NWA Scrapbook 8: il mistero di Bruiser Brody - World of Wrestling

La vita burrascosa e la misteriosa morte dell’ultimo fuorilegge del Pro Wrestling..

“Non importa ciò che si dice di Bruiser Brody, nessuno può negare che fosse un grande atleta e un buon performer.
In questo business, aveva un’aura intorno a sé che lo faceva andare over ovunque andasse.
D’altro canto, lui approfittava molto di questo.
Se eri sul ring con lui, e non avevi il fegato di affrontarlo, semplicemente ti mangiava vivo.”
Harley Race

“Bruiser Brody era un professionista sul ring, un professionista fuori dal ring, e un buon wrestler.
Mi consideravo suo amico.”
Abdullah The Butcher

“Tutti noi wrestler siamo dei perdenti.
Falliti nel football, falliti nel basket, falliti nel college o a scuola.
Nessun altro posto dove andare.
Quanti hanno realmente tentato di entrare nel Pro Wrestling come prima scelta?”
Bruiser Brody

“Non ho niente da dire su di lui.
Ho sempre pensato che Frank fosse uno stronzo”
Dick Beyer

“Il suo aspetto spaventoso, la barba e i capelli lunghi, più la ragnatela di brutte cicatrici sulla sua fronte facevano sì che Brody, alto più di 190 cm per 120 chili di peso, difficilmente potesse viaggiare in incognito, specialmente quando indossava vestiti costosi con i pantaloni arrotolati fino alle ginocchia e i capelli raccolti in una coda di cavallo.
Nonostante ciò, essendo un serio e meticoloso studioso del mercato finanziario, gli piaceva raccogliersi sul suo sedile e leggere vari prospetti azionari.
Raramente cercava compagnia, almeno quando viaggiava.
Tuttavia, in questo particolare viaggio, il gentiluomo vicino a Brody non riusciva a trattenersi dal guardare il tranquillo, silenzioso, ma dall’aspetto inquietante compagno di viaggio.
Vestito in giacca e cravatta, chiaramente un rispettabile uomo d’affari, alla fine chiese:
<<Solo per curiosità: lei cosa fa per vivere?>>
<<Il wrestler professionista>> rispose Brody, continuando a leggere.
Tentando di avviare una conversazione, il gentiluomo ammise di avere guardato alcuni show di wrestling.<<Sembra davvero duro.>>
Brody assentì, grugnendo.
Alla fine, però, la domanda doveva arrivare…anche se con molta, molta cautela.
<<Però è tutto finto, giusto?>>
Brody si sarebbe potuto mettere a sottilizzare.
Avrebbe potuto fingere rabbia.
Avrebbe potuto cercare di cambiare argomento.
Invece, visto che voleva solo essere lasciato in pace a leggere, rispose gentilmente:
<<Certo, è tutto finto.>>
Dopo un silenzio lungo e sorpreso, il suo compagno rispose:
<<Beh…io però non ne sono così sicuro.
Voglio dire, guarda com’è ridotto il tuo volto…
No, no, voi vi fate male sul serio.>>
E si mise a sostenere gli stessi argomenti che avrebbe dovuto sostenere Brody, se non avesse cercato la solitudine.
Con un sorriso riluttante, Brody si arrese: i due chiacchierarono di wrestling per tutto il volo.”
Larry Matysik

“Quando rovinava uno show per fare un dispetto a un promoter, non capiva che c’erano altri wrestler che lavoravano in quel territorio, che ne avevano bisogno per fare soldi.
Non capiva che, se fregava un promoter, fregava anche tutti i wrestler sotto di lui.
Ecco perché non ho mai avuto alcun rispetto per Frank Goodish.”
Bobby Heenan


Bruiser Brody

Pochi wrestler hanno suscitato passioni forti e contrastanti come Frank Goodish, in arte Bruiser Brody.
Uomo violento e buon padre di famiglia, selvaggio sanguinario dentro al ring e abile pianificatore della sua carriera fuori, fieramente indipendente ma leale fino alla morte verso gli amici…con Goodish le contraddizioni si sprecano e, a tanti anni di distanza dalla sua morte, considerando anche l’inevitabile tendenza, tipica del mondo del Pro Wrestling, all’esagerazione, rendono forse impossibile capire chi fosse davvero.

Frank Donald Goodish nacque in Pennsylvanya, il 18 Giugno del 1946, in una famiglia di lontane origini tedesche, che si trasferì poi, con lui ancora molto giovane, in Michigan.
Quando qualcuno chiedeva al piccolo Frank cosa voleva fare da grande la risposta era sempre la stessa: il giocatore di football professionista.
Dopo una breve parentesi alla Iowa State University, finì nella leggendaria West Texas State University, famosa per essere stata frequentata da molti futuri pro wrestler.
Qui divenne un buon amico di Stan Hansen e conobbe la sua futura prima moglie, ma la carriera di Goodish nel Football non arrivò mai a decollare.
Probabilmente la causa è da ricercarsi in una mancanza di disciplina e di serietà: atleta naturale, molto dotato, trascurava gli allenamenti.
Fino a un certo punto, le sue doti naturali erano sufficienti, ma, ovviamente, per avviare una carriera da professionista non si può essere carenti nei fondamentali.
E’ bene tenere presente che il Football, all’epoca, non era enormemente lucroso come diventerà in seguito: anche un giocatore della NFL come Dick Afflis trovò molto più remunerativo il Pro Wrestling, nel quale ebbe successo per tanti anni con il nome di Dick The Bruiser.
E diversi giocatori, magari non interessati a una carriera da Pro Wrestler a tempo pieno, potevano comunque arrotondare le proprie entrate salendo sul ring durante l’off season.
Ma Frank Goodish non era uno di questi.
Mai stato un fan di wrestling, vedeva il suo futuro nel Football, e solo dopo il fallimento della sua grande occasione con i Washington Redskins, squadra della NFL, considerò una carriera come lottatore.
Per sua fortuna, durante i suoi giorni alla West Texas State, aveva conosciuto Terry Funk, uno dei due figli di Dory Funk Sr., storico promoter di Amarillo.
Tuttavia, nonostante l’importante amicizia, la prima esperienza di Goodish nel mondo del Pro Wrestling non fu felice.
Il suo primo istruttore, Joe Blanchard, non lo stimava e non riteneva fosse adatto a diventare un wrestler; per fortuna, dopo poco tempo, Goodish trovò il suo mentore in Fritz Von Erich, patriarca della celebre famiglia di lottatori e promoter di Dallas.
Non avendo mai praticato Amateur Wrestling all’università, Brody non conosceva le basi della disciplina, in un’epoca dove una percentuale molto alta di lottatori avevano praticato al college: furono Bob Orton Jr., wrestler professionista di seconda generazione e padre della superstar WWE Randy Orton, e Bob Roop a insegnarli i fondamentali.
Il 22 Aprile del 1974, a Forth Worth, Texas, Bob Roop lanciò una sfida aperta al pubblico: chi fosse riuscito a resistere cinque minuti contro di lui avrebbe ricevuto 5.000 dollari di ricompensa.
A raccogliere la sfida fu proprio Goodish, che, la settimana successiva, venne sconfitto in un Lights Out Match (incontro che, nella Kayfabe, non era ufficialmente sanzionato dalla promotion e avveniva dopo la card regolare; solitamente questo genere di incontri, essendo privi di regole, erano utilizzati per concludere un lungo feud…è insolito che il primo match della carriera di Goodish sia stato di questo tipo, e può essere forse un segno delle alte aspettative nutrite da Von Erich nei suoi confronti).
Fritz Von Erich promuoveva un wrestling di ottima qualità sul ring e, contrariamente ad altri promoter, che controllavano in modo quasi ossessivo tutto quello che succedeva nel loro territorio, lasciava un’enorme libertà creativa ai wrestler, che quasi si scrivevano da soli le storyline: con molti ottimi worker coi cui lavorare, e la possibilità di gestire in modo creativo il proprio personaggio, non c’è da stupirsi che Frank Goodish facesse passi da gigante in tempi rapidi.
Dopo circa un anno trascorso a Dallas, Von Erich lo spedi in Oklahoma, territorio gestito da Leroy McGuirk e dal booker Bill Watts.
A Loranger, Lousiana, Goodish fece il suo debutto, replicando l’angle dello sfidante dal pubblico, sperimentato con successo in Texas.
Poi Watts decise di metterlo in coppia con un altro texano, Stan Hansen, e, nell’Ottobre del 1974, i due sconfissero Johnny Eagles e Terry Latham, vincendo i titoli NWA United States Tag Team.
Fu anche in questo territorio che Goodish utilizzò per la prima volta il suo Dropkick, dimostrando di possedere un’elevazione insolita per un uomo della sua corporatura.
Naturalmente, era ancora un lottatore giovane e inesperto.
Jim Ross, divenuto una grande celebrità, anni dopo, come commentatore della WWE, mosse i primi passi nel business con Bill Watts, proprio nello stesso periodo in cui Goodish lottava nella promotion, e ricorda bene come fosse stiff sul ring.
Inoltre, a volte il suo spirito indipendente lo metteva nei guai: un giorno gli fu detto che doveva perdere il titolo di coppia contro Danny Hodge e Jay Clayton.
Goodish non capiva il senso della cosa: come poteva essere credibile che un uomo grande come lui, con un peso vicino ai 130 chili, vendesse i colpi di un peso leggero?
Cosi, durante l’incontro, smise di vendere l’offensiva del suo avversario…sfortunatamente per lui, Danny Hodge era lo shooter più temuto di tutto il mondo del Pro Wrestling.
Per sua fortuna, Hodge non prese la cosa sul personale, e un paio di Takedown e una chiave articolare applicata con un po’ di convinzione bastarono a Goodish per capire con chi aveva a che fare.
Si può concludere che l’esperienza in Oklahoma sia stata importante per la crescita professionale di Brody: tuttavia, lui e Watts non si lasciarono in buoni termini.
Con tutta probabilità alcuni comportamenti di Watts, a detta di tutti i colleghi booker geniale, ma anche uomo dal carattere assai difficile, irritarono profondamente Goodish, che sviluppò proprio in questo periodo una profonda diffidenza nei confronti dei promoter.
Bill Watts, dal canto suo, definì, anni dopo, Goodish “una puttana”, e evitò di utilizzarlo per tutto il resto della sua carriera, sottolineando come, una volta ottenuto il successo, si fosse montato la testa e non ascoltasse più i promoter.


