Knockout or Tapout #4 – Fedor Emilianenko: L’Ultimo Imperatore - World of Wrestling

“Colui che non cade, non si rialza. E’ successo che sono stato reso una sorta di idolo. Tutti perdono. Succede. Sono un normale essere umano, come tutti noi. E se Dio vuole, vincerò il prossimo incontro. Non avverto alcuna pressione. Solo un po’ di sollievo perché domani sarò di nuovo a casa.” (Fedor Emelianenko, 26 giugno 2010)

The Last Emperor of MMA

Un salute caloroso a tutti I lettori di WorldofWrestling.it e bentornati al “Knockout or Tapout”, che ho deciso di riprendere dopo un lungo stop, causa problemi personali. Dopo aver dedicato i primi 4 numeri ad analizzare la storia delle Mixed Martial Arts e delle compagnie che hanno contribuito a rendere popolare lo sport, da oggi e per i prossimi 6 numeri della nostra rubrica, prenderemo ogni categoria di peso e ripercorreremo la carriera di un fighter rappresentativo di quella classe. Nell’edizione odierna cominceremo con la classe regina, la Divisione dei Pesi Massimi, che vi ricordo essere composta da tutti quei fighters che pesano tra i 93 e i 120 kg e analizzeremo il percorso di quello che da molti addetti al settore (e anche recentemente dai fans brasiliani, che in un sondaggio lo hanno eletto “Miglior fighter di Arti Marziali Miste di tutti i tempi”) è considerato come il primo vero fighter MMA, ovvero il primo atleta a rompere le barriere e diventare “all-rounded”, ovvero abile in più di una disciplina…se dovessi fare un paragone con il mondo del pro-wrestling, lo paragonerei senza pensarci un secondi di più a “The Icon” Sting, non solo perché sono entrambe leggendissime, ma perché entrambi verranno ricordati per non essere mai approdati nella federazione principale delle rispettive discipline…sto parlando del leggendario “Last Emperor” Fedor Emelianenko!!!

Fedor Vladimirovich Emelianenko nasce il 28 settembre del 1976 a Rubizhne in Ucraina e all’età di 2 anni si trasferisce con la sua famiglia a Stary Oskol in Russia. E’ il secondo genito della famiglia, assieme a una sorella e 2 fratelli, tra i quali Alexander Emelianenko, attualmente in attività anch’egli come MMA fighter. Diplomatosi nel 1991 e laureatosi con lode presso una Trade School nel 1994, per i 3 anni successivi entra a far parte dell’Armata Russa come pompiere militare, dove apprende le arti del Judo (del quale diventerà cintura nera e International Master of Sports) e del Combat Sambo (del quale diventerà Gran Maestro), prendendo parte a varie competizioni nazionali che lo portano subito a ottenere buoni risultati.
Decide quindi di intraprendere una carriera nelle MMA ed entra a far parte del Russian Top Team, dove è allenato da Volk Han, in preparazione al suo debutto per la promotion giapponese RINGS, una federazione che all’epoca era strutturata in maniera molto simile alla National Wrestling Alliance, nel senso che Fedor avrebbe rappresentato la sua nazione contro altre fazioni straniere. Per l’Imperatore il debutto nello sport avviene il 21 maggio del 2000 contro Martin Lazarov a “RINGS: Russia vs. Bulgaria”, che viene sottomesso al primo round con una Guillotine Choke; Fyodor vince anche i successivi 2 incontri (1 per sottomissione e 1 per KO).
Si arriva al RINGS King Kings 2000 Tournament, una competizione senza categorie di peso tra i migliori 32 fighters scelti tra 9 nazioni. Fyodor supera il primo turno sconfiggendo il brasiliano Ricardo Arona per Decisione e al secondo turno affronta il giapponese Tsuyoshi Kohsaka; l’incontro è controverso e si conclude dopo 17 secondi quando Kohsaka colpisce Fedor in fronte con una gomitata involontaria, ma vietata dal regolamento; le regole della promotion non prevedevano squalifiche o No Contest, per cui fu data la vittoria al giapponese per TKO; un episodio che i fans MMA non riconoscono come una vera sconfitta, con il russo che quindi, anche se il suo record all’epoca recitava 4-1, veniva considerato imbattuto, in quanto con le Regole Unificate non avremmo avuto questo verdetto…e in ogni caso tra i due non sarebbe finita qui. Dopo questo episodio, l’atleta di Stary Oskol lottò altri 6 incontri per la promotion giapponese riportando 3 vittorie per sottomissione, 1 per TKO e 2 ai punti, aggiundicandosi il RINGS Openweight Championship a “RINGS: 10th Anniversary” sconfiggendo Renato “Babalu” Sobral e il RINGS 2001 Absolute Class Tournament sconfiggendo in finale Chris Haseman il 15 febbraio del 2002; fu anche l’ultimo show per il RINGS, che chiuse i battenti e gran parte dei contratti della promotion furono acquisiti da un’altra federazione nipponica in forte ascesa: il PRIDE Fighting Championships.

