WWE Royal Rumble 2017 Review (29/01/2017) - World of Wrestling

Benvenuti all’appuntamento con la recensione di WWE Royal Rumble 2017. Spero mi perdoniate se non darò i voti agli incontri ma è un parametro di valutazione che non sono mai riuscito ad abbinare ai match di wrestling: preferisco fare le consuete considerazioni sui match e spero che il mio punto di vista risulti manifesto anche senza bisogno di assegnare dei voti.

WWE Raw Women’s Championship: Charlotte vs Bayley

Il PPV inizia con l’incontro fra Bailey e Charlotte, che vede in palio il titolo femminile. Il PPV inizia senz’altro in grande stile, con un match di cui non si può non essere soddisfatti. Charlotte difende il suo regno e conferma la sua striscia vincente nei PPV, ma Bailey si conferma, almeno a parere di che scrive, come l’elemento di maggior rilievo, insieme alla campionessa, della divisione femminile dello show rosso. La sfidante ci ha creduto fino all’ultimo e, sarà pure una visione troppo “incantata” e “romantica”, ha regalato al pubblico quella carica e quelle emozioni necessarie per partire con il piede giusto. La Road to WrestleMania è finalmente incominciata, e quale modo di migliore di farlo se non con una ragazza che, dopo aver mancato il bersaglio, ora dovrà rialzarsi e guardare al futuro? Questo match mi ha fatto ripensare alle divisioni femminili dei due show e ancora una volta non riesco a capire quale delle due mi attragga di più: prima quella di Raw, poi quella di SmackDown, e adesso non riesco più a staccare gli occhi da Bailey. Ancora una volta mi sono ritrovato ad aspettare il match femminile con maggior hype rispetto ad alcuni degli altri show della card ed è una sensazione alla quale ormai mi sto abituando. E non penso di essere il solo.

WWE Universal Championship: Kevin Owens vs Roman Reigns

La serata continua con il match fra Kevin Owens e Roman Reigns: due lottatori, il titolo di WWE Universal Champion e un uomo sospeso sopra al ring. Ok, scusate, forse non era il modo migliore per iniziare a parlare di questo incontro, ma Chris Jericho è riuscito a catturare la mia attenzione anche se rinchiuso dentro una gabbia d’acciaio a penzoloni sopra il quadrato. Sarà stato per il continuo rumore del suo picchiare contro le sbarre, sarà stato perché mi sono chiesto che impressione dovesse fare vedere dal vivo Chris Jericho ondeggiare sopra il ring dentro una gabbia per squali, ma la pignatta più sexy del ring è stata il mio pensiero fisso per tutta la durata del match. Ok, torniamo seri. Owens ha condotto magistralmente il match, mettendo in risalto l’avversario e regalandoci diversi da spot da pelle d’oca, dalla Frog Splash con partenza la terza corda e destinazione il tavolo, alla “rovinosa caduta” (non saprei come altro chiamarla) sulla piramide di sedie. Questo non era di certo il match più atteso e palesemente non è neanche stato il miglior match dell’evento, ma devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso. In realtà, però, mi ritrovo costretto ad aprire una parentesi negativa sul finale: nel momento topico dell’incontro, proprio quando stavo ammettendo a me stesso di avere effettivamente gradito lo spettacolo offertoci da KO e Roman Reigns, appare dal nulla Braun Strowman a servire la cintura a Kevin Owens su un piatto d’argento. Sarà che non sono un fan di Strowman, sarà che questo genere di interventi nei PPV mi ha sempre dato sui nervi, ma questo finale ha, a mio modesto parere, fatto perdere quella credibilità che, sarò sincero, penso che il match fosse riuscito a creare.

