Knockout or Tapout #5 – Chuck Liddell: l’Uomo di Ghiaccio - World of Wrestling

The Iceman

Un bentornato a tutti I lettori di WorldofWrestling.it per questa nuova edizione del “Knockout or Tapout”! Come anticipatovi nel numero precedente oggi proseguiremo la nostra carrellata con i lottatori che più di tutti hanno segnato la storia del nuovo sport in ascesa, che è quello delle Arti Marziali Miste. Dopo aver iniziato alla grande con il mitico Fedor Emelianenko, in rappresentanza della categoria dei Pesi Massimi, scendiamo di qualche chilogrammo per arrivare alla categoria dei Massimi Leggeri, quella dei 93kg (o 205 libbre), per parlare di quella che è stata e sarà per sempre una delle icone principali della storia delle MMA e in particolare della Ultimate Fighting Championship, un fighter che ha avuto il grande merito, insieme ad altri colleghi, di lanciare il successo dell’UFC in America e nel mondo, un fighter dallo striking letale in piedi, un vero guerriero dal look inconfondibile, insomma signore e signori, se dovessi usare una proporzione, lui è stato per l’UFC quello che “Stone Cold” Steve Austin è stato per la World Wrestling Entertainment…introducing Chuck “The Iceman” Liddell!!!

Charles David Liddell nasce il 17 dicembre del 1969 a Santa Barbara nella California; all’età di 12 anni comincia a studiare il Koei-Kan Karate, uno stile particolare del Karate che prevede l’utilizzo di protezioni speciali (per la testa, specialmente). Passa la sua adolescenza e prima gioventù nella famosa Del Playa Drive di Santa Barbara, famosa strada che ospita molte feste e dove Liddell si è trovato molte volte coinvolto in risse con studenti ubriachi. Diventa wrestler di I° Divisione per il California Polytechnic State University di San Luis Obispo e si laurea in Contabilità Aziendale nel 1995. Di lì a poco, dopo aver visto in TV i primi eventi della Ultimate Fighting Championship, decide di voler entrare nelle MMA e si trasferisce a Las Vegas per allenarsi nel Brazilian Jiu-Jitsu sotto John Lewis. Liddell debutta per la UFC il 15 maggio 1998 a “UFC 17: Redemption”, nella categoria dei Pesi Massimi Leggeri (dove combatterà per tutta la sua carriera), dove sconfigge per decisione unanime il messicano Noe Hernandez. Successivamente si aggiudica un altro incontro (fuori dall’Ottagono) prima di tornare in UFC quasi 1 anno più tardi, il 5 marzo 1999 a “UFC 19: Ultimate Young Guns”, dove affronta Jeremy Horn il quale lo mette a dormire con una Arm Triangle Choke dopo 12 minuti di incontro, mettendo già fine all’imbattibilità di Liddell. Sconfitta che tuttavia si rivela essere la miglior cosa che potesse accadere a “The Iceman”, che comincia un filotto incredibile di vittorie che lo portano a diventare uno dei contendenti principali della categoria: vengono sconfitti in serie Kenneth Williams, Paul Jones, Steve Heath e Jeff Monson. Il 4 maggio 2001 a “UFC 31: Locked and Loaded”, primo evento UFC sotto il nuovo regime ZUFFA di Dana White e Lorenzo Fertitta, Chuck Liddell affronta l’ex UFC Heavyweight Champion Kevin “The Monster” Randleman, che per l’occasione debuttava nella categoria dei 93 kg: l’incontro dura appena 1 minuto e 18 secondi e ci regala uno dei primi KO che avrebbero reso leggenda Liddell; la promotion di Las Vegas decide di premiare il suo astro nascente e lo utilizza in un tentativo di collaborazione con i rivali del PRIDE Fighting Championships: 23 giorni più tardi infatti, Liddell debutta per la promotion del Sol Levante a “PRIDE 14: Clash of the Titans” dove affronta il connazionale Guy Mezger, ottenendo un altro KO, all’inizio del secondo round. Il ragazzo di San Luis Obispo non si ferma qui, perché poi ritorna in UFC dove infila altre 3 vittorie consecutive per decisione, sconfiggendo Murilo Bustamante, Amar Suloev e l’allora ex UFC Heavyweight Tournament Winner (e giovanissimo) Vitor “The Phenom” Belfort. Il 22 novembre 2002 affronta a “UFC 40: Vendetta” il veterano Renato “Babalu” Sobral e dopo 3 minuti lo manda in TKO con uno stupendo Headkick, che ancora oggi viene riproposto negli highlights della storia della promotion; Liddell ottiene così una shot al titolo Pesi Massimi Leggeri, detenuto dal suo grande amico Tito Ortiz. Ortiz il quale pubblicamente dice più volte di non voler affrontare Chuck perché la paga che ricevono non vale la loro amicizia; comincia così un braccio di ferro e una disputa legale tra Ortiz e la UFC, con quest’ultima che decide così di istituire un Titolo Interim da mettere in palio a “UFC 43: Meltdown” tra Chuck Liddell e un ex UFC Heavyweight Champion, che per l’occasione scende nella categoria minore: Randy “The Natural” Couture. E’ l’inizio di una delle migliori trilogie della Ultimate Fighting Championship.