Fedor celebra con il Titolo PRIDE FC

Emelianenko fa il suo debutto per la nuova promotion a “PRIDE 21: Demolition” il 23 giugno 2002, dove domina il campione di K-1 Semmy Schilt e viene subito catapultato nella lotta per il Titolo dei Pesi Massimi; a “PRIDE 23: Championship Chaos 2” il russo demolisce completamente Heath Herring, provocando lo stop dell’incontro dopo la fine del primo round e aggiundicandosi la shot al titolo detenuto dal brasiliano Antonio Rodrigo “Minotauro” Nogueira, considerato all’epoca il Peso Massimo n.1 al mondo, dotato di letali sottomissioni e incredibilmente resistente ai colpi…lo scontro tra i 2 guerrieri avviene a “PRIDE 25: Body Blow” il 16 marzo del 2003 e, contro ogni pronostico della vigilia, Fedor domina il brasiliano con il suo ground and pound, resistendo ai tentativi di sottomissione e portandosi a casa il PRIDE Heavyweight Championship al suo 14° incontro nelle MMA.
Nascono però a questo punto frizioni tra la famiglia Emelianenko e l’RTT, in particolar modo con l’allora manager del team, Vladimir Evgenevich Pogodin, il quale secondo Fedor, avrebbe tentato di controllare la sua carriera attraverso minacce e abusando della sua posizione di Vice-Presidente della World Sambo Federation per negare a Fedor stesso i titoli di “Gran Maestro”.
L’eroe russo arriva, nel frattempo, alla sua prima difesa della cintura assoluta contro l’ex IWGP Heavyweight Champion Kazuyuki Fujita a “PRIDE 26: Bad to the Bone”; Fedor è dato come favoritissimo, ma nei primi secondi si fa sorprendere da un destro fulmineo di Fujita che per poco non lo manda KO, il russo però si riprende, manda al tappeto l’avversario a sua volta con una combinazione e lo finisce con una letale Rear Naked Choke dopo 4 minuti nel primo round. Sarà la prima di una serie di “comeback victories” che caratterizzeranno il regno leggendario di Emelianenko. Regno che prosegue con una facile vittoria contro il veterano Gary Goodridge, che sarà l’ultimo incontro del russo come membro del Russian Top Team; di lì a poco infatti, gli Emelianenko decidono di trasferisci al Red Devil Sport Club di San Pietroburgo, gestito da colui che da quel momento diventerà il manager di Fedor da qui a fine carriera, ovvero Vadim Finkelstein! Il 31 dicembre del 2003 Fedor decide di combattere nell’annuale evento di fine anno organizzato dal leggendario campione di wrestling Antonio Inoki, chiamato “Inoki Bom-Ba-Ye 2003”, dove anche qui si sbarazza facilmente di un’altra leggenda giapponese, quello Yuji Nagata che molti fans del Puroresu conoscono sicuramente. Tuttavia