WWE Hell in a Cell 2016 Review (30/10/2016) - World of Wrestling

Una piccola premessa

Salve a tutti i lettori di WorldofWrestling.it e benvenuti ad una nuova piccola rubrica che spero possa piacervi. Le mani dietro alla tastiera sono quelle di Francesco Zerini, direttamente da The Wrestling Corner e ProWrestling Videos.

Prima di addentrarci nello specifico, qualche nota sulla mia personale scheda di valutazione di match e PPV totale. Ogni singolo match verrà dotato di un punteggio da 1 a 10, il punteggio non tiene solo conto del lottato in ring, ma anche dello storytelling, storyline in cui è inserito il match, fattori esterni ed interni che possono minare l’andamento di un match (es. infortuni, interferenze, ecc…). Assegnerò anche un voto totale al PPV, sempre da 1 a 10 ma non derivante dalla media matematica dei voti assegnati ai match, anche in questa votazione terrò conto di molteplici fattori, come l’atmosfera, la card del PPV e la costruzione dell’ evento stesso.

Sperando di essere stato sufficientemente chiaro, buttiamoci dentro Hell in a Cell 2016, live in Boston, MA.

Roman Reigns (c) vs Rusev – Hell in a Cell match for the US Championship – 6.5/10

A dare inizio alle danze spetta al match up all american, Rusev vs Reigns. Dopo aver conquistato la cintura in quel di Clash of Champions, Reigns entra per la seconda volta nella gabbia infernale per superare la prova del nove e confermarsi campione una volta per tutte.

L’Hell in a Cell match è stata una stipulazione azzeccata per questi due pesi massimi, capaci di tirare fuori il meglio di sé solo con match molto fisici e poco incentrati su tecnicismi o manovre ad alto rischio.

Effettivamente abbiamo assistito ad un opener di serata decisamente fisico con alcuni spot molto interessanti come quello della Accolade di Rusev su Reigns con catena e gradoni oppure come la Spear del Samoano attraverso gli stessi ring steps. Tuttavia la stipulazione del match è stata poco utilizzata, alla fine abbiamo assistito ad un semplice no DQ match dentro una gabbia di acciaio. Una gabbia scalfita solo da qualche rara spinta contro le parenti reticolate. Il wrestling vero e proprio è stato praticamente inesistente, durante tutto lo svolgiemento del match (caratterizzato da un ritmo tutt’altro che veloce) abbiamo visto poche manovre offensive, usate come riempimento tra uno spot estremo e l’altro. Ne è risultato un lottato altalenante fatto di spintoni, pugni e calci alternati a tentativi di finisher.

In ultima analisi, i due non hanno dato sicuramente il meglio, sia Rusev che Reigns potrebbero aver tirato fuori un match assolutamente più estremo e degno di essere chiamato Hell in a Cell se il minutaggio e booking team fossero stati totalemente dalla loro parte. Malgrado ciò, le aspettative (almeno per quanto riguarda il sottoscritto) sono state rispettate ed il match è stato portato a compimento con la vitttoria di Reigns che si è riconfermato campione degli Stati Uniti.

Winner and still US Champion : Roman Reigns

Bayley vs Dana Brooke – Single match – 5.5/10

Dopo aver gustato un match “estremo” passiamo ad un incontro decisamente nella norma, usato come mero espediente per tenere impegnate le due atlete durante lo svolgimento del PPV.

Bayley sfida Dana Brooke in un match piatto contornato da un pubblico assente e disinteressato.

Il lottato in sé è stato sufficiente, senza errori o botch evidenti, sia la Brooke che Bayley hanno svolto il compitino regalandoci un match da semplice puntata settimanale di RAW, nulla di più.

Ciò che è realmente mancato a questo confronto è stata una solida base di storytelling da cui partire o quantomeno una storyline decente per rendere il pubblico più partecipe nella contesa. Bayley si porta a casa il conto di tre fra la freddezza generale.

Winner: Bayley

Enzo Amore & Big Cass vs Karl Anderson & Luke Gallows – Tag Team match – 5+/10

Questo tag team match rappresenta l’invidiabile capacità dei creativi WWE di distruggere ottimi team e ridurli a piccole macchiette più o meno comedy. Da una parte abbiamo i rimasugli del Bullet Club, Gallows ed Anderson, leggende del wrestling giapponese snobbate ed umiliate dalla gestione made in WWE. Dall’ altra abbiamo Enzo e Big Cass, senza ombra di dubbio il team più over della divisione grazie all’ innata abilità di Enzo al microfono ed alle dinamiche quasi cartoonesche tra i due. I tamarri del New Jersey tuttavia, per quanto impressionino nei promo, rimangono molto mediocri nel ring. Big Cass recita la solita parte del gigante di turno capace solo di connettere body splash, big boots ed elbow drops. Enzo, il proiettile volante, colleziona più botch che manovre correttamente eseguite, intervellate da balletti o pseudo crisi epilettiche.