UFC Light Heavyweight Champion

Alla vigilia dello scontro i media e gli addetti ai lavori pensavano che Liddell avrebbe vinto facilmente, alla luce delle sconfitte di Randy nei Massimi e del fatto che Couture stesso non era più giovane; invece, con sorpresa di tutti, “The Natural” riesce a neutralizzare gli attacchi di “The Iceman” imponendo il suo gioco e ottiene la vittoria per TKO al 3° round, che lo consegna alla storia come primo vincitore di 2 titoli in 2 categorie di peso diverse in UFC e il nickname di “Captain America”. Con questa sconfitta, che frena la sua ascesa, Liddell ritorna nel PRIDE, dove rappresenta la UFC nel Middleweight Grand Prix Tournament del 2003, che raccoglie alcuni tra i migliori Pesi Massimi Leggeri al mondo. Nel primo round della competizione, in uno scontro serratissimo, Liddell riesce a sconfiggere per TKO un allora giovanissimo (e già comunque pericoloso) Alistair Overeem, avanzando al turno successivo, dove incontra un suo futuro avversario: Quinton “Rampage” Jackson; quest’ultimo si dimostra da subito la bestia nera di Liddell, perché in grado di ribattere il kickboxing di Liddell e facendo valere il suo wrestling; Liddell combatte come un leone, ma è costretto a cedere la vittoria a Jackson per TKO nel corso del 3° round. Il record MMA del futuro Hall of Famer è a questo punto dunque di 13 vittorie e 3 sconfitte. “The Iceman” ritorna in UFC e la promotion mette in piedi l’attesissimo scontro con l’ex amico Tito Ortiz, che nel frattempo aveva perso lo UFC Light Heavyweight Championship a favore di Randy Couture. Il 2 aprile del 2004 a “UFC 47: It’s On!”, Ortiz e Liddell si affrontano in un accesissimo main-event, con “The Huntington Beach Bad Boy” che in tutti i modi tenta di provocare Chuck, che tuttavia sembra avere la meglio nell’Ottagono e riesce a finire Tito con una serie inarrestabile di colpi durante il secondo round, portandosi a casa la vittoria per TKO. Le polemiche e il cattivo sangue tra i due non termina qui, Ortiz protesta visibilmente nel post-fight per un colpo illegale non visto che avrebbe ricevuto da “The Iceman”, ma la cosa termina lì. Pochi mesi più tardi, a “UFC 49: Unfinished Business”, Liddell affronta il veterano Vernon White e anche qua non c’è storia, un altro KO al primo round che vale a Liddell un’altra shot a Couture e al Light Heavyweight Championship. “The Iceman” e “The Natural” vengono selezionati da Dana White come primi capitani della stagione inaugurale di “The Ultimate Fighter”, un nuovo reality TV che sarebbe servito a lanciare nuovi fighters nella promotion n.1 al mondo. La stagione viene inaugurata il 17 gennaio 2005 su Spike TV e si conclude il 9 aprile 2005 con la Finale, che vede Forrest Griffin del Team Liddell prevalere su Stephan Bonnar del Team Couture per i Light Heavyweights, mentre Diego Sanchez e Kenny Florian del Team Liddell si affrontano nella finale dei Medi, con vittoria di Sanchez. I 2 capitani, Liddell e Couture, si affrontano nel main-event di “UFC 52: Couture vs. Liddell 2”, evento attesissimo che ottiene la più alta affluenza di spettatori a un evento UFC fino a quel momento. L’incontro è breve e si conclude dopo 2 minuti, con Liddell che sorprende Couture con un gancio destro improvviso al volto e lo manda KO laureandosi, con un record di 18 vittorie e 3 sconfitte, NUOVO UFC LIGHT HEAVYWEIGHT CHAMPION OF THE WORLD!!!