WWE Cruiserweight Championship: Rich Swann vs Neville

Segue il match per il Cruiserweight Championship fra Rich Swann e Neville. Girovagando per il wrestling web, mi sono ritrovato a leggere ogni  tipo di sottò e presa in giro nei confronti del match e, più in generale, della categoria dei pesi leggeri, dalla tradizionale “pausa panino” al più originale “sonnellino ristoratore”. Pur non condividendo questo genere di interventi, che sinceramente mi fanno dubitare parecchio dell’esistenza di una qualche forma di elasticità mentale dei fan della WWE (non solo italiani, sia chiaro), non sarei neanche sincero se mi mettessi a esprimere entusiasmo per questo incontro e per i pesi leggeri. Sinceramente ormai ritengo (come suppongo sia il pensiero di molti) che la categoria dei pesi leggeri non abbia sortito l’effetto che la WWE sperava e mi ritrovo ancora una volta a guardare un incontro di questa categoria con scarso interesse e con la mente che viaggia più che altro ai match successivi. Sia chiaro, Rich Swann e Neville hanno comunque fatto bene il loro lavoro e svolto il loro compito, sarebbe ingiusto voler fingere che abbiano lottato male. La mia è una più che altro una considerazione generale, una ricorrente mancanza di interesse nei confronti dei pesi leggeri che ormai sta diventando cronica.

WWE Championship: AJ Styles vs John Cena

Prima della rissa reale abbiamo assistito al match per il titolo dei pesi massimi fra AJ Styles e John Cena, una contesa che di fatto si è posta come il vero main event della serata e che sicuramente sarà il motivo per cui questo PPV passerà alla storia. Scrivere frasi e frasi sul perché sia stato un match strepitoso probabilmente sarebbe inutile: chiunque abbia due occhi lo ha visto e sa di cosa sta parlando. Non sprecherò quindi per ribadire l’ovvio, cioè che probabilmente il match migliore dell’anno lo abbiamo visto già a gennaio (felice se nei prossimi mesi sarò smentito) e che, senza troppi dubbi, abbiamo assistito ad uno dei match migliori dell’ultimo decennio. Qui, invece, vorrei soffermarmi un attimo sulle polemiche riguardanti la vittoria di John Cena, sui fiumi di lamentele da parte di chi si professa apertamente smart (come se ci fosse bisogno di specificare ogni quattro minuti di essere dei fan smart). La domanda che mi pongo è questa: è davvero importante? Mi spiego meglio: è davvero rilevante che alla fine la cintura se la sia portata a casa Cena e non sia Styles? Tutti quanti sappiamo che c’è la forte probabilità che nessuno dei due arrivi a WrestleMania come campione, quindi perché non mettiamo un attimo da parte le solite e sterili polemiche su John Cena, in buona parte anche infondate (come la noiosissima leggenda metropolitana sulle uniche cinque mosse che sa fare) e non ci godiamo questo? Perché non ci rilassiamo un attimo e riguardiamo questo match una decina di volte, in modo da imparare qualcosa? Sia chiara che questa è la personalissima opinione e alla mia domanda di prima siete liberissimi di rispondere “sì”, se ne siete davvero convinti. È solo che mi sembra davvero uno spreco di tempo concentrarsi su quel conto di tre, quando Cena e Styles ci hanno regalato 24 minuti e 10 secondi di perfezione. Vorrei anche soffermarmi un attimo su una cosa successa a fine match e che forse molti non avranno notato, o che comunque avranno sorvolato senza dedicarle molto importanza. Mi sto riferendo all’abbraccio fra John e l’arbitro Charles Robinson e la successiva pacca sulla spalla che il direttore di gara ha dato a Cena mentre si godeva il meritato applauso del pubblico. Probabilmente a molti non fregherà molto, ma da arbitro devo ammettere di essere rimasto particolarmente colpito da questo gesto e ho pensato a quale enorme ammirazione e rispetto reciproco deve esserci per lasciarsi andare ad un gesto che di solito, secondo l’etichetta, non viene compiuto.

