Knockout or Tapout #6 – Anderson Silva: il Ragno - World of Wrestling

MMA GOAT

“E’ il più grande di tutti i tempi. Penso sia il più grande di tutti gli sport da combattimento. Anderson Silva fa semplicemente cose incredibili che nessun’altro è in grado di fare. Guardate ogni suo incontro. Godetevelo finchè potete, perchè una volta che se ne sarà andato, ve ne pentirete.” (Dana White, 14 ottobre 2012)

Ben ritrovati sulle pagine di WorldofWrestling.it e ben ritrovati nella nostra rubrica che tratta il mondo delle Mixed Martial Arts. Continuiamo il nostro viaggio attraverso le carriere e i lottatori più rappresentativi di questa nuova disciplina, dopo Fedor Emelianenko per i Pesi Massimi e Chuck Liddell per i Pesi Massimi Leggeri, è il turno di colui che da ben 6 anni terrorizza la Divisione dei Pesi Medi nella Ultimate Fighting Championship e che è ormai diventato il Dio delle MMA, il miglior fighter ad essersi mai esibito sull’Ottagono, dotato di una tecnica semplice quanto micidiale e di una agilità fuori dal comune, pur non essendo più in giovane età…quest’oggi vi parlerò della carriera di Anderson “The Spider” Silva!!!

Anderson da Silva nasce il 14 aprile 1975 a Curitiba in Brasile, è il secondo di 4 figli e fin da subito è costretto a fare i conti con una situazione di estrema povertà in famiglia. Sin da bambino si avvicina alle Arti Marziali e comincia ad allenarsi nel Brazilian Jiu-Jitsu (dove otterrà la cintura nera sotto la guida del leggendario “Minotauro” Nogueira, con cui stringerà un rapporto più che fraterno) con i suoi vicini di casa, per combattere contro i pregiudizi che erano molto diffusi nei confronti dei bambini poveri. All’età di 12 anni la sua famiglia riesce a raccogliere un po’ di denaro per iscrivere Anderson a un corso di Tae Kwon Do, poi un corso di Capoeira e infine un corso di Muay Thai (boxe thailandese), che Silva comincia a praticare all’età di 16 anni. Nel frattempo, per potersi pagare questi corsi, lavora come commesso al McDonald’s. All’età di 22 anni, nel 1997, Silva decide di intraprendere una carriera nelle Arti Marziali Miste e debutta nella categoria dei 77 kg, combattendo nel circuito brasiliano vincendo i suoi primi 2 incontri al primo round, ma subendo però la prima sconfitta in carriera da Luiz Azeredo il 27 maggio 2000. Successivamente Anderson consegue 6 vittorie consecutive (di cui 2 sole per decisione dei giudici) e sconfigge il giapponese Hayato “Mach” Sakurai, regalandogli la prima sconfitta in carriera (dopo 20 incontri di imbattibilità) e aggiudicandosi così lo Shooto Middleweight Championship, che però non avrà l’occasione di difendere.