Frank Goodish e Stan Hansen

Verso la fine del 1974, Goodish spese qualche mese ad Amarillo: la possibilità di lavorare con wrestler esperti come i fratelli Funk, Killer Karl Kox e Dick Murdoch lo aiutò ad affinare ulteriormente le sue capacità.
Il soprannome “The Hammer” venne aggiunto al suo nome, che così divenne Frank “The Hammer” Goodish.
Inserito in un feud con l’eroe locale Terry Funk, lo infortunò con la sua temibile finisher, la Bearhug, senza però riuscire a strappargli il titolo.
Tuttavia, il suo push, iniziato fulmineamente, terminò in modo altrettanto brusco.
The Super Destroyer, personaggio interpretato dal booker Art Nelson, lo sminuì irrimediabilmente, utilizzando la sua stessa finisher per sconfiggerlo.
Il risultato confinò Goodish nel ruolo di heel secondario, e dopo un paio di feud contro Ray Candy e Scott Casey, il suo stint ad Amarillo terminò.
Si può ipotizzare che Nelson abbia deliberatamente sabotato un wrestler giovane visto come un pericoloso rivale; o forse, semplicemente, Goodish non era ancora pronto a dei lunghi match con i Funk.
Negli anni successivi comparirà raramente ad Amarillo, e sempre con il nome di Bruiser Brody.
In questo periodo divenne profondamente amico di Bobby Jaggers, un altro lottatore giovane e di belle speranze: i due passavano intere serate a bere e chiacchierare.
Lo stesso Jaggers, nonostante l’amicizia, riconosce che Goodish, generoso con gli amici, “poteva essere un totale stronzo”, e che era nel business solo per se stesso, non disposto ad aiutare nessuno.


Bruiser Brody

Verso la fine del 1975, grazie a un accordo tra Fritz Von Erich e Eddie Graham, Goodish sbarcò in Florida, per la Championship Wrestling.
Il 31 Dicembre del 1975, a Tampa, Goodish sconfisse Rocky Johnson, per il NWA Florida Heavyweight Title, in soli cinque minuti
Il suo regno terminò nel Marzo del 1976, per mano di Thunderbolt Patterson.
Goodish divenne over in Florida, molto, molto over.
Parte del merito era anche del commentatore della Championship Wrestling From Florida, Gordon Solie, che lo presentava come una grande superstar.
Tuttavia, la sua permanenza nella promotion di Eddie Graham non durò a lungo: lo stava aspettando una delle svolte più significative della sua carriera.


Bruiser Brody contro Bruno Sammartino

Nel 1976, un nuovo heel emerse a New York, per sfidare il grande Bruno Sammartino: Bruiser Brody, nuova e definitiva incarnazione di Frank Goodish.
Se, nel sistema territoriale dell’epoca, la WWWF non deteneva, come oggi, una sorta di monopolio, New York era comunque una delle città più significative del business, e forse quella dove si potevano fare i guadagni maggiori.
Può colpire la rapidità con cui Goodish scalò le gerarchie, ma bisogna considerare due cose: innanzitutto, il suo fisico impressionante lo rendeva un monster heel perfetto da dare in pasto a Sammartino (la filosofia di booking della WWWF non era, in fondo, così radicalmente differente da quella odierna…), e, in secondo luogo, il sistema territoriale gli aveva permesso una crescita, sia come personaggio, sia come worker, molto rapida.
In soli due anni, Goodish aveva avuto l’opportunità di lavorare in quattro promotion diverse, ognuna con una filosofia di booking lievemente differente, e ognuna con lottatori veterani da cui assorbire importanti lezioni.
Bruiser Brody seguì il canonico ciclo di tutti i monster heel di New York: serie di squash televisivi ai danni di jobber (in questo la filosofia di booking della WWWF era profondamente differente da quella NWA, dove si riteneva che uno sfidante credibile non si costruisse con una serie di squash, ma con match equilibrati contro wrestler quotati), esordio al Madison Square Garden (contro Kevin Sullivan, il 7 Agosto 1976) e, un mese dopo, match contro Bruno Sammartino per il titolo.
Il 4 Settembre 1976 dominò il campione italoamericano e lo schienò per il conto di tre in mezzo al ring.
Per un breve attimo, sembrò che la WWWF avesse un nuovo campione…fino a quando l’arbitro non scoprì che Brody aveva utilizzato le corde per aiutarsi.
La decisione venne ribaltata, e la vittoria assegnata a Sammartino, che poi, un mese più tardi, sconfisse Bruiser Brody in un Texas Death Match.
Come consuetudine, l’incontro fra i due fu poi riproposto in ogni importante città del Nord-Est.
Fu durante il suo stint in WWWF che Brody ebbe a che fare, per la prima volta, con Jose Gonzalez.
All’epoca, Brody era una star e Gonzalez un semplice midcarder: durante il loro match, Brody non vendette nessuna delle mosse dell’avversario, e gli spaccò le labbra, facendolo sanguinare copiosamente, con un pugno particolarmente violento.
Una violenta disputa con Gorilla Monsoon riguardante un compenso, comportò la fine dell’avventura di Brody in WWWF: il wrestler, infatti, si rivolse direttamente a Vince McMahon, lamentandosi, e Gorilla Monsoon, furibondo perché Brody lo aveva scavalcato, lo multò.
Brody si morse la lingua, ma era ormai evidente che i suoi giorni in WWWF erano al termine.
Non un problema così grave: verso la fine della sua corsa a New York, Bruiser Brody aveva già ripreso ad apparire in diversi territori del Texas.