Royal Rumble Match

Arriviamo infine alla rissa reale, il match più criticato di tutto il PPV. Innanzitutto niente di nuovo sul fronte del web, dove continuano a fronteggiarsi i due storici schieramenti: da una parte quello composto da coloro che spalano letame su tutto, perché ovviamente, dall’alto della loro postazione davanti al computer e forti della ineguagliabile esperienza guadagnata dopo anni e anni di liti sui forum, loro sanno tutto; dall’altra parte, invece, lo schieramento opposto, quello formato da chi attacca continuamente chi fa polemica, sul presupposto che o sei un pluri-campione o devi stare zitto. Insomma, alla fine sono pochi quelli che hanno provato ad analizzare davvero la Rumble, ed è un vero peccato. Qui non perderò tempo nell’analizzare wrestler per wrestler e lottatore per lottatore, e mi limiterò a fare alcune osservazioni.

-Comedy. Sinceramente, non riesco a capire il perché di tutte queste feroci critiche per le scenette comedy di Jack Gallagher e James Ellsworth. Non mi pare una novità che le fasi iniziali della Rumble siano caratterizzate da vene sarcastiche, e sinceramente sarei curioso di vedere cosa direbbero gli antagonisti del comedy se fossero costretti a sorbirsi un’intera Royal Rumble senza un solo siparietto a spezzare la tensione.

-New Day. Tre lottatori, zero eliminazioni. Credibilità ai minimi storici. Ok, seguitemi nel ragionamento: entrano tre alleati a distanza di tre entrate l’uno dall’altro e non eliminano nessuno, per poi concludere l’avventura nella rissa reale con dei tempi di permanenza imbarazzanti. Capisco che, detta alla bruta, a nessuno fregasse niente del New Day nella Royal Rumble, ma questa cosa l’ho trovata inspiegabile.

-Wyatt Family. Alcuni di voi saranno d’accordo, altri no, ma io ho iniziato ad interessarmi davvero al match solo con l’arrivo della Wyatt Family (Bray Wyatt e Randy Orton in particolare). Non che io sia un grande fan della Famiglia Wyatt, sia chiaro, ma è stato solo con l’arrivo di Wytt e Orton che ho iniziato a percepire quel brivido che provi quando sai che stanno per arrivare i colpi di scena.

-Le leggende. Questo è probabilmente il punto più delicato e quasi tutti si sono chiesti: che senso ha far entrare Brock Lesnar, Goldberg e The Undertaker così tardi? Non si si potevano sfruttare meglio le loro eliminazioni? Io sarò sincero: non ho ben capito quali fossero le intenzione della WWE. Diciamocelo chiaramente: le eliminazioni di Lesnar e di Goldberg erano abbastanza prevedibili, non credo che ci siano così tante persone ad essere davvero sorprese di come sono stati eliminati. Non credo che a così poca distanza da quanto accaduto alle Survivor Series, qualcuno sia balzato in piedi dalla sedia, con le mani fra i capelli, sorpreso di come Goldberg abbia eliminato Lesnar.

-Randy Orton. Diciamo che la maggior parte dei fan italiani non sembra avere preso molto bene la sua vittoria. In realtà penso che sia ancora prematuro fare considerazioni di questo tipo. È vero che è stato fermo per molto tempo ed è vero che sembra strana la scelta di reinserirlo così in fretta nel “giro che conta” (se possiamo chiamarlo così) ma forse è ancora presto per sindacare questa scelta. Aspettiamo e vediamo, probabilmente le risposte arriveranno presto.

Considerazioni finali

In conclusione, i match titolati sono stati complessivamente soddisfacenti e quello per il titolo dei pesi massimi ci ha regalato emozioni e qualità praticamente impareggiabili. Resta l’amaro in bocca per una Royal Rumble dalla quale ci saremmo aspettati di più, ma la vittoria di Randy Orton incuriosisce e potrebbe anche essere che presto i polemici cronici saranno smentiti. Non avremo avuto la rissa reale che speravamo, ma Cena e Styles ci hanno dato sicuramente un motivo per ricordarci a lungo di questa edizione del PPV.

 

Edoardo Lolli

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