Speciale CZW Cage of Death V Suspended – La battaglia finale - World of Wrestling

Ci sono show che ti fanno urlare, ci sono show che ti fanno amare il wrestling, ci sono show che ti fanno saltare dalla sedia urlando “HOLY SHIT!”, ci sono show che rimangono nel tuo cuore per sempre…e questo è uno di quelli!

Vi presento uno Space of Infamy un pò diverso dal solito che conoscete e (spero) apprezzate: infatti questa volta andrò indietro nel passato, precisamente nel 2003 per rivivere assieme a voi uno degli show che mi sono rimasti di più nel cuore come fan di wrestling e come fan della CZW…sto parlando dello storico Cage of Death V: Suspended!
Come ben sapete, per la CZW dicembre = Cage of Death, lo show dell’anno, lo showcase of ultraviolence, la construction of destruction, la gabbia che regala dei nuovi gladiatori ai famelici senatori del Colosseo giallonero.

La Combat Zone ormai ha stabilito le proprie radici a Philadelphia, Pennsylvania (ricordo che è nativa del New Jersey), il Cage of Death III viene consegnato alla storia come una scommessa vinta in pieno: primo show alla ex ECW Arena, tutto esaurito (1300 spettatori) e con la contesa finale tra Justice Pain e Wifebeater che è entrata nella storia della giovane vita Combatzoniana.
L’anno dopo per certi versi, venne superato quel limite, con la chiusura della violentissima faida tra Lobo e Zandig, che si sono contesi per tutto l’anno la presidenza della Combat Zone: tra show disputati in esilio (il primo Tournament of Death, originariamente chiamato Zandig’s Tournament of Death), attacchi e ritorsioni, alla fine è Zandig che ottiene di nuovo il controllo della “sua” lega, battendo Lobo proprio all’interno della gabbia della morte, che occasionalmente, venne presentata come primo incontro della serata, proprio per l’incredibile hype che aveva ai tempi.

…ma la vita di John Zandig non conosce pace…

Dopo aver lottato ed aver dato quasi la vita per ciò che ha fondato e che ama come un figlio, nel 2003 la CZW vede l’arrivo di una sorta di “gruppo terroristico” che quasi ricalca le orme della ormai estinta Lobo’s Army. Sto parlando dell’HI V, gruppo capeggiato da The Messiah che si avvale dell’aiuto di B-Boy (BotB III champion), dei Backseat Boyz (Johnny Kashmere e il compianto Trent Acid), di Adam Flash e di Nate Hatred, wrestler che ha tradito l’amico Nick Gage, ponendo fine alla seconda reincarnazione dell’H8 Club.
Facendo una rapida carrellata: l’HI V diede battaglia a Zandig e a chi si opponeva per tutto l’anno, potendo contare anche sull’aiuto “indiretto” degli invasori della IWA-MS, che diedero guerra alla CZW e a Zandig per tutta l’estate, nel cosiddetto “Summer Bloody Summer Tour”, cominciata con il Tournament of Death II (l’epilogo della carriera di Nick Mondo, e uno dei 10 show più belli della CZW, secondo me) e finita a Respect nell’Exploding Barbed Wire Cage Match tra Zandig e Ian Rotten, vinto proprio dal primo.
Degno di nota, sia per i fini della storia, sia per un piccolo moto d’orgoglio, è CZW Shockwave, primo show italiano (avete capito bene) svoltosi a Pistoia, della Combat Zone che vide Zandig sconfiggere The Messiah in un Tables Match e conquistare così il titolo CZW.

Tra piccole guerriglie e ritorni clamorosi, come quello di Lobo a Night of Infamy II (che incredibilmente si schierò dalla parte di Zandig, riconoscendo il rispetto dovuto all’Ultraviolent Icon), si arriva al Cage of Death V, show che il sottoscritto, all’epoca quindicenne, attendeva con estrema trepidazione! Avevo più hype per questo show che per 5 Wrestlemania messe assieme! E quando mi arrivò a casa la VHS, non potete immaginare quanto ero felice: finalmente avrei potuto vedere con i miei occhi uno show intero della Combat Zone Wrestling, visto che all’epoca seguivo tutto tramite risultati sul buon vecchio www.czw1.bizland.com e tramite music video beccati negli angoli più oscuri del web!