questa decisione di Fedor di partecipare all’evento di Inoki, invece che a “PRIDE Shockwave 2003” dello stesso giorno, dettato dal fatto che Inoki aveva offerto un contratto economicamente migliore, ha fatto infuriare i dirigenti del PRIDE che hanno istituito il Titolo Interim per i Pesi Massimi, che sarebbe stato vinto dall’ex campione “Minotauro” Nogueira. Con l’arrivare del 2004, Emelianenko entra a far parte del PRIDE World Heavyweight Grand Prix Tournament e al primo turno affronta l’ex campione Pesi Massimi UFC (e futuro Hall of Famer) Mark “The Hammer” Coleman, che con la sua lotta greco-romana tenta di sconfiggere il russo, il quale però, spalle a cintura, tira fuori dal cilindro un fantastico Armbar che gli vale la vittoria per Sottomissione nel secondo round e l’avanzamento al secondo round del torneo; il 20 giugno 2004, affronta un allievo di Coleman, anch’egli ex UFC Heavyweight Champion, Kevin “The Monster” Randleman, il quale all’inizio della sfida effettua un letale German Suplex (che passerà alla storia) che fa cadere Fedor di testa…normalmente in questa situazione l’incontro finirebbe per via dell’incredibile bump, ma non è così nel caso di Fedor che si riprende immediatamente come se non avesse subito granchè e anzi, ribalta la posizione e riesce a sottomettere Randleman con una Kimura Armlock dopo solo 1 minuto e mezzo dall’inizio dell’incontro!!! INCREDIBILE! Fedor avanza in semifinale, dove affronta il campione di Judo Naoya Ogawa e anche quindi con un Armbar Fedor vince e avanza alla finale dove affronterà la sua nemesi Rodrigo Nogueira, non solo per la vittoria del Grand Prix, ma per l’unificazione dei Titoli Pesi Massimi!! Il grande scontro avviene a “PRIDE Final Conflict 2004” nella serata di Ferragosto giapponese e sfortunatamente dopo 3 minuti l’incontro viene sospeso per una testata accidentale tra i 2 che fa sanguinare il russo e viene dichiarato un No Contest. La resa dei conti viene quindi rinviata alla vigilia di Capodanno a “PRIDE Shockwave 2004” dove, come nel primo incontro, Emelianenko evita le sottomissioni di “Minotauro” e con il suo ground and pound e il suo vantaggio nella lotta in piedi si porta a casa la Decisione Unanime, la sua 17° vittoria consecutiva (ora con un record di 21 vittorie e 1 sconfitta nelle MMA) e diventa PRIDE UNDISPUTED HEAVYWEIGHT CHAMPION!! Il 2005 si apre ancora alla grande per Fedor, il quale riesce a “PRIDE Bushido 6” a vendicare la sua unica (come detto precedentemente, discutibile) sconfitta in carriera distruggendo Tsuyoshi Kohsaka al primo round.