Il tutto si colloca nella stessa dinamica che identifica ogni singolo match del team: Enzo parte solitamente come uomo legale ed ottiene un vantaggio sull’avversario, dopo poco prende il sopravvento il team opposto che inizia a lavorarsi Enzo per diversi minuti ed il certified G subisce ogni tipo di offensiva. Segue poi l’ hot tag da parte di Amore, finalmente il gigante Cass entra nel ring e fa piazza pulita dei cattivoni di turno. A questo punto si apre il bivio tra vittoria o sconfitta, in caso di vittoria Enzo ottiene un altro tag e connette con l’aiuto di Cass la Bada Boom Shakalaka per il conto di 3. In caso di sconfitta il pin decisivo se lo becca sempre Enzo senza alcuna eccezione alla regola.

Con questo piccolo commento ironico ho descritto il 99% dei match del duo nel main roster ed il match di Hell in a Cell non rientra nell’ 1% dei casi rimanenti. Un match nella media che non lascia nemmeno l’amaro in bocca in quanto ennesima copia di un confronto già visto decine di volte, piccola nota positiva la vittoria di Gallows ed Anderson.

Winners : Karl Anderson & Luke Gallows

Kevin Owens (c) vs Seth Rollins – Hell in a Cell match for the Universal Championship – 8-/10

Il secondo Hell in a Cell match della serata è quello tra KO e Rollins, valevole per il titolo Universale.

Finalmente abbiamo assistito ad un match degno della sua stipulazione anche se non si sono raggiunte vette inesplorate di bellezza ed innovazione. A tutto ciò si aggiunge un ottimo lottato fra i due Indie guys, sia Rollins che Owens hanno sfoderato diverse manovre ottime, unite al contesto in cui si trovavano, solo per citarne alcune: la Cannon Ball di Owens contro la gabbia, il lancio di Rollins contro la parete della cella, il Suplex sull’ apron ring di Rollins e per finire la poderosa Powerbomb di Rollins su Owens attraverso i tavoli. Abbiamo respirato l’aria caratteristica degli incontri dentro la gabbia infernale in un match senza esclusione di colpi, molto fisico ma comunque caratterizzato da un buon ritmo. Anche lo storytelling è stato ottimo, evidentemente incentrato sul work dell’ infortunio alla schiena per Rollins dopo la powerbomb di Owens in quel di RAW, con manovre del Prizefighter incentrate a colpire il dorso malandato di Seth. Non è neppure mancato l’utilizzo di oggetti come sedie ed estintori. Provvidenziale è stato l’intervento di Chris Jericho a favore di Owens che ha di fatto trasformato la contesa in un handicap match. Nulla ha potuto Rollins contro i colpi di sedia infertigli dal duo dei migliori amici. In un momento del match decisamente anti-climatico è arrivata l’annunciata vittoria di Owens dopo una powerbomb su Seth attraverso due sedie. Contesa più che buona, forse rovinata nelle fasi finali largamente prevedibili.

Winner and still Universal Champion : Kevin Owens

TJ Perkins (c) vs The Brian Kendrick – Cruiserweight championship match – 6/10

Il match designato alla categoria pesi leggeri si è svolto tra il dilagante disinteresse generale. Un pubblico muto, assente e impassibile ha rovinato totalmente l’atmosfera. Questo match mi ha fatto riflettere ulteriormente sul madornale errore compiuto dalla WWE nel mandare la categoria cruiserweight direttamente a RAW proponendo al grande pubblico dei perfetti signor nessuno agli occhi di molti, nonostante le straordinarie doti atletiche. L’esperimento cruiserweight è stato totalmente fallimantere e non è riuscito a coinvolgere i fan, malgrado la qualità ottima dei match offertaci dagli atleti. Il match per titolo svoltosi a Hell in a Cell ne è l’emblema, abbiamo assistito ad un match tecnicamente perfetto, una sinfonia composta tra le corde senza alcuna nota sbagliata eppure nemmeno il cambio di titolo è riuscito a scaturire una significativa reazione nei fan americani. Sia Kendrick che Perkins hanno svolto un formidabile lavoro con il misero minutaggio riservato al match; mi auguro che il nuovo show 205 live destinato alla categoria pesi leggeri, questi atleti possano brillare di luce propria.

Winner and new Cruiserweight champion : The Brian Kendrick

The New Day (c) vs Cesaro & Sheamus – RAW Tag Team championship match – 6,5/10

Giungiamo al secondo confronto fra tag team della serata, questa volta con i titoli in palio, il New Day schiera in campo Woods e Big E per contrastare la strana coppia di Sheamus e Cesaro, una strana coppia che ormai sembra aver conquistato i fan, dividendo il pubblico per tutto lo svolgimento del match.

Un match piacevole da guardare, caratterizzato da un buon ritmo che lascia spazio a pochissimi momenti morti e soprattutto si dimostra equilibrato lasciando brillare entrambi gli schieramenti in ugual misura. Finalmente possiamo sperimentare in prima persona la buona chimica che vi è tra Cesaro e Sheamus che, tralasciato qualche siparietto anche simpatico, sembrano aver trovato un’intesa capace di consegnargli i titoli.