Bruiser Brody

Nel Luglio di ogni anno, a Las Vegas, si teneva il raduno annuale della National Wrestling Alliance: pressoché tutte le più importanti personalità del Pro Wrestling statunitense, promoter e booker si incontravano qui.
Il raduno si snodava in tre giorni: nel primo, tutte le persone facenti parte del mondo del wrestling potevano partecipare, anche lottatori e arbitri.
Solitamente, molti wrestler esponevano, in modo rispettoso, il loro desiderio di essere presi in considerazione per il titolo mondiale; altri avanzavano richieste su maggiori tutele in caso di infortunio, o richiedevano una più intelligente organizzazione logistica dei booking, in modo da ridurre le ore di viaggio.
Il secondo giorno era riservato ai booker, ai promoter e ai proprietari dei booking office.
Questi ultimi erano i soli a prendere parte alla riunione del terzo e ultimo giorno.
Ogni anno, ai promoter e ai booker veniva distribuito un libro, contenente gli indirizzi e i numeri telefonici di tutte le personalità del mondo del Pro Wrestling, anche di quelle non affiliate alla NWA.
Eddie Graham, Vince McMahon Sr., Antonio Inoki, Baba…qualsiasi persona di potere nel business poteva essere contattata tramite quel libro.
Gary Hart, booker di Dallas sotto Fritz Von Erich, prese parte regolarmente a queste riunioni per sette anni di fila, e raccontò a Bruiser Brody, tornato a lottare a Dallas dopo l’avventura di New York, del libro, la cui esistenza sarebbe dovuta rimanere segreta.
Dopo molte insistenze, Brody riusci a farsi consegnare una vecchia copia del libro, che utilizzò per contattare diversi promoter, spiegando loro che era interessato a prendere booking con il tramite di Gary Hart.
Bruiser Brody era un selvaggio e un folle che non rispettava nessuna regola, ma Frank Goodish era un uomo astuto e calcolatore, che pianificava con intelligenza la sua carriera.
In breve, cominciò a lottare in ogni angolo del mondo, diventando una leggenda del Pro Wrestling.
Gary Hart non si limitò a aiutare Brody per quanto riguarda i booking, ma contribuì anche a creare definitivamente il suo personaggio.
Gli spiegò la differenza tra il “registering” e il “selling” (nel gergo del wrestling, due modi diversi di vendere i colpi dell’avversario, con il “registering” molto meno accentuato), consigliandoli di utilizzare solo il primo contro i suoi avversari.
Lo spinse inoltre ad utilizzare uno stile maggiormente hardcore, che poi verrà definitivamente sviluppato in Giappone.
All’epoca, a Dallas, i wrestler che non lottavano nel Main Event non potevano fare risse fuori dal ring, utilizzare oggetti illegali o sanguinare durante i match.
La logica, comune a molte promotion dell’epoca, era quella di riservare i match più imprevedibili ed eccitanti per il Main Event.
Tuttavia, Gary Hart permise a Bruiser Brody di fare tutte queste cose, proibendole, allo stesso tempo, a tutti i lottatori presenti nella stessa card.
In questo modo il personaggio di Bruiser Brody, magnificamente interpretato da Goodish, risaltava nettamente, diverso da ogni altro lottatore.
Ad Atlanta, il 3 Gennaio, Bruiser Brody sconfisse Fritz Von Erich, vincendo il NWAAmerican Heavyweight Title.
Il 12 Aprile, Fritz Von Erich si prese la sua rivincita e sconfisse Brody, riguadagnando il titolo, solo per perderlo nuovamente la sera successiva.
I piani originali prevedevano che il feud tra i due durasse molto più a lungo, ma Gary Hart si accorse che il pubblico non rispondeva bene agli incontri: Fritz Von Erich, ormai avanti con gli anni e fumatore accanitissimo, non reggeva più di cinque minuti di match con un avversario così dinamico.
Non solo lo spettacolo sul ring risultava mediocre, ma Fritz Von Erich rischiava di perdere la sua aura di leggenda, e il suo era un nome ancora importante per Dallas, troppo importante per rischiare di comprometterlo.
Se a Dallas la seconda avventura texana di Bruiser Brody stava andando a gonfie vele, lo stesso non si può dire di Houston, dove Paul Boesch era legato a Bull Curry, un feroce brawler che, negli anni ’50, era stato una grande attrazione, ma, nel ’77, ormai vicino alla settantina.
La decisione di Boesch di proporre, in un Main Event, un incontro tra Bull Curry e Bruiser Brody, poteva essere interessante sulla carta (la sfida tra un brawler veterano e uno giovane), ma si risolse in un fiasco imbarazzante, con Brody che si rifiutò di concedere ogni minima offensiva all’avversario, spaccandogli inoltre malamente le labbra con un pugno particolarmente violento.
Tra Houston e Dallas i rapporti erano sempre stati tesi fin dalla morte di Morris Sigel, quando scoppiò una lunga guerra promozionale vinta da Von Erich ai danni di Boesch, e il comportamento di Brody rischiava di esasperare le rivalità: Gary Hart dovette esercitare tutta la sua diplomazia per convincere Brody a essere protettivo nei confronti di Bull Curry nel rematch.

Nel 1977 e nel 1978 si imbarcò in due tour dell’Australia e della Nuova Zelanda, dove conobbe la sua futura moglie, Barbara.
Non solo, ma divenne amico di “King Curtis” Iaukea e Mark Lewin, entrambi lottatori che ebbero una forte influenza su di lui, insegnandoli a fare le interviste e a utilizzare ancora più spesso i blade job durante gli incontri.
Brody ammise in seguito di avere sviluppato quasi una dipendenza per i blade job, ed era solito tenere le lame direttamente nella bocca.


Bruiser Brody contro Abdulla The Butcher

La carriera di Bruiser Brody si poteva considerare, fino a questo punto, un buon successo: sfidante di Bruno Sammartino, e importante lottatore in uno stato, il Texas, di grande rilievo nel Pro Wrestling nordamericano.
Tuttavia, il nome di Bruiser Brody è indissolubilmente legato alle sue imprese in terra nipponica.
All’epoca, il Puroresu era dominato da due compagnie: la All Japan Pro Wrestling di Baba, e la New Japan Pro Wrestling di Antonio Inoki, nate dalle ceneri della defunta JWA.
Baba, il discepolo prediletto di Rikidozan, aveva lottato con Fritz Von Erich negli anni ’60, e fu grazie al promoter di Dallas che Brody ebbe l’opportunità di imbarcarsi nel suo primo tour del Giappone.
Il 2 Gennaio del 1979, a Tokyo, nella celebre Korakuen Hall, vinse un Handicap Match contro Motoshi Okuma e Masao Ito.
Nel primo match televisivo lottò contro le due più grandi leggende della AJPW, Baba e The Destroyer, sconfiggendo il gigante giapponese dopo una Atomic Drop.
Una nuova icona del Puroresu era nata.
Non si può certo dire che il successo di Bruiser Brody in Giappone fu graduale: al termine del suo primo tour nipponico non era stato ancora schienato, ed era evidentissima la volontà di concedergli immediatamente un forte push.
Da una parte è importante ricordare come i gaijin siano stati, fin dagli albori del Puroresu, decisivi per il successo della disciplina, e Bruiser Brody, con il suo notevole fisico e i suoi atteggiamenti da heel imprevedibile e violento, era perfetto per il pubblico giapponese.
Dall’altra lo stile di Brody, come quello di Stan Hansen, rappresentava una netta cesura rispetto a quello classico, da NWA, che era stato proposto fino ad allora dalla AJPW: più dinamico, molto meno metodico e lento, con molto più brawling e molto meno “wrestling” nel senso tradizionale del termine.
Stan Hansen attribuisce molto del merito, per lo sviluppo del suo peculiare stile, agli allenamenti sostenuti nel Football, grazie ai quali sviluppò una grande resistenza; probabilmente lo stesso si può dire per Bruiser Brody.