PRIDE 25: Body Blow

A inizio 2002 infatti arriva per Anderson Silva la chiamata del PRIDE Fighting Championships e il brasiliano, che faceva parte della famosa Chute Boxe Academy (capitanata da Wanderlei Silva e Shogun Rua tra gli altri) cominciò dunque a combattere per la promotion del Sol Levante. Il debutto avviene a “PRIDE 21: Demolition”, dove “The Spider” sconfigge Alex Stiebling per TKO durante il primo round; successivamente sconfigge Alexander Otsuka e riporta la vittoria più importante della sua carriera fino a quel momento, mandando KO con un violento Flying Knee l’ex UFC Welterweight Champion Carlos Newton, il 16 marzo 2003 a “PRIDE 25: Body Blow”…l’8 giugno 2003 a “PRIDE 26: Bad to the Bone”, Silva affronta il giapponese Daiju Takase e, nonostante i larghi favori del pronostico, dovuti al fatto che lo sfidante si presentava con un record di 4 vittorie e 7 sconfitte, è proprio Takase a vincere l’incontro per sottomissione con una Triangle Choke nel primo round. Anderson Silva dunque, dopo 11 vittorie e 2 sconfitte, ha un momento di crisi e medita seriamente il ritiro dalle MMA, ma è Antonio Rodrigo Nogueira a convincerlo a rimanere in pista: Silva decide così di lasciare la Chute Boxe Academy e si unisce al Brazilian Top Team; grazie al suo nuovo regime di allenamento ottiene 3 vittorie di fila fuori dal PRIDE (una delle quali consente a Anderson di aggiudicarsi il Cage Rage Middleweight Title), per poi tornare a competere nel ring a “PRIDE Shockwave 2004” il 31 dicembre, dove affronta Ryo Chonan; in un incontro dove Anderson Silva sembra controllare la situazione agilmente, il Ragno viene sorpreso da un incredibile Flying Scissor Heel Hook dell’avversario ed è costretto a cedere!!! Silva lascia quindi il PRIDE con un record nella promotion di 3 vittorie e 2 sconfitte, per fare ritorno a tempo pieno nella promotion inglese Cage Rage e difendere così il Titolo dei Pesi Medi conquistato mesi prima…Anderson riporta vittorie convincenti contro Jorge Rivera e Curtis Stout, dopo di che entra a far parte del Rumble on the Rock Tournament, dove affronta il giapponese Yushin “Thunder” Okami e, nonostante i favori del pronostico, Silva perde l’incontro per DQ in quanto utilizza un calcio illegale, che sarebbe stato legale nel PRIDE, unica promotion a utilizzare un proprio set di regole che prevedevano i soccer kicks, stomps, ecc. Successivamente Silva difende nuovamente il Titolo Pesi Medi Cage Rage, sconfiggendo Tony Fryklund per KO al primo round: è il 22 aprile 2006…di lì a poco arriva la chiamata della Ultimate Fighting Championship e, con un record di 17 vittorie e 4 sconfitte, Anderson Silva stava per approdare sull’Ottagono, l’era di “The Spider” stava per iniziare…

The Spider

L’impatto dell’atleta brasiliano nella promotion di Las Vegas è da subito devastante e fa pensare all’inizio di qualcosa di davvero speciale: il 28 giugno 2006 “The Spider” debutta nel main-event di “Ultimate Fight Night 5” dove affronta Chris “The Crippler” Leben. L’incontro dura 49 secondi, durante i quali Silva mette a segno tutti i colpi che porta all’avversario e termina l’incontro con una ginocchiata che manda KO Leben, che mai fino a quel punto era stato fermato nella sua carriera MMA. Dopo questo debutto impressionante, l’UFC decide, tramite un sondaggio su UFC.com, di far scegliere ai fans il prossimo avversario di “The Spider”: la scelta, quasi all’unanimità, ricade sull’allora campione dei Pesi Medi, Rich “Ace” Franklin. Silva ottiene così la title shot alla cintura della categoria 84 kg, il 14 ottobre 2006 a “UFC 64: Unstoppable”…ed è un massacro; Silva fa utilizzo massiccio del suo letale Muay Thai Clinch e, nonostante mostri grande combattività, il campione viene messo TKO dopo 3 minuti d’incontro, Anderson Silva è il nuovo UFC Middleweight Champion!!! La prima difesa del titolo viene fissata per “UFC 67: All or Nothing” contro il vincitore della 4° stagione di “The Ultimate Fighter” Travis Lutter; quest’ultimo tuttavia, alla cerimonia del peso non riesce a rientrare nel limite degli 84 kg di peso e l’incontro diventa un Catchweight e quindi non più valido per la cintura; nonostante questo, dopo un primo round equilibrato, Anderson conclude l’incontro nella seconda ripresa sottomettendo Lutter con una combinazione di Triangle Choke e gomitate alla testa. A “UFC 73: Stacked”, il 7 luglio 2007, Silva sconfigge il primo contendente Nate Marquardt per TKO dopo 4 minuti e 50 secondi del primo round. 