WWE Survivor Series 2016 Review (20/11/2016) - World of Wrestling

Benvenuti all’appuntamento con la recensione di WWE Survivor Series. Oggi avrete l’occasione di assistere a due differenti punti di vista: uno è quello che trovate scritto di seguito, l’altro è quello che potrete trovare nel video a cura di The Wrestling Corner e dei PW Videos, che vi riportiamo all’interno di questo articolo. Spero mi perdoniate se non darò i voti agli incontri ma è un parametro di valutazione che non sono mai riuscito ad abbinare ai match di wrestling: preferisco fare le consuete considerazioni sui match e spero che il mio punto di vista risulti manifesto anche senza bisogno di assegnare dei voti.

5vs5 Elimination Tag Team Match: Charlotte, Sasha Banks, Alicia Fox, Bayley & Nia Jax vs Natalya, Becky Lynch, Naomi, Carmella & Alexa Bliss

Il PPV inizia con il primo dei tre match a squadre che ci attendono nel corso della serata. Ad iniziare sono le lottatrici (guai a dire ancora “Divas”, si rischia il linciaggio). A causa di una Nikki Bella aggredita da ignoti nel Backstage, Natalya si aggiungerà al team SmackDown (scelta saggia, ma andiamo con ordine). Nelle fasi iniziali del match le eliminazioni si susseguono velocemente (prime fra tutte Carmella per lo show azzurro e Alicia Fox per lo show rosso), ma, con un minimo di cinismo, bisogna ammettere che non si è di certo trattato di perdite particolarmente rilevanti. Senza soffermarci sulle singole eliminazioni (per il preciso svolgimento dei match potete consultare il nostro report prontamente pubblicato subito dopo la fine del PPV) una delle prime ragazze a mettersi in mostra è sicuramente Natalya, che dimostra di essere in forma smagliante e, nonostante sia entrata a sorpresa nel match, si mostra decisiva portando alla inaspettata eliminazione a sorpresa di Sasha Banks, uno dei pilastri del team Raw sul quale avremmo scommesso molto di più. Non me ne vogliano i fan di Nikki Bella, ma a posteriori mi sembra fondato ammettere che la presenza di Natalya nel match è stata una benedizione. Altre due protagoniste indiscusse sono state le due azzurrine Alexa Bliss e Becky Lynch: la prima è stata una delle più presenti sul ring, nonostante non sia sopravvissuta fino alla vera e propria fase finale del match, e ha dimostrato ancora un volta di possedere un carisma di certo non secondario, fatto dimostrato dal boato del pubblico ogni volta che riceveva il tag; la seconda si è confermata l’idolo del pubblico e la regina di SmackDown, leader di fatto del proprio team e credibile anche in quando in svantaggio numerico. Dalla parte del team Raw, una Bailey latitante nelle prime fasi del match esplode nel finale e domina gli ultimi momenti del match, fino a conquistare la vittoria per la propria squadra. Charlotte, intervenendo regolarmente nella contesa ed eliminando di versi membri importanti della compagine avversaria (fra cui Natalya e Alexa Bliss) ha tenuto fede al suo ruolo di campionessa dello show rosso, decidendo anche di tenersi per sé la gloria finale attaccando Bailey e conquistando la scena. Match nel complesso godibile, veloce e senza troppi momenti morti, macchiato solo da qualche sporadico botch (quelli di Nia Jax in primis).

Intercontinental Championship Match: The Miz vs Sami Zayn

Incontro ovviamente molto atteso dal pubblico di casa, che accoglie Sami Zayn a gran voce e continua a farsi sentire per tutta la durata del match. Incontro condotto molto intelligentemente da The Miz, che notando dei problemi dell’avversario alla gamba sinistra continua ad infierire su quell’arto, mandandolo anche ripetutamente a sbattere contro il paletto di sostegno e tentando più volte di chiuderlo nella Figure 4 Leg Lock. The Miz dimostra ancora una volta le sue notevoli doti di intrattenitore, facendosi odiare dagli spettatori per tutta la durata del match, grazie anche alla brillante idea di scimmiottare Daniel Bryan. Il Magnifico è ovviamente stato coadiuvato dalla seducente Maryse, che per tutta la durata del match ha fatto il suo dovere mettendo a Zayn i bastoni fra le ruote. Come sempre notevole la prestazione del canadese, che ha coronato il match chiudendo a sua volta The Miz nella Figure 4. A far arricciare il naso è però il dubbiosissimo finale, con Maryse che ruba il gong e lo fa suonare, facendo illudere Zayn di avere vinto quei pochi istanti che bastavano per permettere al marito di effettuare un roll-up e portare a casa la vittoria. L’arbitro praticamente non ha battuto ciglio e si è comportato come se fosse tutto normale. Forse un finale non troppo credibile per evitare una vittoria pulita di The Miz. Questo match non finirà di certo nei manuali ma è probabilmente stato una piacevole distrazione all’interno di uno show dominato (giustamente e ovviamente) dai match a squadre.