Dopo questa lunghissima intro, direi di andare direttamente allo show che conta! Cito però i due match del pre-show, dove la coppia formata da Jon Dahmer e Cory Kastle (rispettivamente maestro e studente) sconfisse le altre due coppie formate da Jude & Niles Young e Jamie Samuels & DJ Hyde (si, proprio l’attuale owner della CZW) e dove Shun the Kabuki Kid sconfisse l’effemminato Ric Feinberg, Krystian Wolf e GQ.

1st Contenders Match for the CZW Tag Team Titles: Rebel’s Army (Rockin’ Rebel & Greg Matthews) vs. Nick Berk & Z-Barr vs. Dirty Rotten Scoundrelz (EC Negro & KC Blade)

Tre coppie molto agguerrite e con un buon bagaglio di esperienza nella categoria tag team si affrontano per determinare il primo sfidante ai titoli di coppia detenuti dai Backseat Boyz. Per gran parte del match, c’è stata una sorta di alleanza tra la Rebel’s Army e i DRS, volti ad indebolire Nick Berk. Inutile dire che quando è entrato Z-Barr le cose sono cambiate, ribaltando un match già scritto e mandando a quel paese l’alleanza, anche se non per molto, visto che “l’esercito dei ribelli” conquista la vittoria con la Heatseeker su EC Negro.
Piccola nota personale, saranno pur passati 7 anni, ma fisicamente Berk era messo molto meglio all’epoca, sopratutto se confrontato con la recente apparizione a Fist Fight.

1st Contenders Match for the CZW Junior Heavyweight Title: Jimmy Jacobs vs. Sabian vs. Derek Frazier

All’epoca si parlava di tre giovani completamente da lanciare: I successi dei BLKOUT sarebbero arrivati solo l’anno dopo per Sabian, Frazier era visto come l’anello debole della Rebel’s Army e Jacobs era ancora un mingherlino dalla gimmick simile a The Berzerker (John Nord) accompagnato da Becky Bayless (ovvero Cookie, la manageressa di Robbie E in TNA), lontano anni luce dal capo spietato degli Age of the Fall.
Match comunque combattuto anche se manca la scintilla che rende il match davvero splendido, ma visto che si tratta del secondo match della main card, ci può anche stare…comunque sia, è Jacobs ad ottenere la vittoria con una Shiranui che gli vale un match nello show di gennaio contro il campione Junior Heavyweight.

CZW Iron Man Title – 20 Minutes Iron Man Match: Jimmy Rave vs. Trent Acid (c)

Un wrestler già affermato contro un giovane totalmente da lanciare: un background visto già tante volte e che di solito non delude mai. Trent Acid (pace all’anima sua) lo conosciamo più o meno tutti: all’epoca era contemporaneamente campione Iron Man (avendo vinto il torneo disputato a Redefined per l’assegnazione del titolo dichiarato vacante da Nick Mondo, ritiratosi dopo la vittoria al Tournament of Death II) e campione di coppia con l’altra metà dei Backseat Boyz, ovvero Johnny Kashmere. Godendo dell’appoggio dell’HI V, Acid si sente sotto i riflettori, tant’è che per qualche mese si mette ad imitare Triple H: nel look, nel costume e perfino nei soprannomi!
Dall’altra parte abbiamo Jimmy Rave, un wrestler che all’epoca era il tipico wrestler da lanciare giunto di fronte ad un traguardo molto grande per il proseguimento della sua carriera. Probabilmente lo ricorderete per lo stint in TNA, nella Rock n’ Rave Infection.
Comunque sia, com’era tipico della seconda gestione del titolo, questo è un Iron Man match della durata di venti minuti. Ovviamente vince chi ottiene più schienamenti o sottomissioni durante la durata del match.
Un incontro che, vista la stipulazione, quasi “spezza” il ritmo dello show, ma che ci offre comunque un buon spettacolo con un largo uso della psicologia, sia da parte di Rave, volto ad indebolire il braccio sinistro in vista della Dusk ‘Till Dawn (che gli vale il punto dell’1-1), sia da parte di Acid, bravissimo ad innervosire il giovane Rave.
I 20 minuti finiscono sull’1-1, pareggio fa arrabbiare il pubblico e lo stesso Rave, che chiede altri 5 minuti: Acid all’inizio glieli concede, ma esce fuori dal ring e se ne va dicendo “nel wrestling non puoi perdere il titolo per countout, quindi me ne vado!”, ma l’arbitro minaccia di dare il titolo a Rave in caso contrario! Acid alla fine rientra attaccando a sorpresa Rave, ma alla fine è quest’ultimo ad ottenere la vittoria con una Running Knee.
Nota personale: Rave l’ho sempre ritenuto un discreto wrestler e poco carismatico, e ancora non capisco come possa aver avuto uno stint in TNA. Non per fare il moralista, visto che si sta parlando di un wrestler che ci ha lasciati, ma doveva toccare questa sorte ad Acid, che era un più che buon wrestler dotato di un ottimo look e di un ottimo carisma.

1st Contenders Elimination Match for the CZW Iron Man Title: B-Boy vs. Alex Shelley vs. Chris Hero

Un Best of the Best winner, un giovane fenomeno tutto da lanciare (e vedere com’è Shelley oggi fa un pò impressione rivederlo così) e un wrestler dalla grande tecnica e carisma. Una ricetta perfetta per un match che promette scintille, e così è stato infatti!
Questo lo ricordo come uno dei match più belli della serata: l’esplosività di Shelley, la tecnica e la pulizia di Hero, lo strong style di B-Boy…una meraviglia per gli occhi! Rispettivamente è stato eliminato per primo Hero dallo Shining Wizard di B-Boy, ma poi dopo minuti di dura battaglia è Shelley ad ottenere la vittoria a sorpresa con la sua patentata Border City Stretch, e quindi sarà lui a sfidare il neo campione Jimmy Rave a gennaio.

Ladder Match: Joker vs. Chri$ Ca$h

Una scala che questa volta non simboleggia la scalata verso la gloria data da un titolo, ma che simboleggia il viaggio verso qualcosa di più prezioso sotto certi aspetti: l’ammirazione e il rispetto dei fans.
Joker è uno dei wrestler più tosti che si sia mai visti sul ring giallonero, un junior heavyweight che picchia giù duro come un veterano, mentre Cash è un giovane lanciato dalla CZW School.
Questo, a mio avviso, è uno dei motivi per il quale il Cage of Death V viene considerato come uno degli show più belli della CZW. Un Ladder Match semplicemente splendido che ci ha regalato uno degli spot più famosi della CZW, ovvero la Joker Driver dalla cima della scala sul tavolo, spot che fece esplodere i 1300 spettatori della CZW Arena. Un match talmente bello che i due giovani hanno ricevuto i complimenti dallo stesso Zandig in persona, che definì l’incontro “il più grande fottuto Ladder Match che abbia mai visto”, e che lanciò definitivamente i due giovani nell’olimpo dei guerrieri gialloneri.

CZW Junior Heavyweight Title Match: Ruckus (c) vs. Sonjay Dutt

Due wrestler che rappresentano il top della divisione Junior Heavyweight. Ruckus è il campione e Dutt è un giovane dalle qualità impressionanti (e che in futuro non verranno sfruttate…ma questa è un’altra storia…)
Dobbiamo anche ricordare che il Cage of Death rappresenta una sorta di maledizione per Ruckus, visto che non ha mai vinto un match, maledizione che continua anche quest’anno, visto che è Dutt a laurearsi campione Junior Heavyweight tramite roll-up in un più che buon match che, purtroppo, ha avuto il difetto di esser stato disputato in mezzo ad uno strepitoso Ladder Match e al piatto forte della serata, ovvero…

Cage of Death Match: Team HI V (Adam Flash, The Messiah, Trent Acid, Johnny Kashmere & Nate Hatred) vs. Team Ultraviolence (John Zandig, Lobo, ???, Nick Gage & Wifebeater)

IL MAIN EVENT! Il campo di battaglia finale della guerra tra l’HI V e gli alleati di Zandig.
Il Cage of Death di questa edizione probabilmente è quello più conosciuto, visto che oltre alla classica gabbia piena di armi di ogni tipo, abbiamo la passerella che separa la gabbia all’altro ring riempito da ben un milione (avete capito bene) di puntine! Piccola curiosità, gran parte delle puntine provengono dall’Italia.
Come ogni Cage of Death a squadre, anche questo adotta le regole del Wargames della WCW, con la modifica che viene eliminato chi esce con entrambi i piedi fuori dalla gabbia o dal ring con le puntine, come nelle Battle Royal o nella Royal Rumble.
Ma tornando al match, è semplicemente qualcosa di epico. La prima emozione è stata sapere il membro segreto del team di Zandig, che alla fine si è rivelato essere New Jack (e detto tra noi…è stato l’unico difetto del match), che all’inizio sembrava essere il salvatore della patria, ma alla fine ha tradito Zandig per schierarsi con l’HI V! La prima eliminazione è proprio quella dell’Ultraviolent Icon, che alla fine viene pure fatto fuori da una 187 di New Jack dalla cima della gabbia a dei tavoli messi fuori dal ring, così facendo l’ex ECW però si auto-elimina (detto tra noi, non è che abbia mai brillato per l’intelligenza…ma vabè…)
Comunque sia, il tradimento di Jack causa l’entrata rapida di Ian Knoxx e di Lobo, che un pò riequilibrano la sfida, grazie al primo bump della serata: B-Boy che vola dalla passerella al secondo ring con poi Knoxx che si dondola dalla struttura per poi volare giù con un Elbow Drop.
Il resto è pura meraviglia: la Sidewalk Slam di ‘Beater su Flash dalla passerella al ring da un milione di puntine, lo Yakuza Kick di Acid su Knoxx che fa un volo PAUROSO dalla passerella ai tavoli messi fuori dal ring e sopratutto quello che è il mio bump preferito in assoluto: la Death Valley Driver di Lobo con Dewey Donovan e Johnny Kashmere che volano dalla cima della gabbia ai tavoli messi fuori ring (e che causò la rottura della gamba sinistra di The Dew).

Ma veniamo al finale: la situazione è tragica per il Team Ultraviolence: Gage è l’unico sopravvissuto del team e contro ha Messiah e Nate Hatred, il suo ex amico. Gage viene posizionato sul tavolo, mentre i due si posizionano sulla passerella che c’è sopra la gabbia (non quella che collega i due ring)…dopo poco tempo si sente Zandig che urla dal backstage “NOW HATRED, NOOOOOOOW” e Hatred tradisce il leader degli HI V e permette a Gage di rovesciare completamente le sorti del match e di vincerlo prima buttando Messiah dalla cima della gabbia sopra un tavolo ricoperto di puntine dentro al ring, e poi di buttarlo definitivamente fuori, non prima di aver subito ben due Face Wash di Gage. Il ritorno dell’H8 Club e l’abbraccio tra Hatred e Gage è forse la scena madre di questo Cage of Death Match. È la fine della battaglia, è la fine della guerra tra Zandig e l’HI V, e il piano machiavellico del proprietario giallonero alla fine ha avuto la meglio.

Questo è stato il Cage of Death V, quella che viene ricordata come la miglior edizione dello Showcase of Ultraviolence dai fan gialloneri. Personalmente è uno dei miei show preferiti in assoluto, con il COD come ciliegina sulla torta, anche se dal triple threat tra B-Boy, Shelley e Hero abbiamo avuto solamente match ottimi.

Gabriele Sciarratta

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