PRIDE Final Conflict 2005
Successivamente si presenta per lui l’avversario forse più ostico in carriera dopo “Minotauro”: si tratta del croato Mirko Cro Cop, primo fighter ad avere avuto successo nella transizione dalla carriera nel K-1 alle Mixed Martial Arts; lo scontro tra i 2 era attesissimo tra i fans del PRIDE e gli addetti ai lavori, specialmente dopo che nel 2003 Cro Cop aveva mandato KO con uno dei suoi famosissimi Headkicks Alexander Emelianenko, il fratello di Fedor. La grande resa dei conti arrivò a “PRIDE Final Conflict 2005” del 28 agosto e fu un incontro combattutissimo, con Cro Cop che nella prima ripresa sembra avere la meglio nella lotta in piedi, senza però riuscire a finire il russo che con il proseguire della contesa riprende coraggio e diventa sempre più dominante: alla fine dei 2 round e dei 20 minuti di match viene assegnata la vittoria a Fedor per Decisione Unanime. Fedor mantiene il Titolo Pesi Massimi e si porta sul 23-1. Fedor vs. Cro Cop verrà premiato da illustre testate giornalistiche del settore, quali MMAFighting, Sports Illustrated e Yahoo! Sports come “Fight of the Year” e “Fight of the Decade”, ed è ricordato ancora oggi come uno degli incontri più memorabili nella storia dello sport. Il campione di Stary Oskol ritorna in azione alla vigilia di Capodanno, dove in soli 26 secondi riesce a far cedere il gigante brasiliano Zulu in un incontro non titolato; da far notare che tra i due atleti c’erano ben 80 kg di differenza a favore dello sfidante. Fyodor affronta poi Mark Coleman in un rematch dal 2004 ed anche stavolta ha la meglio, finendo l’americano per TKO nel secondo round. Si arriva a “PRIDE Shockwave 2006”, il 31 dicembre dello stesso anno: Fedor ha in programma una difesa del PRIDE Heavyweight Championship contro lo specialista di Catch Wrestling Josh Barnett, il quale però decide di tirarsi indietro citando come giustificazione una non ottimale condizione fisica; al suo posto il samoano Mark Hunt ottiene la title shot e mette in difficoltà Fedor, il quale però a sua volta ha un dito del piede rotto, ma ciò non gli impedisce, seppur con un po’ di fatica rispetto ai suoi impressionanti standard, a portarsi a casa la vittoria per sottomissione dopo 8 minuti e 16 secondi. Questa sarebbe stata la sua ultima difesa della cintura (che quindi non ha mai perso), in quanto nei mesi successivi il PRIDE FC verrà acquistato da ZUFFA e quindi dalla Ultimate Fighting Championship…e da cui ha inizio l’infinito flirt tra la promotion di Las Vegas ed Emelianenko.
Il russo tuttavia ha ancora un incontro nel suo contratto e tale contratto prevede una clausola che dà la possibilità al fighter di lottare per qualsiasi altra organizzazione, purchè sia all’interno del territorio russo; così Fedor decide di combattere a “BodogFIGHT: Clash of the Nations” a San Pietroburgo, dove nel main-event affronta il veterano Peso Medio Matt “The Law” Lindland, che per l’occasione sale nella categoria dei Massimi. L’incontro dura appena 3 minuti quando, dopo una buona partenza di Lindland che provoca un taglio sotto l’occhio sinistro di Fedor, l’icona russa chiude la pratica con un Armbar. Dopo questo incontro la collaborazione tra BodogFIGHT e Fedor non continua a causa di attriti tra il management del russo e la promotion; si apre così il tormentone, come anticipato poc’anzi, del suo approdo alla UFC; Dana White a inizio 2007, con l’acquisto del PRIDE, esprime ai giornalisti grande interesse riguardo Fedor e le trattative sono serratissime, senza tuttavia arrivare a un accordo, principalmente per le richieste di Finkelstein: co-promozione tra la UFC e la sua promotion, la M-1 Global negli eventi in cui avrebbe combattuto il suo assistito; firma degli altri membri del Red Devil Sport Club da parte della UFC; una clausola che dà la libertà a Fedor di partecipare a tornei Sambo in patria. Ovviamente ZUFFA non accetta nessuna di queste 3 condizioni, anche se le voci di un accordo tra le due parti continuano per tutto il 2007, addirittura White arriva a dire di avere in programma Fedor vs. Randy Couture per il titolo dei Pesi Massimi come primo incontro del russo. Tuttavia, nell’ottobre del 2007, Fedor decide infine di firmare un contratto non-esclusivo di 2 anni (valido per 6 incontri) con la sua M-1 Global, gelando gli appassionati di MMA e i piani alti UFC.

