare a letto con i lottatori) e la sera era solito chiudere a chiave i Fargo nella loro camera d’albergo, per impedire che trascorressero nottate di bagordi.
Senza mai accorgersi, peraltro, di quanto fosse facile procurarsi il duplicato di una chiave, o calarsi dalla finestra.
Nel Settembre del 1960, Pfefer mise Kalt in coppia con Eric Pedersen, un ex bodybuilder: il tag team aveva il nome di Mr.Americas
Pedersen era solito sfidare i membri del pubblico a colpirlo il più forte possibile sullo stomaco, per riuscire a smuoverlo.
Grazie ai suoi addominali d’acciaio, nessuno riuscì mai nell’impresa.
Eric Pedersen era un ottimo worker, ma aveva un carattere difficile, e questo portò alla rottura del tag team quando, a Memphis, cercò di assalire il promoter Buddy Fuller.
Scomparso Pedersen, Kalt si trasferì a Pittsburgh per nove mesi: lì trovo un nuovo compagno in Jim Baugus, ribattezzato Jim Fargo.
Un giorno, in uno show televisivo, Jim Fargo commise un grave errore.
Don stava eseguendo un promo in cui si vantava di poter sconfiggere qualsiasi wrestler e lui si intromise aggiungendo:

“Sì.
Possiamo battere qualsiasi persona a Pittsburgh.”

Una simile affermazione era un invito aperto a qualsiasi rissaiolo della città, e le conseguenze non tardarono a mancare.
Qualche sera dopo, un estraneo si avvicinò ai due, in un bar, e cominciò a provocarli.
Resosi conto che non c’era modo di evitare uno scontro, Kalt uscì fuori dal locale per sistemare la cosa, venendo sorpreso da un jab.
Riuscì comunque ad avere la meglio nella colluttazione, ma era arrivato il momento di cambiare aria: tutti gli street fighter di Pittsburgh volevano ripetere la prova.

Lasciata Pittsburgh, i due non avevano un soldo, e dovevano trovare rapidamente una promotion dove lavorare.
Per loro fortuna, il promoter texano Morris Sigel si dimostrò interessato a loro, a patto che si presentassero con una nuova gimmick.
E così Jim e Don divennero i “Dirty Daltons”, una coppia di fuorilegge del vecchio West.
I Dirty Daltons divennero incredibilmente over in tutto il Texas (anche grazie al commentatore Paul Boesch, che li prese in simpatia): la loro gimmick era vissuta ventiquattr’ore su ventiquattro, e i due wrestler giravano per le città e anche in aereo portando vestiti da cowboy e pistole alla cintura.
Kalt voleva che il loro abbigliamento fosse il più realistico possibile, e consultò diversi libri sul Far West (guardando le figure, visto che era analfabeta) per cercare di riprodurre esattamente l’abbigliamento dell’epoca.
Dopo un po’ cominciò a sviluppare anche un genuino interesse per le tecniche di estrazione rapida e di maneggio della pistola, diventando un vero maestro.
Nei primi due mesi, i Dirty Daltons affrontarono tutti i wrestler più importanti del territorio: Duke Keomuka, Mike DiBiase. Ciclon Negro, Sputnik Monroe e Pat O’Connor.
La più grande star di Sigel, tuttavia, era Wild Bull Curry.
Un brawler più che un wrestler, Sigel aveva creato per lui, nel 1953, il Brass Knuckle Title, che Kalt gli strappò il 13 Marzo del 1962, a Dallas.
Un giorno,Morris propose ai Dalton un Cage Match, e Kalt gli diede l’idea di trasformarlo in un Barbed Wire Match.
Durante l’incontro, Kalt si assicurò di finire contro le corde avvolte nel filo spinato, e di procurarsi delle profonde ferite sulla schiena.
Nelle parole di Kalt:

“Chiunque fosse entrato nell’arena, quella notte, dubitando della veridicità del wrestling, l’ha lasciata senza avere alcun dubbio.”

Non ancora soddisfatto, tornato a casa chiese a sua moglie di sfregargli un cavatappi sulle ferite, in modo da peggiorarle.
Sempre con la gimmick dei Dirty Daltons, Don e Jimmy si esibirono anche a Amarillo e a Portland.
Tornati in Texas, un incidente capitato a Dallas li spinse a cambiare territorio.
Dopo un match con Mark Lewin, un fan gli scagliò contro una bottiglia: nel tentativo di evitarla, Don colpì involontariamente una donna con una testata, spaccandole il naso.
Sfortuna volle che la signora fosse la moglie dello sceriffo locale.
Kalt riuscì a sfuggire per un soffio alla prigione, ma la situazione si era fatta tesa, e decise che era meglio lasciare il Texas.