3 mesi più tardi, il 20 ottobre a “UFC 77: Hostile Territory”, l’ex campione Rich Franklin ottiene il rematch per la cintura, ma il nuovo scontro trai due è quasi la fotocopia dell’originale, con Silva che manda in TKO l’americano durante il secondo round, portando il suo record MMA a 22 vittorie e 4 sconfitte e la sua carriera UFC sul 5-0! Il 2007 è anche l’anno in cui ZUFFA e la Ultimate Fighting Championship acquisiscono il rivale PRIDE Fighting Championships e, invece di continuare il brand, viene deciso di portare tutti i migliori fighters della promotion nipponica nell’UFC e unificare le cinture…per quanto riguarda la categoria dei Pesi Medi, Dan “Hendo” Henderson, dopo aver rimosso dal trono Wanderlei Silva nell’ultimo evento PRIDE, si guadagna l’opportunità di mettere fine al regno di Anderson Silva nel main-event di “UFC 82: Pride of a Champion”, il 1° marzo 2008. Henderson riesce ad aggiudicarsi il primo round della contesa grazie alla giusta tattica, consistente nel portare a terra il brasiliano e controllarlo grazie alle abilità della lotta greco-romana; nel secondo round però la situazione si capovolge, Anderson respinge la tattica dell’americano e, grazie al suo Jiu-Jitsu mette Henderson in posizione di Rear-Naked Choke e lo fa cedere!! Anderson Silva diventa così il primo (e ad oggi unico) fighter ad essere riuscito a sottomettere Henderson. Dana White decide così di voler testare il suo inarrestabile campione nella categoria superiore, quella dei Massimi Leggeri…Silva viene messo nel main-event di “UFC Fight Night: Silva vs. Irvin”, evento televisivo di Spike TV, dove affronta il veterano James Irvin: l’incontro dura 61 secondi e l’americano viene letteralmente spazzato via da un sempre più incredibile “Spider”, che molti ormai considerano il fighter più forte del pianeta. Tuttavia le due successive performance del campione, che difende con successo la cintura dei Pesi Medi dagli assalti del canadese Patrick Coté (TKO 3° round) e del connazionale Thales Leites (decisione unanime a “UFC 97: Redemption”), provocano il piovere di molte critiche nei suoi confronti per un comportamento arrogante ed egocentrico all’interno dell’Ottagono, nonché dunque una mancanza di rispetto nei confronti degli avversari; “The Spider” risponde a queste critiche a “UFC 101: Declaration” nell’agosto 2009, quando torna nei Massimi Leggeri e umilia l’ex campione di categoria Forrest Griffin, mandandolo in TKO al primo round e riaccendendo l’entusiasmo e l’hype degli addetti ai lavori e dei fans UFC. La successiva difesa della cintura viene fissata per gennaio 2010 a UFC 108 contro Vitor “The Phenom” Belfort, altro ex UFC Light Heavyweight Champion; Silva tuttavia è reduce da degli acciacchi e non è pronto per combattere così presto, lo stesso accade per UFC 109 il mese dopo, così l’incontro viene fissato per “UFC 112: Invincible”, ad Abu Dhabi. L’incontro viene nuovamente cancellato, stavolta a causa di un infortunio subito da Belfort, che però viene sostituito da un altro brasiliano, Demian Maia: l’incontro, così come contro Leites e Coté, ci rimostra un Anderson Silva svogliato, annoiato e provocatore, col freno a mano tirato, che vince l’incontro per decisione unanime scatenando però molti fischi nei suoi confronti e l’ira di Dana White, che nella conferenza stampa post-evento annuncia che qualora Anderson Silva si fosse comportato ancora in quel modo, non importa se è il n°1 e il campione dei Pesi Medi, lo avrebbe licenziato in tronco dalla UFC!!