Bruiser Brody in Giappone

Poco dopo essere ritornato dal Giappone, Bruiser Brody fece il suo esordio, il 3 Marzo del 1979, a Indianapolis, per la WWA di Dick The Bruiser.
Vinse una Battle Royal, per poi sconfiggere Dutch Savage e Wilbur Snyder in incontri singoli.
Nella WWA, però, ci poteva essere un solo Bruiser e, il 1 Aprile, Dick The Bruiser e Bruiser Brody si affrontarono, con in palio il diritto di utilizzare il soprannome.
Bruiser Brody vinse, e Dick The Bruiser, per un breve periodo, cominciò a chiamare se stesso Dick The Loser durante le interviste.
Nello stesso mese, il titolo WWA di Dick The Bruiser venne reso vacante quando Bruiser Brody lo sconfisse per squalifica; il 9 Giugno, Dick riconquistò il titolo battendo Brody per Count Out.
Il 4 Agosto, in un Texas Death Match, Brody vinse nuovamente il titolo WWA: il suo regno durò nove mesi, interrotto da Dick The Bruiser il 31 Maggio 1980.
Lo stint in Indianapolis fu senza dubbio soddisfacente, ma non privo di qualche lato oscuro.
Greg Lake, un jobber della WWA, racconta di essere stato massacrato di botte da Brody dopo aver tentato un comeback su di lui, al punto di aver fatto fatica a muoversi per una settimana.
Inoltre è celebre la sua furibonda rissa con Dick The Bruiser, riguardo a un pagamento ritenuto troppo basso.
Dick The Bruiser era noto per la sua taccagneria, ma, dopo la scazzottata, che lo vide perdente, mostrò comunque un maggiore rispetto per Brody.
L’ultima apparizione per la WWA avvenne il 24 Gennaio del 1981, quando affrontò Spike Huber.
Mentre era impegnata ad Indianapolis, non abbandonò comunque mai i suoi impegni in Texas: l’11 Novembre 1979 vinse nuovamente l’NWA American Title sconfiggendo Don “The Spoiler” Jardine.
Inoltre, verso la fine del 1979, Brody ebbe alcuni match con Harley Race, a Houston e anche a St.Louis.

Il 29 Luglio 1978, King Kong Brody (a St.Louis c’era già Dick The Bruiser, e Sam Muchnick riteneva che due wrestler con lo stesso soprannome fossero troppi) fece il suo esordio nel popolare programma televisivo “Wrestling At The Chase”, distruggendo Ed Schaeffer.
In televisione, King Kong Brody pareggiò con Terry Funk, mentre il suo match con Ted DiBiase si risolse in una doppia squalifica.
Al Kiel Auditorium sconfisse due ex campioni NWA: Jack Brisco il 16 Settembre e Pat O’Connor il 6 Ottobre.
Il 28 Ottobre, era previsto un altro match televisivo contro Ed Schaeffer, che però si risolse in uno shoot.
Schaeffer abbaiò in faccia a Brody durante il suo ingresso: ora, abbaiare era uno dei tratti distintivi di Bruiser Brody, che prese la cosa come una mancanza di rispetto.
Schaeffer venne massacrato di calci e di pugni: il pubblico, percependo che qualcosa non andava, si fece da parte, spaventato, quando Brody uscì dal ring.
A St.Louis, Brody non sembrava avere problemi a concedere qualche job, e venne messo con le spalle al tappeto due volte da Harley Race, e una volta da Ted Di Biase.
La prima volta, il 23 Marzo del 1979, venne sconfitto da Race in un match al meglio delle tre cadute.
Brody si aggiudicò la prima dopo un Flying Knee Drop sulla schiena di Race, per poi venire sconfitto nella seconda da un Suplex del campione.
Una parte importante del personaggio di Brody era la difficoltà che gli avversari avevano a sollevarlo da terra: permettere a Race di sconfiggerlo in questo modo era un forte segno di rispetto nei confronti del campione.
Nella terza ripresa, Race schivò un attacco di Brody, che colpì involontariamente l’arbitro Joe Tangaro.
Poi Brody sorprese il campione con un calcio alla mascella, e lo sollevò per una Body Slam…finendo però per inciampare in Tangaro, rimasto a terra.
Brody cadde con Race proprio sopra di lui e venne contato fino a tre: un modo semplice di fargli perdere la sfida senza intaccare la sua aura di imbattibilità.
Una vittoria di Brody in una Battle Royal a 16 uomini, dove riusci a eliminare Andre The Giant, gli diede il diritto di sfidare nuovamente Harley Race per il titolo.
Anche in questo caso il match si risolse in una sofferta, e lievemente controversa, vittoria di Race, che appoggiò appena in tempo la gamba sulla corda per salvarsi da un conto di tre.
Prima del match con DiBiase, Brody lo raggiunse nello spogliatoio e gli spiegò che accettava di perdere contro di lui solo perché lo rispettava molto come worker e perché si trovavano a St.Louis.
King Kong Brody aveva sconfitto Ted Di Biase il 13 Luglio 1979, con la sua Flying Knee Drop: il 24 Ottobre del 1980 gli restituì il favore, schienato da uno Small Package dopo quattordici minuti di intensa battaglia.
La vittoria contro Brody fu l’inizio di un forte push per Di Biase, che lo portò a vincere il Missouri State Title e ad avere qualche incontro per il titolo NWA (il Missouri State Title non era un titolo regionale come gli altri, visto che veniva utilizzato per testare i futuri campioni NWA: lo vinsero sia Ted Di Biase che Bob Backlund e, in entrambi i casi, è molto probabile che questi wrestler avrebbero vinto il titolo NWA se non fossero andati a New York).

Impressionato da Brody, Harley Race lo convinse a lavorare per la sua promotion, la Central States Wrestling di Kansas City.
Il 2 Febbraio 1980, insieme a Ernie Ladd, vinse i NWA Central States Tag Team Titles, perdendoli poi il mese successivo contro Bob Brown e Dick Murdoch.
Il 10 Aprile 1980 sconfisse Bob Brown per diventare il NWA Central States Champion, titolo poi strappatogli da Dick Murdoch.
Verso la fine di Giugno, a Toronto, ebbe qualche scontro, insieme a Scott Irwin, con Jumbo Tsuruta e Baba, in visita dal Giappone.
Per un breve periodo, Brody tornò a lottare in Texas: a Houston si trovò nuovamente nei guai, e venne licenziato da Paul Boesch dopo essersi preso diverse libertà sul ring contro Dick Steinborn.
Il 4 Gennaio del 1981, a Dallas, ebbe un famoso match contro Andre The Giant, dove eseguì una Body Slam sul colosso con un solo braccio.
L’11 Gennaio lui e Kerry Von Erich vinsero il titolo di coppia, contro Gary Young e Gino Hernandez: i titoli vennero poi resi vacanti ad Aprile, quando Bruiser Brody iniziò un nuovo tour con la All Japan Pro Wrestling.