PRIDE vs. UFC

Il management di Fedor trova presto un accordo con la neonata DREAM, federazione sorta in Giappone dalle ceneri del PRIDE FC. Fedor partecipa all’evento di fine anno “Yarennoka!” dove affronta il peso Super Massimo (di ben 160 kg) sud-koreano Hong-Man Choi e ancora una volta, con grande astuzia nonostante la disparità fisica, sottomette l’avversario con un improvviso Armbar, ottenendo la 24° vittoria consecutiva, un vero e proprio record! All’inizio del 2008 viene deciso di istituire la WAMMA (World Alliance of Mixed Martial Arts), organizzazione che ambiva a diventare la nuova NWA per quanto riguarda lo sport delle Arti Marziali Miste, istituendo delle cinture da difendere in tutto il mondo e dei rankings che avrebbe deciso i vari sfidanti a tali cinture; il Titolo dei Pesi Massimi viene messo in palio per la prima volta nell’evento inaugurale della promotion Affliction, brand d’abbigliamento staccatosi dalla UFC e decisasi a combattere il colosso di Las Vegas, con l’aiuto economico del magnate americano Donald Trump (apparso molte volte nella programmazione WWE in passato). All’evento “Affliction/M-1 Global: Banned” del 19 luglio 2008, l’ex campione PRIDE Fedor affronta l’ex campione UFC Tim Sylvia, uscito da poco dalla promotion dopo essere stato sconfitto da un vecchio nemico di Fedor, “Minotauro” Nogueira. Appena suona il gong, Fedor si butta a bomba con una serie di pugni su Sylvia e lo manda al tappeto, per poi farlo cedere con una Rear Naked Choke in soli 36 secondi; un’altra vittoria straordinaria che aumenta il prestigio della sua leggenda, oltre a farlo diventare il primo WAMMA Heavyweight Champion. Fedor difende la sua nuova cintura ad “Affliction/M-1 Global: Day of Reckoning”, il 24 gennaio del 2009, in uno degli incontri più prestigiosi della sua carriera contro un altro ex campione UFC in Andrei “The Pitbull” Arlovski, all’epoca considerato il secondo peso massimo più forte al mondo, proprio dietro l’icona di Stary Oskol. Arlovski mette subito in difficoltà Fedor nei primi minuti dell’incontro, rendendo inefficace le offensive del russo, che sembra non riuscire a difendersi, ma proprio sul più bello, eseguendo una ginocchiata volante Arlovski apre la sua guardia e Fedor lo sorprende con un letale destro sul mento che manda KO il bielorusso! Fedor difende il titolo WAMMA e lascia tutti a bocca aperta ancora una volta! La successiva difesa del titolo è contro colui che avrebbe dovuto affrontarlo in PRIDE, ovvero Josh Barnett: l’incontro viene fissato per il 1° agosto 2009 ad “Affliction/M-1 Global: Trilogy”, ma il 22 luglio, pochi giorni prima dell’incontro, Barnett fallisce dei test antidoping per assunzione di steroidi e gli viene negata la licenza per combattere a Los Angeles e la super sfida viene cancellata un’altra volta; il giorno successivo, il brasiliano Vitor “The Phenom” Belfort, anch’egli impegnato nella card, si offre per affrontare Emelianenko e salvare l’evento, ma tutto ciò è inutile: il 24 