UFC Light Heavyweight Championship

A “UFC 54: Boiling Point”, il 20 agosto 2005, Liddell difende la cintura per la prima volta contro una sua vecchia conoscenza, quel Jeremy Horn che gli ha regalato la prima sconfitta nelle MMA; durante lo scontro Liddell si difende bene dal grappling e dal submission wrestling di Horn e contrattacca con il suo striking e il suo wrestling, buttando più volte a terra l’avversario, fino ad ottenere la vittoria per TKO al 4° round e difendere con successo la cintura. Con questa affermazione, Chuck ha rimediato a ben 2 delle finora 3 sconfitte rimediate in carriera. A “UFC 57: Liddell vs. Couture 3” si conclude la trilogia tra “The Iceman” e “Captain America”; questa sfida è molto simile alla precedente, combattuta, con Liddell che butta a terra Couture facendolo sanguinare e Randy che tenta di difendersi con la lotta greco-romana. Durante il secondo round, come accaduto nella seconda sfida, Liddell prende in controtempo Couture con un destro poderoso mandandolo KO e rimanendo campione! Il 26 agosto 2006 avviene la terza difesa della cintura ed è un altro rematch, stavolta contro Renato “Babalu” Sobral, già precedentemente sconfitto; l’incontro è fotocopia del primo, anzi, Liddell è scatenato e sistema la pratica in 1 minuto e 35 secondi del primo round mettendo KO “Babalu”…Va poi in scena, il 30 dicembre 2006, l’attesissimo “UFC 66: Liddell vs. Ortiz 2”, evento che sbaraglia tutti i record della promotion di Las Vegas, il rematch tra i 2 grandi amici diventati acerrimi rivali, con in palio la cintura più prestigiosa. L’incontro è carico di pathos e vede i due lottatori attaccarsi e studiarsi, con Liddell che dimostra di avere qualcosa in più e Tito che cerca di ribattere, fino ad arrivare al terzo round quando, in maniera similare al loro primo incontro, Chuck trova lo spiraglio per mandare a terra Ortiz e finirlo con una serie inarrestabile di colpi e confermandosi per la 4° difesa di fila il Campione dei Pesi Massimi Leggeri!! Successivamente si arriva al 2007, anno in cui la UFC acquisisce il morente PRIDE Fighting Championships e Liddell si ritrova, il 26 maggio 2007 a mettere il titolo in palio contro un ex del PRIDE, che nel frattempo si era trasferito alla promotion satellite UFC, la World Fighting Alliance ed era poi approdato nella promotion principale: si tratta di un altro ex rivale di Liddell, desideroso di raggiungere l’apice dello sport, si tratta di Quinton “Rampage” Jackson! I due si affrontano dunque a “UFC 71: Liddell vs. Jackson” e dopo poco più di 2 minuti, Liddell si fa sorprendere da un gancio di “Rampage” che lo tramortisce e lo finisce al tappeto con il ground and pound: Liddell non è più dunque campione e perde nel peggior modo possibile contro la sua bestia nera. Nel post-fight, “The Iceman” è criticato per essere stato visto qualche sera prima dell’incontro girovagare per i Night Club di Las Vegas, alche Liddell ribatte che non ha fatto niente di diverso rispetto al solito.

