WWE NXT Takeover Orlando Review (01/04/2017) - World of Wrestling

Siamo a Orlando, Amway Center, nel weekend di WrestleMania. Qui TakeOver Orlando!

Pre-Show

Nel pre-show hanno il compito di introdurre all’evento Charly Caruso, Nigel McGuinness e Sam Roberts. Quest’ultimo, molto ottimista, già afferma che questo potrebbe essere lo show che ruberà la scena a WrestleMania. Si insiste infatti sulla novità della grandezza di questo evento, inconsueta per uno show di NXT.

A seguire i promo dei diversi match della serata. Grande attesa per vedere se riusciranno a limitare il SanitY, per il match per il titolo femminile, per l’incontro a tre per i titoli di coppia, per il debutto di Aleister Black, e per il re-match tra Nakamura e Roode.

Peyton Royce e Billie Kay compaiono ai microfoni dei presentatori, distratte e insolenti come da gimnick. Billie Kay dice che il suo collo sta bene, in riferimento all’infortunio che ha subito, ma polemizzando sulla pericolosità di alcune mosse.

Opening

Si apre lo show col ring illuminato in uno sfondo buio, e la voce di Triple H che incita wrestler e pubblico a mostrare al mondo cosa sia NXT, a volgere il destino a proprio favore, qui a Orlando, a casa.

Al commento Nigel McGuinness, Percy Watson e Tom Phillips.

Primo match: SAnitY vs Dillinger, Strong, Ruby Riot & un wrestler da definire

Solita entrata scenica della stable heel, con tanto di trucco a sottolineare come ce ne fosse bisogno la loro vena dark. Ed ecco invece gli avversari: il primo a entrare è proprio Tye Dillinger, seguito dalla debuttante Ruby Riot, Roderick Strong, e, sorpresa sorpresa, a sostituire No Way José è Kassius Ohno.

Entrata rapida, e si comincia con le due donne che si affrontano. Ruby fa subito vedere perché è tanto apprezzata nelle indie riuscendo a contrastare efficacemente Nikki, mentre al cambio Ohno si avvantaggia dell’avversario, e Strong fa piazza pulita del Sanity. Solo con la furbizia il Sanity riesce a restare in corsa, il team avversario ha ottimi talenti individuali tuttavia non abituati a interagire tra loro, il Sanity invece gioca di squadra e riesce a prendere il sopravvento sulla lunga distanza, dopo un avvio lento. È il buon Roderick a pagarne maggiormente le conseguenza, mentre come di consueto ogni buona giocata di Dillinger è accompagnata dai ‘Ten’ del pubblico. Il recupero è a opera proprio di Tye a suon di ten, che con un cross body e un suicide dive sgombera la concorrenza. Le donne tornano a prendersi la scena, ma continuano lo scontro extra-ring lasciandolo al duo Young-Dillinger, scontro non estraneo ad altre interazioni: difatti la stipulazione permette continui scambi che infatti puntualmente avvengono. Il drop kick fuori ring di Ruby Riot apre buone possibilità al suo team per chiudere il match, invece è il Sanity ad approfittarne col loro gioco di squadra, con Killian Dain che fa la sua finisher a Dillinger chiudendo il conto di tre.

SAnitY vincono per schienamento

Inquadrati Edge e Beth Phoenix, hall of famers WWE.

Secondo match: Andrade Cien Almas vs Aleister Black

Entra Almas. L’attesa però è tutta per il debutto del fu Tommy End: buio, la theme song non è quella dello UK Tournament, ed è senz’altro d’impatto, quasi mistica. La sensazione è fortunatamente che vogliano presentare la new entry come un wrestler di punta, da temere, e non una semplice comparsa.