luglio 2009, Affliction annuncia la cancellazione dell’evento citando la mancanza di tempo per trovare un avversario e per promuovere l’incontro come motivazioni per la decisione; pochi giorni più tardi, Affliction cesserà di esistere come promotion MMA e tornerà ad essere esclusivamente un marchio d’abbigliamento, venendo riammessa dalla Ultimate Fighting Championship. Questo fatto inaspettato lascia nuovamente Fedor (nonostante il contratto con M-1 Global) a piedi…e riapre però prepotentemente le trattative per portarlo alla UFC. Il pressing di Dana White si fa fortissimo, addirittura annuncia ai giornalisti la sua intenzione di offrire una title shot immediata a Fedor contro l’allora UFC Heavyweight Champion (ed ex WWE Champion) Brock Lesnar, in un vero e proprio superfight, da svolgere addirittura in uno stadio possibilmente. Secondo alcune voci la dirigenza di ZUFFA sarebbe arrivata ad offrire a Fedor un contratto faraonico per guadagnare 2 millioni di dollari a incontro + guadagni aggiuntivi dalle vendite dei PPV; la dirigenza di M-1 Global insiste nel volere una co-promozione con la UFC, ottenendo il rifiuto di Dana White; la diffusione di queste notizie porta all’ennesimo (e definitivo) fallimento delle trattative e Fedor decide infine di firmare un contratto da 3 incontri con un’altra promotion in ascesa, Strikeforce. Scott Coker annuncia il debutto di Fedor per il primo show della promotion di San Josè per il network televisivo CBS, il 7 novembre 2009; nell’evento “Strikeforce/M-1 Global: Fedor vs. Rogers”, Emelianenko affronta l’imbattuto Brett “The Grim” Rogers, proveniente da un KO velocissimo su Arlovski qualche mese prima. Il primo round tra i due è molto equilibrato e Fedor soffre un po’ la disparità fisica (Rogers è 120kg contro i 105-106 del russo), ma nel secondo round tira fuori dal cilindro, come nell’incontro con Arlovski un destro micidiale che manda al tappeto l’americano, che poi viene finito dal ground and pound: Fedor ottiene la 27° vittoria consecutiva ed ha ora un record di 31 vittorie e 1 sconfitta. I fans MMA reclamano a gran voce un super incontro tra Fedor e il campione pesi Massimi di Strikeforce, l’olandese Alistair Overeem che, dopo uno stint poco felice in PRIDE come Massimo Leggero, è salito al suo peso naturale diventando una macchina da guerra. Tuttavia il management di M-1 Global non ritiene Overeem avversario degno per il loro assistito e Strikeforce decide così di programmare uno scontro tra Fedor e l’ex UFC e PRIDE Fabricio “Vai Cavalo” Werdum…l’incontro si svolge a “Strikeforce/M-1 Global: Fedor vs. Werdum” nel giugno del 2010. Fedor parte alla grande nei primi secondi mandando subito al tappeto Werdum, che però lo sorprende con un tentativo di Triangle Choke; la sottomissione dura per molto tempo, Werdum non molla la presa, Fedor tenta di liberarsi ma alla fine è COSTRETTO A CEDERE!!! Dopo poco più di 10 anni di carriera nelle MMA professionistiche Fedor subisce la primissima sconfitta pulita!