10vs10 Elimination Tag Team Match: Enzo Amore & Big Cass, Anderson & Gallows, The Shining Stars, Cesaro & Sheamus, New Day vs Rhyno & Slater, American Alpha, Fandango & Breeze, Hype Bros, The Usos

Questo incontro sorprende fin da subito: dopo l’eliminazione dei Breezango (quale immane perdita) ad uscire dal match sono proprio loro che detengono i titoli di coppia di Raw da tempo ormai immemore: il New Day. Protagonisti delle prime fasi sono gli American Alpha e gli Hype Bros per lo show azzurro e il Bullet Club e The Shining Stars per lo show rosso. Volendo essere oggettivi, mi sembra giusto fare un nota positiva a favore di questi ultimi, protagonisti della prima parte del match. La prima fase dell’incontro si conclude con una rissa collettiva che fa da preludio alla seconda parte del match,  che vede finalmente sotto la luce dei riflettori Enzo Amore & Big Cass per Raw e Rhyno e Slater per SmackDown, fino ad ora rimasti ad attendere sull’apron ring. Alla fine dell’incontro rimangono in gara per la squadra rossa, come poteva essere prevedibile, Cesaro & Sheamus, mentre la squadra azzurra è costretta a riporre le proprie speranza negli Usos, sicuramente i leader di fatto di questa contesa. I fratelli samoani ci credono fino alla fine e costruiscono un finale molto affascinante, dove agli ingranaggi ancora poco oliati degli avversari, riescono ad opporre nettamente la propria alchimia di squadra. Ad avere la meglio, alla fine, sono però Cesaro & Sheamus, che portano Raw sul punteggio di due a zero, lasciando molte aspettative per l’ultimo match a squadre. Match nel complesso sufficiente ma troppo frettoloso nelle fasi inziali, con un’inutilità di fatto di diversi team, primo fra tutti il New Day. Come prima accennato, stupiscono positivamente The Shining Stars e nel finale spicca la convincente performance degli Usos.

Cruiserweight Championship Match: Brian Kendrick vs Kalisto

Incontro valido per il titolo dei pesi leggeri in vista dei match più attesi della serata. Contesa che in realtà non ha suscitato molto interesse fra il pubblico e che non ha regalato grandi emozioni. Forse un altro esempio della parziale delusione della categoria dei pesi leggeri, forse un incontro che non è riuscito a conquistarsi l’attenzione del pubblico in quanto inserito fuori conteso. Sta di fatto che non c’è molto da dire, magari piacevole per chi ama i pesi leggeri, probabilmente uno step non necessario della card per chi aspettava con ansia gli ultimi due match dello show. Match reso ancora meno incisivo dal suo stesso finale, nel quale interviene senza apparente motivo un travolgente Baron Corbin che fa piazza pulita dei due pesi leggeri, facendo scattare un’improbabile squalifica ai danni di Kalisto al posto di un più coerente no contest, visto che l’aggressione ha riguardato entrambi i lottatori.

5vs5 Elimination Tag Team Match: AJ Styles, Dean Ambrose, Shane McMahon, Bray Wyatt & Randy Orton vs Seth Rollins, Roman Reigns, Brawn Strowman, Kevin Owens & Chris Jericho

Siamo arrivati finalmente ad uno dei due incontri più attesi della serata. Data la rilevante lunghezza del match, andiamo a vedere in modo schematico i punti più interessanti, per evitare di perderci in discorsi senza capo né coda.

-Chris Jericho dà spettacolo e si rende protagonista della prima parte del match, dai vari siparietti col suo migliore amico Kevin Owens fino al drammatico (va be’) momento in cui si ritrova costretto a raccogliere la sua lista dopo che la sua dolce metà ha saggiamente deciso di usarla come corpo contundente contro AJ Styles, attacco al quale è seguita una clamorosa quanto dubbia squalifica.

-James Ellsworth riesce a dare spettacolo nonostante il suo marginale ruolo di mascotte del team SmackDown, riuscendo addirittura a provocare la squalifica per count-out di Strowman nascondersi sotto il ring e trattenendolo per una gamba. Una trovata che gli è poi costata la pelle, ma sfido chiunque a dire di non aver sorriso di fronte a questa scena.