Con tutto ciò la WWE sembra che voglia ancora spingere il New Day nel giro titolato poiché assistiamo ad un finale ambiguo e di convenienza per mantere le cinture alla vita del trio degli unicorni. Difatti Cesaro riesce a chiudere nella Sharpshooter Woods ma al contempo uno Sheamus infastidito da Big E colpisce quest’ultimo con il trombone del trio, venendo a sua volta colpito da una Trouble in Paradise di Kingston, presente a bordo ring per aiutare i compagni. L’arbitro si distrae dopo l’attaco di Kofi e chiama la squalifica, proprio nel momento in cui Woods cede alla sottomissione dello Svizzero. Con un Cesaro confuso e uno Sheamus molto provato, i tre del New Day lasciano Boston da campioni dopo un match di buon livello ma ben lontano da picchi immensi di splendore.

Winners by DQ : Sheamus & Cesaro

Still RAW Tag Team Champions : The New Day

Sasha Banks (c) vs Charlotte – Hell in a Cell match for the RAW Women’s Championship – 7/10

Rullo di tamburi signori e signore per il main event vero e proprio della serata, la campionessa Sasha Banks, nella sua città natale,sfida Charlotte Flair nel primo Hell in a Cell match della categoria femminile ed anche primo women’s match destinato a chiudere un PPV.

Il match non ha neppure tempo di iniziare poiché a gabbia ancora a mezz’aria, Charlotte spinge la campionessa fuori dal ring iniziando una rissa in mezzo alla folla. Le due ragazze tornano dentro la safe zone intorno al ring e Charlotte riesce a connettere una devastante powerbomb su Sasha attraverso il tavolo di commento tedesco a bordo ring. Ne seguono momenti drammatici, viene messo in scena un angle ben studiato volto a simulare un infortunio della Banks, che in verità impatta malamente contro il tavolo dei commentatori. Tutto sembra già scritto, Sasha viene caricata su una barella dai medici WWE e Charlotte obbliga l’arbitro a consegnarle il titolo. Jojo annuncia che la Banks non potrà competere e che la nuova campionessa incoronata per forfeit dell’avversaria è proprio Charlotte. Tuttavia Jojo non riesce nemmeno a terminare la frase dacché Sasha si libera dai paramedici e barella e corre dentro la gabbia per riprendersi il titolo. La gabbia viene chiusa e si da inizio ad il match vero e proprio.

Anni fa un Hell in a Cell match tra due donne sarebbe stato un sogno di molti ma una realtà di pochi, i tempi cambiano ed in questa ondata di finta Women’s Revolution volta solo a far apparire la compagnia più equa ad occhi degli investitori, si è deciso di mandare due donne in un match già duro per un fisico maschile e noto per aver accorciato le carriere di molti.

Quindi si, da grande scettico riguardo a questa decisione sono rimasto piacevolmente colpito dal lavoro svolto dalle due lottatrici. Nonostante la diversa fisicità rispetto ad un atleta di sesso maschile, sia la Banks che Charlotte non si sono risparmiate ed hanno dato il meglio di sé. Benché anche in questo caso la gabbia sia risultata solo come elemento di contorno, non è mancato l’intensivo utilizzo di sedie e tavoli (tra un botch e l’altro). Grande pecca della disputa è stato il finale totalmente anti-climatico ed inaspettato che lasciato molti, fra cui il sottoscritto, a bocca aperta. E’ bastata una semplice Natural Selection outtanowhere (semicit.) per il conto di tre decisivo e quindi per l’ennesima vittoria del titolo da parte di Charlotte.

Il match era nel pieno del suo svolgimento, nell’apice del climax ascendente che lo aveva accompagnato, un finale quasi raffazzonato come quello a cui abbiamo assistito ha smorzato l’entusiasmo e lasciato i fan con la volontà di vedere di più.

Winner and new RAW Women’s champion : Charlotte

Considerazioni finali

Abbiamo consegnato agli archivi il secondo PPV del roster rosso nella New Era.

Hell in a Cell è stato capace di intrattenere moderatamente i fan tra alti e bassi, offrendoci un lottato generalmente più che buono e dei risultati più o meno condivisibili. Il premio match della serata va indubbiamente al confronto fra Rollins ed Owens, benché entrambi non abbiano dato il meglio. Seguono subito dopo gli altri due Hell in a Cell match, con un particolare e sentito plauso a Charlotte e Sasha Banks. I match pecora nera della serata sono senza dubbio il confronto tra Bayley e Dana Brooke ed il tag team match fra Club ed Enzo e Big Cass.

Con la convinzione che questo PPV avrebbe potuto dare molto di più al pubblico, Io vi do appuntamento ad un prossimo articolo e ad una prossima recensione. See ya soon!

Voto totale al PPV : 6.5/10

 

Francesco Zerini, The Wrestling Corner

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