Durante il tour dell’Aprile 1981 con la AJPW accaddero due cose importanti: Brody affrontò per la prima volta Abdullah The Butcher (il 10 Aprile, a Hiroshima), il wrestler destinato a diventare, secondo molti, il suo arcirivale, e inoltre venne scelto per essere nella finale di un torneo a otto uomini, con in palio il NWA International Heavyweight Title.
Purtroppo, Brody si infortunò alla caviglia e non poté disputare il match, che si svolse tra i due fratelli Funk, Dory Jr. e Terry.
Dory Funk Jr. vinse il match e mantenne il titolo.
Brody era ormai diventato una star in Giappone: aveva un ottimo rapporto con Baba, e i fan nipponici lo adoravano.
La presenza di Bruiser Brody in una card era sinonimo di tutto esaurito per la AJPW.
Un mese dopo il loro primo scontro, Abdullah The Butcher passò alla rivale NJPW, ma il feud tra i due fu riproposto innumerevoli volte, in Texas, a Puerto Rico, in Israele, in Australia…in quasi ogni promotion e territorio del mondo.
Nell’Ottobre del 1981, Bruiser Brody si imbarcò in un secondo tour giapponese, dove tornò a incontrare un vecchio rivale, Bruno Sammartino: a Kanegawa, lo scontro tra i due terminò in un doppio Count Out.
Il 9 Ottobre, affrontò Dory Funk Jr. in un match valevole per il NWA International Heavyweight Title.
Si trattava di un autentico Dream Match, lo scontro che i fan giapponesi stavano aspettando dal tour precedente: Brody vinse incontro e titolo in meno di dieci minuti.
Dory Funk Jr. si riprese il suo titolo poco dopo, il 1 Novembre.
Dal 27 Ottobre al 13 Dicembre si tenne l’All Japan Real World Tag Team Tournament: Bruiser Brody partecipò per la prima volta, in coppia con Jimmy Snuka.
Brody e Snuka arrivarono in finale, dove dovettero vedersela contro Dory Funk Jr. e Terry Funk; arrivarono sul ring, con enorme sorpresa del pubblico, accompagnati dal vecchio amico di Brody, Stan Hansen.
Stan Hansen era il top gaijin della NJPW: ora, inaspettatamente, era passato alla concorrenza.
Hansen e Brody divennero un popolarissimo Tag Team di heel
Il 21 Aprile del 1982, durante un altro tour della AJPW, Brody tornò a vincere il NWA International Heavyweight Title, sconfiggendo Dory Funk Jr. a Osaka, in circa quindici minuti.
Nel Real World Tag Team Tournament del 1982, in coppia con Stan Hansen, perdette per squalifica il match finale contro i Funk, dopo avere scagliato fuori dal ring anche l’arbitro speciale Lou Thesz.
I match tra Brody e i Funk in Giappone divennero leggendari: fisici, intensi e violenti quasi al limite dello shoot.

Essere diventato una grande star in Giappone, rappresentò, per Brody, una forte garanzia economica, ma portò anche ad alcuni cambiamenti, nel suo carattere e nei rapporti con i promoter statunitensi.
La stampa e la televisione giapponese seguivano i gaijin più popolari anche quando lottavano negli States: per questo, la dirigenza della AJPW non aveva piacere che i suoi uomini di punta perdessero troppo spesso.
Brody cominciò a prendersi troppe libertà con i promoter americani: saltava senza preavviso gli show, si rifiutava di concedere job, cambiava improvvisamente i match in mezzo al ring, colpiva con eccessiva durezza i suoi avversari…senza dimenticare la sua abitudine di chiedere somme extra di denaro poco dopo l’inizio dello show, minacciandosene di andarsene senza lottare.
Inoltre, quando lui e Stan Hansen affrontavano altri lottatori statunitensi in Giappone, si assicuravano di colpire estremamente duro e di prendersi ogni genere di libertà sul ring, in modo da mandare loro un messaggio: la AJPW era il loro territorio, e gli intrusi non erano i benvenuti.
Tuttavia, continuava a essere richiesto per un motivo: gli incassi.
La presenza di Brody in una card era garanzia di successo, e poteva risollevare anche promotion tradizionalmente povere e di scarso successo come la Central States Wrestling.
Negli anni successivi, quando il sistema territoriale inizierà a declinare sotto l’offensiva di Vince McMahon Jr., Brody divenne uno dei pochi wrestler indipendenti capaci di attirare significative quantità di pubblico.
Nell’Aprile del 1982, Brody ebbe un breve stint nella SWCW di Joe Blanchard, dove vinse i titoli di coppia insieme a Dick Slater.


Bruiser Brody contro Ric Flair

L’11 Febbraio del 1983, al Checkerdome di St.Louis, Bruiser Brody ebbe un match contro il campione NWA Ric Flair, al meglio delle tre cadute.
Sam Muchnick si era ritirato l’anno prima, il panorama del wrestling statunitense stava rapidamente cambiando, e lo show fu una sorta di canto del cigno per St.Louis.
L’incontro, trasmesso anche dalla televisione giapponese, viene ancora oggi considerato da Flair come uno dei migliori della sua carriera.
E’ un classico match di Bruiser Brody, è un classico match di Ric Flair, ma, allo stesso tempo, non è nessuna delle due cose.
Brody, in questo incontro chiaramente il face, utilizza in parte il suo tipico repertorio di brawling e power moves, in parte un po’ di submission wrestling in stile giapponese.
Inoltre, vende i colpi in maniera più accentuata rispetto al suo solito.
Il pubblico è caldissimo per tutto il match: quando Brody, nel finale schiena Ric Flair, proprio allo scadere del tempo, non riuscendo a vincere il titolo per una manciata di secondi, i fischi sono assordanti.

Il 31 Agosto del 1983, la AJPW tenne uno show in occasione del ritiro di Terry Funk: Brody venne sconfitto per Count Out da Jumbo Tsuruta.
L’edizione dello stesso anno del torneo riservato ai tag team venne vinta da Brody e Hansen, che in finale sconfissero Jumbo Tsuruta e Genichiro Tenryu.

Su suggerimento di Ric Flair, la World Wrestling Council di Puerto Rico cominciò a bookare Bruiser Brody nel 1984.
La WWC tenne il suo primo show nel 1974, aveva in Carlos Colon il suo indiscusso simbolo, ed era di proprietà dello stesso Colon, di Victor Jovica, di Victor Quinones e, in misura minore, di Gorilla Monsoon e Jose Gonzales.
Gonzales era anche il booker, e, con il nome di Invader, il secondo top face della compagnia.
Lo stile di Brody si adattava perfettamente al wrestling di Puerto Rico, violento e sanguinoso, ma lottare nell’isola caraibica era comunque sempre pericoloso, data l’aggressività dei fan, che cercavano spesso di colpire o accoltellare gli heel.

Nel Febbraio del 1984, appena iniziato un nuovo tour con la AJPW, Bruiser Brody, insieme all’arbitro Joe Higuchi, fu il primo a trovare il cadavere di David Von Erich in albergo.
La morte di David è dibattuta ancora oggi: l’autopsia stabilì che la causa del decesso fu la enterite, ma Brody confidò ad alcuni conoscenti di avere trovato dei painkiller vicino al corpo, e di averli gettati nella toilet.
Brody aveva conosciuto David a Dallas, e lo considerava come un fratello minore: la sua fine fu un colpo durissimo per lui.
Nell’Aprile dello stesso anno, Bruiser Brody e Stan Hansen sconfissero Baba e Dory Funk Jr. per il vacante titolo PWF.