Sei mesi dopo avere lasciato il Texas, Jim e Don si divisero.
Kalt tornò in Tennessee, riprendendo i Fabulous Fargos con Jackie Fargo.
Alla fine del 1964, ebbe un breve stint da singolo ad Atlanta, per ray Gunkel e Buddy Fuller.
Appena arrivato ad Atlanta, Kalt si fermò a vivere un parcheggio per roulotte: sfortunatamente, nello stesso posto viveva anche Sputnik Monroe, il wrestler col quale era impegnato in un feud.
Decisi a sfruttare la situazione, i due lottatori inscenarono una rissa nel parcheggio.
Ma Monroe, anche se bianco, era popolarissimo presso la popolazione nera di Atlanta: ben presto un’anziana signora nera si unì al tafferuglio, spaccando una vaschetta in testa a Kalt.
I Daltons riapparvero a Dallas verso l’inizio del 1965.
Il tag team, insieme a Bob Kelly e Lee Fiels, fu uno dei protagonisti del primo boom del wrestling in Lousiana.
Nell’Aprile del 1966, Jim lasciò la Louisiana, e Kalt allenò Gene Stevens, nella sua camera d’albergo, per poi farlo diventare il suo nuovo partner, con il nome di Frank Dalton.
Con Frank, la gimmick dei Dalton cambiò, passando da cowboy a biker.
Con il manager Kenny Mack, venivano presentati come gli Hell’s Angels.
All’epoca, i promoter non volevano che i wrestler, specialmente se heel, socializzassero con i fan, ma Kalt non ubbidì mai alla regola.
E, nelle sue nuove vesti da biker, era solito frequentare motociclisti, bevendo birra e fumando marijuana, al di fuori degli show.
La cosa non sembrava comunque compromettere la sua capacità di attirare l’heat del pubblico sul ring: a Baton Rouge, una sera, un pubblico particolarmente pericoloso lo costrinse a cambiare in corsa il copione di un match, facendo vincere i face.
Anche così, mentre tornava nel backstage, una bottigliata in testa gli aprì un profondo squarcio sulla fronte.
Un’altra notte, un signore anziano gli sferrò una coltellata; per istinto si protesse alzando il braccio e la lama si conficcò sul suo polso.
Un colpo di fortuna, perché l’affondo era mirato al cuore.
Il 27 Agosto del 1968, l’abitudine di frequentare un certo tipo di fan fece finire Kalt in un brutto guaio: prese parte a un rito d’iniziazione particolarmente brutale di una gang di motociclisti.
Charles Cambre venne costretto a camminare scalzo su vetri rotti e pestato a sangue durante il rito; poche ore dopo, si recò alla polizia e fece, tra gli altri, anche il nome di Don Kalt, che venne arrestato.
Kalt dovette indebitarsi fino al collo per assumere un avvocato, che comunque riuscì a scagionarlo.
Nello stesso tempo, si aprì un nuovo capitolo della sua carriera, quando Dick The Bruiser lo contattò per lavorare nel suo territorio di Indianapolis.