UFC 79: Nemesis

Successivamente, con l’acquisizione del PRIDE, Dana White decide di mettere in piedi un superfight tra Chuck Liddell e il leggendario ex PRIDE Middleweight Champion Wanderlei “The Axe Murderer” Silva; l’incontro tra i due viene inizialmente fissato per “UFC 76: Knockout”, ma successivamente Wanderlei viene sostituito con Keith Jardine, veterano fuoriuscito dalla seconda edizione di “The Ultimate Fighter” pronto alla scalata per il titolo. I due si affrontano e dopo un bel primo round, Liddell va in difficoltà facendosi sorprendere dallo striking non ortodosso di “The Dean of Mean”, che con enorme sorpresa di tutti si porta a casa la split decision! “The Iceman” per la prima volta in carriera perde 2 scontri di fila e il suo record MMA diventa di 20 vittorie e 5 sconfitte. Il 29 dicembre 2007, 1 anno dopo l’epico rematch con Ortiz, a Las Vegas, si svolge l’attesissimo dream fight tra Liddell e Wanderlei Silva. L’incontro è una vera guerra dalla prima all’ultima campana, con i due che non esitano a scambiarsi dispiaceri infiammando la platea in quello che sarà il “Fight of the Year” del 2007 e uno dei migliori incontri di tutta la storia della Ultimate Fighting Championship: alla fine, con i 2 fighters stremati, è Chuck Liddell a portarsi a casa la decisione dei giudici e trionfare. Il 1° febbraio 2008, Mauricio “Shogun” Rua, dopo aver dominato in PRIDE, firma con la UFC e Dana White annuncia Liddell vs. Shogun per “UFC 88: Breakthrough” del 6 settembre 2008; tuttavia, acciacchi e vecchi infortuni tengono il brasiliano lontano dall’Ottagono, al suo posto Chuck affronta il vincitore della 2° stagione di “The Ultimate Fighter”, “Suga” Rashad Evans. L’ex campione ha un buon controllo dell’Ottagono e sembra gestire l’azione portando continuamente offensive all’avversario, ma verso la fine del secondo round Evans prende il tempo a Liddell e lo stende con un destro dritto sul mento, uno dei KO più brutali nella storia UFC. Per Liddell si tratta della 3° sconfitta in 4 incontri, cosa che spinge dunque l’atleta a lasciare momentaneamente il suo team storico, The Pit Fight Team e unirsi alla American Top Team per lavorare meglio sulle sue lacune. Il 17 gennaio 2009, durante una conferenza stampa, Dana White annuncia Chuck Liddell vs. Mauricio “Shogun” Rua per “UFC 97: Redemption” del 18 aprile 2009 a Montreal, nel co-main event della serata. Anche questo un dream fight atteso, con i due che però dimostrano di non essere più al top della loro forma, un Liddell che mette molto cuore come al solito, ma deve soccombere nuovamente a un KO improvviso di “Shogun” al termine del primo round. Dopo l’incontro, uno dei più grandi amici di Liddell, il presidente UFC Dana White, dichiara conclusa la carriera di “The Iceman”, dicendo di provare grande dispiacere nel vedere Liddell steso al tappeto in quel modo più volte e che non vuole più rivedere scene come quelle; tuttavia Liddell è invece desideroso di avere un altro incontro e le trattative con Dana White sono molto serrate. Nel frattempo, il 10 luglio 2009, il giorno prima del grande evento “UFC 100”, Liddell viene introdotto nella UFC Hall of Fame. Verso la fine del 2009 la UFC prende la propria decisione ed elegge i vecchi rivali Chuck Liddell e Tito Ortiz capitani della 11° stagione di “The Ultimate Fighter”, fissando la conclusione della trilogia tra i due per UFC 115 a Vancouver, il 15 giugno 2010. Tuttavia, durante le riprese del reality, Ortiz subisce un infortunio e viene sostituito dall’ex UFC Middleweight Champion Rich “Ace” Franklin. Si arriva allo scontro tra i due, dove Liddell da il tutto per tutto e domina il primo round riuscendo ad infortunare il braccio sinistro di Franklin con i suoi headkick; tuttavia verso la fine del round, Liddell commette l’errore di esporsi troppo nell’offensiva, venendo sorpreso da un gancio destro di Franklin in mento che lo stende per l’ennesima volta, mettendo fine all’incontro. E’ la 5° sconfitta in 6 incontri per Liddell, che con un record MMA di 21 vittorie e 8 sconfitte, decide ufficialmente il 29 dicembre 2010, di annunciare al mondo il suo ritiro dalle MMA, entrando però a far parte della dirigenza della Ultimate Fighting Championship.

UFC Executive

Si conclude così una carriera leggendaria, durata 12 anni, che ha reso Liddell uno, se non il fighter più popolare nelle Mixed Martial Arts e che ha aiutato il boom dello sport, grazie alle sue rivalità con Couture e Ortiz e alla sua serie di KO durante il suo regno da campione. Con questa considerazione chiudiamo l’appuntamento con “Knockout or Tapout”, vi ricordo che nel prossimo numero parleremo del più grande di tutti i tempi: ANDERSON “THE SPIDER” SILVA! Alla prossima, un saluto a tutti!

 

Stefano “CavaxMMA” Cavalli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *