AEW All Out 2022: il Pagellone - World of Wrestling

All Out 2022 è stato l’ultimo evento in PPV della All Elite Wrestling svoltosi nella notte tra il 5 e il 6 settembre alla NOW Arena di Chicago. Vediamo insieme i risultati, le analisi e i voti di questo evento.

Casino Ladder Match: Claudio Castagnoli vs Wheeler Yuta vs Penta El Zero M vs Rey Fénix vs Rush vs Andrade El Idolo vs Dante Martin vs Joker
La notte di All Out inizia con il Casino Ladder Match. Un mix di atleti interessanti rende la sfida molto godibile: in evidenza Dante Martin, Penta El Zero M e Rey Fenix. Tanti spot di grande impatto e un grande ritmo fino al clamoroso finale. Un gruppo di wrestler mascherati irrompe prima dell’ingresso dell’ultimo partecipante, uno di loro prende la scala e stacca la fiche gigante, rivelandosi essere Stokely Hathway. Ma non è finita, arriva il Joker che agguanta la fiche e vince il match. La curiosità per chi sia la misteriosa figura è a questo punto altissima.
Voto: 7.5

AEW Trios Championship Match: The Elite vs Dark Order e Adam Page
Uno spettacolo. Non ci sono altre parole per descrivere questo match con tanto buon Wrestling e condito da un talento naturale sul ring. L’azione è fantastica, ma in alcuni momenti passa addirittura in secondo piano perché il  racconto del match è straordinario. Il momento in cui i due ex tag team partner si ritrovano è da brividi. Ci sono richiami a varie sfide passate e fanno dell’incontro un vero piacere sotto tutti i punti di vista. Entrambi i team vanno vicini al successo in tante occasioni ma alla fine è l’Elite a vincere. Il finale è perfetto con Adam Page che colpisce John Silver costando al Dark Order la grande chance. Una storia che continuerà nelle prossime settimane.
Voto: 8

TBS Championship Match: Jade Cargill (c) vs Athena
La sfida per il titolo TBS ad All Out 2022 parte forte con Athena che sorprende Jade Cargill. Spavento iniziale a parte, il match prosegue senza sussulti e nel classico schema dei match a cui ci ha abituato l’attuale campionessa. Un dominio totale e un esito scontato.
Voto: 5,5

Trios Match: Wardlow e FTR vs Jay Lethal e i Motor City Machine Guns
Altro match non molto interessante  con un minutaggio esagerato, ben 18 minuti. L’azione sul ring non è insufficiente, ma sono pochi gli sprazzi in cui è possibile vedere i MCMG e gli FTR a confronto.
Alla fine è il trio di campioni a vincere. Sfida sufficiente, ma non da PPV.
Voto: 6

Singles Match: Ricky Starks vs Powerhouse Hobbs
Una delusione. Questa doveva essere una resa dei conti ma alla fine si trasforma in uno squash. Ricky Starks parte forte ma soccombe in pochi istanti sotto l’imponenza del suo mastodontico rivale. Appena 5 minuti di dominio e poi la decisiva Spinebuster. Ad All Out ci si aspettava una sfida più equilibrata, ma Absolute crolla in maniera inaspettata e incomprensibile.
Voto: 5.5

AEW Tag Team Championship Match: Swerve In Our Glory (c) vs The Acclaimed
Sfida divertente ma anche in questo caso forse un po’ troppo lunga. Una buonissima performance degli Acclaimed con in particolare Anthony Bowens abile in molti frangenti. Una buona azione sul ring rende il match più che discreto, anche se la categoria tag team della AEW sembra che nelle ultime settimane sia calata di qualità e interesse.
Voto: 6,5

Interim AEW Women’s World Championship Fatal 4-Way Match: Toni Storm vs Dr. Britt Baker vs Jamie Hayter vs Hikaru Shida
Altro match divertente a All Out. Un buon lavoro delle ragazze che in un quarto d’ora danno vita ad un incontro piacevole. La prima parte del match vede Shida protagonista, con la giapponese poi messa fuorigioco e via via in ripresa per prendersi la sua vendetta. La parte finale invece è tutta legata al rapporto tra la dottoressa e Jamie Hayter. Britt prima evita la vittoria alla sua alleata e poi tenta di schienarla. Tra le due litiganti la terza gode e così Toni Storm vince il match e il titolo ad interim.
Voto: 7

Singles Match: Jungle Boy vs. Christian Cage
Una faida tremenda che prosegue anche ad All Out. Il match non c’è, è uno squash di appena 33 secondi dopo il brutale assalto di Luchasaurus. Ingiudicabile questo angle, ma la sensazione è negativa.
Voto: S.V.

Singles Match: Bryan Danielson vs Chris Jericho
I due hanno dato vita ad una bella sfida, giocata molto sul tema delle sottomissioni. Il ritmo non è sicuramente alto ma il minutaggio, circa 13 minuti, aiuta la sfida a non diventare noiosa. Il finale merita delle riflessioni. La scelta del Low Blow vincente rientra bene nel discorso attorno a Daniel Garcia, ma la gestione di Danielson è incomprensibile. Troppe battute d’arresto non necessarie. La sua credibilità resta alta, ma viene rovinata nei grandi match. Serve un’inversione di tendenza.
Voto: 7

Trios Match: House of Black vs Miro, Sting e Darby Allin
Ad anticipare il main event di All Out  è questo tre contro tre. 12 minuti di azione non particolarmente coinvolgente. La situazione attorno a Malakai Black, schienato nel match, inizia a far parlare di sé. I rumor sull’addio potrebbero concretizzarsi.  Davvero un match inutile in un PPV come questo.
Voto: 5,5

AEW World Championship Match: Jon Moxley (c) vs CM Punk
Main event discreto ad All Out in una sfida che parte subito forte con CM Punk che in pochi secondi stava per vincere il match con Moxley uscito al 2 alla GTS. Il match prosegue poi in una conformazione più classica con Punk che diventa una maschera di sangue, a rincorrere l’avversario. Chicago sostiene il suo idolo, ma non a senso unico dato che anche Moxley ottiene l’approvazione di Chicago. Alla fine, in maniera un po’ incoerente Punk riesce a trovare la forza di connettere 2 GTS e vincere di nuovo il titolo. Al termine del match il famoso Joker si rivela essere MJF, tornato per vendicarsi, questa volta però con qualcosa in palio. Il titolo mondiale.
Voto: 7.5

Voto ad All Out 2022 – 7,5
All Out 2022 parte bene con una prima ora di ottimo livello per poi calare con dei match che faticano ad intrattenere. L’attenzione del pubblico torna nel main event, grazie all’idolo di casa e al post match. MJF è tornato e sarà il prossimo sfidante del Best in the World. Uno show discreto, ma alcuni problemi di costruzione della card e la durata eccessiva dello show ancora una volta compromettono la piena riuscita dell’evento.

ANGELO SORBELLO

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