Kenny Mack e Don Kalt arrivarono a Indianapolis nell’Ottobre del 1968.
Frank Dalton rimase in Louisiana, perché Dick The Bruiser voleva solo due persone, e riteneva fosse troppo piccolo.
La World Wrestling Association (WWA) era gestita da Dick The Bruiser e Wilbur Snyder.
I due uomini non potevano essere più diversi: Bruiser amava bere birra con gli altri wrestler, era rozzo e si puliva le mani sui vestiti mentre mangiava.
Prese immediatamente in simpatia Kalt, uno spirito sregolato e ribelle come lui.
Snyder, d’altro canto, era un uomo sofisticato e colto, diverso dagli altri lottatori.
La gimmick dei Dalton venne messa da parte, e i due divennero Jack e Frank Dillinger, The Chain Gang.
La Chain Gang affrontò tutti i wrestler più in vista di Indianapolis, tra cui Bruiser e The Crusher, oltre a Moose Cholak.
Fu in questo periodo che Kalt cominciò a fare uso di steroidi, aumentando in breve tempo di oltre dieci chili il suo peso.
Inoltre, scoprì la passione per i piercing.
Il suo volto era in qualche modo diventato insensibile a causa dei continui pugni subiti, quindi riusciva a infilarseli nelle sopracciglia senza sentire particolare dolore.
Il Natale del 1968, Dick The Bruiser tenne una festa per tutti i wrestler, a casa sua.
Non essendo ammesse le donne, Kalt si sentiva autorizzato a fare qualsiasi cosa…di fatto gli altri wresler si aspettavano che facesse qualcosa di stupido.
Dopo essersi ubriacato, si guardò intorno e vide un martello e un chiodo.
Allora si abbassò i pantaloni, appoggiò il pene sul tavolo tirando di lato un lembo di pelle, per poi procedere a inchiodarlo sul tavolo.
Il caso volle che, proprio in quel momento, entro Wilbur Snyder…in compagnia della moglie.
La coppia, inorridita dalla scena, se ne andò di fretta.
Gli altri lottatori risero fino alle lacrime, ma Kalt non aveva valutato una cosa: come liberare il pene.
E, a quel punto, nonostante l’ubriachezza, cominciava a sentire delle fitte di dolore.
Alla fine, qualcuno ebbe l’idea di cospargere il pene d’olio, e così riuscì a liberarsi.
Lo scherzo fece molto parlare di sé, e, negli anni successivi, Kalt lo ripeté infinite volte, praticamente a ogni festa.

Nel Settembre del 1969, la gimmick da biker della Chain Gang finì quasi per costare loro la vita.
Una banda di motociclisti non apprezzava il fatto che i due wrestler li imitassero e tese loro una trappola: Don e Frank vennero invitati a un bar dopo il match, e lì tentarono di ucciderli.
Solo per miracolo lo shotgun puntato contro Don Kalt fece cilecca, andando in pezzi invece di ucciderlo sul colpo.
Kalt riuscì a fuggire dal locale, facendo perdere le sue tracce nelle campagne; a notte fonda, riuscì a trovare una casa di contadini, che avvisarono la polizia.
Nel frattempo, Frank era stato centrato da diversi colpi di pistola: sopravvissuto, passerà comunque il resto della sua vita su una sedia a rotelle.
Solo quattro notti dopo l’incidente Bruiser tornò a far lavorare Kalt, prima in coppia con Chris Markoff, poi, con il nome di New Chain Gang, con Chris Colt.
Con Colt nacque subito una forte intesa, e i due uomini passarono molto tempo insieme, bevendo birra e assumendo ogni genere di droghe.
Chris Colt e Don Kalt lottarono insieme per nove mesi: il 26 Giugno del 1970 persero il tag team title della WWA contro Bill Miller e Dick The Bruiser, lasciando poi la promotion.
Verso la fine di Agosto, Kalt venne contattato da Eddie “The Sheik” Farhat, il celebre promoter di Detroit.
Nel suo territorio, ebbe l’opportunità di conoscere e di lavorare assieme a Greg Valentine, figlio del grande Johnny Valentine, che all’epoca lottava con il nome di Baby Face Nelson.
Greg assomigliava molto al padre, sia nell’aspetto fisico, sia nel modo di lavorare, lento e metodico, sul ring.
Il suo modo estremamente duro di portare i colpi (altra somiglianza con il padre) gli fece guadagnare il soprannome di “The Hammer”.
In breve, i due finirono per lottare in coppia, e Greg assunse il nome di Johnny Fargo.
I due nuovi Fargo lottarono a Detroit per cinque mesi, per poi spostarsi a Indianapolis, a Cleveland e a Calgary, promotion gestita da Stu Hart, che Kalt aveva già avuto modo di conoscere agli inizi della sua carriera.
Quando Hart lo invitò a allenarsi con lui nel Dungeon, Kalt, memore delle esperienze precedenti, declinò cortesemente…
L’avventura canadese durò comunque poco, i soldi erano scarsi e Hart, che stava attraversando un difficile momento, ci metteva molto a pagarli.
Tornato a Mobile, ebbe l’occasione di affrontare Dory Funk Jr. per il titolo NWA, in un match durato un’ora.
Dopo un breve stint ad Amarillo terminato dopo una lite con Dory Funk Sr., le strade di Don Kalt e Greg Valentine si separarono.
Greg cominciò ad utilizzare il suo vero nome a Portland, ed ebbe una grande carriera.
Kalt si imbarcò in un tour dell’Australia, all’epoca gestita da Jim Barnett: faceva parte di una stable, chiamata “The Army”, composta da Abdullah The Butcher, Waldo Von Erich e Big Bad John.
Barnett era un buon promoter, ma tendeva a essere estremamente tollerante nei confronti dell’uso di droghe da parte dei suoi wrestler, anzi era lui stesso a distribuire pillole.
Durante i lungi viaggi in aereo, Kalt prese l’abitudine di respirare marijuana da una maschera con gas: a volte finiva per non essere più in grado di reggersi in piedi, e a dover strisciare nella sua camera d’albergo.
Tornato negli Stati Uniti, formò un nuovo tag team, sempre nella WWA, con Rene Goulet: i Legionnaires, due membri della Legione Straniera.
La nuova gimmick fu un buon successo, ed era particolarmente adatta a Goulet, che era di origine francese; Kalt, come di sua consuetudine, indossava il costume da legionario tutto il giorno, rimanendo in gimmick costantemente.

Una volta esauritasi la gimmick dei Legionnaires, la carriera di Don Kalt imboccò una lenta spirale discendente, con brevi stint in diversi territori.
Nei primi anni ’80, il sistema territoriale era moribondo, e Kalt si decise ad aprire un locale, il Knucklehead, frequentato quasi esclusivamente da biker.
Collocato nel West Texas chiuse dopo poco tempo, in parte perché la polizia non amava i biker e compiva frequenti blitz per cercare sostanze stupefacenti, in parte perché tutti, nella zona, conoscevano Kalt come un ex wrestler ed erano molte le teste calde che desideravano sfidarlo.
Dopo il fallimento del Knucklhead, aprì un secondo bar, il Cack’s, a Pensacola.
Il Cack’s era un locale pericoloso, dove tutti i clienti avevano con se coltelli a serramanico o pistole.
Kalt era solito girare nel locale completamente nudo, senza che nessuno facesse una piega.
Era anche diventato un abile pittore, e dipinse un caratteristico Conan il Barbaro, con una spada in mano e il suo gigantesco pene nell’altra, nel bagno delle donne.
Dopo un po’, si accorse che il suo consueto scherzo di inchiodarsi il pene sul tavolo, dopo averlo ripetuto tutte le sere, stava cominciando a diventare vecchio, e escogitò qualcosa di nuovo.
Cominciò allora a legarsi strettamente il pene con una corda, fissandone l’altra estremità a un piccolo blocco di granito.
Poi, mettendosi a quattro zampe e con il pene teso, trascinava lentamente il blocco lungo la stanza.
Azione che riuscì a riscuotere grande attenzione presso i clienti, ma che una sera, stretto con troppa forza il nodo, rischiò di risultare pericolosa:

“Cercai di slegare la corda perché mi stava lacerando la pelle e faceva davvero male, ma non riuscii ad allentare il nodo.
Cominciai ad andare nel panico, perché il mio pene stava diventando blu.
Una ragazza corse in cucina e prese un coltello da macellaio.
Senza nessuna esitazione, mi si avvicinò, afferro il mio pene e tagliò la corda.
Non so se siete mai stati al freddo, con le mani o i piedi gelati, ma, se vi è successo, dovete avere presente il dolore che si prova quando la sensibilità torna nelle parti del corpo congelate.
Immaginate una sensazione simile nel vostro pene, perché è esattamente quello che ho provato quando il sangue è tornato a scorrere.”

Negli ultimi anni della sua vita, Don Kalt era un tranquillo signore anziano.
Nel corso della sua carriera ha interpretato almeno tredici diverse gimmick.
Altri wrestler possono avere avuto tanti personaggi, ma pochi li hanno interpretati nel modo maniacale in cui era solito farlo lui.
Una volta ritiratosi, gli capitava ogni tanto di cominciare a comportarsi come una delle sue gimmick senza accorgersene, e non riusicva a evitare di entrare in una parte in pubblico.
Ai suoi tempi, i wrestler lottavano, quando erano fortunati, sei volte alla settimana, nei momenti più impegnativi sette giorni su sette.
Questo ha portato al fallimento dei suoi primi due matrimoni: anche se, nella parte conclusiva della sua esistenza, visse felicemente con la sua terza moglie.
Morì nell’Agosto del 2015, presumibilmente a 85 anni di età.

Nicola

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