-Shane McMahon si aggiudica probabilmente il ruolo di protagonista dei due spot più mozzafiato del match: prima con un Flying Elbow Mash direttamente dalla terza corda sul tavolo dei commentatori, su uno sventurato Brawn Strowman già messo KO da un RKO sul tavolo stesso per gentile cortesia di Randy Orton; poi, successivamente, Shane ha provato ad eseguire un Coast to Coast su Roman Reigns, il quale però lo stronca violentemente arpionandolo al volo con una Spear.

-La WWE ha finalmente deciso di accontentare gli inguaribili nostalgici dello Shield, dando luogo ad una improvvisa e improbabile reunion nata da un “tradimento” di Ambrose nei confronti del suo team, apparentemente provocato più da un raptus che da un suo sentimento di lealtà nei confronti degli ex alleati. Insomma, una situazione un po’ troppo caotica che in realtà non ha lasciato pienamente soddisfatto neanche un grande fan dello Shield come me.

-Il finale è stato senza dubbio ben congegnato, con un Randy Orton che si sacrifica per la propria squadra o, meglio, per Bray Wyatt. Da notare come il pubblico abbia subissato di fischi il povero Roman Reigns, nonostante si fosse reso protagonista delle fasi finali dell’incontro, esultando invece alla vittoria degli heel di SmackDown.

Per concludere, è stato sicuramente il match migliore della serata, scorrevole e veloce nella prima parte e pieno di spot meritevoli di lode nella seconda. Questo è stato forse l’unico fra i tre match a squadre a rappresentare davvero lo spirito dei match Raw Vs SmackDown delle Survivor Series, con alleanze che si ricongiungono per il bene del team (vedi Roman Reigns e Seth Rollins), alleanze stroncate (vedi Bray Wyatt e Brawn Strowman) e la figura del leader che tenta il tutto per tutto e si sacrifica (vedi Shane McMahon). Insomma, direi che converrete quasi tutti nel definirlo il match salva show.

Brock Lesnar vs Goldberg

Quello che doveva essere l’incontro più importante della serata si è rivelato essere il più discusso. Il match, in poche parole, non c’è stato: due Spear e una Jackhammer e Goldberg spedisce così Brock Lesnar fra le braccia di Morfeo in un minuto e mezzo. Mentre il pubblico presente all’arena ha esultato e cantato il nome di Goldberg dal momento della sua entrata fino a quello del suo ritorno nel backstage, la stragrande maggioranza del pubblico italiano è rimasta completamente insoddisfatto, per usare un eufemisfmo, del Main Event: vuoi perché molti l’hanno interpretato come un escamoutage per nascondere l’impossibilità fisica di Goldberg di sostenere un intero match contro Lesnar, vuoi perché ancora più persone hanno trovato incompatibile una tale sconfitta con colui che interrotto la streak dell’Undertaker. Insomma, tutte valide argomentazioni, ma forse un po’ troppo precipitose. Voglio dire, cosa accadrà adesso? Quando si incroceranno nuovamente le strade fra i due? La distruzione di Lesnar ha fatto scalpore e, volente o nolente, diventerà pur sempre una pagina della storia del wrestling e questo potrebbe essere il punto di partenza per una faida a lungo termine fra i due. Che l’incontro non sia andato come ci aspettavamo è una fatto acclarato, ma, come accade spesso per glie venti importanti, forse è il caso di aspettare un po’ per poi riguardare quanto è successo in un’ottica più generale. Per riassumere, se la WWE ha fatto tutto questo, un motivo c’è, e forse è il caso di stare attenti e vedere cosa accadrà adesso. Per tirare le somme c’è ancora tempo, non è necessario farlo subito.

Considerazioni finali

Il PPV è stato bersaglio di molte critiche, alcune dettate più da una rabbia incontrollabile per quanto accaduto nel Main Event, piuttosto che per una valutazione oggettiva dell’evento. I match in per sé non hanno presentato un cattivo lottato e alcuni, in primis il 5 Vs 5, ha presentato spot davvero mozzafiato e lodevoli. Nel complesso non me la sento di definirlo un cattivo PPV, anzi, penso sia stato un evento di buon intrattenimento, che ha saputo amalgamare tutto sommato bene lottato e storytelling. Magari non è stato pienamente all’altezza di quello che ci aspettava, ma in conclusione risulta essere un PPV più che sufficiente.

Recensione a cura di Edoardo Lolli

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