Silva vs. Belfort

Per evitare che una cosa simile possa accadere, Dana White concede la successiva title shot a Chael Sonnen, ex fighter della World Extreme Cagefighting che nei mesi precedenti ha cominciato, durante una serie di interviste, ad attaccare pesantemente il campione dei Pesi Medi accusandolo di non aver mai accettato un incontro con lui perché impaurito e che lui è l’unico in grado di sconfiggere Anderson Silva; la rivalità tra i due fuori dalle telecamera diventa molto accesa a causa delle dichiarazioni dell’americano, che porta la questione ad un livello personale che provoca molta attenzione mediatica alla sfida tra i due, sfida che si tiene il 7 agosto a “UFC 117: Silva vs. Sonnen”. L’incontro viene stradominato dallo sfidante che durante ogni round riesce a portare a terra Anderson e tenerlo al tappeto, colpendolo con il ground and pound; Anderson però non si perde d’animo e, dopo aver resistito alla tattica di sfinimento dell’atleta dell’Oregon, riesce nell’ultimo round a trovare il momento di distrazione necessario per applicare la Triangle Choke e riportare la vittoria in uno degli incontri più accesi della storia UFC!!! Visto il risultato e il grande equilibrio dell’incontro, la UFC decide di fissare il rematch immediato per “UFC 125: Resolution” nel gennaio del 2011; “The Spider” però non può essere pronto per quella data perché deve recuperare da un infortunio subito prima dell’incontro di UFC 117…la dirigenza UFC decide dunque verso fine 2010 di cambiare le carte in tavola e assegnare la title shot a Vitor Belfort nel main-event dell’annuale PPV del SuperBowl Weekend: lo scontro tra i due brasiliani provoca l’inizio del boom della UFC in Brasile e c’è molta attesa per questo scontro tra le due leggende, scontro che, dopo un inizio equilibrato, viene concluso da una magia di Anderson Silva che, dopo 3 minuti e 25 secondi di match, tira fuori dal cilindro un Front Kick che manda Belfort nel mondo dei sogni! Per Silva è la 13° vittoria in altrettante apparizioni nell’Ottagono UFC, mentre il suo record MMA si porta sul 30-4! Ma una vecchia nemesi si fa largo come successivo sfidante alla corona, si tratta di Yushin Okami, l’ultimo fighter ad aver sconfitto (seppur in modo controverso) il Ragno: il rematch tra i due si tiene a “UFC Rio: Silva vs. Okami”, primo evento UFC in terra brasiliana dopo ben 13 anni e Anderson Silva, oltre ad avere l’onore di combattere a casa riesce anche a prendersi la soddisfacente rivincita, mandando in TKO Okami nel secondo round ed entrando sempre di più nella leggenda. Col passare del tempo però Anderson subisce sempre più acciacchi ed è sempre più difficile per lui recuperare e combattere più di 1 volta all’anno, in una categoria come quella degli 84 kg sempre molto affollata e competitiva, seppur il dominio del brasiliano farebbe pensare l’opposto…nel 2012 è Chael Sonnen finalmente a riottenere l’attesissimo rematch, dove anche stavolta non manca il trash-talking e il cattivo sangue tra i due acerrimi rivali: a UFC 148, il 7 luglio 2012, Silva e Sonnen si affrontano nel main-event e dopo il primo round, che vede come nel loro precedente scontro Sonnen avere la meglio ed annullare le offensive del brasiliano, Anderson prende le misure evitando gli atterramenti di Chael e, approfittando di un errore grossolano di quest’ultimo, lo finisce per TKO nel 2° round, diventando il primo fighter a fermare Sonnen e decretare la fine del loro feud, lungo più di 2 anni. Successivamente si pensa che Anderson stia fermo fino al 2013, ma una emergenza che riguarda la card brasiliana di UFC 153 spinge l’atleta di Curitiba a chiedere alla dirigenza ZUFFA di poter salvare l’evento…Silva ritorna dunque per 1 notte nella Light Heavyweight Division, dove affronta Stephan Bonnar: è l’ennesimo capolavoro del leggendario campione, che con una devastante ginocchiata mette fine all’incontro al primo round diventando il primo fighter a mandare KO Bonnar in carriera.

UFC Middleweight Championship

Anderson Silva con questa inarrestabile marcia che lo consegna di diritto nell’Olimpo dei più grandi nella storia dello sport, se non il più grande, ha demolito tutti i precedenti record della Ultimate Fighting Championship: è diventato il fighter ad avere difeso il titolo per più volte consecutivamente (10), ad aver ottenuto più vittorie in incontri titolati (11), ad avere la miglior striscia di vittorie consecutive in UFC (16) e ad avere il regno più lungo di sempre (ad oggi 2.254 giorni). Ad oggi il suo record MMA è di 33 vittorie e 4 sconfitte e non sembra mostrare il benchè minimo segno di declino atletico, a quasi 38 anni di età. Attualmente Anderson Silva è diventato il secondo fighter più popolare nella Ultimate Fighting Championship, in Brasile è un fenomeno mediatico e popolare e il suo enorme successo gli ha garantito di poter essere sponsorizzato da importanti compagnie multinazionali, quali Burger King, Nike e la squadra di calcio brasiliana del Corinthians. Inoltre, Anderson Silva è sponsorizzato da 9INE, una compagnia di sports marketing gestita dall’ex campione di calcio Ronaldo. Ancora tante sfide attendono questo fenomenale atleta che ritornerà in azione nel 2013, non sappiamo ancora contro di chi, ma di certo sappiamo che quando ritornerà a calcare l’Ottagono, sarà un evento da non perdere! E a proposito di eventi da non perdere, non perdete gli altri appuntamenti di WorldofWrestling.it, seguite la newsboard per rimanere informati su quello che accade nel mondo del wrestling e delle MMA e l’appuntamento per “Knockout or Tapout” è rimandato al mese prossimo, dove parleremo di un altro atleta fenomenale, GEORGES “RUSH” ST-PIERRE! See ya next time!

Stefano “CavaxMMA” Cavalli

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