Fondata il 16 Agosto del 1960, da Verne Gagne e diversi promoter del Midwest, la American Wrestling Association (AWA) aveva una storia lunga e gloriosa, ma, il 1 Gennaio del 1984, aveva subito un durissimo colpo quando la sua stella principale, Hulk Hogan, l’aveva abbandonata per la WWF di Vince McMahon Jr.
Gagne aveva un disperato bisogno di nuove star, e nel Giugno del 1984, fece arrivare Brody, che lottò in AWA, in segno di rispetto verso Dick The Bruiser, come King Kong Brody.
In AWA, Brody fu il primo avversario di un gigantesco lottatore statunitense, destinato a una grande carriera: Leon White, detto Vader.
Ricorda Vader:

“Ricordo che il mio primo match nel business fu con Bruiser Brody, per via della mia corporatura.
Fu probabilmente l’esperienza più dolorosa di tutta la mia vita.
Sembrava volermi spezzare a metà, e credo sia riuscito a farlo.”

Le personalità di Verne Gagne e di Bruiser Brody non potevano essere più diverse: da una parte uno dei promoter della vecchia scuola, che si comportavano da padri padroni nei confronti dei loro wrestler, dall’altra uno dei fuorilegge del business.
Tuttavia, Gagne aveva un disperato bisogno di attrazioni, e Brody veniva pagato bene lottando poco (l’accordo prevedeva sue apparizioni solo nei weekend), cosi i due si sopportarono…per un certo periodo di tempo.
Tuttavia, lo scontro era inevitabile, e infine avvenne: durante uno show al St.Paul Civic Center Brody stava lottando in coppia con Jerry Blackwell, quando improvvisamente abbandonò il ring, smettendo di lottare.
Pare che Gagne avesse deciso di cambiare il finale del match in corsa, facendo perdere Brody, che reagì a modo suo.
Brody abbandonò la AWA, ma tornò per un’occasione speciale: il 20 Aprile del 1986, nel Main Event di WrestleRock, Bruiser Brody e Nord The Barbarian affrontarono Greg Gagne e Jimmy Snuka in uno Steel Cage Match.

Le cose stavano rapidamente cambiando negli Stati Uniti, ma non rimanevano immobili neppure in Giappone.
Nel 1984, Bruiser Brody era al suo sesto anno nella AJPW, e la promotion di Baba aveva assunto tredici nuovi lottatori all’inizio dell’anno.
Nel Marzo dell’85, poi, arrivarono in AJPW i Road Warriors, diventando immediatamente un grandissimo successo.
Brody non poteva fare a meno di chiedersi se i nuovi arrivi non lo stessero per soppiantare, e se i Road Warriors non fossero destinati a sostituire lui e Hansen come primo tag team di gaijin.
Contattato dalla New Japan Pro Wrestling, prese infine la decisione di passare alla promotion di Antonio Inoki.
Il 9 Marzo del 1985, fu l’ultimo show prima del passaggio in NJPW, tenuto segreto a Baba.
A Brody e al suo compagno di tag team, Killer Brooks, venne chiesto di perdere contro Yoshiaki Tatsu e Riki Chosu.
Ma Brody non voleva lasciare la AJPW con una sconfitta, temendo di compromettere la sua nuova avventura alla corte di Inoki.
Rimase nel bus quando tutti gli altri lottatori erano scesi, e disse che si rifiutava di entrare nell’arena perché non voleva perdere.
Killer Brooks, in forte imbarazzo, si mostrò disponibile a concedere il job, ma Brody, senza mezzi termini, gli disse che era inaccettabile, minacciandolo fisicamente.

Alla fine, l’offerta di ulteriore denaro convinse Brody a perdere, ma il match, carico di tensione, risultò quasi in uno shoot, con i giapponesi colpiti ripetutamente da calci e pugni visibilmente portati con forza.
In uno show NJPW del 21 Marzo 1985, la sinfonia numero 5 di Beethoven risuonò nell’aria, e Brody fece il suo ingresso nell’arena, in giacca e cravatta e con la sua catena, dicendo di voler sfidare il campione Antonio Inoki.
A volte i match entusiasmanti sulla carta si rivelano poi delle delusioni, e in buona parte fu questo il caso delle varie sfide tra Antonio Inoki e Bruiser Brody.
Certo, Brody non poteva lamentarsi dell’aspetto economico, venendo pagato dalla NJPW 17.000 dollari alla settimana, e forse anche qualcosa in più.
Certo, il match era quello che tutti i tifosi e anche gli addetti ai lavori volevano vedere.
E la preparazione all’incontro fu certosina, con i giornali e le televisioni giapponesi che mostravano Brody correre e allenarsi col leggendario campione NWA Lou Thesz in vista della sfida.
Brody chiese a Dory Funk Jr. la registrazione del match del ’69 tra lui e Inoki, per poterlo studiare in vista dell’incontro.
Il problema, però, fu che Antonio Inoki non era Baba: aveva un ego smisurato e non era disposto a farsi eclissare dai suoi lottatori.
Stan Hansen aveva cercato di mettere in guardia il suo amico:

“Con Baba, ci si può fidare ciecamente della sua parola.
Con Inoki…meglio non prendere tutto come il vangelo.
Capisco perché Frank passò alla NJPW, la paga era ottima.
Ma ero preoccupato e sapevo che ci sarebbero stati dei problemi.”

In nessuno degli incontro tra Inoki e Brody ci fu un vincitore netto, e l’impressione è che entrambi fossero più preoccupati di tutelarsi che di mettere in piedi un grande spettacolo.
I primi due incontri della serie furono dei grandi successi, ma ben presto il pubblico cominciò a stancarsi dei continui pareggi.
Tuttavia, Brody non era disposto a perdere contro Inoki, e Inoki non era disposto a perdere contro Brody…la situazione non aveva nessuna possibile via d’uscita.
Il booker della NJPW era Seiji Sakaguchi: dopo un litigio con Brody cambiò il finale di un Main Event, trasformandolo in una sconfitta per Bruiser Brody e il suo compagno di tag team Jimmy Snuka.
I due, per tutta risposta, non si presentarono neppure nell’arena.
Poi Brody, tornato negli Stati Uniti, sfruttò la stampa giapponese per mettere in difficoltà Inoki, spiegando ai giornalisti che gli erano stati offerti dei soldi per perdere il match, ma che lui si rifiutava assolutamente di fare una cosa del genere, e che Inoki si era disonorato facendogli una simile proposta.
Inoki, messo alle strette, senti la necessità di correre ai ripari, e inviò dei suoi rappresentanti negli Stati Uniti, con un’offerta incredibile: 100.000 dollari per un singolo match contro Inoki.
Brody accettò, ma solo a patto che metà della somma venisse pagata in anticipo a sua moglie, che avrebbe incontrato i rappresentanti della NJPW alle Hawaii.
La risposta fu positiva, ma Brody, intascati i 50.000 dollari, non si presentò in Giappone, e spiegò alla stampa che, ancora una volta, Inoki aveva cercato di corromperlo, offrendogli del denaro in cambio di un match.
Alla fine, nel Settembre del 1986, cedette alle pressioni e prese parte a un ultimo tour con la NJPW.
Il suo ultimo match con Inoki fu, prevedibilmente, un pareggio di 60 minuti.