Si apre con una fase di studio e di prese, nella quale ambo gli atleti non sfigurano. Cien è sicuro, quasi strafottente, Aleister non da meno. L’inizio ha ottimi scambi e buona psicologia: i wrestler non vogliono apparire deboli e ci tengono a ben figurare. Black finisce nell’angolo, in difficoltà, Cien Almas si mostra un ottimo performer che non si limita a fare il compitino, ottimo il suo drop kick dall’angolo. Il ritorno di Aleister è molto buono, e fa vedere le evoluzioni che lo hanno reso famoso in Europa, facendo partire i primi cori per NXT. Gli scambi tra i due proseguono bene, in un match equilibrato in cui ambo gli atleti hanno la possibilità di mettere in mostra i propri punti di forza. Black esce poi da una mossa di sottomissione finendo nuovamente nell’angolo. Un doppio kick simultaneo mette ambedue gli atleti a terra: il primo a riprendersi è Cien, che si avvantaggia dell’avversario provando più volte lo schienamento. Il ritorno di Black è perentorio e “umilia” Almas, tirato su come pezza da piedi, e infine terminato con un rondhouse kick che chiude l’incontro. Uno, due tre.

Aleister Black vince per schienamento

Terzo match: The Revival vs #DIY vs Authors of Pain

I primi ad accedere al ring sono i Revival, seguiti dai rivali Ciampa e Gargano. Infine ecco i campioni, gli Authors of Pain, accompagnati dal manager Paul Ellering. Presentate le nuove cinture, che incontrano l’approvazione del pubblico.

Il match è ovviamente immediatamente caotico, con tutti e sei i contendenti a menar le mani, quasi subito anche fuori dal ring. I DIY non attendono tanto per tirare fuori un tavolo, che tuttavia non riescono a usare. Lo scontro è anche a distanza, con giochi di sguardi. I campioni sono gli AoP, ma la scena la rubano gli altri due tag team, già protagonisti più volte di grandi match. La forza bruta del duo di Ellering però è un fattore da tenere in considerazione assolutamente, e infatti riprendono il controllo del ring, con i Revival che negano il tag a Ciampa. In un momento più propizio però i Revival si fanno avanti, e il “favore” viene loro ricambiato dai DIY. Gli scambi si susseguono frenetici, con ben poche pause. Gli Authors of Pain fanno vedere la loro forza mettendo sotto ambo gli avversari, e facendo partire i cori ‘this is awesome’, anche se questo è il preludio a una fase più stanca dell’incontro. Il ritorno di Ciampa è però ottimo, con dei suplex davvero impressionanti considerata la mole degli avversari. DIY e Revival tutti insieme poi riescono a fare una power bomb all’avversario sopra al tavolo preparato a inizio incontro. DIY e Revival sembrano alleati, ma la doppia mossa di sottomissione invece non va a buon fine grazie all’intervento del campione “sopravvissuto” alla power bomb. Il match a questo punto arriva allo scontro tra i due team rivali già a Toronto tra l’acclamazione del pubblico, mentre un doppio suicide dive atterra ancora gli Authors of Pain, e un’altra evoluzione pone tutti e sei fuori dal ring esanimi. Il match ha ritmi alti e evoluzioni molto difficili. Il ritorno degli AoP è però brutale, e porta all’eliminazione dalla gara del team di Gargano e Ciampa.

Primo eliminato: #DIY

La contesa ora è a due e vede favoriti gli AoP, che cercano di chiudere l’incontro, se non che i Revival provano a tornare in corsa mentre si alzano cori per CM Punk. I due wrestler di Ellering restano dominatori del ring, i Revival provano con la furbizia ma non basta, la Super Collider dei due chiude l’incontro tra qualche fischio di disapprovazione per la stable heel.

Authors of Pain vincono per schienamento

Quarto match: Ember Moon vs Asuka

Sul ring va per prima Ember Moon. Entra poi la campionessa nipponica Asuka con la cintura alla vita. E viene svelata anche questa nuova cintura, pure questa molto bella, e anche questa approvata dal pubblico.

Pure qui si inizia con un gioco di sguardi. I primi scambi sono veloci. Asuka irride l’avversaria, causando la ferocia di Ember. Le due non si mostrano rispettose l’una dell’altra, e questo apre una fase di dominio della giapponese, che tiene le redini dell’incontro in mano e ribatte colpo su colpo ai tentati ritorni di Ember Moon. Infine la texana riesce a costringere fuori dal ring Asuka, volando poi dalla terza corda per atterrare l’avversaria. Ember tuttavia non riesce a capitalizzare e Asuka torna a dominare l’incontro come sua consuetudine, evitando i colpi della Moon. Il primo tentativo di sottomissione della campionessa non va a buon fine, anche se la sfidante è sembrata più volte vicina a cedere. A questo punto il ritorno di Ember Moon appare molto più convincente, Asuka subisce l’iniziativa della sfidante interrompendolo solo grazie a un german suplex, ma l’inerzia dell’incontro è quella: per sfuggire alla finisher della texana Asuka in maniera furba coinvolge con una spinta l’arbitro, che così involontariamente interrompe l’evoluzione della sfidante dando l’opportunità alla giapponese di chiudere l’incontro con uno spin kick.