La prima sconfitta di Fedor
Cominciano quindi a circolare voci, dopo le dichiarazioni post-incontro dello stesso interessato, di un possibile ritiro per Emelianenko, oramai 34enne, il quale tuttavia chiede a gran voce di poter combattere contro Overeem. Strikeforce invece è interessata a mettere Fedor contro il brasiliano Antonio “Bigfoot” Silva, altro ex campione pesi Massimi (della defunta EliteXC). La federazione di San Josè decide quindi, a inizio 2011, di istituire il primo Strikeforce World Grand Prix Heavyweight Tournament, per stabilire non solo chi sia il miglior peso Massimo nella promotion, ma in tutto lo sport, oltre a decretare un nuovo Heavyweight Champion. Il primo turno si svolge a “Strikeforce/M-1 Global: Fedor vs. Silva” il 12 febbraio, dove “Pezao” (soprannome portoghese di Antonio Silva), dopo un inizio che sembrava equilibrato, fa valere la sua superiorità in termini di peso e la sua agilità, non comune per un big man della sua stazza, dominando Fedor, che riesce ad arrivare alla fine del secondo round, salvo poi non poter continuare l’incontro sotto ordine del dottore. Silva passa dunque alla semifinale, mentre Fedor non solo è fuori dal torneo a sorpresa, ma è alla 2° sconfitta consecutiva!! 2 mesi più tardi Strikeforce è acquistata da ZUFFA e Fedor, nonostante sia sotto contratto con M-1 Global, continua a combattere per Strikeforce grazie all’accordo tra la federazione russa e SHOWTIME, l’emittente TV che trasmette gli eventi della promotion; il 30 luglio 2011 Fedor ritorna in azione in un ennesimo Superfight dove affronta un’altra leggenda, che per l’occasione sale nei Pesi Massimi: si tratta di Dan “Hendo” Henderson. I due non esitano a scambiarsi dispiaceri in un primo round spettacolare, verso la fine della ripresa Fedor manda al tappeto Henderson e lo assale con il ground and pound, ma l’allora ex UFC è lesto a rialzarsi e colpisce Fedor con un Uppercut improvviso sul mento che lo manda KO!!! Terza sconfitta consecutiva per Fedor che viene rilasciato da Strikeforce e da ZUFFA, chiudendo definitivamente le porte della Ultimate Fighting Championship, che non rivedrà più…M-1 Global tuttavia deve ancora finire di onorare il contratto con SHOWTIME, così organizza un evento da svolgere a Mosca il 20 novembre, “M-1 Global: Fedor vs. Monson”, dove Emelianenko affronta Jeff “Snowman” Monson; l’incontro è vinto dall’ex campione PRIDE per decisione unanime, vittoria che lo porta sul 32-4 in carriera e interrompe la striscia delle 3 sconfitte consecutive. Partecipa poi all’evento di fine anno organizzato dal DREAM e da Antonio Inoki in onore del terremoto in Giappone di inizio 2011, “Fight for Japan: Genki Desu Ka Omisoka 2011”, dove dopo pochi minuti nel primo round sconfigge agilmente per KO il giapponese Satoshi Ishii. Infine, il 21 giugno 2012, Fedor ritorna nella sua San Pietroburgo per “M-1 Global: Fedor vs. Rizzo”, dove affronta l’ex UFC Heavyweight Champion Pedro “The Rock” Rizzo e anche è l’ennesima vittoria per KO, assistito in persona dal suo grande amico e Presidente della Russia Vladimir Putin. Fedor annuncia il suo ritiro dalle Mixed Martial Arts immediatamente dopo l’incontro, abbracciato dalla famiglia, il fratello Alexander e tutto il team che lo ha supportato per anni nelle sue imprese. Tuttavia il suo impegno nello sport continuerà, in quanto viene eletto primo Presidente della Russian MMA Union, organo che si occuperà di promuovere lo sport nel paese degli zar.
La conclusione di una carriera che fino ad oggi non ha eguali nella breve storia dello sport e che rende Fedor (per quanto i detrattori non gli perdoneranno mai il fatto di non aver mai accettato le lusinghe della UFC per confrontarsi veramente con i migliori Massimi del mondo nell’ultima parte della carriera) il miglior Peso Massimo di sempre e direi perlomeno uno dei 5 migliori fighters pound-for-pound della storia delle MMA, un vero e proprio pioniere dal carattere misterioso, altro aspetto che lo ha reso unico e l’ha trasformato in una vera leggenda. E con questo, lasciandovi con un video tributo di highlights che riassume la favolosa streak d’oro di Fedor, vi saluto dandovi appuntamento al prossimo numero, dove entreremo nella categoria dei Pesi Massimi Leggeri e ripercorreremo la carriera di un leggendario guerriero dell’Ottagono: CHUCK “THE ICEMAN” LIDDELL!!! Alla prossima!

Fedor durante una esibizione per M-1 Global

Stefano “CavaxMMA” Cavalli

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