Mentre Brody era impegnato nella sua deludente esperienza con la NJPW, ebbe comunque modo di proseguire la sua carriera negli States.
Nell’Aprile del 1985, si riunì con Stan Hansen per un tour australiano, terminato precocemente per divergenze con il promoter.
Poi, nella prima parte dell’estate, lavorò a Memphis per Jerry Lawler.
Nella storyline, Lawler era ricorso all’aiuto di Brody perché stava avendo difficoltà contro gli heel locali, Randy Savage e David Schultz.
Nel giro di poche settimane, Brody gli si era rivoltato contro, e i due ebbero una lunga serie di scontri, sia di coppia che singoli.
Tutti, ovviamente, sanguinosi e terminati in squalifica.
In alcuni territori statunitensi, Brody era cosi over che non poteva più essere un heel: a Dallas, ad esempio, il pubblico lo sosteneva qualunque cosa facesse.
Nell’85 il manager Gary Hart aveva portato il suo “Milion Dollar Man” a San Antonio, la promotion di Joe Blanchard, gestita dal suo tesoriere Fred Behrend.
Brody veniva chiamato così perché Hart proclamava che aveva dovuto spendere un milione di dollari per convincerlo a lavorare per lui.
Brody detestava sia Blanchard sia Behrend, e non ebbe problemi a farsi convicere da Fritz Von Erich, insieme al wrestler Mark Lewin e al booker Buck Robley, a uccidere il territorio di San Antonio.
Al Freedom Coliseum, dopo essersi scambiati una o due mosse, Bruiser Brody chiuse Lewin in una presa e la mantenne per i successivi quarantacinque minuti.
Il 17 Maggio del 1986, Brody sconfisse Rick Rude, diventando il campione televisivo della WCCW.
A Giugno, fu costretto a rendere vacante il titolo, a causa di un infortunio.
Fu in questo momento che Fritz Von Erich propose a Brody un ruolo a cui non aveva mai pensato prima: quello di booker.
Brody ricoprì l’incarico fino alla metà del 1987, e le opinioni sul suo operato sono contrastanti.
Dusty Wolfe e Spike Huber danno un giudizio positivo sul Brody booker, mentre l’amico Gary Hart lo definisce un booker assai mediocre e privo di una visione d’insieme.
Probabilmente, data la sua mancanza di esperienza, l’opinione di Hart è vicina alla verità, così come è credibile che Brody odiasse il suo nuovo lavoro e che fu sollevato quando Hart riprese il suo vecchio incarico.
Dopo una breve parentesi in Canada, dove ebbe qualche match con Abdullah The Butcher, Brody si diresse in Florida, dove si trovò coinvolto in uno dei più celebri “shoot” della sua carriera.

Volendo, i problemi si sarebbero potuti evitare.
Bruiser Brody era stato adamantino con Gary Hart:

“Quando mi manderai in Florida, dì al booker che non voglio lottare con Lex Luger, perché non ho alcun rispetto per lui.”

Lex Luger era una star consolidata in Florida, e stava per andare a lavorare per Jim Crockett, quando il booker Hiro Matsuda lo inserì in un programma con Bruiser Brody.
Solitamente, un wrestler che sta per lasciare una compagnia concede alcuni job a chi rimane, ma Luger, in questo, era molto simile a Brody, e non voleva rischiare di compromettere la sua immagine presso Crockett.
In un match televisivo, l’heat tra i due fu piuttosto evidente, con Luger che non vendette nessuno dei colpi di Brody, prima di essere ammorbidito da alcuni calci.
A Fort Lauderdale, Florida, era previsto un Cage Match tra i due.
Howard Brody, fotografo per la rivista “Gold Belt Wrestling” tentò di intervistare Bruiser Brody nel backstage, ma il wrestler era stranamente silenzioso, e sembrava ignorare le domande…per poi, improvvisamente, dire:

“Se vuoi davvero sapere chi è Bruiser Brody, devi solo guardare il match di stasera.”

L’incontro procedette normalmente per alcuni minuti, poi, d’un tratto, Bruiser Brody smise di muoversi e di vendere i colpi di Luger, limitandosi a rimanere immobile e a fissarlo.
Luger, dopo un po’, spinse di lato l’arbitro e fuggì scavalcando la gabbia.


Red River Jack

Poche settimane dopo che Bruiser Brody aveva lasciato la Florida, un nuovo lottatore apparve nella World Class.
Indossava stivali da cowboy, jeans e una maschera bianca.
Red River Jack, questo il suo nome, proveniva dal New Mexico, e intendeva riscattare l’onore di Bruiser Brody, contro i suoi rivali Abdullah The Butcher e Gary Hart.
Per la verità, i suoi capelli assomigliavano molto a quelli di Brody, e anche la sua corporatura era la stessa…
Gary Hart sosteneva che Red River Jack e Bruiser Brody fossero la stessa persona.
Non si trattava certo di una storyline particolarmente innovativa o originale, ma era la prima volta che veniva utilizzata in Texas, e piacque molto al pubblico.
All’inizio del 1987, Red River Jack lottò, in coppia con Dingo Warrior, contro Nord The Barbarian e Jeep Swensen.
Nel mezzo del match, Bruiser Brody apparve a bordo ring, per dimostrare di non essere Red River Jack, quella sera interpretato da un altro lottatore, Rick Davidson.
Nel Maggio del 1987, a Parade Of Champions, Gary Hart ebbe la sua occasione dimostrare che Red River Jack e Bruiser Brody fossero la stessa persona.
A Bruiser Brody fu permesso di tornare in WCCW, per un match contro Jeep Swenson: se avesse vinto sarebbe rientrato nella compagnia.
L’incontro fu vinto da Brody.
Più avanti nella card, Red River Jack e Spike Huber lottarono contro Abdullah The Butcher e El The Eliminator: se il team di Red River Jack avesse vinto, avrebbe avuto il diritto a cinque minuti sul ring con Gary Hart, altrimenti sarebbe stato smascherato, e, se si fosse rivelato Brody, sarebbe stato bandito per sempre dal mondo del wrestling.
Spike Huber schienò Eli The Eliminator, e Red River Jack maltrattò Gary Hart per cinque minuti.

La carriera di Bruiser Brody sembrava aver imboccato una irreversibile spirale discendente.
Le sue connessioni con il Giappone erano perdute.
I suoi rapporti con molti promoter statunitensi erano compromessi.
Il suo corpo, dopo anni e anni di bump e di abusi, stava cominciando a cedere.
La sua Flying Knee Drop era una delle finisher più temute nel mondo della lotta, ma, dopo avere saltato, il suo corpo doveva atterrare, e le anche e, in particolare, il gomito, erano arrivati a un punto di non ritorno.
Brody doveva riempirsi di aspirina ogni giorno, e cominciò a fumare marijuana per alleviare il dolore.
L’unica possibilità era quella di rivolgersi a una vecchia conoscenza, Dory Funk Jr., e chiedergli di farlo tornare nelle grazie di Baba.
Il tentativo riuscì, nonostante il modo burrascoso in cui Brody aveva lasciato la AJPW: Baba era troppo uomo d’affari per permettere che dei risentimenti personali gli impedissero di tornare a sfruttare quello che era ancora uno dei gaijin più popolari del Giappone.
Il 22 Novembre 1987, Bruiser Brody, in coppia con Jimmy Snuka, lottò, per la prima ed unica volta, contro il suo storico compagno di tag team, Stan Hansen, che combatteva ora insieme a Terry Gordy.
Il 27 Marzo 1988, sconfisse Jumbo Tsuruta vincendo, per la terza volta, il NWA International Heavyweight Title (si trattò dell’ultimo titolo vinto da Brody).
Solitamente, i match tra Bruiser Brody e Tsuruta erano eccezionali, e questo non costituì uno strappo alla regola.
Tsuruta, allenato dei Funk ad Amarillo, era abile nel mischiare il submission wrestling nipponico con le mosse ad alto impatto tipiche del Nord America.
Il 19 Aprile Tsuruta si riprese il suo titolo, sconfiggendo Brody con un Suplex, dopo che questi era andato a vuoto con la sua Big Knee Drop.
Tre giorni dopo, nel suo ultimo match giapponese, perse, in coppia con Tommy Rich, contro Genichiro Tenryu e Ashura Hara.