Asuka vince per schienamento

Main event: Bobby Roode vs Shinsuke Nakamura

Entra Nakamura, stavolta sfruttando un telo per le sue proiezioni. La mise è sempre rossa ma inconsuetamente a righe. Il wrestler gioca col pubblico, partecipa alla sua gioia.

Pianoforte. Anzi, pianoforti. Ecco Bobby Roode, sempre poco sobrio ma stupendamente trash nelle sue entrate, in una gloriosa vestaglia bianca. Il pubblico sembra per il face Nakamura, Roode gongola tra i fischi. La nuova cintura per il titolo di NXT è semplice ma bella, e viene presentata tra i cori del pubblico per i due wrestler.

Come lo scorso incontro, molta psicologia all’inizio, e attacchi lenti. L’ex campione sembra convinto dei suoi mezzi e determinato a riprendersi il titolo, anche se deve subire le prese dell’attuale NXT Champion. Roode irride l’avversario e le sue movenze, Nakamura fa altrettanto interrompendo il “momento glorioso” del canadese. Gli scambi si fanno più veloci e il pubblico non smette di cantare i nomi dei protagonisti. Extra-ring, Nakamura prova a portarsi in vantaggio rispetto all’ex TNA, ma è lui ad avere la peggio, non riuscendo a rientrare e venendo al contrario sbalzato via. In questa fase è quindi Roode a dominare, sottolineando questo con una serie di chop e una neckbreaker, non riuscendo comunque ad andare oltre al due al conteggio. Impedisce poi il ritorno del nipponico che sembra soffrire molto l’iniziativa del campione. Finalmente a Nakamura riesce il ritorno, cui poco può il canadese, costretto a subire e a finire fuori dal quadrato. Adesso è il campione a essere in difficoltà e a dover interrompere un conteggio dopo aver preso una ginocchiata dallo sfidante. Il suo ritorno però si fa attendere meno, con una bella clothesline. La fase è equilibrata, Nakamura si prepara alla sua kinshasa ma Roode comincia a infierire sul ginocchio del primo, leit motiv del loro match a San Antonio, portando anche la figure four alla gamba malandata. Nakamura riesce a reversarla, tuttavia Roode è già alle corde e non deve soffrire granché. Anche Nakamura prova una mossa di sottomissione, però al braccio sinistro, da cui Roode non riesce a sottrarsi una prima volta se non infine toccando le corde con le gambe al secondo tentativo. Bobby Roode evita una ginocchiata di Nakamura che sbatte invece proprio il ginocchio nell’angolo, apparentemente peggiorando la sua situazione. I due si guardano sprezzanti, l’uno si tiene il ginocchio, l’altro si tiene il braccio, la sfida appare incerta. Nakamura vuole chiudere, Roode fugge dal ring, ma è un tranello: Nakamura subisce un colpo al ginocchio e la Glorious DDT, che quasi porta al conto di tre. Quasi. Il pubblico è in visibilio, Roode è incredulo. Quest’ultimo va a prendere la campanella fuori dal ring, l’arbitro gliela sottrae, Nakamura si avvantaggia con un calcio ma subisce a sorpresa la spinebuster, che non chiude tuttavia l’incontro. Il pubblico canta ‘this is awesome’, i wrestler sono esausti, a malapena si reggono in piedi, mentre Roode insiste sul ginocchio e conclude con un altra Glorious DDT. Uno, due, tre, e anche qui il titolo non passa di mano.

Bobby Roode vince per schienamento

Roode esce tra gli applausi, il pubblico ha gradito tutto il TakeOver, e sicuramente anche il main event. Una cosa è certa: i TakeOver sono eventi ormai di un livello molto alto, e già si attende il prossimo appuntamento, in agosto, a Brooklyn.

A cura di Stefano Buonfino

 

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