Bruiser Brody s Stan Hansen

Nell’estate del 1987, Bruiser Brody era diventato un face, a Puerto Rico, salvando Invader 1 da Jason The Terrible e Abdullah The Butcher: era pronto l’ennesimo feud con lo stesso Abdullah.
Tuttavia, Colon doveva imparare a sue spese che Brody poteva essere imprevedibile.
Mr.Pogo e Kendo Nagasaki erano una coppia di lottatori giapponesi, che Colon stava lentamente costruendo come imbattibili da ormai sei mesi.
Fino a quando non affrontarono Bruiser Brody e Rocky Johnson (padre delle celeberrima superstar WWE The Rock).
Brody strappò il Kendo Stick dalle mani dei due giapponesi e, dopo avere concesso loro pochi secondi di offensiva, procedette a massacrarli per tutto il resto del match.
Il Kendo Stick non era di quelli utilizzati in ECW o nel wrestling moderno: non si piegava perdeva pezzi all’impatto.
Era un autentico bastone, solido e duro: al termine del pestaggio, Pogo e Nagasaki erano neri di lividi.
Colon e Jose Gonzales, il suo booker, erano furibondi: tutto il lavoro di mesi era andato in fumo in pochi minuti.
Colon raggiunse Brody nello spogliatoio e cominciò a inveire contro di lui:

“Ho costruito questi due giapponesi per sei mesi e tu, in un solo match, li hai completamente distrutti!
Tutto questo lavoro per nulla!
Non puoi farmi questo!”

Brody spiegò che la stampa giapponese si trovava a bordo ring, e che doveva apparire forte per non sfigurare con la AJPW, ma Colon e Gonzales non gli credettero, né lo perdonarono.
Il 16 Luglio del 1988, i wrestler si stavano preparando ai loro match: l’affluenza di pubblico era, al momento, bassa, e Brody avrebbe dovuto lottare con Dan Spivey.
Tony Atlas stava mostrando ai colleghi i suoi ritratti, e Brody gli chiese di farne uno per suo figlio…d’un tratto entrò nella stanza Jose Gonzales, e chiese di poter parlare con Brody nelle docce (cosa assolutamente comune per due lottatori che desiderassero conversare in privato).
Nessuno badò all’asciugamano che gli copriva la mano destra.
Pochi minuti dopo, si sentirono due urla terribili: i wrestler, accorsi, videro Brody piegato a terra e Gonzales con in mano il coltello con il quale aveva appena pugnalato il collega.
Bruiser Brody venne ricoverato in ospedale, ma inutilmente: mori nelle prime ore del 17 Luglio 1988.
Era stato accoltellato due volte, una al torace e una all’addome.
E’ molto probabile che Jose Gonzales abbia agito per vendetta.
Negli anni ’70 era un semplice mid carder in WWWF, quando Bruiser Brody arrivò e ebbe subito un feud contro Bruno Sammartino.
E questo nuovo arrivato si permise anche di maltrattarlo sul ring, come, d’altronde, Brody era solito fare con quasi tutti.
Nel 1987 Brody era diventato face, minacciando la posizione di Gonzales, tradizionalmente il secondo top face dopo Colon.
Gonzales che, peraltro, stava attraversando un periodo particolarmente difficile della sua vita: a Marzo, suo figlio era morto annegato, e pare che cominciò a fare uso di stupefacenti.
In più, il team di Nagasaki e Pogo, costruito laboriosamente per mesi, era stato mandato in fumo in pochi minuti da Brody.
E’ anche possibile che Brody avesse comprato delle azioni della WWC, tramite il suo amico Victor Quninones, che, a sua volta, le aveva acquistate da Gorilla Monsoon: forse l’omicidio aveva anche un risvolto economico?
Comunque stiano le cose, Gonzales fu arrestato due giorni dopo l’incidente; accusato di Omicidio Volontario, venne assolto il 1 Gennaio del 1989.
Emerson Murray, autore di un recente volume su Bruiser Brody, ha cercato di fare qualche ricerca sul caso, e vale la pena riportare quello che scrive:

“Mia moglie e io (lei parla spagnolo) abbiamo chiamato il Records Department della corte di San Juan, a Puerto Rico.
Abbiamo dovuto parlare con quasi venti persone.
Ci venivano dati in continuazione nuovi numeri di telefono da chiamare.
Dopo diverse ore di questo trattamento, una donna ci ha assicurato che avrebbe controllato negli scatoloni dei documenti, e di richiamarla entro tre ore.
Quando l’abbiamo richiamata, la donna ci ha sussurrato:
<<I documenti dovrebbero essere qui, ma non ci sono.
Qualcosa è successo, qualcuno gli ha fatti sparire.
Non chiamate più.>>
Poi ha riattaccato.
Credo che la trascrizione del processo a Jose Huertas Gonzales sia andata distrutta.”

Tony Atlas si trovava nel backstage quando Bruiser Brody venne pugnalato, poi lo accompagnò all’ospedale, per tornare nell’arena quando gli fu detto che le condizioni dell’amico erano stabili.
Quello che scrive va preso con prudenza, ma getta una luce diversa e inquietante sulla vicenda:

“Qualcos’altro avvenne quella notte…qualcosa per cui faccio fatica a perdonarmi.
Quando tornai nello spogliatoio dopo il mio match, Colon mi chiese il nome dell’ospedale dove si trovava Bruiser Brody.
Ora, siccome Brody gli aveva parlato prima, mi fidavo di lui, cosi gli diedi l’informazione.
Quando se ne andò, tuttavia, non mi sentivo a mio agio.
Sentivo che c’era qualcosa di sbagliato in tutta la faccenda.
La mattina dopo, Abdullah The Butcher mi diede la notizia: Bruiser Brody era morto sul tavolo operatorio.
La prima cosa che dissi fu: <<Il dottore mi aveva detto che era stabile!.>>
Era solo per questo motivo che lo avevo lasciato da solo in ospedale.
La cosa mi causa rimorso ancora adesso.
Quello stesso giorno, mentre mi allenavo in palestra, parlai con un tizio che lavorava all’ospedale.
Ora, queste sono informazioni di seconda mano, e non posso sapere quanto ci sia di vero, ma questo è quello che mi disse.
Mentre i dottori stavano lavorando su Brody, le guardie di sicurezza entrarono nella sala operatoria e dissero a tutti di smettere di operarlo.
§<<Stai scherzando>> dissi.
<<Oh, no, no.Ci hanno ordinato di smettere di operarlo.>>
L’uomo che mi disse questo non aveva motivo per mentirmi…assolutamente nessun motivo.>>

La morte di Bruiser Brody segnò l’inizio del declino per il wrestling di Puerto Rico, che non recuperò più la sua antica popolarità.

In Giappone, l’omicidio di Bruise Brody ebbe un enorme eco, non confinato al mondo del Pro Wrestling.
Il 29 Agosto del 1988, la AJPW tenne la prima Bruiser Brody Memorial Night, al Nippon Budokan di Tokyo.
La vedova di Brody, Barbara e suo figlio, Geoffrey portarono un ritratto del wrestler sul ring, mentre la campanella a bordo ring suonava dieci volte, in segno di lutto.
Nel Main Event della serata si affrontarono Stan Hansen e Abdullah The Butcher.
Nell’Agosto del 1990, Atsushi Onita cercò di far arrivare Jose Gonzales in Giappone, in un angle che sfruttava la morte di Brody.
Onita si fece anche fotografare, per preparare il feud, a Puerto Rico, mentre si teneva lo stomaco, pretendendo di essere stato accoltellato da Gonzales.
La stampa e i fan giapponesi reagirono così severamente all’idea, che alla fine fu tutto annullato, e Gonzales non andò mai in Giappone.
Di tutti gli angle di pessimo gusto della storia del Pro Wrestling, questo rimane probabilmente imbattibile.
Nel 2005, la WWC tenne la prima Bruiser Brody Memorial Cup.
Gonzales aveva lasciato la compagnia, e quindi diversi wrestler statunitensi, come Sabu e Abdullah The Butcher, presero parte allo show.

 

 

Nicola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *